Dizionario di marketing e comunicazione aggiornato a cura di ClubMC

Mag 20th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Glossario di Marketing e Comunicazione, Marketing

“Cercare per conoscere.
Conoscere per comprendere.
Comprendere per comunicare”

Above the line: (”sopra la linea”) è un termine tecnico impiegato in pubblicità e si usa per indicare tutte le attività di comunicazione che sfruttano i media classici, ovvero:

Radio - Televisione - Cinema - Stampa (giornali e periodici) - Affissioni (manifesti e poster)
Internet - Servizi di rete sociale

Il termine complementare è Below the line, che indica invece altre attività che non sfruttano tali media, come ad esempio le sponsorizzazioni, le attività di promozione, le relazioni pubbliche e il direct marketing.

L’espressione non deve essere confusa con above the fold che, nel gergo giornalistico, indica i contenuti posti nella metà superiore, cioè sopra (above) la piega (fold) della prima pagina di un quotidiano esposto assieme agli altri in edicola. Questo concetto, ripreso e utilizzato anche nel campo del web design, ha poco o nulla a che vedere con l’advertising.

Account Based Marketing (ABM): conosciuto anche come key account marketing, è una strategia b2b che consiste nell’individuare aziende target specifiche (account) e nel progettare attività su misura per attrarre persone chiave di queste aziende. Questo metodo può essere considerato un’evoluzione dell’inbound marketing e si colloca a metà tra il reparto marketing e quello commerciale: è il mancato allineamento tra i due team a causare i problemi maggiori alle aziende e l’ABM è nato proprio in risposta al problema, portando il marketing un po’ più vicino alle vendite, tipicamente focalizzate più sugli account che sui lead.

Account Conflict: Conflitto Di Interessi Che Si Crea Quando Un’agenzia Gestisce I Budget Di Due Aziende Concorrenti.

Account Director: Direttore del servizio clienti.

Account Executive: E’ l’esperto di marketing dell’agenzia, ma anche un conoscitore di psicologia; in genere è un buon parlatore, è dotato di gusto estetico, diplomatico e politico. Ha il compito di raccogliere tutte le possibili informazioni sul prodotto e di mantenere i collegamenti *tra il cliente e l’agenzia. All’azienda vende la campagna realizzata e individua i mezzi più adatti per la pubblicizzazione del prodotto. Viene detto anche Contact Man. (Account supervisor: coordina il lavoro degli Account Executives.)

Acorn: classificazione di aree residenziali in base alle tipologie di abitanti; è molto utilizzata nelle ricerche sui consumatori.

Active: i clienti di una lista che hanno effettuato acquisti entro un arco di tempo definito.

Adbusting ( o “culture jamming”, ovvero la decostruzione dei testi e delle immagini dell’industria dei media attraverso la tecnica dello straniamento e del détournement, cioè lo spostamento di immagini e oggetti dalla loro collocazione abituale per inserirli in un diverso contesto semantico dove il loro significato risulti mutato, se non capovolto) tecnica di comunicazione adottata dai consumatori per veicolare sempre più comunicazioni promozionali in rete, con lo scopo di aggiungere ironia o sarcasmo a un messaggio pubblicitario o, in alcuni casi, a farne una critica e una denuncia sui social.

Ad specialties: articoli pubblicitari.

Advergame: si tratta di giochi interattivi progettati e distribuiti dalle aziende per intrattenere gli utenti mentre sono esposti alla pubblicità di brand, prodotti o servizi. Un progetto ben riuscito può innescare meccanismi di viralità, ovvero di diffusione spontanea del gioco. Si tratta di videogiochi realizzati appositamente per comunicare messaggi pubblicitari, sviluppare la brand awareness e generare traffico verso i siti commerciali. Il termine si riferisce solitamente ai giochi di questo tipo accessibili o scaricabili dal Web, sebbene la pratica esistesse già da prima della diffusione del Web, con titoli promozionali distribuiti ad esempio su floppy disk.

L’introduzione del termine advergame viene attribuita al creativo e designer Anthony Giallourakis, fondatore poi di diversi siti Web specializzati come advergames.com, che la coniò nel 2000

Advertising: Pubblicità pagata, effettuata tramite “media” (stampa, radio, tv, web) per comunicare prodotti, servizi o l’immagine di un’azienda.

Address Line: parte di un annuncio pubblicitario o di materiale promozionale che contiene l’indirizzo del recapito al quale l’utente può rivolgersi per effettuare l’ordine o per ricevere ulteriori informazioni.

Advertising: termine generico che identifica la pubblicità effettuata sui grandi mezzi.

Advertising Plan: Programma o piano pubblicitario.

Advertising direct response: azione pubblicitaria realizzata con l’intento di generare una risposta, che può utilizzare vari mezzi quali la posta, il telefono, il fax, ecc., purché quantificabili.

Agenzia di Animazione: struttura professionale a servizio completo per spettacoli di intrattenimento, animazioni presso i punti vendita.

Agenzia di Incentivazione: struttura professionale a servizio completo per campagne rivolte alla forza Vendita e Trade.

Agenzia di Marketing Diretto: struttura professionale a servizio completo per campagne a mezzo “apparecchio” telefonico.

Agenzia di Merchandaising: struttura professionale a servizio completo per azioni di marketing sul P.V.

Agenzia di Sales Promotion: struttura professionale a servizio completo per progettazione e gestione di campagne pubblicitarie.

Aggiornamento del paniere: Revisione annuale della lista dei prodotti presi in considerazione per rappresentare gli effettivi comportamenti di spesa delle famiglie e tener conto dei mutamenti che intervengono. Per questo motivo ogni anno possono cambiare sia i beni e i servizi compresi nel paniere sia il loro peso nel calcolo degli indici di prezzo.

A.I.D.I.M.:
Associazione Italiana per il Direct Marketing, creata nel 1984 per promuovere e sviluppare nel contesto professionale, imprenditoriale e sociale italiano il marketing diretto. Ne fanno parte utenti, agenzie, società di servizi e professionisti che impiegano per sé o per i propri clienti processi di marketing diretto.

Ambush marketing: marketing dell’imboscata, del tranello. Quando un brand paga i diritti per sponsorizzare un evento ed un altro si intrufola illegalmente avendo massimi ritorni senza aver sborsato denaro

Analisi SWOT (conosciuta anche come matrice SWOT) è uno strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza (Strengths), le debolezze (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto o in un’impresa o in ogni altra situazione in cui un’organizzazione o un individuo debba svolgere una decisione per il raggiungimento di un obiettivo. L’analisi può riguardare l’ambiente interno (analizzando punti di forza e di debolezza) o esterno di un’organizzazione (analizzando minacce ed opportunità).
Tale tecnica è attribuita a Albert Humphrey, che guidò un progetto di ricerca all’Università di Stanford fra gli anni ‘60 e ‘70 utilizzando i dati forniti dalla Fortune 500.

Animatic: Sviluppo dello story board televisivo in un certo numero di sequenze che in sostanza animano delle illustrazioni. Viene impiegato dall’agenzia per dare al cliente un’idea sufficientemente precisa di quello che sarà il telecomunicato finale.

A.N.V.E.D.:
Associazione Nazionale fra aziende di Vendita per Corrispondenza e a Distanza, con sede in Milano. Tutela gli interessi delle imprese associate e l’immagine delle specifiche attività di vendita. Per associarsi è necessario sottoscrivere un Codice Morale Professionale che vincola le aziende a un comportamento corretto nei confronti dei consumatori. Due organi, il comitato di accertamento e la commissione di disciplina, controllano l’aderenza di tali comportamenti al codice stesso. Oltre alle aziende di vendita per corrispondenza e a distanza, sono ammesse all’associazione anche quelle imprese che forniscono servizi di assistenza alla vendita postale, come agenzie pubblicitarie, fornitori di liste e tipografie specializzate.

Area test: azione di marketing condotta in un’area delimitata per raccogliere indicazioni sulla sua efficacia.

Art Buyer: Colui che acquista il materiale e/o reperisce le persone per la produzione di una pubblicità.

Art Director: Direttore artistico di un’agenzia pubblicitaria; indica anche colui che, nella creazione delle campagne, si occupa principalmente della parte visiva o visuale.

Astroturfing: è un termine coniato negli Stati Uniti intorno alla metà degli anni ottanta del XX secolo: nell’ambito del marketing, esso definisce la creazione a tavolino del consenso proveniente dal basso, della memoria o della storia pregressa di un’idea, un prodotto o comunque qualsiasi bene oggetto di propaganda (bene di consumo, candidato alle elezioni, etc.). La tecnica di astroturfing si affida spesso a persone retribuite affinché esse producano artificialmente un’aura positiva intorno al bene da promuovere.
AstroTurf è il marchio registrato di un’erba artificiale prodotta dalla Monsanto e commercializzata su grande scala a partire dal 1966, anno in cui fu utilizzata per la copertura del terreno di gioco dell’Astrodome di Houston, in Texas. Proprio il nome di tale stadio fu all’origine del marchio, che si componeva di ASTRO(dome) e (artificial)TURF (in inglese Turf significa Zolla). Il suo derivativo Astroturfing fu coniato come antonimo di grassroots (alla lettera Radici dell’erba) equivalente, in italiano, al termine Politica dal basso, espressa dalla similitudine con le radici che affondano nel terreno, e anche col fatto che ogni filo d’erba ha una sua individualità, ma che tanti fili d’erba si uniscono a formare un prato.
Più genericamente, grassroots designa un movimento, un consenso, un insieme di comportamenti sociali, che sono radicati in una comunità da molto tempo, dei quali la comunità ha memoria. Astroturfing, per converso, indica qualsiasi categoria merceologica o anche, per esempio, un’idea politica che, lungi dall’essere radicata da tempo in una comunità, gode in realtà di una promozione a tavolino e di una serie di falsi ricordi costruiti artificialmente da un gruppo di marketing organizzato

Audience: il numero totale degli individui raggiunti da un’azione promozionale o da un annuncio pubblicitario.

Authenticity marketing: vedi retro-marketing

Baby Boomer: nella classificazione generazionale sono le persone nate fra 1945 ed il 1960 - Epoca: boom economico e demografico, rivoluzioni e femminismo, cultura Hippie e Festival di Woodstock.
- Segni distintivi: Ribelli, politicamente e civilmente impegnati - cresciuti in un periodo di transizione e prosperità, credono fermamente nella lotta per i propri diritti.- Ritratto cinematografico: La dolce vita (Federico Fellini, 1960) - specchio di una società che si stava emancipando e liberando dal bigottismo dei propri padri. - Media del cuore: Televisione. - Come comunicano e dove trovarli: Continuano a prediligere la comunicazione face-to-face. La maggior parte di loro occupano tutt’oggi posizioni di prestigio, cariche manageriali e di direzione delle aziende: allo scrivere e-mail preferiscono il confronto telefonico e le riunioni. - Social Behaviour: Sono su Facebook, ma non tutti ne padroneggiano davvero il linguaggio, pertanto il loro comportamento online è perlopiù silente o voyeuristico. Sono molto concreti, pertanto la fluidità dei nuovi media talvolta li destabilizza.

Banca dati: collezione omogenea di dati memorizzati su un supporto magnetico e accessibili mediante un elaboratore. Secondo il tipo di informazioni offerte le banche dati possono essere classificate in due grandi famiglie. 1) Basi dati di informazione primaria: contengono informazioni utilizzabili direttamente dall’utente della banca dati. 2) Basi dati di informazione secondaria: aiutano l’utente a localizzare la fonte informativa adatta alle sue esigenze rinviandolo per ulteriori dettagli o per testo completo allo specifico documento o all’organizzazione oppure ancora al ricercatore, autore o possessore della documentazione primaria.

Base dell’indice: periodo scelto come riferimento di partenza per il calcolo degli indici, che generalmente è l’anno per il quale viene definito il paniere (elenco dei prodotti e relativi coefficienti di ponderazione) che si mantiene fisso fino al successivo cambio di base e sul quale vengono calcolate le variazioni di prezzo con la tecnica dei numeri indici.

Below the line: termine usato in pubblicità che indica altre attività che non sfruttano i media classici (tv, radio, giornali), come ad esempio le sponsorizzazioni, le attività di promozione, le relazioni pubbliche e il direct marketing. E’ la locuzione complementare a above the line

Benefit: vantaggio, beneficio. E usato sia per identificare i vantaggi da proporre al consumatore sia per indicare i vantaggi ottenuti o ottenibili dall’impresa mediante una determinata azione di marketing.

Beni alimentari lavorati: Prodotti destinati al consumo finale, risultato di un processo di trasformazione industriale (come i succhi di frutta, gli insaccati, i prodotti surgelati).

Beni alimentari non lavorati: Prodotti alimentari venduti senza un preventivo e significativo processo di trasformazione (cottura, surgelazione, spremitura, ecc). Ad esempio latte, uova di gallina, carne fresca, pesce fresco, frutta e verdura fresca.

Beni alimentari: Generi alimentari (come ad esempio il pane, la carne, il pesce, i formaggi), bevande analcoliche, bevande alcoliche.

Beni di consumo: Beni impiegati per soddisfare direttamente i bisogni umani.

Beni di largo consumo: Beni alimentari, prodotti per la pulizia della casa, prodotti per la cura della persona.

Beni durevoli: Elettrodomestici, radio televisori, strumenti ottici, fotografici, orologi, motocicli, biciclette, autovetture, altri mezzi di trasporto, mobili, gioielli, oreficeria, strumenti musicali, articoli di arredamento.

Beni energetici non regolamentati: Benzina verde, gas GPL, gas in bombole, gasolio, gasolio per auto.

Beni energetici regolamentati: Energia elettrica usi domestici, gas per cottura cibi, gas per riscaldamento.

Beni non durevoli: Detergenti per pulizia della casa, prodotti per la cura della persona, medicinali e prodotti farmaceutici, prodotti alimentari, tabacco, articoli sportivi, giochi e giocattoli.

Beni semidurevoli: Capi di abbigliamento, calzature, libri.

Beta: si intende la prima versione di un software rilasciata da una azienda o da una comunità di sviluppatori al fine di testarla e migliorarla attraverso i feddback degli utenti.

Bio Marketing: il marketing incontra le bioscienze - evoluzione dell’applicazione delle neuroscienze allo studio della comunicazione e della persuasione

Blog: contrazione delle paroli inglesi web e log. E’ un sito internate il cui contenuto è generato dall’utente in forma e stile diaristico. La struttura è costituita da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web. I lettori hanno possibilità di lasciare commenti all’autore del blog detto Blogger.

Bot: software che agiscono come degli utenti (commentano, inviano richieste di follow, rispondono ai sondaggi ecc.), sono “scorciatoie” a cui alcuni Influencer ricorrono per ottenere maggiore visibilità. Scegliere con cura i propri collaboratori significa premurarsi che non usino questi sistemi e che le interazioni ai loro contenuti siano spontanee e generate da un pubblico reale e interessato ai loro messaggi.

Brainstorming (o tempesta cervelli): metodo decisionale consistente in sessioni intensive di dibatti volte a stimolare proposte e a sollecitare idee per identificare la soluzione
migliore ad un problema. Riunione non strutturata di creativi (ma non solo) chiamati a una discussione a ruota libera ad enucleare, singolarmente e collettivamente, dal materiale informativo contenuto nel brief (v.) e nelle ricerche concetti, idee, elementi utili per la creazione dell’annuncio o della campagna e non solo. Sue uniche regole sono l’abbattimento di ogni tipo di censura critica, l’accettazione di ogni proposta, la produzione di un gran numero di idee, la sintesi finale scritta delle idee partorite dal gruppo.

Brain trust: “gruppo di cervelli” deputato ad esaminare e decidere su temi assegnati. Vedi anche Task force.

Brainware: l’insieme delle attività che consentono una razionale ed efficace integrazione delle tecnologie informatiche in un’organizzazione.

Brainwriting: costituisce una variante del brainstorming (v.). Si basa sui medesimi principi ma ne differisce perché ogni partecipante deve scrivere le proprie idee e proposte su un foglio di carta o su una scheda.

Brainwriting Branding: tecnica consistente nell’identificazione di un prodotto con un nome registrato utilizzata dalle imprese per differenziare il proprio prodotto da quelli dei concorrenti.

Branding on-line: promozione di un’azienda in Intemet.

Brand awarness: capacità dei consumatori di riconoscere un marchio e di associarlo correttamente a un prodotto, a una linea di prodotti o a un’impresa

Brand blogging: creare blogs e/o partecipare in blogosfera, con lo spirito di instaurare conversazioni aperte, sincere, trasparenti. Condividere informazioni chiave, che hanno valore, di cui la gente possa parlare.

Brand Charcacter: è un tipo di simbolo associato al brand al fine di caratterizzarlo attribuendogli caratteristiche proprie di un essere vivente. Così, allo steso modo di una persona, una marca può essere seduttiva, aggressiva, sofisticata, ecc. Più la marca si comporta come una persona e più possibilità avrà di intercettare un’altra persona-consumatore, specie se essa presenta un carattere vicino a quello dell’individuo con cui si relaziona.
Il brand character è espressione della brand personality che a sua volta costituisce un importante elemento dell’identità di marca (brand identity). Il brand character, così come la brand personality, riflette l’immagine che l’azienda vuole dare di sé e dei propri marchi ai vari stakeholder di riferimento.

Brand Equity: o valore della marca, esprime la forza di una marca sul mercato. Può essere definita sia da un punto di vista finanziario, e in tal caso si pone l’accento sul valore del brand in quanto asset del patrimonio aziendale (come brevetti e marchi); oppure da un punto di vista più orientato al marketing, e in tal caso può essere definita come il patrimonio d’immagine che una marca è riuscita a costruirsi nel tempo, frutto dell’aggregazione di atteggiamenti e comportamenti dei consumatori, dei canali distributivi e dei diversi influencer del processo d’acquisto che rafforzano i profitti futuri e il cash flow di lungo periodo (Srivastava e Shocker, 1991).
La letteratura è concorde nel ritenere che il valore del brand nella prospettiva del consumatore (customer-based brand equity) possa essere determinato e misurato in base agli effetti di marketing attribuibili unicamente al brand stesso; più nel dettaglio, esso corrisponde al capitale accumulato dalla marca attraverso tutte le passate operazioni e investimenti di marketing; nella nota definizione di brand equity proposta da Aaker il valore della marca esprime “l’insieme delle risorse (o dei costi) legate al nome e al simbolo della marca che si aggiungono al (o devono essere sottratti dal) valore che un bene o servizio fornisce ai clienti di un’impresa e alla stessa impresa”.

Brand Extension: politica di branding orientata all’espansione di un brand in un segmento di mercato diverso da quello in cui si è consolidata la sua notorietà. In concreto, si verifica quando un’impresa utilizza uno dei propri nomi di marca esistenti per un prodotto migliorato o un nuovo prodotto per creare nuovi elementi di differenziazione rispetto ai concorrenti. Le principali forme di brand extension sono: la line extension ovvero l’estensione della linea all’interno della categoria originaria, cioè una marca nota viene associata ad un nuovo prodotto indirizzato ad un nuovo segmento di mercato nell’ambito della stessa categoria di prodotto e la category extension ovvero la marca stessa viene utilizzata per entrare in una nuova categoria di prodotto

Brand Heritage: può essere inteso come quella dimensione dell’identità del brand (brand identity) che si fonda sulla longevità e sul patrimonio storico dell’impresa. Rappresenta, pertanto, una sintesi fra gli attributi della marca, i valori intangibili ad essa associati e altri fattori di lungo periodo, come la vita intera e la reputazione di marca. In altri termini, esso riassume, al tempo stesso, brand positioning, brand personality e brand reputation.

Brand Identity può essere intesa sia come l’insieme degli elementi di riconoscimento del brand (nome, simboli, logo, slogan, jingle, ecc.) che agevolano il consumatore nell’identificazione distintiva di un’alternativa di offerta, sia come il complesso dei valori imprenditoriali che contraddistingue un brand fin dalla nascita e che ne determina l’evoluzione futura; la brand identity, infatti, riflette l’orientamento e gli obiettivi dell’azienda, oltre che la personalità e i valori della marca.

Brand Knowledge: conoscenza di marca. Vedi Brand loyalty ladder.

Brand Image: è l’immagine della marca così come viene recepita dai consumatori; esprime cioè una sintesi delle opinioni che il pubblico ha di un’impresa e dei suoi brand o prodotti. L’immagine di marca riassume posizionamento, personalità e reputazione della marca stessa.

Brand Leader: sinonimo di market leader, la marca che detiene la quota maggiore di uno o più segmenti del mercato in cui opera.

Brand Loyalty: grado di fedeltà del consumatore alla marca. Si riferisce alla volontà dei consumatori di ripetere l’acquisto (rifiutando di comprare i prodotti dei concorrenti) e di raccomandare il prodotto a terzi (v. passaparola). Costituisce lo stadio più avanzato del processo di fidelizzazione del cliente alla marca (v. Brand loyalty ladder).

