Dove vai se l’evento non lo fai ? (virus permettendo)

Giu 2nd, 2020 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, CATEGORIA B, Comunicazione


L’imperativo categorico per le imprese del terzo millennio è comunicare sempre e bene. Meglio se in modo innovativo ed efficace per seguire ed assecondare le evoluzioni dello scenario sociale e commerciale: mutano i consumatori, i loro bisogni ed i loro desideri, le loro abitudini d’acquisto, gli stili di vita, i prodotti ed i servizi stessi, i punti vendita, le logistiche della distribuzione,etc… e di conseguenza i metodi di approccio, i contenuti e le tecniche di comunicazione e di marketing.

Una risposta positiva , proattiva e funzionale a questi cambiamenti sono gli eventi. L’evento è assurto oggi a mezzo vero e proprio di comunicazione e principe tra gli strumenti del marketing moderno.

L’evento ha registrato, soprattutto nell’ultimo quinquiennio, una tendeza iperbolica (all’insù). E’ un reale boom che tocca ogni sua declinazione: eventi comunicazionali, eventi commerciali, eventi promozionali.

L’evento in se’ avendo ormai assunto l’importanza e la carattersitica di una delle principali strategie di marketing e medium di comunicazione ha una sua formula: E=MC2 ovvero:
L’evento è infatti uguale alla forza strategica del marketing ‘per’ la spinta propulsiva tattica della comunicabilità multimediale dell’evento stesso (comunicazione implicita ed interna), moltiplicata per il potere dei media in/off line utilizzati per comunicare l’evento stesso (comunicazione esplicita ed esterna), generandone la viralità, dunque amplificandone la visibilità e creando informazione, promozione, attenzione e consenso attorno ad esso ed alla marca.

Ne sono testimone io in quanto attore protagonista di questo settore con la mia società Party Round Green, il primo multiservice in Italia per eventi eco-sostenibili, tradizionali e non convenzionali.

Mi occupo di eventi da circa trent’anni e sebbene nel passato (anche recente) abbia cavalcato onde positive, mai come in questo periodo ho visto un trend così elevato e destinato a perdurare nel futuro.

Ma una certificazione ufficiale ed una testimonianza ben più autorevole della mia ci vengono offerte dall’ultimo Monitor sul Mercato degli Eventi in Italia realizzato dall’Istituto di Ricerche Astra , per conto di ADC ( Agenzia della Comunicazioe editore della rivista specializzata e20).

Salvatore Sagone editore della rivista conferma: ” Ci troviamo di fronte a un mercato in grande crescita, difficilmente riscontrabile non solo presso gli altri comparti della comunicazione, ma presso gli altri mercati di beni e servizi.” e continua ” Superato il limite di una distinzione tra above e below the line, la comunicazione contemporanea parla di contaminazione, fusione, di strumenti e mezzi, ma sopratutto di ‘esperienza’.

L’evento è sicuramente il mezzo che meglio risponde a tale evoluzione. Nella sua tridimensionalità, infatti, coerentemente unisce messaggi, a spazi e luoghi, in una logica interattiva”.

Gli fa eco il Prof. Enrico Finzi responsabile dell’indagine effettuata su un campione di più di 300 manager: “Nell’ultimo anno ben il 39% degli intervistati ha incrementato del 40% il proprio impegno sul fronte degli eventi di comunicazione, mercato che oggi vale 960 milioni di euro, circa il 55% del totale degli impieghi in Relazioni Pubbliche.

Certamente un dato sorprendente, reso ancora più forte dalle stime del suo divenire, che parlano di una crescita nell’ordine del 30% nei prossimi due anni, raggiungendo i 1.250 milioni di euro”. In sintesi, il mercato degli eventi è in crescita per tre significativi motivi:
1°)per l’ingresso di nuovi players ( sia grandi aziende, sia società medio-piccole grazie all’accessibilità economica ed al ritorno immediato),
2°) perché gli utilizzatori esistenti investono di più,
3°) perché chi fa eventi incrementa la loro qualità e quantità articolandoli nelle diverse categorie.

Ma perchè ‘fare ‘ eventi?
Semplice, essi rappresentano:
- un efficace strumento di marketing e di comunicazione
- una valida alternativa ai mezzi tradizionali, che segnano una certa ’stanchezza’ soprattutto nell’advertising classico
- una funzionalità al business dal momento poiche ad essi corrispondono risultati concreti
- un buon modo per fare schiodare i manager aziendali di marketing e di comunicazione dalla loro poltrona in ufficio e farli immergere nel pubblico per testarne il sentiment ( bisogni, desideri, aspettative) dal vivo a livello personale e non solo leggendo i dati di ricerche, sondaggi ed indagini
- una occasione per trasferire valori, benefit, promesse e comunicare la mission ed il management aziendale
- una opportunità di conoscere de visu i propri clienti, acquirenti, decisori o consumatori creando un contatto diretto prodromo di successive relazioni “long life”
- un mezzo per lasciare in chi vi partecipa una traccia profonda, ovvero un indelebile ricordo o una forte emozione e ovviamente generare un proficua interazione
- trasformare gli astanti in eccellenti testimanial dell’evento stesso ed in validi ambassador del brand
- una possibilità di far vivere il brand ‘in diretta’, in modo preferibilmente esperienziale, aumentando la brand awareness, la brand identity e difatti migliorando la brand reputation
- un collettore di pubblici differenti, anche intercettando prospec, tin una unica occasione, per trasmettere messaggi mirati
- una modalità per contattare nicchie e segmenti di mercato altrimenti difficili da raggiungere
- un momento per acquisire lustro istituzionale e migliorare l’immagine di un prodotto con i valori espressi dall’evento stesso
- un contenitore effeciente e pratico per realizzare contemporaneamente azioni di P.R, iniziative promozionali e di merchandising, sondaggi e test quali-quantitativi
- un modo innovativo di sovvertire le regole stantie del marketing e del commercio obsoleto: ossia, portare il prodotto dal consumatore e non viceversa

L’evento è infatti un mezzo ed al tempo stesso uno strumento duttile, malleabile, poliedrico, interattivo, empatico, funzionale, glocal e non invasivo. Se di qualità genera simpatia, divertimento, stupore, memorabilità ed amicizia sia con il brand sia con l’azienda nel suo insieme.

Si profila perciò all’orizzonte una nuova figura professionale: l’event manager, sempre più utilizzato nelle imprese e nelle agenzie, perchè utile e strategico. Dunque se ne sentirà sempre più parlare e lo si avrà sempre più come interlocutore privilegiato.

I giovani, che per altro , sembrano fiutare da soli il trend ascensionale degli eventi, affollando come non mai i corsi univerisitari ed i master post laurea del settore, nonchè richiedendo stage o posti di lavoro specifici alle società, sono ampliamente avvertiti.

Osservato e catalizzato quanto sopra, orbene, è lecita, attuale, utile, funzionale, concreta, etc,la domanda: ‘Dove vai (caro manager) se l’evento non lo fai ? Naturalmente dal vivo, virus permettendo’

Danilo Arlenghi
Il Presidente Nazionale Club del Markjeting e della Comunicazione
Presidente Party Round Green
Editore Marketing Journal

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