Deloitte, l’Italia è il primo paese del lusso al mondo

Dic 3rd, 2021 | Di Redazione | Categoria: Breaking News

Il Made in Italy conta 26 aziende all’interno della classifica annuale 2020 dei luxury brand. Le new-entry sono Golden Goose, Morellato, Stone Island e Pinko, mentre la tricolore che svetta più in alto è EssilorLuxottica

L’Italia guarda dall’alto il panorama del lusso mondiale. Un comparto che nonostante la pandemia, si legge in un report di Deloitte, ha generato nel 2020 ben 252 miliardi di dollari di vendite: una perdita del 12,2% rispetto all’anno precedente, ma che comunque porta con sé un profit margin positivo del 5,1%.

E in questo contesto brilla più che mai il Made in Italy, primo paese per numero di presenze di tutta la classifica, con 26 aziende di cui quattro new-entry. A fare il proprio debutto sono state infatti Golden Goose (86° posto), Morellato (87° posto), Sportswear company (aka Stone Island, all’88° posto) e CrisConf (ovvero Pinko, all’89°).

A regnare sulla classifica invece rimangono i colossi del fashion and beauty: la corona la mantiene il gruppo francese Lvmh, della famiglia Arnault, con ricavi per 33 miliardi di dollari. A seguire Kering, con un indotto da 14,9 miliardi, The Estée Lauder companies, con 14 miliardi, e Richemont con vendite per 13 miliardi. Da ciò l’importanza delle dimensioni dei conglomerati, soprattutto in periodo di crisi come quello pandemico, per il raggiungimento di buoni risultati finanziari. Presente la bandiera tricolore anche nella top 10, con EssilorLuxottica che si guadagna il 7° posto. Gli altri due big del Made in Italy invece sono Prada, al 23° posto, e Giorgio Armani al 29°.

Ma le aziende italiane si distinguono anche per loro rilevanza all’interno del settore di riferimento che per la loro resilienza. Oltre al settimo posto nel ranking, infatti, il gigante dell’occhialeria ha totalizzato più della metà delle vendite della categoria accessori durante il fiscal year 2019. Brilla anche Moncler (stabile al 33° posto), che risulta l’azienda con le performance complessive più costanti, rientrando per quattro anni consecutivi tra le realtà a più rapida crescita. La nuova arrivata Golden Goose invece si guadagna il titolo di marchio tricolore con crescita maggiore, con un cagr del 23% nel periodo tra il 2017 e il 2020.

Facendo invece una considerazione per macro-area,
borse e accessori sono il settore più italiano di tutti, con il 56% della produzione che proviene da questo paese. Rilevante anche la presenza nel clothing: più di un terzo delle aziende presente nella categoria abbigliamento e scarpe è italiana, ribadendo l’influenza del Made in Italy nel panorama del lusso mondiale.

I nuovi driver del lusso sono diventati soprattutto sostenibilità e trasformazione digitale, entrambi elementi che rendono necessario un ripensamento dei processi produttivi e manageriali. Si notano partnership sempre più frequenti tra fashion brand e attori esperti nell’ambito tech o sustainability, sia per i grandi come per i piccoli marchi. La nuova frontiera del lusso? Gli analisti sostengono sarà fatta di Nft, gaming e metaverso, per attrarre sempre di più la gen Z e la giovanissima generazione Alpha.

Related posts:

  1. Arriva in Italia Seedlip, il primo distillato no-alcol al mondo
  2. Primo Tomografo Computerizzato con Tecnologia Photon-Counting al Mondo. Tac più Precise Grazie a Siemens Healthineers che Rivoluziona l’Imaging Medico. In Italia dal 2022.
  3. LinkedIn è il Barometro del primo impiego 2021 Italia
  4. Nel 2021 ecommerce e video online trainano la pubblicità nel mondo (+11,2%) e in Italia (+9%)