Brand Loyalty ladder: progressione che porta il consumatore dall’essere consapevole dell’esistenza della marca (v. brand awareness), al conoscerla (v. Brand knowledge), al preferirla (v. brand preference) e infine a esserle fedele (v. brand loyalty). Conosciuto anche come “processo di fidelizzazione” del cliente alla marca. Lo scopo principale delle attività di comunicazione e di marketing è favorire questo processo.

Brand Manager: marketing manager, responsabile all’interno dell’azienda della promozione delle venditeli una determinata linea di prodotti unificati sotto un unico brand. Si occupa di pianificazione, pubblicità e promozioni. Viene definito anche Senior Product Manager.

Brand map: schema, mappa percezionale che rappresenta graficamente il posizionamento di ogni marca nella mente del consumatore.

Brand metrics: criteri di misurazione del valore della marca.

Brand name: parte scritta di un marchio (una parola, più parole, una sigla, più lettere) considerata separatamente dal simbolo grafico di identificazione.

Brand personality: somma degli elementi che caratterizzano una marca agli occhi dei consumatori, rendendola subito riconoscibile e diversa da tutte le altre. esprime il modo con cui la marca si porge al pubblico, essenzialmente il suo carattere, stile e tono di voce ed è, dunque, il diretto risultato degli sforzi di comunicazione dell’impresa diretti a conseguire un chiaro e distintivo posizionamento dell’offerta nella mente dei consumatori

Brand positioning: come una marca si pone nei confronti dei bisogni che è chiamata a soddisfare.

Brand preference: scelta operata dal consumatore tra marche denominanti prodotti simili, quindi tra loro concorrenti. Vedi Brand loyalty ladder.

Brand recall: notorietà di marca. Conoscenza e identificazione della marca da parte del consumatore. E’ il grado più forte della consapevolezza di marca da parte del pubblico, mentre la brand recognition quello più debole. Di norma, brand recall e altri indicatori di ricordo e notorietà vengono rilevati dagli istituti di ricerca attraverso i test di riconoscimento (recognition test) e di ricordo (recall test), oltre che tramite i tracking study.

Brand recognition: riconoscibilità della marca da parte dei consumatori. E’ una misura del grado di riconoscimento della marca presso il pubblico obiettivo. Esprime la percentuale di consumatori appartenenti a un dato target group che riconosce la marca dopo essere stata sottoposta a uno stimolo verbale o visivo: claim, pay-off, logo

Brand reputation: reputazione della marca presso l’audience. E’ la considerazione, o attenzione benevole, di cui un brand gode in virtù della sua capacità di soddisfare le aspettative del pubblico nel corso del tempo.

Brand share: quota di mercato (v.) detenuta da una marca (v.). Percentuale risultante dal raffronto tra l’ammontare del denaro speso dai consumatori per una marca e quanto è stato speso dai consumatori per acquistare tutte quante le marche presenti nella stessa categoria merceologica. Viene definita market share e share of market. La gran parte delle campagne pubblicitarie si propone di aumentare di qualche punto o frazione di punto lo share del brand pubblicizzato.

Brand share standardization: metodologia di misurazione dei cambiamenti prodotti nel mercato dall’introduzione di un nuovo brand.

Brand strategy: base del piano di marketing che si riferisce a tutti gli aspetti riguardanti il brand (v.): dal packaging (v.) alla distribuzione.

Brand switchers: consumatori con uno scarso grado di fedeltà alla marca (v. brand loyality) che passano indifferentemente e frequentemente dall’una all’altra.

Brand user image: tipologia del consumatore che acquista la marca.

Break: interruzione all’interno di una trasmissione radio o tv in cui sono trasmessi i comunicati pubblicitari.

Break Even Point (BEP): è il punto di pareggio, il punto in cui i ricavi sono uguali ai costi.

Breakdown: ogni scomposizione in sottoclassi. In particolare è inteso come suddivisione delle spese di una campagna pubblicitaria. Ancora più in particolare l’analisi dei vari elementi della sceneggiatura e il relativo split dei costi dell’intera produzione.

Brevetto (patent): strumento giuridico che accerta la paternità di un’invenzione, di un modello di utilità, di nuova varietà vegetale e assegna al titolare il temporaneo monopolio dello sfruttamento.

Brick and montar: letteralmente mattoni e malta, espressione che viene usata per distinguere le imprese che per indicare le aziende che non sono presenti in Intemet e cioè che operano secondo un modello di business tradizionale da quelle che adottano un modello di business integrato off-line e on-lin. Opposto a click and mortar (v.).

Brief: documento che riassume gli obiettivi di una campagna pubblicitaria o di una ricerca di marketing, le caratteristiche del mercato potenziale ed eventualmente altre informazioni ritenute necessarie per definire in termini più precisi un’iniziativa.

Briefing: con briefing (e debriefing, che è l’azione speculare successiva) definiscono le istruzioni operative e le informazioni che vengono fornite ad una o più persone affinché possano svolgere correttamente un compito che è loro assegnato. Il termine è utilizzo in pubblicità per indicare le istruzioni che vengono date dal cliente all’agenzia per la Briefing dalla sinteticità del testo, dall’abbondanza dell’impiego di immagini (per lo più variopinte), grafici, torte, disegni; il tutto realizzato con una fattura di prestigio su carta lucida di una certa consistenza.

Broadcast media: una fonte di direct response che comprende radio, televisione e TV via cavo.

Brochure: in senso stretto, il termine si usa per opuscoli o monografie di alta qualità, sia dal punto di vista grafico, sia nelle scelte di carta e stampa. In senso lato e nel linguaggio corrente si usa per qualsiasi libretto od opuscolo formato da più pagine rilegate.

Broker: intermediario, con la funzione di mettere in contatto acquirenti e venditori e di assistere alla loro negoziazine. Generalmente esso non ha rapporti continuativi con le parti.

Brokeraggio: si esercita acquistando tempi o spazi pubblicitari allo scopo di
venderli a chi effettivamente intende sfruttarli per diffondere la propria pubblicità.

Browser: programma per l’interpretazione e la visualizzazione dei documenti multimediali che costituiscono il World wide web (v.). È utilizzato per “sfogliare” le pagine informative del World wide web. Tecnicamente, il browser svolge il ruolo di client (v.) e di interfaccia utente; su input dell’utente stesso, il browser è infatti in grado di richiedere un determinato documento al server che lo ospita e, una volta ricevutolo, di visualizzarlo correttamente (testo, immagini, collegamenti ipertestuali, sfondi… il tutto impaginato seguendo le istruzioni fornite, sotto forma di marcatori HTML, da chi ha creato quella determinata pagina). I browser più diffusi sono Microsoft Internet Explorer, Netscape Navigator, Google Chrome e Mozzilla.

B su A (BIA): rapporto tra la quantità di consumatori di un mezzo rilevato nell’ultimo periodo e la quantità di audience (v.) che ha realmente sfogliato, letto, guardato il mezzo nel periodo interessato. Esprime la probabilità che un individuo che fa parte dell’audience di un mezzo lo sia effettivamente anche per un passaggio o uscita determinati.

Buddy system: metodologia secondo la quale ogni neoassunto deve essere affiancato da un venditore esperto che svolge la funzione di tutor nei suoi confronti (che quindi lo consiglia e gli insegna i trucchi del mestiere).

Budget: bilancio di previsione. In pubblicità indica l’esatto ammontare della cifra che un’impresa stanzia per la propria campagna. Per traslato si riferisee allo stesso stanziamento a prescindere dal suo concreto ammontare.

Budgeting: processo di formazione del budget (v.).

Bug: nel linguaggio informatico si riferisce ad un errore di progettazione di un programma che ne compromette l’utilizzo. Il processo necessario per la sua correzione è denominato debugging (v.)

Bulkhead: annunci pubblicitari allocati sopra i finestrini all’interno dei mezzi pubblici.

Bulk selling: modalità di vendita di prodotti sfusi contenuti in contenitori trasparenti di vari forme (”bulk”) e pagati a peso. Era molto utilizzata prima dell’introduzione delle confezioni singole, adesso lo è prevalentemente nei supermercati per prodotti come biscotti, caffe, caramelle ecc.

Bull market: mercato in cui i prezzi stanno salendo. (Da bull: toro).

Bumvertising: (dall’inglese “to bum”, fare il senzatetto e “advertising”, pubblicità) è una modalità di economia informale che consiste nel retribuire un senzatetto per mostrare un annuncio pubblicitario.
E’ l’uso di vagabondi portatori di messaggi e segni per fare pubblicità. Uomini e donne senzatetto sono in grado di fornire un servizio prezioso e tangibile a un’azienda, ricevendo al contempo un flusso di entrate aggiuntivo in combinazione con le loro normali donazioni derivanti dall’accattonaggio.
Homeless People Advertising è utile per aiutare donne e uomini senzatetto dando loro un piccolo guadagno e dunque risollevando la loro dignità di esseri umani, purtroppo spesso emarginati dalla società, ma apre anche una polemica, un caso di coscienza, che riguarda il possibile sfruttamento umano per gli esigui compensi che ricevono, senza contare la maldestra furbizia di alcuni imprenditori che utilizzano questo “estremo” e non convenzionale espediente per promuovere i loro, prodotti, brand o servizi

Buono d’ordine: è la cartolina che il cliente compila e invia all’azienda venditrice per ricevere il prodotto acquistato. Contiene gli estremi che indicano l’articolo e le modalità di pagamento.

Buoni sconto: tagliandi che danno al possessore il diritto ad un determinato sconto sull’acquisto di un prodotto. Vengono utilizzati per sostenere le vendite, aumentare la fedeltà al prodotto, aiutare la diffusione di prodotti nuovi o di prodotti diversi (buoni sconto incrociati o cross couponing). I buoni sconto (o coupons, o vauchers) possono essere parte di una confezione, trovarsi all’interno del prodotto stesso, dover essere ritagliati da un annuncio stampa o essere oggetto di un mailing, di un volantinaggio, di un door to door (v.) o di altra azione promozionale (e in questi casi il loro utilizzo è spesso condizionato da una prova di acquisto).

Buoni sconto incrociati: meccanica del buono sconto (v.) applicata a un prodotto diverso da quello in cui il buono sconto è contenuto. Rientrano nell’operazione di cross couponing (v.).

Buono d’ordine: cartolina che, nel direct marketing, serve per ricevere il prodotto direttamente dall’azienda. Contiene tutti gli elementi identificatori del prodotto e le modalità del pagamento. Viene compilata dall’acquirente con i propri dati e con l’indicazione delle quantità ordinate per ciascun item.

Business list: ogni lista di persone o società compilata sulla base di un interesse probabile o dichiarato per la raccolta di informazioni o la vendita di prodotti, servizi, abbonamenti legati a un’attività di lavoro, professionale o produttiva.

Business to consumer: (BTC opp B2C) le attività di marketing o commerciali rivolte al mercato consumistico: consumatori, fruitori, utilizzatori finali

Business to business: (BTB opp. B2B) le attività di marketing diretto tese a ottenere risultati commerciali presso le aziende, escludendo quindi i privati.

Buzz marketing: letteralmente generare brusio, utilizzare notizie di alto-profilo che inducano la gente a parlare della marca. La marca è protagonista della conversazione.

Cambio di base: Operazione con la quale viene modificato il periodo di riferimento a partire dal quale si calcolano le variazioni dei prezzi. Il livello dei prezzi del periodo base viene considerato convenzionalmente uguale a 100. Il cambio di base coincide normalmente con la modificazione del paniere di beni considerati e dei loro pesi relativi. La modifica dei panieri risponde all’esigenza di adeguarli alle innovazioni che intervengono nei prodotti, nei mercati e nell’acquisizione dei prodotti stessi da parte degli utilizzatori.

Campione (1): un gruppo di nomi selezionati da una lista per valutare la reattività della lista.
Campione (2): Riproduzione in scala ridotta di un universo di riferimento, per conoscere uno o più parametri di una popolazione, senza doverne analizzare ogni elemento.

Campione di punti vendita: Nello schema di calcolo degli indici ISTAT dei prezzi, rappresenta le principali tipologie di vendita frequentate dai consumatori per i loro acquisti: negozi tradizionali, grandi magazzini, supermercati, ipermercati, hard-discount, distribuzione commerciale su aree pubbliche; gli indici nascono da un’unica rilevazione dei dati svolta, secondo metodi e norme stabiliti dall’ISTAT, dagli Uffici comunali di statistica dei Comuni capoluoghi di provincia, presso i punti vendita selezionati. I beni e servizi per i quali si rilevano i prezzi (paniere dei prodotti) sono quelli che più frequentemente ricorrono nelle spese della maggior parte dei consumatori e le cui variazioni di prezzo, mediate secondo lo schema di calcolo degli indici, possono considerarsi rappresentative dell’intero fenomeno.

Campione statistico: data una popolazione di unità, è una sua parte rappresentativa del tutto.Tre sono i tipi di campione più utilizzati: casuale, stratificato e per quote. Il campione casuale è un campione statistico i cui elementi sono scelti in modo casuale. Il campione stratificato è invece
un campione statistico estratto suddividendo l’universo in strati,
cioè in sottogruppi omogenei quanto a caratteristiche prescelte. Il campione per quote, infine, viene formato fissando soltanto il numero di elementi e lasciando libero l’intervistato ne di scegliere le persone da intervistare purché‚ esse rispondano a determinate caratteristiche (livello di istruzione, sesso e così via) rispetto alle quali sono state fissate le quote.

Canale di distribuzione: sequenza di intermediari commerciali (persone o organizzazioni) che provvedono al passaggio dei beni dal produttore al consumatore, come grossisti, negozi, grande distribuzione organizzata, etc…. La sua funzione essenziale è il trasferimento di un bene. Non sempre gli intermediari commerciali si occupano del trasferimento fisico della merce, a questo scopo vengono infatti utilizzati dei fornitori di servizi specializzati come spedizionieri e trasportatori che non rientrano nel canale distributivo ma ne sono solo uno strumento (distribuzione fisica). Da un punto di vista economico il canale di distribuzione ha il compito di colmare i le distanze tra impresa e mercato. Con il commercio elettronico si possono superare soprattutto le distanze di tipo geografico.

Caratteristiche psicografiche: caratteristiche o qualità utilizzate per definire lo stile di vita o gli atteggiamenti dei clienti o potenziali clienti.

Carousel (o Gallery): un contenuto visual composto da un massimo di dieci foto, tutte visibili in sequenza in un unico post Instagram.

Case history: spiegazione di un fatto, azione, fenomeno attraverso un esempio concreto (es. illustrare una determinata tecnica di D.M. attraverso la descrizione di un’azione svolta con l’utilizzo della tecnica in oggetto).

Case history: spiegazione di un fatto, azione, fenomeno attraverso un esempio concreto; molto utilizzato nei corsi di formazione, soprattutto in quelli di marketing, per completare, anche attraverso un dibattito tra i partecipanti, l’acquisizione di concetti teorici. Cielo di vita del prodotto: descrive, basandosi sull’andamento delle vendite nel tempo, il passaggio di un prodotto attraverso
quattro stadi successivi: introduzione, sviluppo, maturità, declino che corrispondono ad altrettante tipiche situazioni della domanda.

Cash and carry: Esercizio di vendita all’ingrosso organizzato a self-service, con superficie di vendita superiore a 400 mq, nel quale i clienti provvedono al pagamento in contanti, contro emissione immediata di fattura, e al trasporto della merce acquistata.

Cause related marketing: supportare cause sociali per ottenere il rispetto e l’appoggio degli individui “affezionati alla causa”.

Catalogo: pubblicazione contenente una lista dettagliata di prodotti con la relativa descrizione. Talvolta, soprattutto per i beni industriali, il catalogo può divenire, a tutto vantaggio dell’impresa che lo produce, un autentico manuale merceologico settoriale condizionando il giudizio dei clienti anche su prodotti della concorrenza. Così il catalogo può trasformarsi da strumento operativo di vendita a strumento strategico di marketing.

Centro commerciale al dettaglio: Media o grande struttura di vendita di vendita al dettaglio nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. La superficie di vendita è quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio presenti nella struttura.

Centro commerciale all’ingrosso: Complesso di almeno cinque esercizi all’ingrosso, dotato di attrezzature e di servizi, concepito, realizzato e gestito con criteri unitari.

Challenge: il contenuto più popolare di TikTok, è una sfida virale (un balletto, una scena recitata…) a cui gli utenti sono chiamati a partecipare mettendo in gioco la propria creatività.

Chatbot marketing: una specificazione del Markjeting Conversazionale, moltiplica contatti e vendite offrendo servizi e soluzioni in modo automatico attraverso un chatbot, sia programmato ex novo o su piattaforma ad hoc già esistente, che potrebbe trasformarsi da semplice punto di contatto con i propri potenziali clienti a strumento in grado di aumentare l’engagement, creare un vero e proprio funnel di vendita o occuparsi di assistenza clienti

Citizen Marketing ( vedi User Generated Marketing)

Claim: promessa principale fatta al consumatore in campagna (pubblicitaria) di comunicazione.

Cleaning: il processo di correzione e/o rimozione di nominativi e indirizzi errati da una mailing list. Il termine è anche usato nell’identificazione ed eliminazione delle duplicazioni nelle liste

Click & Collect: è la possibilità di ordinare e comprare online un prodotto e di ritirarlo in negozio. Opzione ormai adottata da più del 70% dei primi 300 retailer italiani

Click and Mortar: espressione che contraddistingue le imprese che operano secondo un modello di business integrato off-line e on-line, differenziandole da quelle con un modello di business tradizionale (brick and mortar).

Cliente marginale: cliente il cui basso volume di acquisti o la cui particolare collocazione geografica rende bassa la produttività e alto il costo dell’impiego delle forze di vendita.

CLUB DEL MARKETING E DELLA COMUNICAZIONE (ClubMC.it): è una grande associazione senza scopo di lucro, asindacale ed apolitica, il cui principio ispiratore è ” Agire è bene, interagire è meglio” ed ha per mission “Connecting manager” . E’ estesa su tutto il territorionazionale con sezioni regionali ed ha isritti circa 60.000 manager di marketing e di comunicazione di aziende o agenzie italiane ed internazionali, consulenti, professionisti del comparto Mar-Com, imprenditori e giornalisti

Coefficiente di ponderazione o peso: Rappresenta il grado di importanza di ciascuna voce di prodotto, o raggruppamento di prodotti, nell’insieme dei beni e servizi che costituiscono il paniere sul quale è calcolato l’indice generale. Posto uguale a X il valore totale del paniere, i coefficienti di ponderazione sono dati in percentuale.

COICOP95 (Classification Of Individual Consumption by Purpose): Classificazione internazionale, nella versione Rev.1, adottata per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo. Il primo livello della classificazione dei prodotti considera 12 capitoli di spesa; il secondo è quello costituito da 38 categorie e il terzo è formato da 107 gruppi di prodotto.

Community management: è l’attività di gestione delle community, operata per un brand sia offline che online, al fine di monitorare le conversazioni e stimolare il dialogo tra brand e persone. Nel caso di gestione di comunità online si parla anche di web community management.

Community marketing: formare o supportare comunità di nicchia che condividono uno specifico interesse intorno ad un brand (come ad esempio: user groups, fan clubs e forums di discussione).
Generare e fornire strumenti, contenuti e informazioni che supportino/alimentino queste communities.

Componente di fondo:Indice generale dei prezzi al consumo con esclusione dei beni alimentari non lavorati e dei beni energetici.

Comunicazione: in etologia, processo per mezzo del quale due o più animali, quasi sempre della stessa specie, si scambiano informazioni. Il mezzo di comunicazione può essere un segnale acustico, chimico (feromoni), ottico, ultrasonico; in genere ogni specie ricorre a più tipi di segnali a seconda del tipo di comunicazione.

Comunicazione: in linguistica, trasferimento di informazioni che comporta, secondo R. Jakobson, sei elementi fondamentali: emittente (da cui parte il messaggio), ricevente (chi lo riceve), codice, canale (mezzo fisico di trasmissione), contesto (conoscenze comuni a emittente e ricevente), messaggio (sequenza di simboli scelti all’interno di un codice).

Comunicazione d’impresa o aziendale : un processo che utilizza in modo integrato gli strumenti ed i mezzi della comunicazione in e off line (pubblicità, promozione, pubbliche relazioni, outdoor, packaging, sponsorizzazioni e direct marketing, web marketing, social media marketing per far conoscere efficacemente al mercato l’offerta , determinare il posizionamento e diffondere l’immagine aziendale o di prodotto/servizio

Comunicazioni di massa: Termine usato per designare il processo di produzione, trasmissione e diffusione di notizie, immagini ecc. in breve tempo, diretto a individui non in rapporto tra loro. I mezzi usati dalla comunicazione di massa (cinema, stampa, radio, televisione) sono detti mass media.

