E’ boom di start up lifestyle Made in Italy: +200% investimenti (64 mln). Report UpBase su Home Living, Moda, Turismo, Beauty, Benessere e Food

Lug 4th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, Ricerche e Statistiche


Il report sulle startup del lifestyle realizzato da UpBase, società di StartupItalia Alliance, si focalizza su uno dei simboli del Made in Italy. Il segmento, solo nel 2020, ha registrato un incremento di oltre il 200% negli investimenti per circa 64 milioni, guidato da nomi come Arteolio, Bluebrake, Poke House e favorito dalla crescita dell’ecommerce come canale di vendita.

L’analisi, che menziona i principali round e discute dei principali protagonisti del comparto, è suddivisa per aree: Home Living, Moda, Turismo, Beauty, Benessere e Food. Ecco le highlights.

1.Lifestyle, creatività, innovazione e design conquistano il venture capital

Creatività, design, qualità della manifattura e innovazione: in una parola lifestyle, un termine nel quale confluiscono più settori (dall’abbigliamento, all’arredamento, al food, passando per il turismo fino alla cosmetica) che rappresentano il Made in Italy nel mondo.

Le startup, con le loro proposte innovative, hanno provato in questi ultimi anni a cambiare il volto di questi comparti, aprendoli così a nuovi mercati e puntando, con la leva dell’ecommerce, a consolidarne il successo su scala internazionale.

In questo report, UpBase (il database dell’ecosistema italiano dell’innovazione digitale di StartupItalia Alliance) si è concentrato su 6 tra i principali settori del lifestyle, raccontandone i numeri e le startup che hanno saputo distinguersi sul mercato:
Home living/arredamento - Moda - Turismo - Beauty - Benessere - Food & Beverage

2. Raddoppiano i round: + 213%

I venture capital hanno raddoppiato la loro attenzione e impegno nel settore del lifestyle. Da un confronto tra i numeri del 2019 e del 2020, con i dati resi publici dai media, emerge chiaramente quest’aspetto.

Nel 2019, i round nel lifestyle, relativamente ai settori oggetto dell’analisi del report, avevano di poco superato i 30 milioni di euro, con startup che avevano ottenuto gran parte della torta come Cortilia con i suoi 8,5 milioni di euro e Arteolio con 5,5 milioni, seguiti da Velasca con 4,5 milioni.

Nel 2020 la cifra è aumentata del 213% con gli investimenti dei venture nel lifestyle che hanno toccato i 64 milioni e alcuni protagonisti che si sono confermati come Arteolio, con due round da quasi 10 milioni di euro, con i 5,2 milioni di Bluebrake, e i 5 milioni a testa per Poke House, BrandOn Group e Artemest. Un 2020 che ha visto anche l’exit di Lanieri, comprata dal Gruppo Reda e e la exit parziale di Tannico

Di questi 64 milioni di raccolta… Il 23,9% home living - Il 24,1% nella food - il 17,1 nel turismo - Il 12,8% nel benessere - Il 9% nella moda - Il 4,2% nel beauty

3. Home living, un giro d’affari di 2,4 miliardi di euro

L’online ha permesso al distretto del mobile di riprendersi più velocemente rispetto ad altri segmenti del manifatturiero. I dati del Politecnico di Milano e del Report Direzioni Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, relativi all’ecommerce legato al comparto dell’arredamento e home living, sono molto incoraggianti per le startup che puntano a fare innovazione nel settore:

2,4 miliardi di euro, il giro d’affari

+ 32% la crescita nel 2020, rispetto all’anno precedente

186mila imprese impiegate per un totale di 23 miliardi di fatturato (dato 2019)

In questo contesto ci sono alcune startup che hanno chiuso round e ottenuto un successo internazionale. Eccole nel nostro elenco:

Artemest: ecommerce dell’artigianato di lusso che ha chiuso un round da 4,5 milioni nel 2020. Si tratta del terzo round della startup dopo il milione di euro del 2017 e i 4 milioni del 2018. La startup è guidata da Marco Credendino.

BrandOn: distributore digitale che vende prodotti di brand italiani nel mondo – home living, ma non solo, beauty, fashion, sport – ha ottenuto nel 2020 un round di 3,5 milioni di euro da parte di Cdp Venture Capital, che si vanno a sommare ai 3 milioni raccolti nel 2018, in un’operazione guidata da Lead PrimoVenture, attraverso il fondo Barcamper Ventures, e Invitalia Ventures Sgr. L’attuale Ceo è Ilaria Tiezzi.

