Cresce il mercato delle acque confezionate: import ed export in Europa e nel mondo

Lug 1st, 2021 | Di Redazione | Categoria: Imprese e Mercati


Il recente report dell’Area Studi Mediobanca sul settore delle acque imbottigliate in Italia e nel mondo mette a fuoco anche le dinamiche del commercio internazionale, di cui nel seguito riassumiamo i dati fondamentali

LE ESPORTAZIONI DEI PAESI EUROPEI

Le esportazioni europee di acque confezionate sono cresciute dal 2015 al 3,4% medio annuo, toccando i 2,13 miliardi di euro nel 2019; le importazioni sono aumentate dell’1,7% all’anno, arrivando nel 2019 a 1,21 miliardi. Il mercato delle esportazioni dell’Unione è dominato da due Paesi: la Francia, che con 832 milioni di euro rappresenta il 39% delle esportazioni, e l’Italia che con i propri 611 milioni vale il 28,6%.

Segue molto distanziato il Belgio, terzo esportatore con il 9,6% del totale, che precede la Germania con il 5,1%. Le esportazioni italiane hanno segnato una dinamica assai più sostenuta di quella comunitaria con una crescita pari al 5,4% medio annuo che rappresenta la migliore performance tra i Paesi con esportazioni superiori a 100€ milioni.

DESTINAZIONI DELLE ESPORTAZIONI EUROPEE

Le esportazioni della UE sono indirizzate per il 46,3% al di fuori della stessa. In questo l’Italia costituisce una notevole eccezione poiché il 62,7% delle proprie esportazioni è destinato al mercato extra UE (con gli Stati Uniti prima destinazione), ben al di sopra di quanto realizzato da Francia (45,7%), Belgio (33,4%) e Germania (27,3%). Merita infine rilevare che l’Italia nel 2019 mostra un saldo commerciale (export-import) positivo pari a 595€ milioni, secondo solo a quello della Francia (705€ milioni).

Il quadro non si modifica in modo sostanziale osservando la sola acqua minerale, salvo fare emergere che, mentre l’Italia esporta pressoché integralmente acqua minerale, per altri Paesi l’acqua non minerale rappresenta una quota talora importante dell’export, soprattutto nel caso della Germania (23%). La performance esortativa dell’Italia appare ancora più evidente per le acque lisce con un tasso medio annuo di crescita, del 6,1%,.

Tuttavia, rispetto al proprio totale la quota maggiore di esportazioni italiane riguarda l’acqua gassata (72,7%), tanto che in quel segmento l’Italia è il primo esportatore europeo (439,7 milioni) con una quota del 47,9%. Nelle acque lisce la scena è invece dominata dalla Francia (53%).

ESPORTAZIONI ED IMPORTAZIONI A LIVELLO MONDIALE

Le esportazioni mondiali di acqua confezionata sono stimabili in 4,1 miliardi di dollari, per un tasso di crescita medio annuo dal 2015 del 3,9%. La Francia, già primo esportatore europeo, si conferma anche su scala mondiale con il 22,9% del totale, precedendo la Cina (17,9%) e l’Italia cui quindi spetta la posizione di terzo esportatore globale, con il 16,8% del totale, non lontano dalla quota cinese.

Il prezzo medio delle nostre esportazioni è pari a 41 centesimi di dollaro al litro. La curiosa presenza delle isole Fiji tra i maggiori esportatori (3,3% del totale mondiale) dipende dallo sfruttamento delle sorgenti locali ad opera della società californiana Fiji Waters. E’ molto intensa anche l’attività esortativa della Georgia.

Dal lato delle importazioni, gli Stati Uniti acquistano dall’estero acque imbottigliate per 783,5 milioni di dollari, il 19,3% del totale mondiale, seguiti da Hong Kong con 650,3 milioni, per una market share del 16%. In base ai valori, il principale mercato di sbocco delle acque confezionate italiane è quello degli Stati Uniti, per un valore pari a 243,5 milioni di dollari, il 35,6% del totale delle nostre esportazioni.

Il prezzo medio al litro su quel mercato è pari a 76 centesimi di dollaro. La Francia è la seconda destinazione con 109,8 milioni di dollari, per un prezzo medio pari a 27 centesimi di dollaro al litro. Il mercato francese è il primo per quantità, con 412,6 milioni di litri, rispetto a 320,4 milioni collocati sul mercato statunitense. Seguono, sempre a valore: la Germania con 59,4 milioni di dollari (33 centesimi al litro), la Svizzera con 35,3 milioni (20 centesimi) e l’Australia con 23,6 milioni (60 centesimi).

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