Consumer list: una lista di nomi, (generalmente completi di indirizzo personale) che identifica individui con lo stesso comportamento d’acquisto.

Consumi delle famiglie: Beni e servizi acquistati o autoconsumati dalle famiglie per il soddisfacimento dei propri bisogni, compresi anche i beni che provengono dal proprio orto o azienda agricola, i beni e servizi forniti dal datore di lavoro ai dipendenti, a titolo di salario, i fitti figurativi per le abitazioni godute in proprietà.

Consumi finali: Valore dei beni e servizi impiegati per soddisfare direttamente i bisogni umani, siano essi individuali o collettivi.

Contatto utile: colloquio telefonico personale con il responsabile della decisione, indipendentemente dall’esito.

Content marketing: è un approccio di marketing che include l’insieme delle tecniche per creare e condividere contenuti testuali e visuali pertinenti e di valore intorno ad un marchio o prodotto/servizio, così da creare un engagement al fine di attirare il pubblico di riferimento o i prospect sul proprio sito web o social network, creare una relazione tale da orientare anche il processo di acquisto degli utenti. Prevede la creazione e condivisione di media e contenuti editoriali tra cui news, video, e-books, infografiche, guide, articoli, foto, al fine di acquisire clienti e monetizzare un sito web

Contests: concorsi a premio per venditori.

Contextual Marketing : grazie al web ed alla nuova distribuzioni di contenuti digitali fornisce informazioni promozionali in linea con il contesto narrativo ed i reali interessi ed aspettative del cliente potenziale.)

Continuity program: prodotti o servizi offerti in una serie di piccoli acquisti anziché in un’unica soluzione. Il Continuity Program è basato su un tema comune e i prodotti sono spediti a intervalli di tempo regolari.

Contributo assoluto alla variazione congiunturale o tendenziale dell’indice generale dei prezzi al consumo: Indicatore dell’incidenza delle variazioni di prezzo delle singole componenti sull’aumento o sulla diminuzione dell’indice aggregato. La variazione percentuale dell’indice generale viene scomposta nella somma degli effetti attribuibili a ciascuna delle variazioni delle sue componenti. Nel caso della variazione tendenziale, poiché si tratta di un indice concatenato a ponderazione annuale, il contributo della componente i-esima alla variazione dell’indice generale è una funzione della dinamica di prezzo di tale componente e della modificazione del suo peso relativo nei due periodi posti a confronto.

Controllo di marketing: processo tendente a verificare, attraverso il confronto fra dati consuntivi parziali e dati di budget, che le risorse impiegate e la loro combinazione consentano di raggiungere gli obiettivi di mercato pianificati. Copy: parte di testo di un messaggio pubblicitario.

Copertura: rapporto tra il numero di individui o famiglie di una determinata lista (per stato, codice postale, tipo di impresa ecc.) e il numero totale esistente.

Copywriter: chi nell’agenzia ha il compito di ideare i testi pubblicitari. Svolge la sua attività creativa in stretto collegamento con l’art director.

Corporate identity: identificazione di marca.

Costi di marketing: costi sostenuti dall’impresa nello svolgimento della sua azione di marketing. Il costo complessivo di marketing è dato dagli oneri relativi nelle seguenti attività generali: creazione e sviluppo della domanda; acquisizione degli ordini; direzione e controllo delle attività di vendita; magazzinaggio e conservazione dei prodotti finiti; distribuzione fisica dei prodotti finiti; finanziamento della clientela e recupero crediti. Per quanto riguarda la tipologia del costo si rileva che anche gli strumenti di marketing possono essere caratterizzati dal costo fisso o da quello variabile (oppure da un costo in prevalenza dell’uno o dell’altro tipo). Si intendono per costi fissi quelli che sorgono indipendentemente dalle vendite generate. Ad esempio, una volta stabilito il budget di una campagna pubblicitaria, questo rimane tale sia che le vendite aumentino molto sia che queste aumentino poco in seguito alla campagna stessa. I costi variabili invece nascono in dipendenza delle vendite effettuate e quindi sono successivi ad esse. Il differente grado di rischio insito nelle due tipologie è perciò evidente

Coupon: una parte di annuncio promozionale o di un mailing package creata per essere compilata dal richiedente o dal cliente e rispedita al mittente.

Coupon: tagliando di un annuncio pubblicitario o promozionale che il consumatore compila e spedisce per ottenere informazioni, per fare un ordine o per ricevere in prova il prodotto. Buono sconto o buono-acquisto che dà diritto ad ottenere una riduzione di prezzo su un prodotto o un omaggio dietro presentazione dello stesso al dettagliante.

C.P.C. (costo per contatto): si ottiene dividendo il costo dell’azione di telemarketing per il numero di contatti utili effettuati.

Cross selling: vendita a un cliente acquisito di un ulteriore prodotto o servizio.

Customer insight: è una comprensione profonda di motivazioni, bisogni e comportamenti dei consumatori, frutto di intuizione, osservazione, analisi e interpretazione dei trend comportamentali. Questi vengono usati dalle aziende per lo sviluppo o il miglioramento di prodotti, servizi o strategie di marketing.

Data base: letteralmente base dati, è un archivio di nominativi su elaboratore.

Dark Store: letteralmente negozio oscuro, supermercato oscuro o centro dotcom e si riferisce a un punto vendita o centro di distribuzione che consegna esclusivamente le merci dello shopping online.

Deflazione: Processo di diminuzione del livello generale dei prezzi dei beni e servizi, misurata tramite la variazione % dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC).
Differenziazione dei prezzo: politica di pricing (v.) che prevede l’utilizzo di prezzi differenti per differenti tipologie o modelli di un prodotto.

Diagonal marketing: concetto introdotto da Patrizio Paoletti, è un modello a tendere che richiede a tutte le organizzazioni che manifestano capacità, di confermarle, rielaborarle, farle crescere all’ennesima potenza, per rispondere alle esigenze del mercato in continuo mutamentoL la società incomincia a mettere sempre più in discussione quei network e quelle aziende che compiono il loro business trascurando gli interessi collettivi e relazionandosi soltanto con il loro cliente, senza prestare attenzione al fatto che esso non è isolato e non può separarsi dall’insieme. Questa nostra attuale Era della Partecipazione nella frase “through marketing for a better world” sottolinea l’ennesimo riposizionamento di questa scienza moderna (marketing) nella gerarchia delle funzioni aziendali, riformulandone così la sua missione. Un nuovo marketing del “fare del bene”, che con più coraggio potremmo tutti chiamare amore, può diventare per le aziende un ineguagliabile vantaggio competitivo

Diffusione: vedi Circolazione.

Digital cash: valuta virtuale, moneta elettronica usata per transazioni commerciali on-line.

Digital marketing: è “l’insieme delle attività di marketing on line spesso in sinergia con gli altri strumenti del marketing tradizionale per creare una comunicazione integrata, personalizzata e interattiva in grado di aiutare l’impresa a sviluppare e fidelizzare maggiormente la propria base cliente. Vengono utilizzati i canali web per sviluppare la propria rete commerciale, analizzare le tendenze di mercato, prevederne l’andamento e creare offerte sul profilo del cliente target“. tra i principali trend di digital marketing si evidenziono:

- BIG DATA: Al giorno d’oggi sono una miniera d’oro per il marketing. Fino a poco tempo fa, molti web marketer hanno evitato i big data perché non avevano le competenze o grandi budget da utilizzare. Ora, gli strumenti di data mining sono sempre più semplici da utilizzare e la gestione di questi dati è sempre più fruibile.
- CRISI DELL’ONLINE ADV: I consumatori sono stanchi del marketing invasivo, perciò sono nati gli Ad blocker. Dunque il tema sarà: come può una buona marca farsi notare? Continuare a creare annunci pubblicitari che si fondono perfettamente con il sito piuttosto che interrompere la esperienza di navigazione è una prima idea, ma bisogna condire ogni soluzione di web marketing con un approccio consumer-centric.
- SOCIAL MEDIA: I marketer – finalmente – stanno riconoscendo i social media come un canale, non come strategia. Si è compreso che i social media non sono solo comunicazione, e non funzionano come una “strategia” di per sé.
- REALTÀ 3D: L’esperienza del cliente è sempre la priorità numero uno e, anche se è ancora in evoluzione, la tecnologia 3D è pronta ad essere una necessità da integrare. È iniziata principalmente nel settore dei giochi, ma sta lentamente diventando più accessibile e fruibile in tutte le cose, basta pensare agli hotel che offrono una visita online 3D delle loro camere o ai nuovi video in 3D implementati da Facebook.
- OMNICHANNEL: Dal marketing multicanale al marketing “omnicanale” ovvero che prende in considerazione l’utilizzo di tutti i canali disponibili. Esempio: “Tweet per Pizza!” Domino’s Pizza ha creato una delle campagne di web marketing omnichannel più efficaci. Ma presto tutti comprenderanno che il trend di questo momento è l’integrazione tra esperienza online ed offline. E vale oltre che per il BTC sia per i rivenditori e che per i B2B.

Digital Marketer: la sua attività comprende in toto tutte le attività di SEO e SEM (Search Engine Optimization e Search Engine Marketing) ma include anche competenze ed esperienze specifiche legate a strumenti come Google AdWords, il digital advertising, l’email marketing, la lead generation. l’affiliation program, i referral, le web partnership (la sponsorship, il co-marketing e il co-branding), il product palcement, etcc.

Digitale: forma di rappresentazione e organizzazione delle informazioni tramite unità (1-0) o cifre discrete, distinguibili l’una dall’altra in maniera non ambigua. La codifica digitale permette di trasformare ogni tipo di dato multimediale in una successione numerica che potrà essere immagazzinata in memoria o elaborata dal processore.

Digitalizzazione: conversione di un qualsiasi segnale analogico in formato digitale.

Dimensione del mercato: volume della domanda.

Dimostrazione di vendita: prova d’uso o degustazione di un prodotto che generalmente prevede l’impiego di personale addestrato allo scopo. Per essere effettuata sul punto di vendita o anche durante fiere ed esposizioni a scopo promozionale.

Dinamica: Andamento nel tempo di valori numerici.

Dinamizzazione: azione specifica utilizzata nel direct marketing (v.) e rivolta ai clients (v.) per offrirgli ulteriori prodotti/servizi attraverso politiche; di cross selling (v.).

Dipartimento dei servizi marketing: reparto, interno ad un’azienda, dedicato alle attività di marketing.

Direct advertising (pubblicità diretta): pubblicità che si rivolge direttamente al consumatore, utilizzando una comunicazione di tipo personale, non mediata dai mass media (vedi Direct mail advertising e Direct Marketing)

Direct e-mailing: è una delle forme di direct marketing (v.) che utilizza la posta elettronica come mezzo per comunicare con i consumatori in modo diretto e personale. È utilizzata con finalità prettamente promozionali. Sta riscuotendo molto successo perché permette di personalizzare l’annuncio pubblicitario favorendo la trasmissione del messaggio.

Direct line: numero di telefono dedicato al rilascio di informazioni e/o all’evasione di ordini relativi a un determinato servizio o prodotto.

Direct mail advertising: pubblicità a mezzo posta. Strumento che si può rivelare molto efficace, ma che è praticabile solo laddove esista un sistema postale efficiente. Si rivolge direttamente al consumatore attraverso lettere, opuscoli, cataloghi, circolari,
qualsiasi altro materiale che possa essere efficacemente recapitato per posta. È una delle leve del direct marketing (v.).

Direct mail: invio di materiale informativo, promozionale e pubblicitario o di una proposta di vendita fatta dall’azienda, per posta al recapito del cliente potenziale. Da non confondere con il direct marketing, di cui il direct mail rappresenta solo una delle diverse leve. Direct marketing: tecnica di marketing con la quale l’impresa si propone di ottenere una risposta diretta da parte del cliente finale sia questa un ordine d’acquisto, una richiesta di informazioni, una domanda di campione di prova o di altro materiale promozionale. Non coincide necessariamente con la cosiddetta vendita diretta, cioè la vendita che esclude ogni intermediario nella distribuzione. L’azione di marketing diretto potrebbe, ad esempio, avere lo scopo di indirizzare il cliente ad un negozio indicato o di ottenere informazioni. La caratteristica saliente del direct marketing è perciò quella di indurre il consumatore a compiere l’azione propostagli (e ottenerne la prova) e non si identifica come invece molti ritengono con l’utilizzo della posta. E il solo sistema di marketing che permette la verifica quantitativa delle risposte, cioè della redemption, e quindi rende possibile l’effettuazione di test preliminari prima del lancio dell’azione su ampia scala. I mezzi più usati sono: gli annunci stampa con coupon, gli invii postali (direct mail, i comunicati radio/televisione, il telefono, il telemarketing) che forniscono il recapito per il contatto. Un’azione di direct marketing o di marketing diretto, si compone tipicamente di tre fasi principali: l’identificazione dei clienti potenziali, l’identificazione di un messaggio che si avvale di criteri creativi suoi propri, la scelta dei mezzi di contatto più opportuni.

Display: contenitore, spesso recante un testo pubblicitario, usato per l’esposizione della merce nelle vetrine o all’interno dei negozi al dettaglio. In genere i contenitori derivano dalla scomposizione in elementi singoli della confezione utilizzata per il trasporto della merce dal fornitore al dettagliante. Riferito anche a una particolare disposizione della merce su un banco di esposizione.

Direct marketing (Marketing diretto): tecnica di marketing utilizzata per comunicare direttamente con uno specifico target (v.) formato da clienti o da potenziali clienti e per ottenere da esso una risposta diretta. Elimina ogni intermediario dal processo di acquisto del prodotto. Si distingue dal marketing in generale perché è possibile misurare con precisione i suoi risultati, in termini di risposte (v. Redemption), testare ogni operazione su piccola scala prima di promuoverle su larga scala, mettere a punto, anche in corso di promozione, quegli elementi che possono rivelarsi di ostacolo al flusso delle risposte.

Direct Marketing Association (DMA): creata nel 1917 negli USA, è la più importante associazione internazionale del settore. Raggruppa 5.500 membri di circa 3.000 aziende e svolge una larga attività educazionale per lo sviluppo e l’aggiornamento delle tecniche e delle strategie di marketing diretto.

Direct media: canali di comunicazione alternativa (direct mail, e-mail, telefono, fax, distribuzione door to door) utilizzati dal direct marketing (v.) per far giungere le proprie proposte promozionali ai destinatari, non ricorrendo ai più costosi e dispersivi mass media (v.).

Direct response advertising: azione pubblicitaria finalizzata a generare una risposta quantificabile e misurabile da parte del consumatore. I suoi mezzi sono quelli tipici del direct marketing (v.).

Direct response marketing: vedi Direct marketing.

Direct response trailers: brevi annunci pubblicitari (15 secondi circa) che fanno da coda ad uno spot televisivo e che invitano gli ascoltatori a telefonare ad un numero telefonico o a
scrivere ad un dato indirizzo.

Direct selling: vedi Vendita diretta.

Director: regista.

Directory advertising: pubblicità che ha come veicolo le guide, cartacee e/o on-line. La più famosa è quella sulle Pagine gialle. Tre sono i principali vantaggi ad essa connessi: i costi relativamente bassi, il trovarsi su un media universalmente diffuso, la ricerca di un prodotto/servizio da parte di un cliente nel momento in cui questi ne ha un reale bisogno.

Diretta: trasmissione che avviene in tempo reale. Opposta a differita, che avviene in registrata, ossia dopo il programma o l’evento è avvenuto.

Diretta (pubblicità): vedi Direct advertising.

Direttore artistico: vedi Art director.

Direttore commerciale: persona che ha la responsabilità globale del prodotto dall’uscita dallo stabilimento al perfezionamento della vendita. Da lui dipendono il funzionamento dell’apparato distributivo, il reparto marketing e le attività di comunicazione e pubblicità. Da non confondersi con il direttore marketing (v.).

Direttore creativo: creativo (copywriter o art director) responsabile della gestione e del controllo del reparto creativo di un’agenzia pubblicitaria.

Direttore marketing: chi dirige la funzione marketing. Definisce, gestisce e controlla le variabili che fanno parte del marketing mix (v.). Il suo compito è garantire il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo dell’azienda in termini di redditività, competitività ed immagine. Può rispondere direttamente al direttore generale oppure al direttore commerciale (v.). In alcuni casi riassume anche il ruolo di direttore vendite (v.).

Display: espositore da terra o banco.

Doorway pages: they are a type of web pages created exclusively to gain popularity with a specific search engine. They are also referred to as bridges, gateways, and entry pages. They are a matter of contention within the search-engine optimization world, with some holding that their use is both immoral and ultimately counter-productive, and others believing they are a sure-fire way to achieve consistently high rankings.

Drop-off: tasso di caduta. Misura il numero di clienti che, avendo comprato il primo di una serie di prodotti, decidono in seguito di interrompere l’acquisto: è il caso tipico delle opere editoriali vendute a dispense.

Dry test: test tipico del direct marketing. È la proposta di vendita fatta al cliente potenziale senza avere ancora realizzato il bene reclamizzato. Il test consente di scegliere e di ottimizzare le dimensioni della campagna di mailing prima di correre i rischi insiti nella produzione del prodotto.

E.D.M.A.:
L’European Direct Marketing Association è aperta a tutte le attività che utilizzano i processi di marketing diretto ed è nata dalla trasformazione della precedente associazione Europadress, creata nel 1960. Raccoglie più di 400 soci e svolge in Europa un’attività educativa di aggiornamento parallela a quella realizzata negli USA e nel mondo dalla DMA.

Etichetta: supporto cartaceo contenente il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del destinatario dell’azione di mailing o telemarketing.

E-recruitment: modalità di assunzione e di proposta di candidatura gestita on-line tramite siti specializzati.

Eurostat: Ufficio Statistico delle Comunità Europee costituito nel 1953, con sede a Lussemburgo.

Expiration: un abbonamento che non viene rinnovato.

Expire: un cliente acquisito che non è più acquirente attivo.

Evangelist marketing: coltivare evangelisti, sostenitori, volontari e incoraggiarli ad avere un ruolo di leadership attiva nella diffusione e veicolazione del “verbo” connesso ad un brand, prodotto o servizio.

Evento: avvenimento, manifestazione e altre iniziative aziendali, pubbliche o private a carattere commerciale, promozionale, celebrativo, informativo, formativo, culturale o con finalità di media relation realizzate per suscitare interesse ed orientamento positivo nei confronti dell’organizzazione promotrice (azienda, ente pubblico, organizzazione non profit) e naturalmente del brand o del prodotto inerente. Leva di marketing e comunicazione emozionale ed esperienziale, coerentemente inserita nel piano di comunicazione, per mezzo di azioni ‘live’ costruite attraverso contenuti di comunicazione, spettacolo, interazione, contatto bidirezionale per intercettare il target specifico o nuovi prospect

Experiential marketing: vedi marketing esperienziale

Franchising: accordo di collaborazione con cui un’azienda (franchisor) concede a un’altra (franchisee) l’uso del suo marchio e della sua formula commerciale in cambio del pagamento di un canone d’ingresso e di una quota del fatturato.

Fedelizzazione/Fidelizzazione: indica l’azione finalizzata a ottenere dal consumatore un atteggiamento per il quale, una volta effettuata una scelta, continui ad acquistare lo stesso prodotto o a fornirsi dalla stessa fonte. Una diffusa fedeltà di marca consente una maggior sicurezza nelle previsioni e nella pianificazione.

Field: sul campo, cioè nei punti vendita oppure on the road

File: archivio ordinato di informazioni raccolte su nastro o disco da un elaboratore.

File maintenance: l’attività di aggiornamento di un file aggiungendo, modificando o cancellando dati (in tutto o in parte). Sinonimo di “list maintenance”.

Filiera produttiva: Catena completa di passaggi produttivi dalla fase iniziale (materia prima) a quella finale (processo distributivo) - produzione-trasformazione-distribuzione-clientela intermedia-clientela finale.

Finish: lay-out - esecutivo.

Flop: tonfo, insuccesso di un prodotto o di un’iniziativa.

Follow-up: seguito di una campagna pubblicitaria o di direct marketing che mette in evidenza nuovi aspetti della comunicazione rafforzandola. Può essere usato per qualsiasi azione di marketing che ne rafforzi una precedente.

Follow up: seguito di una campagna pubblicitaria che mette in evidenza nuovi aspetti della comunicazione rafforzandola. Può essere usato per qualsiasi azione di marketing che ne rafforza una precedente.

Franchising E’ un contratto che si fonda sulla collaborazione continuativa tra il franchisor (produttore o distributore, affiliante), ed il franchisee, (affiliato) imprenditore indipendente che spera di aumentare il giro dei suoi affari e la redditività della sua azienda.

Franchisee (o affiliato) E’ un imprenditore che, sottoscrivendo un contratto, aderisce al sistema di franchising impegnandosi a gestire il proprio punto vendita secondo precise clausole.