Iotty: nata nel 2017 con una campagna di crowdfunding su Indiegogo con una raccolta di circa 216mila euro, la startup sviluppa soluzioni di design nell’ambito smart home. Nel 2020, ha chiuso un round di 3 milioni, sottoscritto da Friulia, la finanziaria del Friuli Venezia Giulia e Intesa Sanpaolo.

Phononic Vibes: spin off del Politecnico di Milano, sviluppa e commercializza tecnologie che riducono il rumore e le vibrazioni, soprattutto per sistemi di isolamento delle case. Recentemente, ha chiuso un aumento di capitale di 2,3 milioni di euro nel 2020 e nel 2019 aveva già raccolto 500mila euro in un round guidato da Poli360. Il Ceo è Luca D’Alessandro.

PlayWood: l’arredo modulare è alla base di Playwood, startup che nel 2019 ha concluso un round di finanziamento di 450mila euro a cui hanno partecipato LVenture, Barcamper Ventures e alcuni membri di Angel Partner Group. Si tratta del secondo round della startup dopo i 400mila euro raccolti nel 2017. La startup è guidata da Stefano Guerrieri.

4. Moda, il settore tra i più colpiti dalla Pandemia

Il quadro del settore non è dei più incoraggianti: impattato fortemente dalla crisi pandemica, cerca oggi di ripartire puntando sulla digitalizzazione e sugli elementi di unicità storici della moda italiana:

– 23% nel giro d’affari del 2020, rispetto ai 71 miliardi circa del 2019

550mila addetti impiegati direttamente nel settore

+10% la crescita stimata nel 2021, fino al raggiungimento dei livelli pre-crisi entro il 2023

(Fonte: dati Sistema Moda – dell’Area studi Mediobanca)

Anche in questo contesto non felice per il settore si affermano startup che hanno saputo affermarsi e, in alcuni casi, essere acquisite da grossi gruppi industriali.

ACBC: attiva nella produzione di prodotti ecosostenibili per il mercato Fashion & Sportswear, nel 2021 la startup ha chiuso un aumento di capitale di 3,2 milioni di euro, con investor come Doorway e Boost Heroes. La startup è diventata famosa per la sua calzatura modulabile: sulla stessa suola, si possono montare e cambiare 100 diverse tomaie. Il Ceo è Gio Giacobbe.

Lanieri: piattaforma di ecommerce per l’eleganza maschile, la startup ha raccolto 5,5 milioni di euro, prima di essere acquisita dal gruppo Reda. Nel 2019, sotto la guida di Simone Maggi e Riccardo Schiavotto, ha aperto dei negozi fisici in Italia e all’estero.

Velasca: le calzature made in Italy online sono al centro del business della startup che ha anche aperto negozi monomarca a Milano e a Parigi. Velasca ha ottenuto 8,2 milioni di euro di finanziamenti (tra gli investor, P101 e Milano Investment Partners). Velasca è guidata da Jacopo Sebastio.

Mirta: l’ecommerce che aiuta artigiani del Made in Italy a vendere in tutto il mondo, nel 2020 ha chiuso un aumento di capitale di 2,5 milioni di euro. Mirta nasce da un’idea di Martina Capriotti e Ciro Di Lanno.

Chitè: la startup che consente di personalizzare la lingerie ha chiuso nel 2020 un aumento di capitale di 830mila euro, sottoscritto da AVM Gestioni, dagli investitori della community della piattaforma Doorway in partnership con Angels4Women. La startup è stata fondata da Federica Tiranti e Chiara Marconi

5. Il Turismo vince quando è di lusso

Il 13% del Pil: è questa l’incidenza del turismo sull’economia italiana (dati Istat). Il turismo dei turisti alto spendenti è quello più cercato dalle città italiane per il suo potere moltiplicatore nel marketing: questa tipologia di turisti spesso è anche opinion leader del Paese di appartenenza, influenzando le scelte dei loro connazionali.

Il 2020 è stato l’annus horribilis del turismo italiano che ha subito un calo in linea con il trend europeo, con un – 50,9% rispetto allo stesso periodo del 2019. In numeri, si parla di quasi 192 milioni di presenze in meno.

