Crisi economica del calcio, non sono un economista ma …

Giu 15th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Lo dico subito, non sono un economista e il mio non sarà un parere veramente tecnico, ma da tifoso, che nutre un sospetto sulle vere ragioni della crisi economica del calcio.

Certo la pandemia ha acuito la crisi, i mancati incassi degli stadi e degli sponsor pesano, ma il sistema era già in default da anni, in un certo senso secondo me è più un alibi.

Una delle cause principali viene indicata nell’aumento del costo dei cartellini, non sono d’accordo, perché non si fa la giusta distinzione fra spese interne al sistema e spese esterne al sistema.

In sostanza se il PSG paga 222 milioni di euro Neymar è meno dannoso di quando paga 20 milioni di euro di commissione a Mino Raiola per ingaggiare Donnarumma.

Perché nel primo caso i soldi restano dentro al sistema calcio, il Barcellona che incassa 222 milioni li investe nel mercato, ci paga stipendi ecc..

Le commissioni che finiscono nelle tasche dei procuratori e gli stipendi faraonici che un giocatore a parametro zero può chiedere alla nuova società, invece, escono per sempre dal sistema calcio.

Un’emorragia che negli ultimi anni si è fatta sempre più preoccupante, perché il sistema non può trovare continuamente nuove fonti di guadagno, prima o poi bisogna razionalizzare o sarà la catastrofe.

A questo già gravissimo problema va aggiunta la deprecabile e potenzialmente distruttiva abitudine di aggiustare i bilanci con plusvalenze fittizie.

Quelle manovre molto dubbie che due squadre compiono per aggiustare i bilanci, scambiandosi giocatori con valutazioni molto superiori al loro reale valore in modo da potersi mettere un segno più nella casella delle entrate.

Il sistema è andato avanti così per anni, appesantendo costantemente i bilanci delle società, era chiaro che prima o poi questo castello di carta sarebbe crollato, la pandemia ha solo dato il colpo di grazia.

Ma noi tifosi preferivamo non vedere, perché l’unica cosa che ci interessava era avere nuovi campioni nella nostra squadra del cuore.

Come ho premesso non sono un economista e sono sicuro che si possano fare analisi molto più profonde della mia, ma credo che queste siano alcune delle principali ragioni della crisi, di cui raramente sento però parlare.

Un po’ di buon marketing profittevole non guaterebbe

#marketing #comunicazione #social #fortunatomonti #marketingjournal

Fortunato Monti
Web & Social Marketer & Content Creator
fortunato.monti@gmail.com

Related posts:

  1. Crisi vendita al dettaglio di elettronica: vere ragioni e comodi alibi
  2. Come sarà il 2021 per i comunicatori del food? Agenzie e uffici stampa si sono reinventati per rispondere alla crisi
  3. 5 previsioni di marketing digitale per la ripresa economica post-pandemia
  4. Comunicare in situazione di crisi