Franchisor (o affiliante) Può essere un singolo imprenditore od una affermata catena commerciale; mette a disposizione dell’affiliato il know-how, l’esclusiva commerciale, l’assistenza e la merce che verrà venduta. A lui spettano il controllo e il coordinamento.

Franchising di distribuzione Questo tipo di contratto presuppone che l’affiliante abbia messo a punto e sperimentato delle tecniche commerciali costituenti il know-how che trasferirà al suo affiliato.

Franchising di servizi E’ un sistema nel quale l’affiliato non vende alcun prodotto, ma offre servizi creati e sperimentati dall’affiliante.

Franchising industriale E’ il caso in cui entrambi i soggetti (affiliante e affiliato) sono due imprese industriali. Il primo concede all’altro la licenza dei brevetti e i marchi, gli trasferisce la sua tecnologia e gli assicura un’assistenza tecnica costante. Il secondo fabbrica e commercializza le merci prodotte dal proprio stabilimento applicando il know-how e le tecniche di vendita dell’affiliante.

Fulfilment: l’insieme delle operazioni che permettono di soddisfare le richieste pervenute ad una data azienda. (Es. invio di documentazione o gadget, evasione dell’ordine nel caso di vendita per corrispondenza ecc.)

Fund raising: raccolta di fondi.

Gadget
Oggetto facente parte della categoria degli omaggi di un’azienda (penne, agende, post it, ombrelli, calendari ecc.) che deve avere i riferimenti principali all’azienda (marchio, colori).

Gatekeeper
Si tratta degli intermediari che nel processo di creazione artistica compiono un processo di selezione dell’attività creativa, sostenendo e promuovendo un determinato artista/forma artistica. Es. le gallerie d’arte sono dei gatekeeper per gli artisti visivi.

Generazione X: nella classificazione generazionale sono le persone nate dal 1961 al 1980 - Epoca: Crollo del Muro di Berlino, Andy Warhol e la Pop Art, consumismo.- Segni distintivi: X - perdenti compiaciuti, apatici, precari, in bilico fra l’affermazione di sé e l’autodistruzione (uno dei più grandi miti di quell’epoca era Kurt Cobain). La X deriva da Generation X, romanzo di Doug Copland, il primo ad aver azzardato un ritratto della generazione più sottovalutata di sempre, in particolare da quei baby boomer che avevano vissuto appieno il Sogno Americano, lasciando ai propri figli quel che ne rimaneva. Ne Il Capitale Umano di Paolo Virzì c’è un passaggio emblematico in questo senso: “Vi vogliamo bene, vi vogliamo vincenti, vi vogliamo felici, abbiamo fatto tutto questo per il vostro bene, siamo i genitori migliori del mondo, per voi ci siamo giocati tutto … anche il vostro futuro”.- Ritratto cinematografico: Arancia Meccanica (Stanley Kubrick, 1971) - il pessimismo, il terrorismo e la sospensione di una moralità vecchio stampo iniziano a insinuarsi nella società.- Media del cuore: Personal Computer. - Come comunicano e dove trovarli: tramite email e sms. Sono stati pionieri delle prime grandi rivoluzioni tecnologiche in termini di comunicazione: i media iniziano ad alleggerirsi, a divenire sempre più personal (walkman, PC, cellulare), si passa da un modello comunicativo prettamente informativo all’intrattenimento puro, fatto di videogame, sale giochi e cartoni animati. - Social Behaviour: Sono i più social di tutti (anche dei Millennials) - pionieri dei selfie, del sexting e delle chat di gruppo. Hanno creato Google, Yahoo! e hanno spianato la strada ai loro successori, i nativi digitali. - Il 25% di loro ha effettuato acquisti online (2017) mentre si trovava in un negozio fisico.– Hanno un alto potere d’acquisto, ma sono risparmiatori: acquistano con cura ed è per questo che ricercano scrupolosamente in anticipo (attraverso motori di ricerca, recensioni online o informazioni che trovano sui social network). Preferiscono i prezzi più bassi e i prodotti più funzionali.– Per la Generazione X, un marchio efficiente è quello che offre la migliore qualità al prezzo più basso.

Generazione Y o Millennials: Generazione Y o Millenials: nella classificazione generazionale sono le persone nate dal 1981al 1995 o meglio definiti Millennials - Epoca: Attentato del 11/09, Reality Show, Social Media. - Segni distintivi: Narcisi, ricettivi e viziati. Sono la generazione del we, more, now: caratterizzati da una forte propensione al networking e all’interazione, sempre più esigenti e ambiziosi, esercitano il proprio potere di scelta su ogni cosa - vogliono essere loro a scegliere cosa guardare in TV (streaming, Netflix), quali news leggere, quale musica ascoltare (Spotify), in quali persone identificarsi (influencer) - e prediligono lo storytelling all’autorevolezza. - Ritratto cinematografico: The Truman Show (Peter Weir, 1998) - tutto è liquido e precario, a partire dalla labilità del confine tra finzione e realtà.- Media del cuore: Smartphone e tablet. - Come comunicano e dove trovarli: Comunicano attraverso i social network, condividendo contenuti di valore (fotografie e video), taggando altre persone, alla ricerca spasmodica di like, commenti, reaction. Credono fermamente nella sharing economy, non si arrendono alla precarietà lavorativa ma cercano nuove opportunità all’estero, o diventando imprenditori di startup dal cuore digitale. - Social Behaviour: sono sempre connessi, attivi, interagiscono con i brand (Facebook), con gli Influencer e le vecchie celebs (Instagram) e con i programmi televisivi (Twitter); danno opinioni, lasciano recensioni e sperimentano nuovi formati per comunicare in modo sempre più creativo, innovativo e visuale. – Anche se hanno dimestichezza con Internet, sono più propensi a fare acquisti nei punti vendita. – I Millennials sono interessati all’ambiente e attenti alle innovazioni tecnologiche. Si muovono liberamente sui social network e tengono conto di prodotti o servizi legati allo sport, all’alimentazione e alla salute. – Promozioni, velocità del processo o invio di prodotti gratuiti sono per i Millennials degli incentivi all’acquisto. Le loro decisioni sono influenzate dai contenuti generati da altri utenti, dalle informazioni che appaiono sui social network, dal passaparola e dall’opinione dei loro amici. – Per loro, un brand è efficiente quando conosce e anticipa i desideri del consumatore

Generazione Z o Centennials: nella classificazione generazionale sono le persone nate dal 1995 al 2010 - Epoca: Crisi economica, evoluzione tecnologica.- Segni distintivi: Sono iperconnessi e multimediali di nascita, prima generazione mobile-first, totalmente immersi in una dimensione visuale. - Media del cuore: Spectacles di Snapchat, Samsung Gear VR, … - Come comunicano e dove trovarli: Su Instagram, Snapchat, Youtube ma anche Musical.ly per i più giovani. Comunicano attraverso immagini, video, sempre più d’impatto, personalizzati e creativi. - Social Behaviour: Non si limitano a condividere contenuti, ma li creano. - Non sono fedeli ai brand, lasciano costantemente feedback e recensioni, naturalmente votati all’e-commerce e impazienti - cercano servizi che riducano il più possibile l’attesa (Amazon Prime). Sono loro i clienti del futuro, che nel 2020 costituirà il 40% dei consumatori. La loro soglia di attenzione media è di 8 secondi: bombardati costantemente da ogni tipo di messaggio commerciale, hanno sviluppato un’innata capacità di percezione e analisi preventiva dell’informazione - ovviamente se è solo testuale non viene neanche considerata. Gli ingredienti fondamentali per raggiungere questo target sono: comunicazione per immagini (impatto visivo), immediatezza (non prendono in considerazioni messaggi prolissi), alimentare la loro curiosità e consentire una piena customizzazione. - Infine: vogliono essere sempre loro a dettare le regole del gioco. - – Gli sconti sortiscono un buon effetto su di loro.– Nonostante facciano frequentemente shopping online, vanno comunque nei negozi e si godono l’acquisto nei punti vendita fisici.– Prediligono i brand green, ovvero quelli più attenti all’ambiente, alla responsabilità sociale, all’innovazione o alla parità di genere.– Secondo i loro criteri, un marchio efficiente supporta la loro comunità.

Geomarketing
Il Geomarketing era nato, in origine, come tecnica per gestire le operazioni di marketing di quelle aziende che operano su un territorio geograficamente ridotto rispetto a quello nazionale. Il Geomarketing si occupava, quindi, della scelta delle zone a cui dare la precedenza e delle tecniche di copertura, in termini di vendita e comunicazione, delle stesse. Si arrivava anche, e lo si continua a fare, a immettere, sui vari mercati locali, delle varietà di prodotto specifiche, studiate apposta per quell’area. L’esatto contrario, insomma, del concetto di “globalizzazione”. In Italia, il Geomarketing era applicato soprattutto da Aziende operanti in ambito regionale o pluriregionale, ma che non avevano interesse a coprire tutto il territorio nazionale. Altri esempi tipici di Geomarketing sono: Turismo, supermercati, filiali di banche. Oggi, comunque, il Geomarketing viene molto spesso inteso come accurata segmentazione di un vasto mercato, poniamo quello europeo, nelle singole realtà nazionali, che vengono studiate in modo molto dettagliato, specie per quanto riguarda l’identificazione dei consumatori in target. Il Geomarketing è quindi divenuto uno strumento della globalizzazione, per meglio coprire le eventuali differenze di realtà locali che interessano. E’ il noto principio del “Think global, act local”: e cioè Strategie globali, ma tattiche locali.

Get ready with me (GRWM): video in cui uno YouTuber mostra tutte le fasi di preparazione, dal trucco alla scelta dell’outfit (parola mutuata dalla moda per indicare un insieme di accessori e capi), prima di iniziare la giornata o di un appuntamento importante.

Gift: omaggio promozionale.

Giornali murali: Utilizzati all’interno di un’impresa o di un ente, servono per trasmettere notizie brevi.

Grande magazzino: Esercizio di vendita al dettaglio operante nel campo non alimentare, che dispone di una superficie di vendita tra 400 e 2499 mq. e di almeno 5 reparti distinti (oltre l’eventuale annesso reparto alimentare) ciascuno dei quali destinato alla vendita di articoli appartenenti a settori merceologici diversi ed in massima parte di largo consumo.

Grande magazzino specializzato: Esercizio di vendita al dettaglio in sede fissa che attua la vendita di una varietà unica o prevalente di prodotti non alimentari, su una superficie di vendita generalmente superiore a 400 mq.

Grande superficie specializzata: Esercizio di vendita al dettaglio operante nel settore non alimentare (spesso appartenente ad una catena distributiva con punti vendita e succursali diffusi a livello regionale o nazionale), che tratta in modo esclusivo o prevalente, su una superficie di vendita non inferiore a 1500 mq, una specifica gamma merceologica di prodotti (ad esempio: mobili/arredamento, tessile casa, tessile/abbigliamento, pellicceria, ferramenta/bricolage, giardinaggio, elettrodomestici/elettronica, informatica).

Grassroot marketing (grass=erba; root=radice): organizzare e motivare dei volontari per ottenere risonanza personale (basata sulle loro relazioni) o locale (basta sulla loro zona di influenza).

Grassroot si riferisce ai media alternativi, definiti anche anche “radicali”, dei cittadini, comunitari, e ancora i media dal basso ovvero grassroot media.

Green Marketing: Non si applica esclusivamente alla “promozione” di prodotti environmental-friendly. é un concetto più ampio che può essere applicato a qualsiasi bene destinato al consumo e ai servizi in genere. Green Marketing comprende la seguente serie di attività:
_ modificazione dei prodotti
_ cambiamento dei processi produttivi
_ cambiamenti nella progettazione del packaging
_ cambiamenti nel modo di fare advertising
Già nel 1976 iniziarono i primi studi per determinare l’impatto delle attività di marketing sull’inquinamento, lo spreco di energia e di risorse naturali. Ma è sicuramente dagli anni novanta in poi che le aziende incominciano a considerare la scarsità di risorse naturali e sviluppano nuove e alternative vie per soddisfare i bisogni dei consumatori.
John Grant ci sta scrivendo un libro… e in un interessantissimo post delinea i confini della disciplina.
Si riportano di seguito alcune delle sue riflessioni…
” It’s about making green stuff seem normal (and it’s not about making normal stuff seem green)”
1_ Green Marketing significa avere obiettivi congiunti: obiettivi di marketing e obiettivi ecologici.
2_ Evitare quello che viene chiamato “greenwashing” ovvero dipingere la propria facciata di verde per poi essere s…….ttanati dalle varie organizzazioni ecologiste (vedi qui)
3_ Gli aspetti più “eccitanti” del green marketing, attualmente sono: prodotto, servizio, innovazione degli stili di vita. Non significa che per essere cool bisogna per forza avere un’immagine green. La sfida è farla diventare una cosa normale.
4_ Il modo migliore per affrontare la questione “green” è: molte persone che fanno una piccola differenza piuttosto che poche persone che fanno un grosso cambiamento…
5_ L’unico grosso pericolo che il connubio “brand + green” può causare è grossa visibiltà per piccoli cambiamenti… col rischio di creare una cultura della compiacenza.

Hard discount: Esercizio di vendita al dettaglio in sede fissa di superficie medio-grande che, attuando una politica di abbattimento dei costi di impianto, gestione e servizio, offre in self-service una gamma limitata di prodotti, generalmente di largo consumo e non “di marca”, a prezzi contenuti rispetto alla media di mercato.

Haul: tradotto dall’inglese “bottino”, sono video in cui gli influencer mostrano uno dopo l’altro dei prodotti ricevuti o acquistati. A un video haul di solito fa seguito un video review con la recensione dei prodotti dopo diverse settimane di utilizzo.

Headline: In un annuncio pubblicitario è la parte del testo che apre il messaggio e che viene messa in risalto, usando tra l’altro caratteri di stampa più grandi (e di solito in maiuscolo) per attirare l’attenzione. Solitamente sintetizza il tema della comunicazione o della campagna. Questo termine viene ora utilizzato al posto di slogan, parola non amata dai pubblicitari.
Home scanning: Tecnologia di registrazione di informazioni a domicilio tramite mini-computer dotato di lettore ottico.

House list: qualsiasi lista di nomi posseduta da un’azienda come risultato di una compilazione di una richiesta o di un’azione dell’acquirente, o di un acquisto. Viene usata per promuovere i prodotti o servizi di quella specifica azienda.

Immagine: sintesi delle opinioni che il pubblico ha di un’impresa e lo dei suoi prodotti. Deriva da un processo di sedimentazione delle relazioni fra pubblico e impresa. Molti sono i fattori che intervengono nell’affermare l’immagine: la qualità dei prodotti/servizi, la pubblicità, la tipologia distributiva, il giudizio espresso dagli opinion leader, l’informazione dei mass-media e altri ancora. L’immagine ha significativi effetti sul comportamento del consumatore ed è caratterizzata da una certa inerzia al cambiamento per cui, se un’impresa riesce ad ottenere una buona immagine, ha acquisito un patrimonio di credibilità duraturo nel tempo. Con il termine corporate image ci si riferisce all’impresa o al gruppo industriale, con brand image si identifica invece l’immagine della marca.

Inbound: chiamate telefoniche ricevute da un centro di telemarketing.

Incentive: campagna di incentivazione.

Incentive travel: campagna di incentivazione con viaggi premio.

Indagine: esplorazione di un aggregato di persone, che avviene mediante tecniche statistiche di tipo campionario. Se oggetto dell’esplorazione è un mercato, si parla di ricerca di mercato; se viceversa si esplora l’opinione della gente su fonti di rilevanza politica o morale, si ha la ricerca di opinione pubblica o sondaggio d’opinione.

Indagini demoscopiche: ricerche statistiche volte ad accertare opinioni, atteggiamenti e caratteristiche di una determinata popolazione. Vengono normalmente eseguite su un campione. Può consistere nella sola ricerca di dati o rilevazione di comportamenti (desk work), oppure, più frequentemente, implica un’intervista o la compilazione di un questionario da parte dei componenti il campione.

Indagini motivazionali: tipo di indagine qualitativa realizzata applicando metodologie proprie della psicologia e della sociologia che servano a mettere in luce le motivazioni consce e inconsce dei consumatori.

Indagini qualitative: studiano il comportamento individuale del consumatore cercando di scoprire quali forze spingono l’individuo a sviluppare un determinato atteggiamento verso l’azienda, il prodotto, la comunicazione pubblicitaria e così via.

Indagini quantitative: forniscono la dimensione di un fenomeno. A differenza delle indagini qualitative che cercano di spiegare il perchè‚ di determinati comportamenti, le quantitative indicano quante persone adottano un certo comportamento.

Indice EUROSTAT dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’Unione Europea (IPCA)
Variazione nel tempo dei prezzi che si riferiscono alle vendite al dettaglio di beni e servizi effettuate dal settore delle imprese all’intero settore delle famiglie. Sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo, l’indice sintetico europeo, calcolato sulla base degli indici armonizzati dei singoli paesi, si riferisce al prezzo effettivamente pagato dal consumatore, rilevando la spesa monetaria per consumi finali sostenuta esclusivamente dalle famiglie. L’IPCA tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi, sconti e promozioni). Nel caso dell’Italia è riferito alla stessa popolazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) , ma è calcolato rispetto ad un paniere di prodotti e ad una struttura di ponderazione armonizzati nei diversi Paesi per poter assicurare la migliore comparabilità internazionale.

Indice ISTAT dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (FOI)
Variazione nel tempo dei prezzi al dettaglio, dei beni e servizi correntemente acquistati dalle famiglie. Indicatore di norma utilizzato per adeguare periodicamente i valori monetari (ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separatosi), si riferisce ai consumi finali individuali, rilevando sempre il prezzo pieno di vendita dei beni e servizi, considerando l’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente non agricolo (operai ed impiegati).

Indice ISTAT dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali: Misura delle variazioni nel tempo dei prezzi che si formano nel primo stadio di commercializzazione (venditore=produttore). I prodotti inclusi nel calcolo sono quelli dei settori industriali, con esclusione dei minerali e prodotti della trasformazione di materie fissili e fertili, dei mezzi di trasporto aerei, marittimi e ferroviari, dei manufatti dell’edilizia e degli armamenti.

Indice Nazionale ISTAT dei prezzi al consumo per l’Intera Collettività (NIC): Variazione nel tempo dei prezzi che si riferiscono alle vendite al dettaglio di beni e servizi effettuate dal settore delle imprese all’intero settore delle famiglie. Indicatore utilizzato come misura dell’inflazione a livello dell’intero sistema economico, si riferisce ai consumi finali individuali, rilevando sempre il prezzo pieno di vendita dei beni e servizi, indipendentemente se la spesa sia a totale carico delle famiglie o, in misura parziale o totale, della Pubblica Amministrazione o delle istituzioni non aventi fini di lucro (ISP). Ad esempio, nel caso dei medicinali prescrivibili viene considerato il prezzo pieno del prodotto e non la quota effettivamente a carico del consumatore (il ticket).

Indici dei prezzi al consumo: Misurano le variazioni medie nel tempo dei prezzi che si formano nelle transazioni relative a beni e servizi scambiati tra gli operatori economici ed i consumatori privati finali. Secondo gli obiettivi loro assegnati si differenziano in relazione alla popolazione dei consumatori ai quali si riferiscono ed alla composizione del paniere dei consumi considerati.

Indici dei prezzi: Strumento statistico utilizzato per sintetizzare in un unico valore numerico la complessiva dinamica delle quotazioni di un insieme (paniere) di beni e servizi scambiati sul mercato; esprime l’andamento dei prezzi che si formano nelle transazioni relative a beni e servizi tra gli operatori economici, misurandone le variazioni nel tempo rispetto ad un periodo (o anno) scelto come base.

Indice EUROSTAT dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’Unione Europea (IPCA)
Variazione nel tempo dei prezzi che si riferiscono alle vendite al dettaglio di beni e servizi effettuate dal settore delle imprese all’intero settore delle famiglie. Sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo, l’indice sintetico europeo, calcolato sulla base degli indici armonizzati dei singoli paesi, si riferisce al prezzo effettivamente pagato dal consumatore, rilevando la spesa monetaria per consumi finali sostenuta esclusivamente dalle famiglie. L’IPCA tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi, sconti e promozioni). Nel caso dell’Italia è riferito alla stessa popolazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) , ma è calcolato rispetto ad un paniere di prodotti e ad una struttura di ponderazione armonizzati nei diversi Paesi per poter assicurare la migliore comparabilità internazionale.

Indice ISTAT dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (FOI)
Variazione nel tempo dei prezzi al dettaglio, dei beni e servizi correntemente acquistati dalle famiglie. Indicatore di norma utilizzato per adeguare periodicamente i valori monetari (ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separatosi), si riferisce ai consumi finali individuali, rilevando sempre il prezzo pieno di vendita dei beni e servizi, considerando l’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente non agricolo (operai ed impiegati).