25 miliardi di euro, il valore del turismo di lusso

13% del Pil, l’incidenza del turismo sull’economia italiana;

L’Italia è stato il quarto Paese più visitato al mondo nel 2019 con 94 milioni di visitatori.

In questa crisi delicata del comparto, le startup innovative stanno offrendo un contributo con soluzioni che strizzano l’occhio al turismo sostenibile.

Banale: fondata a Milano nel 2015, realizza prodotti originali per i viaggiatori. Nel 2019 ha raccolto 1,2 milioni di euro, guidato da Nuvolab. Il Ceo della startup è Stefano Bossi.

Radical Storage: ex BagBnb, la startup ha chiuso nel 2019 un aumento di capitale di 2,5 milioni con Vertis. Radical Storage ha sviluppato un sistema che permette ai turisti di lasciare i loro bagagli in un punto prestabilito. La startup è guidata da Alessandro Seina.

InReception: la startup che offre servizi in cloud per la gestione e la promozione delle attività turistiche, ha chiuso nel 2020 un round di 300mila euro con CDP Venture Capital Sgr, Primo Ventures, H-Farm e altri investitori privati. Il Ceo è Egidio Criscuolo.

Lybra.Tech: la startup ha sviluppato software che si occupano di suggerire il prezzo ottimale delle camere d’albergo in tempo reale. Nel 2019 ha chiuso un round di 500mila euro, guidato da LVenture. La compagnia ha ceduto il 51% delle quote al gruppo Zucchetti nel 2020. La startup è guidata da Fulvio Giannetti.

Musement: altra exit (nel 2018) quella di Musement, l’applicazione per viaggiatori che vogliono personalizzare al massimo le loro esperienze di viaggio. Acquisita nel 2018 da Tui Group, ha raccolto in totale 16,5 milioni di dollari (P101, 360 Capital, Italian Angels for Growth).

Tramundi: tour operator digitale dedicato ai giovani professionisti appassionati di viaggi, ha chiuso nel 2020 un round di 1,5 milioni di euro. Il Ceo è Alessandro Quintarelli.

BizAway: 2,5 milioni di euro raccolti nel 2020, e 2 milioni nel 2019 dal gruppo spagnolo Mundi Ventures, per la startup che facilita l’organizzazione dei viaggi di lavoro. Il Ceo è Luca Carlucci.

Vikey: round di 800mila euro nel 2020 per la startup che sviluppa soluzioni smart per le attività ricettive (con la partecipazione di CDP Venture Capital Sgr). La startup aveva già ricevuto altri investimenti per un totale di 1,6 milioni di euro. A guidarla Luca Bernardoni.

6. Il beauty e la rivoluzione delle abitudini

Il settore è stato attraversato da profondi cambiamenti causati dai cambiamenti delle abitudini dei consumatori: è aumentata la richiesta di prodotti per la pulizia del corpo e la cura dei capelli, mentre sono diminuiti gli acquisti di prodotti di make-up e profumi.

10,5 miliardi di fatturato nel 2020

– 12,9 del fatturato nel 2020, rispetto al 2019; – 16,7% dell’export

Una stima del 2021 in ripresa del 6,1% per i ricavi, 5% per le esportazioni e 9% per i consumi

Le startup che hanno puntato sul beauty hanno lanciato soluzioni che sfruttano la personalizzazione dei prodotti per vincere sul mercato.

Abiby: la startup ha ideato una beauty box che aiuta i clienti a scoprire le novità del mondo beauty, attraverso la selezione mensile di prodotti cosmetici di brand di nicchia. La startup ha chiuso nel 2019 un aumento di capitale di 1,5 milioni di euro. Il Ceo è Luca della Croce.

Barberino’s: la startup che punta a rivoluzionare la professione del barbiere in Italia e l’esperienza dei clienti, ha raccolto 1,250 milioni di euro attraverso la piattaforma di equity crowdfunding, Mamacrowd. La startup è guidata da Michele Callegari.

Shampora: nel 2020, la startup che sviluppa prodotti per capelli personalizzati, ha chiuso un investimento di 3 milioni di euro nell’operazione guidata da CDP Venture Capital Sgr, con la partecipazione di LVenture Group e di IAG. Il Ceo è Manuel Corona.

