Danilo Arlenghi, pres. Club MC: l’importanza degli eventi nella comunicazione aziendale

Feb 3rd, 2020 | Di Redazione | Categoria: Editoriale


Gli eventi, siano essi di comunicazione, promozionali o commerciali, hanno assunto al giorno d’oggi la valenza di vero e proprio nuovo “media”, posizionandosi con un ruolo di primaria importanza nei piani di comunicazione e nelle strategie di marketing delle grandi, medie e piccole imprese, per il loro carattere poliedrico e modulare, per la relazione one-to-one con i consumatori, e per il potenziale di comunicabilità multimediale.

Il mercato degli eventi e della live communication continua a salire toccando quota 884 milioni di euro (+3,8%). Una cifra che entro i prossimi due anni dovrebbe sfiorare il miliardo di euro secondo AstraRicerche. Per il quinto anno consecutivo, registra una chiusura in territorio positivo con un incremento degli investimenti in eventi del +3,8%

Eventi e live communication, dunque, continuano a dare grandi soddisfazioni, e lo si evince anche da altri indicatori relativi al settore. Cresce, infatti, la percentuale delle aziende che investono in eventi più del 20% sul totale degli investimenti in comunicazione (che si attesta al 41,7% contro il 38% ), così come cresce la percentuale delle aziende che nonostante abbia già investito l’anno precedente ha deciso quest’anno di aumentare gli investimenti nel settore (28% rispetto al 24%) e prevede di farlo anche nei prossimi due anni (27,7%) Aumentano anche coloro che prevedono di investire in eventi nei prossimi due anni non avendo investito quest’anno (88% contro l’86% dell’anno precedente).

Quanto alle tipologie nell’ultimo anno, la frequenza di realizzazione di eventi B2B, B2C e B2I è stata simile. Considerando il singolo tipo di evento il più indicato è la convention aziendale (42.8%), seguita da convegno/congresso e lancio prodotto. Tra i meno utilizzati invece gli eventi musicali, culturali e pubblici.

Uno spunto interessante della ricerca, infine, è quello relativo alla parola d’ordine del mercato degli eventi, che l’anno scorso ha visto svettare ‘integrazione’ (32.0%) seguita da ‘affidabilità’ (27.7%) e ‘trasparenza’ (17%), sostituite quest’anno da ‘emozione’ (31,3%) , seguita da ‘capacità realizzativa’ e ‘tecnologia, digitale’.

Gli eventi, in particolare quelli promozionali, e le iniziative di field marketing indoor e outdoor, in store e on the road, ribaltano i modelli del vecchio marketing , che r.i.p: riposa in pace, e la visione ed il rapporto con il mercato: non è più il consumatore ad andare verso il prodotto/azienda , ma è l’azienda ovvero il prodotto che va dal consumatore nel suo ambiente, dove vive, dove acquista, dove consuma, lo prende per mano, lo conosce, instaura dapprima un contatto ed una connessione eppoi un legame. Cioè una relazione personale e personalizzata, one-to-one, ma ancoe meglio one-to-each. E finalmente il prodotto o servizio per il consumatore ha un volto “umano”.

E’ il diretto interessato aziendale (sia esso di vendita, di comunicazione, di marketing) che va a conoscere personalmente il singolo consumatore. Ascolta dal vivo le sue aspettative, vede de visum le sue necessità, avverte i suoi stati reali d’animo rispetto al prodotto o al servizio proposto, capisce il vissuto(emotivo e razionale) del prodotto da parte del singolo e da questi sondaggi o ricerche sul campo nasce una esperienza unica, inimitabile dalla quale si traggono dati molto più veritieri, sinceri e corretti rispetto alle classiche indagini quali-quantitative d’opinione nelle quali è un interlocutore diverso, seppur esperto e professionista a dialogare con l’intervistato.

Un altro vantaggio deriva dalla possibilità di verificare “sul campo” le reazioni ed i commenti del proprio target sia al prodotto, sia alla marca , sia all’evento stesso, migliorando di conseguenza il grado conoscenza reciproca ma anche utilizzando tale feedback per tarare le successive iniziative di marketing relazionale e modificare prodotti e servizi nella sostanza e nella forma (packaging) rendendoli più vicini alle aspettative e necessità del target di riferimento.

I partecipanti ad un evento giudicano sempre in primis la qualità, il gusto, il sapore, la presentazione dei piatti gastronomici loro offerti e si ricordano nel tempo dei momenti conviviali più di ogni altro momento dell’evento, attribuendo ad esso e quindi al catering primaria rilevanza nel decretarne il successo o meno.

Vista pertanto l’enorme importanza riservata dagli ospiti ai cibi e bevande durante un evento, vale la pena di gratificarli in modo eccellente con prodotti sani, genuini, a km 0 e soprattutto bio, con preparazioni di ‘alta cucina’ ed un servizio curato nei dettagli, come fa Party Round Green il primo bio catering e green banqueting in Italia, per renderli pienamente soddisfatti e dunque positivi ed efficaci testimonials d’eccezione del brand oltreché memorabili viralissimi influencers e ambassadors dell’evento stesso

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