Indice ISTAT dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali
Misura delle variazioni nel tempo dei prezzi che si formano nel primo stadio di commercializzazione (venditore=produttore). I prodotti inclusi nel calcolo sono quelli dei settori industriali, con esclusione dei minerali e prodotti della trasformazione di materie fissili e fertili, dei mezzi di trasporto aerei, marittimi e ferroviari, dei manufatti dell’edilizia e degli armamenti.

Indice Nazionale ISTAT dei prezzi al consumo per l’Intera Collettività (NIC)
Variazione nel tempo dei prezzi che si riferiscono alle vendite al dettaglio di beni e servizi effettuate dal settore delle imprese all’intero settore delle famiglie. Indicatore utilizzato come misura dell’inflazione a livello dell’intero sistema economico, si riferisce ai consumi finali individuali, rilevando sempre il prezzo pieno di vendita dei beni e servizi, indipendentemente se la spesa sia a totale carico delle famiglie o, in misura parziale o totale, della Pubblica Amministrazione o delle istituzioni non aventi fini di lucro (ISP). Ad esempio, nel caso dei medicinali prescrivibili viene considerato il prezzo pieno del prodotto e non la quota effettivamente a carico del consumatore (il ticket).

Indici dei prezzi al consumo: Misurano le variazioni medie nel tempo dei prezzi che si formano nelle transazioni relative a beni e servizi scambiati tra gli operatori economici ed i consumatori privati finali. Secondo gli obiettivi loro assegnati si differenziano in relazione alla popolazione dei consumatori ai quali si riferiscono ed alla composizione del paniere dei consumi considerati.

Indici dei prezzi: Strumento statistico utilizzato per sintetizzare in un unico valore numerico la complessiva dinamica delle quotazioni di un insieme (paniere) di beni e servizi scambiati sul mercato; esprime l’andamento dei prezzi che si formano nelle transazioni relative a beni e servizi tra gli operatori economici, misurandone le variazioni nel tempo rispetto ad un periodo (o anno) scelto come base.

Inflazione al consumo: Processo di aumento del livello generale dei prezzi al consumo, che riguarda l’insieme dei beni e servizi (chiamato paniere), misurata tramite la variazione % dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC).

Influencer marketing: identificare comunità “chiave” e opinion leaders che sono in grado di parlare del prodotto ed influenzare l’opinione degli altri.

Initial fee E’ la somma che l’affiliato paga all’affiliante a fondo perduto o a titolo di cauzione per contribuire alle spese organizzative necessarie per la realizzazione del programma di franchising.

In-Pack Gift: promozioni con abbinamento di oggetto nella confezione del prodotto

Insight: comprensione dall’interno della strategia utile alla risoluzione di un problema mediante un’intuizione che consente di rivedere il problema nella sua interezza, generando un modo di pensare completamente nuovo per risolverlo. Nel marketing, il consumer insight mette in evidenza il problema che un nuovo prodotto si propone di risolvere, dal punto di vista di vista del potenziale acquirente. Si fonda, in altri termini, sulla capacità di cogliere un bisogno non soddisfatto del consumatore, o una opportunità più favorevole di consumo che i prodotti esistenti ancora non colgono.

In store: ciò che avviene nel punto vendita.

Ipermercato: Esercizio di vendita al dettaglio su grande superficie (2500 mq ed oltre), articolato in reparti (alimentare e non alimentare), ciascuno dei quali presenta, rispettivamente, le caratteristiche di supermercato e di grande magazzino.

Know-How E’ l’insieme delle conoscenze tecniche e commerciali relative alla produzione ed alla commercializzazione di un determinato prodotto o di un servizio.
Lead generation: ogni operazione di marketing diretto tesa a individuare nominativi di persone o aziende interessate all’acquisto di un prodotto o servizio. L’obiettivo di queste operazioni è, quindi, quello di fornire indirizzi qualificati alla struttura di vendita.

KPI - Il termine Key Performance Indicator, abbreviato in KPI, viene utilizzato per descrivere misure che mostrano le prestazioni delle attività di un’azienda. I progressi e il raggiungimento degli obiettivi prefissati possono essere determinati e misurati sulla base di questi numeri. Quali KPI vengono considerati e analizzati dipende dai rispettivi obiettivi, misure e aziende

Leaflet: mantenendo il valore posseduto nell’inglese comune, il termine leaflet è passato in italiano come prestito per indicare il volantino pubblicitario, anche pieghevole, opuscolo, più piccolo e meno impegnativo di un dépliant, che fornisce informazioni circa un determinato prodotto o servizio.

Licensing Marketing (è quell’attività di marketing attraverso la quale chi detiene un diritto(licenziante) con riferimento alla licenza lo cede ad un altro soggetto (licenziatario) dietro pagamento di un compenso unico o percentuale nel rispetto di alcune regole definite nel contratto di “licenza”)

Lista: nomi e indirizzi di individui o aziende selezionate in base a caratteristiche comuni (luogo di residenza, sesso, attività dell’azienda, ecc.).

Lista telefonica: lista composta dai possessori di un contratto telefonico; unisce ad un’alta copertura dell’universo (in Italia quasi 1′80% delle famiglie ha il telefono) un’elevata frequenza di aggiornamento dell’archivio (le liste SEAT sono aggiornate ogni due mesi).

List maintenance: qualsiasi sistema manuale, meccanico o elettronico atto a gestire una registrazione di nomi e indirizzi (con o senza altri dati) in modo che siano aggiornati rispetto a una qualsiasi specifica data d’utilizzazione.

Livello dei prezzi: Quantità di moneta per unità di bene o servizio.

Local Marketing: si riferisce attività di marketing rivolte ad un target specifico e geo-localizzato. È questo l’obiettivo del Local Marketing, strategia digitale e non solo di inbound marketing, finalizzata alla promozione del brand e di un business proprio dove i clienti (o potenziali clienti) si trovano fisicamente, dunque sul territorio o in aree prescelte

Location: si riferisce alla produzione filmica di messaggi pubblicitari e indica in particolare il luogo in esterni scelto per ambientarvi il cortometraggio, o lo spazio fisico dove si svolge un evento aziendale. La parola location è mutuata dal linguaggio cinematografico, dove indica il set all’aperto.

Logotype: lessema – sostituito talvolta dal corrispondente lemma italiano logotipo, calco sulla forma inglese – indica in pubblicità la forma grafica progettata e realizzata per una parola o una sigla allo scopo di renderla il simbolo di riferimento per l’utente, che potrà identificare con essa l’immagine commerciale dell’azienda o del prodotto; spesso il logotype coincide con il marchio.

Mailing:ogni tipo di materiale pubblicitario inviato per posta. Gli elementi del mailing sono: buste stampate, opuscoli illustrativi, inviti a effettuare ordini di prova.Con estensione semantica questa parola è usata talvolta per indicare la direct mail advertising o pubblicità indiretta, strategia all’interno della quale il termine mailing designa in realtà solo il mezzo attraverso cui la pubblicità si realizza.

Mailing list: lessico pubblicitario anglosassone ha codificato questo termine per indicare la lista dei clienti, reali e potenziali, cui un’azienda o un ente invia il proprio materiale informativo e promozionale. Con lo stesso valore la parola è passata nella terminologia pubblicitaria italiana.

Mail order: è l’ordine d’acquisto per corrispondenza, generalmente costituito da un modulo prestampato. In inglese mail order ha un duplice significato: uno specifico, con funzione sostantivale, di richiesta d’acquisto per corrispondenza, che è quello accolto dai pubblicitari italiani; uno più generico di vendita per corrispondenza.
Marche multiple: marche nella stessa categoria di prodotto proposte da una stessa azienda. (v. Strategia di marca).

Marchio: segnale distintivo, con rilevanza e tutela giuridica, che contraddistingue un prodotto, una linea (v.) o un’intera gamma (v.). Può derivare dalla combinazione (unica ed originale) di parole, simboli, immagini e colori ed è costruito in modo tale da trasmettere l’immagine voluta dall’azienda e da essere memorabile per il consumatore.

Margine commerciale: vedi Markup, ovvero la differenza tra il prezzo di vendita di un bene, di un prodotto, e di un servizio e il suo costo effettivo effettuato ai diversi stadi del processo di commercializzazione.

Margine di contribuzione: differenza tra il ricavo netto e i costi variabili. Indica il grado in cui un prodotto può contribuire a coprire i costi fissi.

Margine lordo: differenza tra il costo e il prezzo di vendita.

Margine netto: si ottiene con la detrazione delle spese generali pro quota dal margine lordo (v.).

Markdown: vedi Markup.

Market: vedi Mercato, ovvero l’insieme dei possibili consumatori o fruitori residenti in una determinata area, oggi in pratica tutto il mondo, che già sono o possono diventare acquirenti. Il mercato è oggetto di ricerche sia quantitative (per determinarne la potenzialità) sia qualitative (per conoscere le sue esigenze ed aspettative).

Marketing (1): è costituito dalla analisi, dalla organizzazione, dalla pianificazione e dal controllo delle risorse, delle politiche e delle attività dell’impresa destinate a soddisfare le necessità, i desideri e le aspettative di determinati gruppi di consumatori conseguendone un profitto od altro vantaggio di diversa natura (per es. voti politici, adesioni a club ecc.).
Marketing (2): E’ l’insieme delle tecniche che servono alla commercializzazione di un prodotto.
Marketing: In italiano questo termine è entrato nell’uso corrente con molteplici significati. Genericamente si può tradurlo come l’insieme delle tecniche volte a ricercare, realizzare e migliorare le condizioni di scambio sul mercato.
La funzione del marketing è quella di stimolare la domanda del consumatore individuando i suoi bisogni più o meno latenti e indicandogli un prodotto o servizio adeguato al soddisfacimento di tali bisogni. Il rapporto fra marketing e pubblicità può svilupparsi in due modi: se l’azienda utente di pubblicità ha già definito le sue strategie di marketing esigerà che la comunicazione sia un mero strumento di concretizzazione di tali strategie; nel caso in cui l’azienda non abbia elaborato alcuna strategia, è l’agenzia a pianificare e realizzare gli strumenti di marketing più adatti al prodotto da pubblicizzare.
Il marketing, che nasce negli Stati Uniti, approda in Italia negli anni Cinquanta ma assume rilievo come tecnica pubblicitaria solo negli anni Settanta; il linguaggio economico italiano acquisisce presto una serie di termini legati a questa disciplina, fra cui i più diffusi in pubblicità sono marketing man (addetto al marketing in un’agenzia), marketing mix (la combinazione dei fattori fondamentali per la vendita di un prodotto: packaging, promozione, distribuzione, prezzo), marketing plan (piano di marketing), marketing strategy (strategia di marketing), marketing research (ricerche di mercato).

Marketing: Processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotto e valori. È l’ arte e la scienza di individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto: delivery of satisfaction at a price. ( secondo Philip Kotler guru e padre del marketing)
Marketing: Processo di produzione, promozione, distribuzione (punto vendita) e prezzaggio di beni, servizi o idee al fine di porre relazione soddisfacenti con il cliente in un ambiente dinamico ( secondo William Pride e O.C. Ferrel)

Marketing Automation: E’ in costante crescita l’esigenza delle aziende di ottimizzare i processi di acquisizione clienti, allineando maggiormente le funzioni di Marketing e Vendite per aumentare l’efficienza di entrambe e migliorare la redditività delle campagne di lead generation. I sistemi di Marketing Automation facilitano il raggiungimento di questi obiettivi e producono importanti vantaggi. Ma è necessario definire chiaramente gli obiettivi e gli step dei processi e monitorare con precisione i risultati.
n sintesi le piattaforme di Marketing Automation supportano i marketer a più livelli:
- permettono di effettuare comunicazioni targettizzate che “nutrono” i Lead fino a quando diventano “sales ready”
- automatizzano e rendono più efficace la gestione delle campagne di marketing per la generazione di nuovi contatti qualificati
- migliorano la capacità di misurare i ritorni sugli investimenti di marketing ( ROI)
Quali sono i benefici della Marketing Automation
Un approccio di Marketing Automation consente di ottenere numerosi vantaggi. Tra i principali benefici, va segnalata la capacità di :
- aumentare l’efficienza delle persone di marketing, grazie al risparmio di tempo ottenuto con
l’automazione delle campagne e al maggiore controllo sui risultati delle attività
- favorire l’allineamento tra le funzioni di marketing e quelle commerciali, che devono concordare
le modalità di valutazione e classificazione dei Lead
- rendere più efficaci le iniziative di marketing in virtù della capacità di veicolare messaggi
rilevanti e personalizzati a prospect e lead
- semplificare e velocizzare i processi manuali del marketing con soluzioni automatizzate,
integrabili nel CRM aziendale
- utilizzare nuove modalità per educare e nutrire i lead, fornendo opportunità di contatto che non
risultano eccessivamente aggressive dal punto di vista commerciale
- migliorare la qualità dei lead generati ( lead qualificati)
produrre report e statistiche di qualità, misurare il ROI delle campagne

Marketing bancario: branca importante del marketing (e del marketing dei servizi [v.], in particolare) applicata all’attività bancaria. Sta ricevendo notevole impulso con l’affermarsi in questo settore di una maggiore concorrenza dovuta all’integrazione L’A.I.S.M. (Associazione Italiana Studi di marketing, che dal 1954 reaggruppa esperti, consulenti, dirigenti d’azienda e professionisti attivi nel campo del marketing www.aism.org ) l’ha definito “la parte di attività di management della banca responsabile della ricerca, dell’identificazione e del soddisfacimento delle esigenze del mercato, tramite l’orientamento del flusso dei servizi finanziari verso quei segmenti di mercato, che offrono delle opportunità di sviluppo redditizio”.

Marketing concentrato: strategia per cui ci si concentra su un solo segmento accuratamente selezionato: è la via seguita dalle piccole imprese, che scelgono la specializzazione come arma concorrenziale e puntano alla leadership della nicchia prescelta.

Marketing concept: 1. idea o strategia di marketing per un prodotto o un servizio. 2. filosofia di marketing orientata al benefit che può derivare dal prodotto piuttosto che sul prodotto stesso. Per esempio, il marketing concept di successo per un profumo o un superalcolico consiste nel vendere evasione, sesso, sogno (benefits insiti nei prodotti) e non il profumo o il superalcolico in sé.

Marketing dell’accoglienza ( vedi Welcome marketing)

Marketing dei dettaglianti (o retail marketing): attività di marketing svolta dalle imprese della distribuzione tradizionale(negozi, store, centri commerciali). Consiste nella scelta del target e dei clienti obiettivo, nella scelta dell’ubicazione dei punti vendita (in base all’attrattività della zona), nella scelta dell’assortimento dei prodotti, nella determinazione dei prezzi e delle attività comunicazionali.

Marketing di massa: strategia utilizzata dalle imprese che si rivolgono ad un target indistinto. Il posizionamento che ne deriva è generico.

Marketing del territorio: attività di marketing applicata alle organizzazioni e istituzioni che operano sul territorio. In quest’ottica le imprese dislocate nella zona e le istituzioni devono collaborare al fine di creare vantaggi per tutti accrescendo l’attrattività del territorio e delle imprese stesse.

Marketing differenziato 1: strategia di marketing che ha per oggetto vari segmenti di mercato (v.). Studia interventi commerciali ad hoc, mediante l’utilizzo di un adeguato marketing mix.
Marketing differenziato 2: preso atto che il mercato è un insieme non omogeneo di bisogni ed esigenze nei confronti di un prodotto, l’azienda lo segmenta, sceglie i segmenti cui rivolgersi e infine mette a punto una serie di marketing mix differenti per ciascuno di essi. Il contrario di marketing indifferenziato.

Marketing di nicchia: strategia utilizzata dalle aziende che dopo avere segmentato il mercato obiettivo scelgono di concentrarsi sugli obiettivi di un particolare sottogruppo. Le nicchie sono segmenti molto piccoli che attraggono e procurano vantaggi solo a poche aziende.

Marketing dei servizi: marketing applicato al terziario. Ha destato un autonomo interesse a partire dagli anni 80 ed è tuttora in via di elaborazione. Infatti, date le caratteristiche peculiari di questo settore quali l’immaterialtà del servizio, la contestualità tra il momento della produzione e quello della vendita nonché (nel caso dei pubblici servizi) del regime monopolistico, dei prezzi imposti ecc. ad esso non sono senz’altro applicabili le regole e i concetti del marketing dei settori tradizionali (beni largo consumo, ecc.).

Marketing diretto: ovvero direct marketing:

Marketing director: direttore marketing, corrisponde al direttore commerciale, responsabile dell’intera attività commerciale. Tra le sue funzioni: analizzare il mercato, le sue opportunità, fissare gli obiettivi di marketing, creare nuovi prodotti, pianificare la commercializzazione, giudicare il risultato delle operazioni compiute, promuovere una mentalità marketing nell’azienda ecc.

Marketing dualistico: come rispondere nel modo migliore (e più proficuo) alle aspettative dell’azienda produttrice e dei grossisti e/o dettaglianti.

Marketing elettronico (e-marketing): forma di marketing diretto che sfrutta le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie (in particolar modo internet) permettendo di collegare direttamente i venditori ai consumatori. In questo modo i primi possono risparmiare sulle modalità di realizzazione dei contatti, mentre i secondi possono avere servizi più mirati sulle loro esigenze.
Marketing esperienziale: La rinnovata attenzione per la sfera del sensibile, tema che ormai da tempo domina la ricerca artistica, sembra ora influenzare anche il marketing. Teorizzato da Bernd Schmitt, professore alla Columbia University, il ‘marketing esperienziale’ è così chiamato in quanto si basa più sull’esperienza del consumo che sul prodotto in sé; per intenderci, non è ritenuto importante il prodotto “shampoo”, ma l’esperienza “lavarsi i capelli con quello shampoo”. Obiettivo primario della strategia di marketing sarà allora quello di individuare che tipo di esperienza valorizzerà al meglio il prodotto: secondo Schmitt esistono cinque diversi tipi di esperienza (da lui detti SEMs, o Strategic Experiential Modules):
1. SENSE experiences ovvero esperienze che coinvolgono la percezione sensoriale;
2. FEEL experiences ovvero esperienze che coinvolgono i sentimenti e le emozioni;
3. THINK experiences ovvero esperienze creative e cognitive;
4. ACT experiences ovvero esperienze che coinvolgono la fisicità;
5. RELATE experiences ovvero esperienze risultanti dal porsi in relazione con un gruppo.

Marketing globale: teoria secondo la quale per raggiungere i risultati migliori è necessario che l’azione di marketing e la preventiva scelta degli strumenti impiegabili coinvolgano totalmente la struttura aziendale. Così il marketing interverrà: a definire il mercato, individuare le motivazioni d’acquisto dei consumatori, adattare il prodotto alle esigenze espresse dal mercato, nonché sulla distribuzione, sulla comunicazione e sulle vendite.

Marketing indifferenziato 1: strategia di marketing che ha per oggetto vari segmenti di mercato (v.); non studia interventi commerciali ad hoc, come avviene con il Marketing differenziato (v.), ma utilizza sempre il medesimo marketing mix (v.).
Marketing indifferenziato 2: strategia che si basa nel presupposto che il mercato cui l’azienda si rivolge sia omogeneo e quindi non segmentato.

Marketing industriale: marketing delle aziende che producono beni industriali o che hanno aziende clienti che producono beni industriali. I prodotti sono per lo più ad alto contenuto tecnologico.

Marketing information (system): complesso di informazioni, raccolte all’intemo dell’azienda o da fonti esterne come la Nielsen (v.), su cui si baseranno le decisioni di marketing future: gli improvements del prodotto, i cambiamenti di packaging (v.) e di prezzo, la
redazione dei testi pubblicitari, l’acquisto dei mezzi (v.), la distribuzione, le promozioni ecc. I suoi processi, connessi con la raccolta, l’analisi, la relazione dell’informazione del Marketing research (v.), possono consistere in operazioni assai semplici e compiute direttamente da una o più persone su semplici tabulati o, al contrario, richiedere una serie di operazioni complesse, l’applicazione di particolari sistemi e l’ausilio di computers.

Marketing Integrato: tutte le funzioni aziendali sono impegnate a svolgere marketing per la propria azienda.

Marketing intelligence: insieme di attività che permettono di esaminare sistematicamente l’ambiente in cui opera l’azienda.

Marketing interattivo: forma più innovativa del marketing diretto condotta attraverso sistemi interattivi di computer che collegano venditori e acquirenti. Si possono considerare due forme di marketing on-line: i servizi commerciali ondine (servizi offerti a quanti sottoscrivono un abbonamento) e internet. Vedi anche On-line marketing ed e-business.

Marketing internazionale: complesso delle attività di marketing che una impresa deve mettere in atto per entrare in un mercato estero o per ottimizzarvi la propria presenza.