Skinlabo: brand specializzato nella creazione di creme per la cura della pelle ha raccolto nel 2020 un nuovo round di investimento di 1,7 milioni di euro (LUISS Alumni 4 Growth e Maire Investments). Un round che si va ad aggiungere ai 4 milioni che la startup aveva già raccolto. Il Ceo è Angelo Muratore.

7. Benessere, in aumento gli acquisti nella cura del sonno

Come spendono gli italiani nel comparto “benessere”? I numeri molto interessanti per chi fa business nel settore, sono stati divulgati dal Rapporto sull’Economia del Benessere 2021 (indagine Philips – Doxa). Il 40% investe per la sana alimentazione, il 23% per la cura del corpo, il 19% per l’attività fisica.

37 miliardi di euro, il valore degli acquisti degli italiani nel 2020

– 14% rispetto ai 43 miliardi del 2018

1.200 euro la spesa procapite annua

Le startup italiane che più hanno saputo distinguersi sul mercato puntano sulla voglia dopo i lockdown, di camminare e fare sport all’aria aperta.

Bluebrake: scaleup che ha sviluppato un sistema ABS per le e-bike sempre più utilizzate nella logistica della consegna dei prodotti. Bluebrake ha chiuso un round di finanziamento di 5,2 milioni di euro nel 2020, tra i sottoscrittori e-Novia, lead investor dell’operazione, Progress Tech Transfer. Dalla sua fondazione ha raccolto oltre 10 milioni di euro. Fabio Todeschini è founder e general manager.

Mind the Gum: la startup ha sviluppato un integratore alimentare, un chewing-gum, che aumenta la concentrazione. Nel 2020 la startup ha chiuso un round di investimento di 3 milioni di euro, che va ad aggiungersi al milione di euro raccolto nel 2019. La startup è guidata da Giorgio Pautrie.

La Passione: la startup si è specializzata nella produzione di abbigliamento ciclistico di qualità. Nel 2019 ha chiuso un round di investimento di 3 milioni di euro con Milano Investment Partners. il Ceo è Giuliano Ragazzi.

FitPrime: l’app che permette di cambiare palestra ogni giorno, ha chiuso nel 2020 un aumento di capitale di 700mila nel 2019, round guidato da IAG, Club degli Investitori, LVenture Group, BoostHeroes. Il Ceo è Matteo Musa.

8. Food e Beverage italiano vale 552 miliardi di euro

Tra i settori che meglio ha resistito all’urto della Pandemia, il nostro food e beverage che ha saputo difendersi dentro i confini nazionali e al contempo crescere sul fronte export.

+1,8% crescita dell’export

64,1 miliardi di euro il valore aggiunto

3,8% di incidenza sul PIL

Le startup italiane con la crescita maggiore sono legate al segmento del delivery, un settore, quello del food delivery che è cresciuto nel 2020 del + 56% rispetto al 2018, per un valore di 566 milioni di euro (dati Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano).

Arteolio: la startup che utilizza strumenti innovativi per produrre e commercializzare olio extra-vergine d’oliva, ha raccolto 10,5 milioni di euro di capitale di rischio con Verteq Capital nella veste di lead investor, e 5,85 milioni di euro di debito da Banco BPM. Alla guida c’è Riccardo Schiatti.

Cortilia: piattaforma di food ecommerce, mette in contatto consumatori con agricoltori, allevatori e produttori artigianali. Nel gennaio del 2021, la startup ha chiuso un mega round di 34 milioni di euro. A crederci, Red Circle Investments, la società dell’imprenditore Renzo Rosso, Primo Ventures, Indaco Venture e P101. Il Ceo è Marco Porcaro.

Cosaporto: round di 1,8 milioni di euro nel 2021 per la startup che recapita a domicilio prodotti alimentari di qualità. Il round è firmato da Lazio Innova, attraverso Innova Venture e da fondi privati. Alla guida della startup, Stefano Manili.

Deliveristo: marketplace dedicato alla ristorazione, ha chiuso nel 2020 un round di Serie A da 4,5 milioni di euro con United Ventures SGR SpA, fondo italiano di venture capital specializzato in tecnologie digitali, che si aggiunge al milione e mezzo raccolto sempre nel 2020 e al milione nel 2018. Il Ceo è Ivan Aimo.

