Da negozi a hub per l’e-commerce. Nel retail post-Covid è corsa ai ‘dark store’

Mar 25th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Trade e distribuzione

Convertire i negozi in hub a servizio dell’e-commerce, in un momento in cui la frenata del retail è controbilanciata dal balzo dello shopping digitale. Ultimo in ordine di tempo a cedere al fenomeno dei dark stores (hub dedicati e progettati per servire i clienti dell’e-commerce, spesso chiamati anche ‘centri dotcom’) è El Corte Inglès, gruppo spagnolo che, secondo quanto riferito da Modaes, ha trasformerà in questo senso alcuni negozi. Tra i primi figura il punto vendita dell’insegna a Eibar, che diventerà un magazzino a servizio della divisione food di El Corte Inglès.

“Il calo del prezzo degli affitti dei locali commerciali e l’aumento dell’online hanno portato al boom di questi magazzini logistici, ubicati dove precedentemente erano ubicati i negozi”, riporta la testata specializzata, ricordando iniziative simili, durante le fasi di lockdown, anche da parte di Inditex ed El Ganso. Questo tipo di hub, del resto, favorisce consegne rapide, trovandosi nel centro città o in zone residenziali.

“Le chiusure dei negozi – porsegue Modaes – sono state un altro importante catalizzatore per questi hub metropolitani. Le restrizioni imposte per fermare l’avanzata del coronavirus hanno infatti costretto i retailer di prodotti non essenziali ad abbassare le serrande, situazione che si è protratta per mesi e che ha portato le aziende a una revisione del network di punti vendita”. Da qui, anche il calo degli affitti in alcune delle aree commerciali più ambite delle grandi capitali (a New York, ad esempio, gli affitti dei locali commerciali sono diminuiti fino al 25 per cento).

Il biennio 2020-2021 sarà dunque ricordato come spartiacque del retail. Considerando solo tre grandi gruppi come Inditex, H&M e Gap, la riduzione dei punti vendita potrebbe arrivare a diverse migliaia. La controllante di Zara, numero uno del fast fashion mondiale, nel suo progetto strateigico al 2022, ha spiegato come l’obiettivo del gruppo sia l’integrazione al 100% di negozi e online stockrooms in 96 mercati, in modo tale che ogni store possa operare come hub di distribuzione integrato e orientato al servizio clienti.

A febbraio 2020, anche il comptetitor H&M ha messo la firma sulla rivoluzione digitale del retail fisico: il colosso svedese, infatti, ha ufficializzato un riassetto del proprio network di punti vendita, per i quali è previsto un cambio di concept strategico. Da semplici punti vendita, saranno pensati e gestiti come hub logistici per il digitale.

“Pensiamo che il ruolo degli store debba cambiare – ha dichiarato un anno fa Karl-Johan Persson, oggi chairman di H&M, dopo essere stato CEO dal 2009 -. Come possiamo usare questi punti vendita ancora meglio come hub logistici per le consegne, per il ritiro e il reso delle merci?”. La società ha così avviato la valutazione del numero di magazzini necessari in ciascun Paese per rifornire i propri negozi fisici e, separatamente, per le vendite online.

via www.pambianconews.com

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