Marketing interno: insieme delle azioni sviluppate dall’azienda per motivare e formare in modo efficace i dipendenti che operano a diretto contatto con tutta la clientela e tutto il personale di supporto. Affinché l’azienda produca beni che incontrano la soddisfazione dei propri clienti ogni dipendente deve essere orientato alla clientela.

Marketing istituzionale: strategia di marketing messa in atto dalle imprese
che operano nel settore istituzionale (scuole, ospedali ecc.).

Marketing laterale: strategia di marketing che prevede l’utilizzo di prodotti nuovi per mercati più ampi o prodotti vecchi usati in modo nuovo.

Marketing man: uomo di marketing.

Marketing management: attività dirigenziale mirata a promuovere e coordinare tutta l’attività di marketing dell’azienda.

Marketing manager: individuo avente la funzione di stimolare, coordinare e controllare l’attività dei brand managers (v.). Garantisce il coordinamento degli obiettivi delle singole linee nell’ottica del raggiungimento dell’obiettivo aziendale. Risponde direttamente al Direttore marketing (v. Marketing director).

Marketing Mix (MM): combinazione delle leve di marketing che influiscono sulla vendita di un prodotto o di un servizio, suddiviso in 4P: punto vendita (v.) (tramite agenti e canali di distribuzione), prezzo, prodotto (qualità del prodotto, immagine di marca, confezione) e promozione (vedi Promotional mix).

Marketing Mix E’ l’insieme delle tecniche che stanno alla base delle scelte di marketing compiute da un’impresa in merito alla politica dei prezzi, ai prodotti da commercializzare, fino alla scelta della clientela da raggiungere.

Marketing non profit: insieme delle azioni di marketing tipiche delle organizzazioni senza scopo di lucro. Le linee guida riguardano le modalità delle raccolte fondi con cui operare e le esigenze dei propri pubblici obiettivo.

Marketing objective: obiettivo commerciale.

Marketing Olistico: per chi ha qualche nozione di greco non sarà difficile individuare nell’aggettivo che caratterizza l’approccio olistico marketing la dimensione della totalità (olistica, appunto, dal greco όλος). Marketing totale, dunque, ma in che senso? Secondo la definizione di Philip Kotler e Kevin Lane Keller:
“Il concetto di marketing olistico si basa sullo sviluppo, la progettazione e l’implementazione di programmi, processi e attività di marketing che riconoscono l’ampiezza e le interdipendenze. Il marketing olistico riconosce che ‘tutto conta’ nel marketing e che per giungere alla soluzione migliore è necessaria un’ampia prospettiva integrata
Secondo Kotler, dunque, le aziende non possono più fermarsi alla definizione di strategie che individuano il target come mero consumatore finale di un bene specifico. Il target diventa parte integrante di quel sistema di stakeholder dei quali l’azienda, per la propria sussistenza, deve curare gli interessi e soddisfare i bisogni.
Con tale accezione, l’offerta dell’azienda non si basa più sul posizionamento del prodotto finale, ma di tutto il brand, a iniziare dalle politiche di approvvigionamento (si pensi alla sostenibilità ambientale), ai servizi di customer care post-vendita.
In definitiva, con la definizione del marketing olistico si sviluppa quello che lo stesso Kotler definisce “Marketing 3.0”, che si compone di 4 anime:

- Il marketing relazionale – ovvero quello che cura le relazioni con tutti gli stakeholder;
- Il marketing integrato – che riconduce al concetto di marketing mix per creare un’esperienza che
consenta al consumatore di percepire un’immagine del brand forte e focalizzata;
- Il marketing interno – ovvero quello orientato verso le risorse interne dell’azienda;
- Il marketing socialmente responsabile – che coinvolge la responsabilità sociale delle aziende.

Per capire cos’è il marketing olistico, bisogna quindi pensare a una strategia d’immagine aziendale a 360°. Con tutta la differenza che passa tra il proporre al potenziale cliente un semplice prodotto e una filosofia di brand.

Marketing one-to-one (marketing one-at-a-time): detto anche Marketing personalizzato, Marketing “su misura”; marketing che mira allo sviluppo di offerte specifiche sulla base delle esigenze di segmenti di mercato ben definiti e idealmente del singolo cliente. Il termine “marketing one to one” è stato coniato nel 1993 da Don Peppers & Martha Rogers; precedentemente questa attività era denominata “Custom Marketing” da alcune società giapponesi degli anni 80.

Marketing on-line: v. On-line marketing.

Marketing) oriented: azienda focalizzata sul mercato o sul consumatore e non sul prodotto. Il suo obiettivo è il profitto (ottenuto producendo quello che attraverso le necessarie ricerche di mercato [v.] si sa di poter vendere) e non il fatturato come avviene per le aziende product oriented (aziende tese a vendere tutto ciò che hanno prodotto sulla sola base delle loro potenzialità produttive).

Marketing personalizzato: Marketing One-to-One e One-to-Each

Marketing plan: piano marketing in cui vengono dettagliati tutti gli sforzi di marketing che un’impresa realizza nel complesso o per i singoli prodotti. Deve contenere gli scopi e gli obiettivi prefissati e il preciso periodo di tempo per realizzare le varie strategie.

Marketing Politico: complesso di attività di marketing svolte da organizzazioni di carattere politico (partiti, governo, ecc). Le tipiche attività svolte dal marketing politico sono: sondaggi, comunicazione di massa, comunicazione personalizzata ecc.

Marketing Relazionale: attività di marketing volta a creare, sviluppare e mantenere una rete di relazioni con i clienti e con le loro aziende. lo scopo del marketing relazionale è la creazione del valore al cliente (consumer satisfaction).

Marketing Reloaded: ovvero marketing rigenerato . Un nuovo paradigma generato per rispondere alle mutate attese del consumatore e ai relativi cambiamenti in atto nella disciplina del marketing è il marketing reloaded – ”del ritorno al cliente”. Il nuovo approccio si concentra sulla co-creazione di valore con il cliente e sull’importanza della relazione con il mercato finale: ascoltare la voce diretta dei clienti (blog, community ecc.), aumentare in loro la coscienza del brand, creare punti di contatto con il cliente finale, rivoluzionare il servizio di assistenza ai clienti. Il suo strumento principale è ovviamente la rete.

Marketing Research: raccolta e analisi dei dati e delle informazioni relative al processo attraverso il quale un bene o un servizio passa dal produttore al consumatore. Opera in tre diverse aree: l’analisi del mercato che fornisce informazioni sulla situazione del mercato; ricerche sul prodotto, che forniscono informazioni sulle caratteristiche e la desiderabilità del prodotto; ricerche sul consumatore, che forniscono notizie sui bisogni e sulle motivazioni (v.) del consumatore. I risultati della marketing research offrono i fatti concreti necessari per prendere le decisioni di marketing e permettono di individuare il mercato ideale per il prodotto o servizio e la sua estensione.

Marketing simbiotico: obiettivo di più organizzazioni distinte che collaborano insieme per migliorare le singole risorse di marketing attraverso esclusive (v.), licenze (v.), organizzazioni unitarie di vendita, promozioni comuni, pubblicità collettive.

Marketing sociale: attività di marketing management (v.) finalizzata alla diffusione di principi e valori e al soddisfacimento del singolo cliente in relazione al miglioramento del benessere della società.

Marketing strategico: attività di marketing volta a modificare il rapporto azienda/ mercato.

Marketing Tribale (vedi Tribal Marketing)

Marketing Urbano (vedi Urban Marketing)

Marketing Verde (green marketing): attività di marketing che ha come obiettivi interventi riguardanti la salvaguardia dell’ambiente (per esempio, attività di riciclo). V. Marketing sociale.

Marketing virale( viral marketing): attività di marketing svolta in rete che spinge chi la riceve a diffonderla a sua volta, come un virus. (vedi anche viral Marketing)

Market(ing) weights: pesi di marketing.

Market leader: azienda che ha la più alta quota di mercato relativamente ad un dato prodotto o servizio.

Mass media: questo composto, che letteralmente significa mezzi di massa, indica in pratica l’insieme degli strumenti di comunicazione, informazione, intrattenimento che utilizzano linguaggi d’uso generalizzato, facilmente comprensibili a qualsiasi livello culturale e che realizzano quindi una comunicazione diffusa: televisione, radio, giornali, cinema, affissioni murali. Ampiamente usato nel linguaggio pubblicitario, il termine mass media non è limitato a questo campo: oggi esso fa parte della lingua comune a pieno titolo.

Master Franchisee E’ il franchisee che ha ottenuto per contratto il diritto di stipulare contratti di subfranchisee nella zona in cui ha l’esclusiva.

Media: mezzi di comunicazione pubblicitaria: televisione, radio, stampa, cinema e affissioni. Il reparto media di un’agenzia pubblicitaria si occupa della pianificazione, della prenotazione e
del controllo degli spazi per i messaggi nei vari mezzi. Nelle agenzie maggiori si distingue il media planner come responsabile della pianificazione dal media buyer, cioè colui che tiene i contatti con i concessionari di pubblicità ed eventualmente con le case editrici. Menabò: modello dell’impaginazione di una pubblicazione stampata. ln un fascicolo esattamente dello stesso formato e dello stesso numero di pagine del prodotto finito nel quale sono segnate, pagina per pagina, tutte le indicazioni per l’impaginazione con i relativi ingombri dei testi e delle illustrazioni. Mercato: aggregato di individui e di altri operatori economici interessati a un prodotto, o servizio o risorsa, e che hanno un reddito adeguato all’acquisto dello stesso. Il concetto di mercato implica che le contrattazioni che vi avvengono si influenzino a vicenda in modo da determinare l’equilibrio tra la domanda e l’offerta. Si definisce mercato al rialzo la situazione in cui i compratori sono pronti ad acquistare quantità maggiori di quelle che i venditori sono in grado di offrire; poiché‚ ciò dà loro un maggior potere contrattuale, questa situazione viene definita anche mercato dei venditori.

Mercato captive: terreno di caccia esclusivo di un’azienda. Nel caso, ad esempio, di un grande gruppo industriale è mercato captive quello rappresentato dalle altre società del gruppo nei
confronti delle quali l’azienda in questione ha una posizione di fomitore privilegiato. Mercato depresso: mercato in cui vi sono più beni che consumatori. Merchandise: merce, prodotti.

Merchandiser: persona od organizzazione che predispone l’esposizione e la promozione dei prodotti nel p.v.
Merchandiser: addetto alle attività oromozionali ed espositive nel p.v.

Merchandising: complesso di attività che hanno lo scopo di promuovere le vendite una volta che la merce abbia raggiunto il punto di vendita stesso; per esempio confezione, esposizione, sconti, offerte speciali, distribuzione di materiale promozionale. Tale attività può essere svolta dal fornitore, dal venditore o da entrambi.

Merchandising: si intende genericamente l’attività, realizzata attraverso offerte speciali, sconti, distribuzione omaggio di materiale promozionale, svolta sul punto vendita dal fornitore o dal venditore al fine di incrementare la vendita di un prodotto nel punto vendita stesso.

Minimarket (Minimercato): Esercizio di vendita al dettaglio in sede fissa che offre prodotti (quasi) esclusivamente alimentari, la cui superficie di vendita non supera 250 mq.

Negative option: programma di acquisto in cui un cliente o socio di un club accetta e paga i prodotti o servizi preventivamente a intervalli regolari, a meno che il cliente avvisi l’azienda, con un preavviso ragionevole, di non inviare la merce.

Neuromarketing: è il l complesso delle tecniche di marketing (non convenzionale) che sfruttano le scoperte e le metodologie delle neuroscienze per determinare le forme di comunicazione più efficaci a influire sui processi decisionali del consumatore. Altresì e’ una branca di riferimento della cosiddetta neuroeconomia e indica una recente disciplina volta all’individuazione di canali di comunicazione più diretti ai processi decisionali d’acquisto, mediante l’utilizzo di metodologie legate alle scoperte delle neuroscienze. È una disciplina che fonde il marketing tradizionale (economia) con neurologia (medicina) e psicologia (scienze comportamentali) e si prefigge di illustrare ciò che accade nel cervello delle persone in risposta ad alcuni stimoli relativi a prodotti, marche o pubblicità con l’obiettivo di determinare le strategie che spingono all’acquisto.
L’efficacia dei risultati è perseguita attraverso:

- l’utilizzo di determinate tecniche di comunicazione nei messaggi;
- la forte personalizzazione dei messaggi in base al cliente obiettivo;
- la verifica con focus group di appartenenti al target cliente;
- la triangolazione dei dati raccolti attraverso altre metodologie.

Ha lo scopo di comprendere quali siano i meccanismi di decisione d’acquisto dei prodotti, per chiarire “cosa ci porta all’acquisto”, e non hanno alcuna relazione con la comunicazione subliminale

Newsletter: l’insieme delle e-mail relative a un medesimo argomento spedite via posta elettronica.
Numero Verde: è il servizio telefonico col quale è possibile effettuare telefonate a carico dei destinatari, preventivamente convenzionati con la TELECOM.

Nudge marketing: Nudger letteralmente significa spinta, pungolo; esttamente quella che mamma elefante dà al suo piccolo. Con il nudge marketing che integra scienze comportamentali e marketing, migliora le performance di branding e le vendita online, si cerca di influenzare l’utente con stimoli presentati come migliori possibilità, scelte più convenienti: è importante portarlo verso una scelta senza che debba pensarci troppo, senza razionalizzare. A volte basta poco, anche solo cambiare il modo in cui si presenta la scelta. Un esempio concreto è quello del piatto piccolo durante un buffet: abbiamo poco spazio quindi tenderemo a mettere meno cibo, mangiando di conseguenza meno e sprecando meno.
Il nudge marketing non è nella razionalità della comunicazione ma nell’emozione, nella spinta che passa come scelta autonoma

Numero Verde: è il servizio telefonico col quale è possibile effettuare telefonate a carico dei destinatari, preventivamente convenzionati con la Compagnia Telefonica.

One shot: termine usato per indicare l’offerta di un solo prodotto che non fa parte del catalogo.

On-line service: vengono così definiti servizi di informazione che utilizzano come supporto le applicazioni della telematica.

Operazione a premi: azione promozionale che prevede la consegna di premi a tutti coloro che compiono una certa azione; di solito comprare un prodotto o una certa quantità di prodotti. La legge non consente operazioni a premi per alcuni beni di prima necessità, medicinali e tabacco.
Opinion leader: nel linguaggio della comunicazione si definisce opinion leader una persona o un giornale particolarmente influente che, con il proprio comportamento e con l’espressione delle proprie opinioni è in grado di influenzare il pensiero e il comportamento di un grande numero di persone, favorendo la diffusione di un certo modello comportamentale o di un determinato bene di consumo.

OTC: da banco, specie in farmacia.

O.T.S.: Si tratta dell’acronimo di opportunity to see, letteralmente opportunità di vedere. L’OTS è l’unità di misura utilizzata per valutare la possibilità, calcolata statisticamente, che un certo media ha di essere seguito dal pubblico. In termini relativi esso indica il numero medio di volte in cui il target group viene esposto al media utilizzato per trasmettere un messaggio pubblicitario, cioè il numero medio di volte in cui, impiegando un certo media, la comunicazione sarà percepita dal target group.

Outbond: chiamate telefoniche effettuate verso l’esterno da un centro di telemarketing.
Package Deal E’ tutto quello che il franchisor porta “in dote” al franchisee, a cominciare dall’addestramento e aggiornamento del personale, dalla messa a punto del unità operativa, alla consulenza e all’assistenza finanziaria, gestionale e di marketing.

Packaging: confezione o studio della confezione. Elemento di estrema importanza per la differenziazione e la personalizzazione del prodotto oltre che per la
sua distribuzione fisica e la sua esposizione nei punti vendita. Il packaging consente una politica di marca, è indispensabile veicolo per la fornitura di alcuni servizi impliciti al consumatore quali l’informazione sul prodotto e una migliore possibilità di conservazione. Il suo ruolo è andato aumentando con la diffusione del self- service perché‚ è uno strumento per comunicare stimoli al consumatore proprio sul punto di vendita e quindi la percezione dello stimolo può provocare immediatamente l’acquisto. Confezione: elemento di estrema importanza per la differenziazione e la personalizzazione del prodotto oltre che per la sua distribuzione fisica e la sua esposizione nei punti vendita. Il packaging consente una politica di marca, è indispensabile veicolo per la fornitura di alcuni servizi impliciti al consumatore quali l’informazione sul prodotto e una migliore possibilità di conservazione. Il suo ruolo è andato aumentando con la diffusione del self service perchè uno strumento per comunicare stimoli al consumatore proprio sul punto di vendita e quindi la percezione dello stimolo può provocare immediatamente l’acquisto.

Packshot: Riproduzione, in un annuncio pubblicitario, del prodotto o della sua confezione. Costituisce una delle parti principali dell’annuncio stesso. Negli spot indica le immagini in cui compaiono il prodotto o la sua confezione.

Panel (1): Gruppo di persone (famiglie, consumatori, esperti) che si prestano ad essere intervistate per una rilevazione di comportamenti, atteggiamenti, ecc.

Panel (2): è un’indagine quantitativa, di carattere periodico, che esplora famiglie o negozi. Il panel famiglie si fonda di solito su diari che le massaie aderenti compilano e spediscono all’istituto con frequenza settimanale. Il panel negozi si fonda su rilevazioni mensili o bimestrali, compiute da un auditor, tendenti a verificare, per ciascun tipo, marca e confezione di prodotto due elementi base: le scorte al momento della rilevazione e gli acquisti del dettagliante nel periodo precedente la rilevazione.

Paniere: Insieme dei prodotti presi in considerazione e messi sotto osservazione statistica ai fini del calcolo di ciascuno degli indici dei prezzi; è costituito da una lista di prodotti (in complesso 1031), ad ognuno dei quali è assegnato un peso proporzionale al grado di importanza che la voce rappresenta nell’ambito dell’intero paniere. I prezzi rilevati per costruire l’indice dei prezzi al consumo sono relativi a beni e servizi, rappresentativi dei consumi delle famiglie italiane, articolati in 12 capitoli di spesa, ognuno con un proprio peso: all’interno dei capitoli, ogni bene e servizio partecipa all’indice con una quota pari all’importanza sul totale dei consumi. I prodotti del paniere e il peso loro attribuito sono definiti sulla base della spesa delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi della popolazione, la cui fonte principale è l’indagine annuale Istat sui consumi che coinvolge circa 28mila famiglie italiane. L’Istat provvede all’aggiornamento annuale della composizione e della ponderazione del paniere, con la finalità di mantenere nel tempo la capacità degli indici dei prezzi di riflettere i cambiamenti nei comportamenti dei consumatori e di adeguare i pesi assegnati a ciascun prodotto alla mutata struttura dei consumi delle famiglie.

Pay-off: frase conclusiva di un annuncio pubblicitario. Spesso è posta dopo la marca per qualificare e rafforzare le comunicazione. Si presta ad essere l’elemento di continuità di azioni diverse.
Permission Marketing: E’, per la verità, più una filosofia di comunicazione che una tecnica di marketing. Consiste nel richiedere e ottenere in anticipo, dai consumatori che si vogliono raggiungere, il permesso di inviare loro informazioni sul prodotto o servizio che si vuole vendere. Il tipico esempio sono le “Opt-in” email, quelle email, cioè, che sono state “Opted in”, cioè accettate in anticipo compilando un modulo con cui si dà l’OK a riceverle. E’ una tecnica tipica dell’ Emarketing, opposta al cosiddetto “Interruption Marketing”, in cui la comunicazione pubblicitaria ci interrompe da ciò che stiamo facendo: esempi tipici sono i banner e, ancor più, le finestre “pop up” su Internet e, nella vita di tutti i giorni, gli spot TV che interrompono i film.

Pianificazione di marketing: processo normalizzato che si concretizza in piani atti al raggiungimento di determinati obiettivi di mercato. In particolare con pianificazione di marketing si intende quella parte della pianificazione aziendale che si riferisce direttamente al rapporto impresa/mercato. Tuttavia è assai difficile trovare un confine fra la pianificazione di marketing e la pianificazione aziendale essendo le due intimamente compenetrate sicché ogni definizione è comunque una forzatura.

Piggy-back: Offerta d’acquisto di un prodotto legato all’offerta principale relativa ad un altro prodotto.

Plus: ovvero valore aggiuntivo di un prodotto è rappresentato dalle sue caratteristiche peculiari, i vantaggi e le qualità “in più” che esso può vantare rispetto a prodotti simili. La parola è usata anche nell’italiano comune con significato analogo.

POP: Point Of Purchase, ovvero il punto di acquisto (vendita) inteso come veicolo di comunicazione.
Portaolio: in italiano portfolio è un prestito dall’inglese codificato anche dalla lingua standard per indicare la cartella in cui è raccolto e presentato, con intento dimostrativo e illustrativo, materiale scritto e illustrato relativo a una o più opere d’arte, fotografie e in genere all’attività di un artista. Nella terminologia pubblicitaria può indicare la raccolta dei lavori realizzati da un copywriter o da un art director, oppure il folder rivenditori (pieghevole destinato ai venditori in cui si illustrano una merce o una campagna pubblicitaria).