Foorban: la startup offre un menu creato da chef nutrizionisti e si occupa altresì di preparare il cibo e consegnarlo. In totale ha raccolto oltre 2,7 milioni di euro con iStarter come lead investor. Alla guida di Foorban, Stefano Cavaleri.

Frescofrigo: distributori automatici di cibo sano da posizionare in ambienti come uffici e condomini. Questa è l’idea di Frescofrigo, la startup che ha raccolto recentemente 1,8 milioni di euro in un round guidato da Cdp Venture Capital Sgr, che vanno ad aggiungersi ai 2,7 milioni già raccolti tra il 2018 e il 2019. La startup è guidata da Giacomo Pastore.

Moovenda: food delivery di alta gamma, l’idea di Moovenda che ha ottenuto complessivamente 7,8 milioni di euro. Il round più consistente nel 2019, con i 4,9 milioni di dollari, tra gli investor LVenture Group. Il Ceo è Simone Ridolfi.

Poke House: food company specializzata nelle “poke bowl”, ha chiuso nel 2020 un round di finanziamento di 5 milioni di euro, guidato da Milano Investment Partners. Il Ceo è Matteo Pichi.

Tannico: ecommerce specializzato nella vendita di vini e liquori, nel 2020 ha ceduto il 49% della società a Campari per 23,4 milioni di euro. Il fondatore è Marco Magnocavallo.

Vino.com: nel 2012 la startup ha sviluppato una piattaforma per rendere più semplice e intuitivo l’acquisto di vino e spirits online. Nel 2020 ha raccolto 2,4 milioni di euro con Nana Bianca e Club Italia Investimenti tra i main investor. Il Ceo è Andrea Nardi Dei.

Winelivery: la startup ha sviluppato un sistema di consegna domicilio di alcolici, ghiaccio e soft drink. Nel 2020 ha raccolto un round di 2,5 milioni di euro con Intesa Sanpaolo, tra gli investitori. Alla guida della startup Francesco Magro.

9. Incubatori e venture capital che scommettono sul lifestyle

Nana Bianca (Vino.com), Luiss Enlabs (Playwood, Shampora, Vikey), Digital Magics (Fresco Frigo, Brandon, Feat Food), HFarm (inReception, Travel Appeal, Depop) tutti i più prestigiosi incubatori italiani hanno scommesso sulle innovazioni italiane nel lifestyle. Da notare anche Boox, che ha accelerato startup protagoniste del lifestyle italiano come Velasca e Tannico, e-Novia (Bluebrake) e SeedMoney (Winelivery).

Tra i venture capital e angel che hanno partecipato in più operazioni nel lifestyle nel 2020, annoveriamo. Sul podio IAG, con 4 round che hanno visto una sua partecipazione:

IAG: 4 - CDP Venture Capital: 3 - Vertis: 1 - Alma Mundi Ventures: 2 - LUISS Alumni4Growth: 1 - Maire Investments: 1 - Milano Investment Partners: 1 - Gellify: 2 - Intesa Sanpaolo: 2

10. I round del 2021 (da dicembre a giugno)

Il 2021 del lifestyle passerà alla storia per l’exit di Depop, la startup di Simon Beckerman, venduta a Etsy per 1,65 miliardi di dollari, diventando un unicorno. Beckerman ha ideato la sua startup in Italia per poi trasferirsi in Gran Bretagna per il grande salto.

L’exit di Depop non è l’unico evento memorabile di un anno, il 2021, iniziato benissimo per le startup che operano nel lifestyle per un totale di raccolta di oltre 100 milioni di euro.

Una cifra su cui pesano tanto i round di Cortilia (34 milioni), Miscusi (20 milioni) e PokeHouse (20 milioni) e i 16 milioni di Commerce Layer.

Tutti i round nel lifestyle da dicembre a giugno 2021.

Vitesy: startup che crea dispositivi per purificare l’aria indoor, ha raccolto 1,2 milioni di euro, in un round guidato da Doorway. Il Ceo è Paolo Ganis.

Fitprime: la startup che abbiamo già citato nel nostro report, conferma i buoni propositi anche quest’anno, con un investimento di 2,5 milioni, guidato dal fondo Vertis.

Cortilia: Il 2021 sarà ricordato anche come l’anno di Cortilia, che raccoglie 34 milioni di euro, in un round guidato da Red Circle Investments.

Spesafacile: 450mila euro è la cifra raccolta da SpesaFacile, la startup che aiuta i dipendenti delle aziende a fare la spesa, mettendo a disposizione dei frigoriferi smart per il ritiro dei prodotti. L’investimento è stato realizzato da due soci industriali e la partecipazione di Medio Credito Centrale. Cofounder della startup, Giorgio Brojanigo.

Mogu: la PMI innovativa, che sviluppa prodotti circolari per la realizzazione di elementi d’arredamento, ha annunciato la chiusura di un round di investimento con un aumento di capitale per 1,1 milioni di euro. Il round è stato realizzato dal fondo di investimento Progress Tech Transfer in qualità di lead investor. Il Ceo è Stefano Babbini.

BuddyFit: la startup che offre corsi di fitness da remoto ha annunciato la raccolta di 5 milioni di euro, ottenuta da business angel internazionali, manager e imprenditori. Il Ceo è Giovanni Ciferri.

Miscusi: la startup ha ideato un format sulla pasta fresca e di qualità. Nel giugno di quest’anno ha ottenuto un round di 20 milioni, guidato da Mip, con la partecipazione del fondo americano, Kitchen Fund. Il Ceo è Alberto Cartasegna.

Cosaporto: la startup che abbiamo già citato all’interno del report, chiude un altro round nel 2021 per 1,8 milioni di euro, con investor Lazio Innova e Boost Heroes.

Frankly: la catena italiana di “bubble tea”, il tea con le bolle originario di Taiwan, ha annunciato un aumento di capitale di 1 milione di euro. Il Ceo è Franco Borgonovo.

PokeHouse: la già citata catena di ristorazione festeggia il 2021 con un round di 20 milioni di euro guidato da Eulero Capital.

Offlunch: 400mila euro di CPD Ventures finanzieranno lo sviluppo di Offlunch, la startup che si occupa di consegnare cibo sano in ufficio. Il Ceo è Simone Ridolfi.

Commerce Layer: la startup ha sviluppato un software che consente di aggiungere uno shopping online a qualsiasi sito web, app mobile, chatbot o dispositivo IoT. La startup ha chiuso nel giugno 2021 un round di finanziamento di 16 milioni di dollari, con Benchmark Capital (giù presente nel primo round da 6 milioni), Mango Capital e Coatue Management a guidare l’investimento. Il Ceo è Filippo Conforti.

11. Equity crowdfunding: il Made in Italy piace agli investor

Il lifestyle piace anche agli invesitori in equity crowdfunding. Nel 2020 sono 27 le operazioni concluse sulle principali piattaforme nel settore, con una raccolta complessiva che ha sfiorato i 10 milioni.

Il food la fa da padrone: 15 operazioni su 27 sono legate al food per un valore complessivo di raccolta di circa 5 milioni di euro. Tra le campagne di maggiore successo nel food segnaliamo:

Forno Brisa 1,2 milioni di euro

Benvenuto Family, 1,04 milioni circa

Agristeria, 490mila

Orapesce, 400mila circa

Osteria Rabona, 356mila circa

Al secondo posto, per numero di campagne finanziate, si piazza il design, settore protagonista di cinque campagne concluse, tra cui spiccano le campagne di Playwood (296mila euro circa), Ayuppie (114mila euro circa), Soldi Design (93mila circa) e RD24 (50mila euro circa) e Fresco Frigo (500mila euro) e Design Italy (500mila euro), per una raccolta complessiva di circa un 1,5 milioni di euro.

Terzo posto per il fashion che vede quattro operazioni concluse, con cui gli 1,4 milioni di Out OF, startup nell’ottica sportiva, Gaiamyfriend con 196mila euro, e Dress you can con 144mila. E ancora i 46mila euro di Logaritmica, piattaforma che sviluppa app e soluzioni cloud nel mondo del lusso.

Infine, solo tre operazioni per il beauty ma tutte di grande valore, con i 1,250 milioni di Barberino, i 600mila di The Longevity Suite e i 464mila di Econviene.

Stando ai dati del primo trimestre del 2021, segnaliamo altre operazioni conclusesi con successo, come Etilika, ecommerce nel vino e superalcolici che ha raccolto quasi 1 milione di euro, i 500mila euro di Acquainbrick e i 545mila euro di Profumeria Web.

via www.primaonline.it

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