POS: Point Of Sales, punto vendita (britannico).

Positive option: metodo di distribuzione di prodotti o servizi che include le stesse tecniche della negative option, ma richiede ogni volta un ordine specifico da parte del socio o abbonato. Di solito è più costosa e meno prevedibile della negative option.

Posizionamento: Modalità con cui l’azienda desidera che il cliente percepisca il proprio prodotto rispetto agli altri beni che soddisfano gli stessi bisogni, sia con riferimento alla propria offerta competitiva sia riguardo ai prodotti o servizi offerti dalla concorrenza.

Poster :i n italiano questa parola è ormai entrata nell’uso comune per indicare una riproduzione a stampa della grandezza di un manifesto di opere d’arte, fotografie di personaggi più o meno celebri, paesaggi da appendere come oggetto di arredamento Nel linguaggio pubblicitaria poster indica un manifesto di dimensioni standard (m. 6×3) affisso su tabelloni collocati in luoghi di passaggio pubblico.

Prank Advertising ( vedi Prank Marketing)

Prank Marketing ( detto anche Prank Advertising): è una tipologia del più celebre guerrilla marketing, stile di comunicazione non convenzionale che punta sul fattore sorpresa.Da Prank ( scherzo) ha la qualità di colpire immediatamente l’attenzione del pubblico perchè: fa ridere, tira fuori il nostro lato sadico quando altri subiscono uno scherzo, pone in primo piano un brand in maniera alternativa ed inusuale e puo’ avere una straordinaria risonanza mediatica e social

Precision Marketing: l’espressione precision marketing nasce dall’esigenza di individuare il consumatore in maniera precisa e su di lui costruire un percorso di esperienze significative che lo trasformino da utente a cliente. Il precision marketing è un approccio scientifico messo in atto dai marketer che analizzano i bisogni e gli interessi di determinati segmenti di consumatori e costruiscono sulla base di questi dati raccolti strategie personalizzate e una user experience significativa.

Premium: oggetto premio (di qualche valore).

Premium price: nell’ambito delle strategie e delle ricerche marketing-pubblicitarie si definisce prodotto premium price una merce a prezzo più elevato rispetto al livello medio di quelli offerti dalla concorrenza. La differenza di prezzo può essere causata dalla scarsità della merce o da una precisa strategia di marketing.

Prezzo al consumo: Quantità di moneta che bisogna cedere per ottenere in cambio l’unità del bene oggetto di transazione, riferita alla fase di scambio in cui l’acquirente è un consumatore finale.

Prezzo all’ingrosso: Quantità di moneta che bisogna cedere per ottenere in cambio l’unità del bene oggetto di transazione, in cui il contraente è un grossista.

Prezzo all’origine (o alla produzione): Quantità di moneta che bisogna cedere per ottenere in cambio l’unità del bene oggetto di transazione, in cui il contraente-venditore è il produttore. I prezzi rilevati si riferiscono ai beni venduti sul mercato interno da imprese residenti in Italia e sono franco fabbrica o magazzino del venditore, al netto dell’Iva e di ogni altro onere a carico dell’acquirente e definiti secondo le clausole contrattuali più usuali.

Prezzo implicito: Rapporto tra il valore della quantità osservata ed il relativo volume.

Pricing: assegnazione dei prezzi di vendita ai prodotti in catalogo.

Promozione (vendite): insieme di attività che, utilizzando tecniche proprie, conferiscono un valore addizionale e provvisorio al prodotto o servizio per facilitarne la vendita e/o stimolarne l’acquisto. Il considerare la promozione vendite come uno strumento di marketing di pari dignità degli altri è cosa relativamente recente e ancora vi è una certa confusione tra gli operatori aziendali riguardo alle sue possibilità, ai suoi limiti e soprattutto alle caratteristiche professionali richieste per sviluppare concretizzare azioni efficaci e in sintonia con le strategie complessive di approccio al mercato. Il numero elevato di tecniche utilizzabili e la loro notevole differenziazione non ha consentito finora di accentrare in un unico fornitore, come ad esempio è avvenuto in pubblicità, tutte le attività connesse con la promozione vendite. Le agenzie di sales promotion sono poche esolo da pochi anni si sono date un’associazione l’Asp.

Producer: nella terminologia pubblicitaria italiana questo termine indica la persona che all’interno dell’agenzia è responsabile della produzione di un filmato pubblicitario. Al producer dell’agenzia si affianca quello della casa di produzione cinematografica.

Product seeding: piazzare il giusto prodotto al posto giusto nel momento giusto, fornendo informazioni o samples per sensibilizzare i consumatori.

Progress: lessema indica lo stato di avanzamento dei lavori dei vari reparti dell’agenzia; in maniera più specifica si definisce progress una riunione, solitamente a cadenza settimanale, nella quale vengono distribuiti i compiti e definiti i tempi di realizzazione delle diverse iniziative. A seguito della riunione viene elaborato un prospetto - anch’esso denominato progress, abbreviazione di progress report - che riassume schematicamente le scadenze più prossime.

Prospect: un potenziale acquirente di un dato prodotto o servizio, che però non ha precedentemente effettuato alcun acquisto. In genere con questo termine si indica chi ha già mostrato interesse per il prodotto (inviando un coupon, telefonando ecc.).

Prospect target : Espressione utilizzata come abbreviazione di prospective buyer. Indica un “non ancora cliente”, ovvero chi potrebbe essere potenzialmente interessato al prodotto o al servizio venduto.

Prosumer: è una parola macedonia (portmanteau) formata dalla contrazione delle parole producer o professional con la parola consumer. Il termine sta assumendo molti e conflittuali significati: nel mondo degli affari si tende a vedere il prosumer (professional–consumer) come un segmento di mercato, mentre gli economisti ed i marketer intendono la figura del prosumer (producer–consumer) fortemente indipendente dall’economia mainstream. In generale, si intende che l’utente, dal classico ruolo passivo, assume un ruolo decisamente più attivo nel processo di consumo, di produzione, di creazione di un bene o un servizio, per migliorare le sue caratteristiche e i suoi benefici.

Prosuming: Neologismo introdotto da Toffler nel 1980 che deriva dalla fusione dei termini producing e consuming e indica la stretta interazione tra chi produce e chi consuma. Nello specifico del contesto culturale indica il ruolo dello spettatore come parte attiva in un processo di erogazione e consumo di un determinato prodotto artistico (es. spettacolo dal vivo), come attore del processo di “creazione del valore”.

P.T.O.: Pubblicità Tramite Oggetto (settore della).

Public Affaire : Insieme delle attività di relazioni con le istituzioni. Il settore dei public affairs si occupa di rappresentare interessi e punti di vista di un’impresa o di un’organizzazione nei confronti di governi, ministeri, municipi, organismi pubblici ecc… Nel settore rientra anche il compito di gestire le relazioni con le associazioni industriali o altre organizzazioni che rappresentano settori specializzati del commercio, della produzione e dei servizi.

Public Relation : Relazioni pubbliche, ovvero attività di comunicazione dell’impresa, attuata di solito con l’ausilio di professionisti specializzati, tendente, attraverso contatti con persone di una qualche influenza, a ottenere un ambiente positivamente predisposto all’impresa e ai suoi prodotti. Gli obiettivi più comuni delle PR sono l’ottenimento di articoli redazionali e di citazioni nei mass media, la partecipazione dell’impresa a iniziative importanti, gli incontri con opinion leader e con i rappresentanti delle istituzioni nonché‚ tutte le forme di cortesia tendenti a rendere l’impresa gradevole e corretta. ( vedi anche Relazioni Pubbliche)

Pubblicità: si intende generalmente quella forma di comunicazione a pagamento, diffusa su iniziativa di operatori economici (attraverso mezzi come la televisione, la radio, i giornali, le affissioni, la posta, Internet), che tende in modo intenzionale e sistematico a influenzare gli atteggiamenti e le scelte degli individui in relazione al consumo di beni e all’utilizzo di servizi.

Publicity: si tratta di una parola usata per individuare una qualsiasi azione (articoli sulla stampa, attività di pubbliche relazioni etc.) che abbia lo scopo di far conoscere un’azienda o un’istituzione, diffondendone un’immagine positiva e prestigiosa. La publicity si distingue dall’advertising in quanto non costituisce pubblicità in senso stretto e viene realizzata attraverso mezzi diversi da quelli utilizzati per l’advertising. In italiano, comunque, l’uso del termine è piuttosto controverso: alcuni identificano la publicity con la pubblicità istituzionale, ovvero con la campagna che mira non alla vendita di una mrce ma alla creazione di un’immagine positiva dell’azienda che la produce; altri invece identificano la publicity con la pubblicità redazionale, messaggi pubblicitari a pagamento su un media stampa.

Pull: letteralmente significa tirare. Nel marketing identifica una precisa strategia dell’azienda volta ad attirare sempre più consumatori sul punto di vendita. La pubblicità, le promozioni P.V. e gli eventi sono la leva principale di tale strategia. PuIl è il contrario di push

Push: letteralmente significa spingere. Nel marketing, in particolare, identifica una precisa strategia dell’azienda volta a spingere il proprio prodotto attraverso i canali distributivi. La forza vendita è la leva principale utilizzata per attuare questo tipo di azione. E’ il contrario di una strategia cosiddetta di pull.

Quotazione: Differente livello di prezzo che per uno stesso prodotto si riscontra nelle unità di vendita.

Real time marketing: è la capacità dell’azienda di essere reattiva, di rispondere velocemente, in modo non pianificato, agli stimoli esterni, ed è quando le aziende perfezionano prodotti/servizi sulla base dei feedback dei clienti o degli eventi sul mercato che lo fanno davvero.

Record: tutte le informazioni riguardanti una persona, un’azienda o una transazione.

Redemption : Risultato in termini assoluti o percentuali di un’operazione promozionale o di vendita. In termini percentuali è il rapporto tra il numero di risposte ottenute e il numero totale di contatti presi in considerazione per una determinata iniziativa di marketing. In un’azione di direct marketing è il rapporto fra il numero di risposte e il numero dei messaggi inviati.

Referenza: È di comune osservazione che per alcune tipologie di prodotto (ad esempio il vino, la pasta di semola, l’acqua minerale) si rilevano moltissimi prezzi diversi connessi alle differenti caratteristiche dei prodotti venduti. La specificazione attraverso parametri delle caratteristiche identificative di un prodotto dà luogo ad una referenza. Ad esempio, una referenza riferita alla pasta di semola di grano duro può essere: varietà spaghetti, marca X, confezione da 500 grammi. I parametri che, con maggiore frequenza, generano variabilità nel prezzo di prodotti dello stesso tipo sono:
- la varietà, che contraddistingue merceologie identiche che si presentano con forme diverse. Tipico esempio di varietà naturale è quello della frutta (mele golden, delicious, annurche); esempio di diversità voluta è quella tra scarpe con lacci e senza lacci;
- la marca, ovvero la denominazione del produttore;
- il marchio, che, ove esiste, è dato da un attributo aggiuntivo, finalizzato a riconoscere e valorizzare una o più caratteristiche dello stesso prodotto;
- la dimensione, in termini di peso, volume e numero di unità con la quale il prodotto viene presentato sul mercato.

Referral programs: creare strumenti e soluzioni che permettano al consumatore soddisfatto di riferire e trasmettere la sua soddisfazione ad altri consumatori.

Relazioni Pubbliche : ( vedi Public Relation)

Reloaded Marketing; letteralmente marketing ricaricato, rigenerato. Un nuovo paradigma generato per rispondere a queste mutate attese del consumatore e ai relativi cambiamenti in atto nella disciplina del marketing è il marketing reloaded – ”del ritorno al cliente”. Il nuovo approccio si concentra sulla co-creazione di valore con il cliente e sull’importanza della relazione con il mercato finale: ascoltare la voce diretta dei clienti (blog, community ecc.), aumentare in loro la coscienza del brand, creare punti di contatto con il cliente finale, rivoluzionare il servizio di assistenza ai clienti. Il suo strumento principale e ovviamente la rete

Rete di vendita: struttura organizzativa aziendale formata dal personale preposto al contatto diretto con la clientela attuale e potenziale. E’ particolarmente importante per le aziende che si basano su una politica push, ovvero per quelli di piccole e medie dimensioni.In genere la rete di vendita è formata da venditori che rispondono gerarchicamente a responsabili di area e questi a loro volta al direttore vendite. Tale struttura ha i compiti fondamentali di: ottenere gli ordini, cioè di concretizzare il sell in, fornire servizio e assistenza ai clienti e favorire quindi il sell out e raccogliere informazioni dal mercato e trasmetterle alla direzione aziendale. In alcuni casi, come ad esempio nella tentata vendita, i venditori hanno anche il compito di consegnare la merce al momento dell’ordine; ciò avviene per i beni ad acquisto ripetuto a basso ordine medio. I responsabili (chiamati ispettori o capi area) hanno ovviamente compiti di indirizzo, di controllo, di prospezione, di attuazione sul campo delle politiche aziendali. Mentre i responsabili a vario livello della rete di vendita sono quasi sempre dipendenti diretti dell’azienda non sempre ciò accade anche per il personale di vendita sul campo. Si distinguono infatti reti di vendita dirette, composte da venditori dipendenti e reti di vendita indirette formate da persone od organizzazioni autonome che agiscono sul mercato in favore dell’azienda. Ricerche di marketing: la sistematica raccolta, registrazione e analisi dei dati concernenti il marketing dei beni e servizi. Con le ricerche di marketing l’impresa cerca di aumentare la conoscenza dell’ambiente esterno e della propria attività al fine di ridurre il rischio nelle proprie scelte e di ottimizzare le proprie risorse. Possono essere ricerche di marketing “interne” se hanno fini di ottimizzazione dell’uso degli strumenti del marketing mix e di controllo; sono ricerche “esterne” se possono essere raggruppate in due grandi tipologie: qualitative e quantitative. Le indagini qualitative, studiano il comportamento individuale del consumatore cercando di scoprire quali forze agiscono a sviluppare un determinato atteggiamento verso il Prodotto o verso una comunicazione pubblicitaria. Il comportamento del consumatore è fortemente influenzato da spinte psicologiche: le ricerche motivazionali vengono realizzate con l’applicazione delle metodologie proprie della psicologia e della sociologia e servono a mettere in luce le motivazioni consce e inconsce. Vengono condotte principalmente per conoscere l’atteggiamento verso un prodotto, una marca o l’impresa. Un altro vasto campo di applicazione è la pubblicità per verificare l’efficacia del messaggio mediante i copy test. Le ricerche motivazionali sono utilizzate anche per saggiare il grado di accettazione di un nuovo prodotto da parte del pubblico oppure per analizzare le sue reazioni a nuove confezioni. Ricerche quantitative: sono utilizzate principalmente per stimare il potenziale mercato, l’entità dei vari segmenti, le quote di mercato. Esse inoltre sono di notevole importanza in pubblicità per la stima dell’audience dei mezzi di comunicazione e per la sua segmentazione. La statistica fornisce diverse tecniche di campionamento. Il campione probabilistico o casuale è formato da unità dell’universo che hanno tutte la medesima probabilità di entrarvi; il campione così estratto ha la proprietà di permettere, entro ben definiti campi di errore, l’estensione dei risultati ottenuti dalla sua analisi all’intero universo da cui è stato estratto. In pratica la possibilità di ottenere un campione casuale è molto ridotta sia per la difficoltà tecnica di dare a ogni elemento la stessa possibilità di entrarvi sia per i probabili altissimi costi della conduzione della ricerca.

Retention: mantenimento delle relazioni con i clienti

Retro’-marketing( o Marketing della nostalgia): tipologia di marketing fondata sullo sviluppo di prodotti e servizi che mantengono legami nostalgici con il passato – reale o immaginario – del consumatore, della società, del marchio. Il presupposto del retro’-marketing è che il consumatore sia alla ricerca di autenticità coerentemente a un ormai consolidato culto della nostalgia. Atteggiamento di preferenza, secondo Holbrook e Schindler, verso oggetti generalmente incontrati durante la giovinezza o l’adolescenza o anche senza esperienza diretta ma acquisita mediante trasmissione interpersonale o mediatica. Intendiamoci il recupero di prodotti del passato è una strategia di marketing sempre esistita, e le ragioni sono di due tipi:

- L’effetto crisi. Tornare, almeno a livello di estetica e di marchio, a prodotti che ci ricordano un’epoca più felice è rassicurante.
- Il fattore qualità. Rimandare a prodotti che erano migliori a livello costruttivo trasmette sensazioni di genuinità, durata e ottima fattura.

Ricerca descrittiva: Metodologia di ricerca di mercato che consente di ottenere informazioni di tipo quantitativo attraverso diverse tecniche di raccolta (interviste dirette, interviste telefoniche, questionari).

Ricerca esplorativa: Metodologia di ricerca di mercato che consente di ottenere informazioni di tipo qualitativo attraverso tecniche flessibili e mirate a stimolare processi creativi.

Ricerche Di Marketing: Sistematica raccolta, registrazione e analisi dei dati concernenti il marketing dei beni e servizi. Con le ricerche di marketing l’impresa cerca di aumentare la conoscenza dell’ambiente esterno e della propria attività al fine di ridurre il rischio nelle proprie scelte e di ottimizzare le proprie risorse. Possono essere ricerche di marketing “interne” se hanno fini di ottimizzazione dell’uso degli strumenti del marketing mix e di controllo; sono ricerche “esterne” se possono essere raggruppate in due grandi tipologie: qualitative e quantitative. Le indagini qualitative, studiano il comportamento individuale del consumatore cercando di scoprire quali forze agiscono a sviluppare un determinato atteggiamento verso il prodotto o verso una comunicazione pubblicitaria.

Ricerche Quantitative:: Tecniche di ricerca utilizzate principalmente per stimare il potenziale mercato, l’entità dei vari segmenti, le quote di mercato. Esse inoltre sono di notevole importanza in pubblicità per la stima dell’audience dei mezzi di comunicazione e per la sua segmentazione.
Redemption: risultato in termini assoluti o percentuali di un’operazione promozionale o di vendita. In un’azione di telemarketing è il rapporto percentuale tra il numero di risposte positive ottenute e il numero dei contatti utili.

Redemption : Risultato in termini assoluti o percentuali di un’operazione promozionale o di vendita. In termini percentuali è il rapporto tra il numero di risposte ottenute e il numero totale di contatti presi in considerazione per una determinata iniziativa di marketing. In un’azione di direct marketing è il rapporto fra il numero di risposte e il numero dei messaggi inviati.

ROI (Return On Investiment): tasso di ritorno sull’investimento, è il rapporto fra investimento e fatturato. Consente di verificare sia quali iniziative di marketing diretto sono più efficaci rispetto ad altre, e sia se il marketing diretto fornisce un ritorno sull’investimento superiore ad altre forme di vendita.

Roll-out: attuazione per fasi successive di un programma completo di telemarketing dopo la valutazione dei risultati di un test.

Rough lay-out: bozzetto

Royalty E’ la somma che il franchisee versa al franchisor per i sevizi resi, tra i quali i diritti all’insegna ed al marchio.

Sales promotion: promozione rivolta al consumatore

Sales promotion: la voce composta sales promotion è comunemente usata nella lingua italiana, soprattutto fra i collaboratori di aziende organizzate secondo il modello anglosassone, come forma corrispondente all’italiano promozione delle vendite; talvolta la si trova nella forma abbreviata promotion. La sales promotion è un’attività di marketing che tende a stimolare l’acquisto di un prodotto conferendogli occasionalmente un valore addizionale: fra le tecniche utilizzate ci sono i concorsi, le raccolte punti, le vendite in abbinamento con altri prodotti, le vendite speciali (per esempio i “tre per due”). In un concetto più ampio di sales promotion rientrano la pubblicità sul punto vendita, la distribuzione di regali, il sampling. La caratteristica fondamentale di questo tipo di vendita è quella di non essere continuativa: la sua durata deve essere limitata nel tempo per non abituare il consumatore a condizioni vantaggiose che verrebbero, se protratte troppo a lungo, percepite come normali, depotenziando lo stimolo a cogliere al volo l’occasione.

Sample: campione omaggio ( di prodotto)

Sampling: campionamento ( distribuzione campioni omaggio) a scopo promozionale per invogliare i prospect all’acquisto. Questa denominazione inglese è un prestito sia nella forma sia nel significato e costituisce la forma nominale del verbo to sample, letteralmente provare, assaggiare un campione del prodotto (il termine sample viene usato meno frequentemente, in italiano, del corrispondente campione).

Segmentazione: Suddivisione del mercato in sottoinsiemi (segmenti) omogenei di consumatori secondo determinati parametri. Scopo della segmentazione è quello di individuare parte del potenziale di mercato che, per la sua omogeneità, può essere considerato obiettivo raggiungibile da particolari combinazioni del marketing mix.

Sell-in: vendita della impresa al trade ( rete Commerciale – intermediari di vendita) : negozi, gdo, gda, gds , etc…

Sell-out: vendita dei dettaglianti ai clienti finali; indica l’uscita della merce dai negozi.

Semio-marketing è il ramo del marketing, nato dall’applicazione dell’indagine semiotica alle ricerche di mercato, che si occupa incrementare le vendite attraverso l’ottimizzazione della comunicazione digitale (SEO oriented) e tradizionale.Il suo scopo è potenziare il processo di conversione target/cliente, indicando come e dove modificare la comunicazione per raggiungere i risultati prefissati. Utilizza una serie di tecniche, fra le quali il SINTEXT per potenziare la SEO copywriting, e si avvale, in fase di analisi, delle griglie di netsemiology, artsemiology, logosemiotica, fonosemiotica e comunicazione relazionale polisemantica

Servizi a regolamentazione locale: Servizi la cui tariffa è regolata da una autorità di livello locale: certificati anagrafici, tariffa per i rifiuti solidi, istruzione secondaria, retta scuola elementare, trasporti urbani multimodali (biglietti e abbonamenti), taxi, autolinee extraurbane, navigazione interna (lacuale, lagunare).

Servizi a regolamentazione nazionale: Servizi la cui tariffa è regolata da una autorità di livello centrale-nazionale: musei, concorsi pronostici, pedaggi autostradali, istruzione universitaria, trasporti ferroviari (inclusi trasporto auto e spedizione bagagli su treno) navigazione marittima, trasporto marittimo di auto, canone tv colore, servizi di telefonia fissa, servizi di telefonia pubblica, servizi postali.

Servizi non regolamentati. Servizi la cui tariffa non è regolata da una qualsivoglia autorità e deriva dal libero scambio di mercato; ad esempio: onorari liberi professionisti, onorari medici specialisti, analisi specialistiche, ristorante, pizzerie, affitti abitazioni, spettacoli sportivi, spettacoli teatrali, cinema, servizi postali, servizi bancari, riparazioni di auto, carrozziere, viaggi aerei, consumazioni al bar, assicurazioni auto e moto, camera albergo, camping, pacchetti vacanza, stabilimento balneare, corsi di nuoto, di danza, di lingue, di informatica, trasloco, vagone letto, cuccetta, ecc.
Script: il copione della comunicazione accuratamente interpretato dagli operatori di telemarketing.

Set: nella lingua italiana il lessema set viene comunemente impiegato in tre accezioni diverse: può indicare un tempo di una partita di tennis, una serie di articoli dello stesso tipo o il luogo in cui vengono effettuate le riprese di un film.
Il linguaggio della pubblicità ha adottato la parola in quest’ultimo significato: il set è il luogo in cui si realizzano gli interni del film (per le riprese in esterni si parla di location).

Set di stories: le stories sono delle clip da 15 secondi l’una che rimangono visibili sul social (Instagram, Facebook o YouTube) per 24 ore, ma la confusione è molta quando arriva il momento di contrattualizzare questo servizio. Ecco allora che diventa utile parlare di “set di stories”, in riferimento a una sequenza composta da un numero variabile di clip consecutive (da concordare con l’influencer) per comunicare in maniera esaustiva i benefit di un prodotto o un’iniziativa.

Shelf life: vita di un prodotto (sullo scaffale).

Shelf Marketing: letteralmente marketing dello scaffale, si riferisce all’insieme delle tecniche e srategie di disposizione delle merci (prodotti) sugli scaffali di negozi e supermercati per invogliare il consumatore abituale o casuale, catturarne lo sguardo, convincerlo all’acquisto e incrementare così le vendite.

Slogan: questo sostantivo è di uso comune in italiano per indicare una frase che esprime in maniera sintetica ed efficace un concetto riuscendo a penetrare nella mente del pubblico, a diventare un’espressione ricorrente anche al di fuori del contesto in cui è nata. Lo slogan si serve spesso della rima e dell’allitterazione per risultare più memorabile e attirare l’attenzione. Nel linguaggio pubblicitario questo termine è oggi in declino, sostituito frequentemente da headline.

Speaker: Codificata nella lingua corrente, la parola speaker indica il lettore o il commentatore televisivo o radiofonico, la voce fuori campo di una manifestazione sportiva e, nel linguaggio politico, il portavoce di un partito o di una figura istituzionale.Trasferito nel linguaggio pubblicitario, il termine indica la voce del narratore o dei personaggi di un comunicato; lo speakeraggio è la preparazione del parlato da sovrapporre alle immagini di un film pubblicitario.

Sponsorizzazione : Strumento di comunicazione per mezzo della quale uno sponsor fornisca contrattualmente un finanziamento o un supporto di altro genere, al fine di associare positivamente la sua immagine, la sua identità, i suoi marchi, i suoi prodotti o servizi ad un evento, un’attività, un’organizzazione o una persona da lui sponsorizzata (Codice delle sponsorizzazioni – Camera di commercio internazionale).

Sponsor:E’ il finanziatore di iniziative culturali, sportive, di moda allo scopo di trarre notorietà e prestigio per una ditta e la sua attività e di pubblicizzare i suoi prodotti. Il lessema italianizzato sponsorizzazione indica l’attività dello sponsor. Anche i programmi televisivi sono oggi sponsorizzati: nel contesto nella trasmissione alcuni spazi sono dedicati alla pubblicità del prodotto dell’azienda che finanzia il programma.

Spot: definisce lo spazio commerciale per un comunicato pubblicitario radiofonico o televisivo generalmente di breve durata. E’ usata anche per indicare un proiettore luminoso orientabile: in questo caso il lemma spot è forma abbreviata dell’inglese spotlight.

Stakeholder : Insieme dei soggetti che hanno un interesse nei confronti di un’organizzazione e che con il loro comportamento possono influenzarne l’attività.
Stamps: bollini premio (adesivi).

Statistiche dei prezzi: Complesso di indicatori che registrano l’evoluzione nel tempo dei prezzi dei beni e dei servizi prodotti nel paese, rilevati nelle diverse fasi della produzione e commercializzazione.

Stylist :Nella produzione del film pubblicitario lo stylist è il responsabile della scelta degli oggetti di scena e spesso dei costumi. E’ di frequente confuso con la figura dell’art buyer poiché le loro mansioni sono spesso affidate a un’unica persona.

Supermercato: Esercizio di vendita al dettaglio operante nel campo alimentare (autonomo o reparto di grande magazzino), organizzato prevalentemente a libero servizio e con pagamento all’uscita, che dispone di una superficie di vendita tra 400 e 2499 mq e di un vasto assortimento di prodotti di largo consumo, in prevalenza preconfezionati, alimentari e, eventualmente, del settore non alimentare di uso domestico ricorrente (per l’igiene e la pulizia della casa, della persona e degli animali).

Supervisor: responsabile di un team di operatori di telemarketing. Abitualmente in un rapporto da 1 a 10.

Suspect: persona o azienda prevedibilmente interessata a un determinato prodotto/servizio.

Sweepstakes: concorsi a premi per consumatori.

Takeover: quando un brand affida completamente la gestione di uno dei suoi canali (generalmente Instagram) ad un Influencer. Si ricorre a questo servizio quando l’obiettivo è portare traffico qualificato su un account aziendale, con dei notevoli benefici in termini di visibilità anche per l’Influencer che avrà la possibilità di aprirsi ad una nuova audience (quella del brand, appunto).

Target (o Target group): segmento di mercato obiettivo di un’azione di marketing. È composto dai consumatori che si vuole raggiungere con un determinato prodotto/servizio attraverso un’azione di marketing, in particolare una comunicazione pubblicitaria.

Target: E’ il gruppo di persone cui è diretta un’azione di marketing, in particolare una comunicazione pubblicitaria; si tratta dei potenziali consumatori di un prodotto, da studiare nelle abitudini e nelle preferenze per potere impostare la comunicazione nella maniera più adeguata. Il gruppo viene identificato attraverso parametri socio-demografici quali sesso, età, classe sociale, titolo di studio, luogo di residenza.

Target market: Segmento di mercato o insieme di consumatori cui l’azienda si rivolge

Target marketing: Espressione utilizzata per indicare le azioni di selezione e segmentazione del mercato
Tasso di inflazione: Variazione % dell’indice nazionale dei prezzi al consumo nell’anno considerato.

Tasso di variazione: Rapporto fra la differenza di ammontare del fenomeno statistico al termine e all’inizio del periodo considerato e l’ammontare del fenomeno all’inizio del periodo stesso. Viene generalmente moltiplicato per 100.

Telematica: fusione tra le parole TELEcomunicazione e inforMATICA. L’aspetto fondamentale della telematica è l’incontro fra le due tecnologie. L’informatica ha infatti il compito di gestire, memorizzare, elaborare messaggi e dati; le telecomunicazioni perseguono invece l’obiettivo di trasmettere nel più veloce tempo possibile le informazioni.

Testimonial: Questa parola si è diffusa nel linguaggio pubblicitario italiano per indicare il personaggio – solitamente un volto noto al grande pubblico – da inserire in un messaggio nel ruolo di testimone attendibile della qualità del prodotto. Nell’inglese standard il lessema testimonial è la lettera di referenze o il certificato che attesta un servizio prestato: nel lessico pubblicitario italiano esso conserva la connotazione di “testimonianza”.
Tie-ins: promozioni con più aziende.

Trade: l’insieme degli intermediari commerciali di cui un’impresa si avvale per la distribuzione dei propri prodotti: grossisti, dettaglianti, rappresentanti. In italiano sono frequenti locuzioni del tipo annuncio al trade, campagna al trade per indicare le attività pubblicitarie che hanno come target gli intermediari commerciali.

Traffic builder: promotore che attrae clientela e crea movimento sul punto vendita.

Traffic building: azione di direct marketing che ha come obiettivo quello di attrarre i destinatari verso un punto di vendita o un luogo comunque prefissato

Transition: effetti di montaggio che consentono al protagonista di un video TikTok di vedersi catapultato in un luogo qualsiasi con uno schiocco di dita, o di cambiare outfit con un battito di mani.

Tribal Marketing: approccio al mercato che, sulla scorta delle indicazioni provenienti dagli studi di sociologia dei consumi, tende a focalizzare l’attenzione sul consumatore post-moderno e sul soddisfacimento di un suo bisogno fondamentale, “quello di ristabilire un legame sociale e comunitario” (Bernard Cova, 2003). Muovendo da tale assunto, il tribal marketing si pone come obiettivo prioritario quello di creare o sostenere comunità di nicchia, o tribù di consumo, che presentino affinità con il prodotto o brand che si intende promuovere, mettendo a disposizione dei membri tutti gli strumenti necessari ad alimentarle.

Tripwire Marketing: tripwire letteralmente è un filo per far scattare una trappola o un esplosivo. Applicato al marketing on line si tratta di un trucco che accelera la conversione convincendo il target ad acquistare gradualmente un prodotto o servizio, partendo da un primo prodotto/servizio a pagamento ma “no-brainer, attirando gli utenti con offerte low cost per arrivare ad un articolo più costoso oppure focalizzandosi sul comportamento dei consumatori

Ufficio Stampa : Ufficio che si occupa di preparare ed inviare i materiali informativi di base alla stampa, preparare e inviare comunicati stampa (in occasione di eventi o lanci di nuovi prodotti), fare richieste ai media per la pubblicazione di interviste, acquisire nuovi clienti, informarsi sulle consociate estere, organizzare joint venture, creare ritratti dell’impresa, mandare informazioni su case histories particolarmente interessanti.

UAU Communication: ‘the ultimate communication’ che sortisce l’effetto wow, è la comunicazione non convenzionale piu’ avanzata, progressiva, live, diretta, bidirezionale, attraente, stupefacente, divertente, contestuale, coinvolgente, emozionante, interattiva, esperienziale, creativa, virale, immersiva, memorabile, innovativa, alternativa, on the road, cost effective, e soprattutto Green, che, grazie alle tecniche non convenzionali, applica il brand-storming e favorisce l’aumento della brand awareness, della brand reputation e della brand fidelity, costruisce meglio la brand identity, utilizzando efficienti approcci relazionali, tailor-made e glocal che si basano sullo studio “dal basso” della psicologia del target ( partner nella accezione postmoderna), delle leve razionali ed emozionali e dello spazio-ambiente in cui si muove. E’ la innovativa comunicazione che rende possibile e praticabile quanto sopra solo in modalità “live”, olistica ed inusuale, alternativa e fuori dai canoni, decisamente gradevole ed efficace, altamente notiziabile sui media tradizionali, con un elevato coefficiente di condivisione e diffusione su social media, che lascia un ricordo indelebile, che stupisce e meraviglia, che attrae e non fa scappare (con lo zapping) l’audience, che diverte e non annoia, che piace e non dispiace, che fa spettacolo ed animazione

Unboxing: contenuti in cui gli Influencer “spacchettano” gli omaggi inviati loro dalle aziende oppure gli acquisti fatti online.

Urban marketing o Marketing urbano: è uno strumento specifico ed importante per la gestione strategica di una città.Diversi sono i settori in cui può essere applicato: la progettazione di beni e servizi urbani; la creazione di incentivi per gli utenti dei servizi offerti; il miglioramento dell’accesso ai servizi urbani; la promozione dei valori e dell’immagine della città per farne conoscere i vantaggi ai potenziali utenti

User Generated Marketing o Citizen Marketing: una forma di outsourcing a costo zero. Lo fanno gli editori quando reclutano i blogger in cambio di un po’ di visibilità, lo fanno gli organizzatori di eventi con i relatori, lo fanno anche certe imprese quando chiedono ai propri clienti di sostituirsi alla propria agenzia di comunicazione o agli stessi acquirenti di migliorare o modificare i prodotti con loro idee ed esperienze

Variazione congiunturale dell’indice: Variazione percentuale rispetto al mese o al periodo precedente.

Variazione tendenziale dell’indice: Variazione percentuale rispetto allo stesso mese o periodo dell’anno precedente.

Vendita di fine stagione: Vendita straordinaria con riduzione di prezzo temporanea che riguarda i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo.

Vendita di liquidazione: Vendita straordinaria con riduzione di prezzo temporanea effettuata al fine di esaurire in breve tempo tutte le merci, a seguito di: cessazione dell’attività commerciale, cessione dell’azienda, trasferimento dell’azienda in altro locale, trasformazione o rinnovo dei locali. Possono essere effettuate in qualunque momento dell’anno, previa comunicazione al comune dei dati o degli elementi comprovanti tali fatti.

Vendita per corrispondenza: attività di vendita che prevede il contatto diretto tra azienda venditrice e cliente finale. Per la diffusione delle proposte d’acquisto, spesso contenute in cataloghi e la distribuzione dei prodotti è utilizzabile il servizio postale o, in alternativa, corrieri privati.

Vendita promozionale: Vendita straordinaria con riduzione di prezzo temporanea effettuata dall’esercente per tutti o per una parte dei prodotti, per periodi di tempo limitati.

Vendor: fornitore specializzato.

Visual: Nella terminologia pubblicitaria italiana si definisce con questa voce la parte visuale dell’annuncio pubblicitario, cioè l’insieme delle cose che dell’annuncio si vedono; la parola è usata principalmente in riferimento alla pubblicità stampa (giornali, opuscoli) e alle affissioni.

Visual Marketing è la disciplina che studia il rapporto che intercorre fra oggetto, contesto in cui viene inserito ed immagine. È applicato principalmente nei settori moda e design, e rappresenta un punto di contatto interdisciplinare tra economia, leggi della percezione visiva e psicologia cognitiva. Elemento fondamentale del marketing moderno, il visual marketing pone al centro dello studio e dell’analisi critica la capacità di un oggetto di essere “protagonista” della comunicazione visiva. Il prodotto e la sua comunicazione visiva diventano così inscindibili e la loro fusione è la componente che raggiunge il pubblico, influenzandone e determinandone le scelte (in un meccanismo comunicativo di persuasione):”un oggetto quindi non è più il risultato tecnico di risposta ad una funzione necessaria, ma il sunto fra immagine, funzione ed emozioni che gli vengono cucite addosso ”

Voci di prodotto: Nello schema di calcolo degli indici dei prezzi ISTAT, è il raggruppamento di posizioni rappresentative che descrive in maniera esaustiva l’insieme dei consumi considerati e rappresenta il massimo dettaglio di classi di consumo omogeneo. Nel complesso, il paniere 2005 include 207 voci di prodotto.

Viral Marketing . Il Marketing Virale è la messa a punto di qualcosa che già esisteva, e cioè il marketing multilivello o “network marketing” (marketing “di rete”). In molti di questi nuovi termini si tende a fare un po’ di confusione tra marketing e comunicazione, e a usare il termine “marketing” anche per azioni che sono invece di sola comunicazione. Comunque, il termine “virale” viene adottato perché la tecnica di marketing, o la comunicazione messa in atto, contiene in sé qualcosa che spinge chi la riceve a diffonderla a sua volta, proprio come un virus. Nel marketing multilivello il sistema usato è intuitivo: oltre a vendere i miei prodotti io cerco anche di convincere l’acquirente a divenire a sua volta, oltre che consumatore, anche venditore di tali prodotti. Nella comunicazione, invece, la tecnica è più sfumata e di meno facile applicazione: si tratta d’inserirvi qualcosa che spinga chi la riceve a diffonderla. ( vedi anche Marketing Virale)

Web Listening: il monitoraggio di quanto una azienda, un brand o un prodotto comunica in rete sui social media, passando per i Forum o le App disponibili per i dispositivi Mobile, il sito web o blog, consente di tenere in considerazione gli acquirenti, i decisori e gli utilizzatori, insomma sacoltare la propria clientela per consolidare la propria Brand Identity ed anche di identificare i trend nel proprio mercato di riferimento per accrescere il fatturato

Welcome marketing (o marketing dell’accoglienza), in grado di comprendere tutte le offerte dedicate a clienti individuati sulla base dell’esperienza migratoria ed elaborate quasi esclusivamente da enti locali e pubbliche amministrazioni, nel totale disinteresse del mondo imprenditoriale e del mondo bancario

Widget Marketing: Con il termine Widget si indicano tutte quelle piccole applicazioni, molto leggere, che rimangono costantemente attive sul desktop fornendo svariati servizi di calcolo, news, o intrattenimento. Tra le loro funzioni la più interessante è quella di ricevere in tempo reale ogni sorta di informazione da internet, facendo risparmiare la necessità di visitare diversi siti web.

Word of Mouth Marketing: marketing del passaparola

Wrap Marketing: è la metodologia di marketing riguardante la copertura (wrapping) completa o parziale di un veicolo o una carrozzeria, trasformandola così in un cartellone pubblicitario mobile. Può essere realizzato semplicemente dipingendo la superficie del mezzo, ma lo standard attuale in uso oggi è di applicare delle pellicole in vinile da rivestimento. Queste ultime possono essere rimosse facilmente, rendendo più facile e meno costoso il cambiamento da una pubblicità all’altra. I veicoli dotati di superfici piatte e relativamente grandi, come autobus e metropolitane, sono più facilmente lavorabili, ed anche le più piccole automobili, cariche di superfici ridotte e curve si prestano a questo tipo di metodologia di Marketing, come si può vedere in nelle immagini a margine di pagina.

Yield Marketing: introdotto negli anni 70 dalle compagnie aeree ed alberghiere ( ambito tusitico) è quella strategia che, partendo dal presupposto dei costi fissi molto alti e dei bassi costi variabili, ha come obiettivo la massimizzazione del profitto per ogni camera di albergo o volo aereo. Dall’inglese Yield significa profitto, che è il risultato delle entrate meno i costi: tale pratica, infatti, non prescinde dalle dinamiche dei costi in quanto, attraverso l’ottimale combinazione delle due componenti economiche, è possibile garantire una migliore redditività.

Youth Marketing: Nell’ambito del complesso sistema delle iniziative attuali di comunicazione, c’è un binomio la cui importanza sta vivendo una significativa fase di sviluppo: mondo giovanile e marketing. Nello specifico, tali iniziative di comunicazione sono configurabili nel cosiddetto Youth Marketing, il marketing rivolto ai giovani. Le nuove generazioni si mostrano sempre più sensibili sia ai messaggi che alle politiche di marketing e di comunicazione e, in questo contento, non può che crescere il peso del target relativo ai giovani (e giovanissimi) consumatori nei vari settori del largo consumo di beni e di servizi. Negli ultimi anni, è cresciuto il ruolo dei giovani nell’influenzare le decisioni di acquisto nelle famiglie: per questo motivo, un attento analista marketing non può che sottolineare che i ragazzi ed i bambini di oggi tendono a crescere insieme ai vari brands delle aziende.

Zapping :Salto da un canale all’altro, specialmente in tv quando compare la pubblicità.

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