E’ crollata la fiducia dei consumatori verso i brand: ora la ricostruzione passa dagli individui

Gen 26th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, Marketing


Uno dei migliori risvolti del 2020 riguarda i consumatori: con un picco di incremento nell’attività online, la modalità di scelta di un prodotto o di un servizio è diventata più accessibile e veloce.

Infatti, in un solo anno, si è raggiunto un progresso equivalente a dieci anni di sviluppo nel mondo dell’e-commerce. Grazie alla possibilità di acquistare in sicurezza dalle proprie case, i consumatori hanno comprato con più prudenza, dando la priorità alla qualità e al valore dei loro acquisti.

Non sorprende, quindi, che l’anno passato abbia messo molte aziende a dura prova. Con l’insorgere dell’emergenza Covid-19, i consumatori hanno sentito il bisogno di informarsi su come le aziende stessero gestendo l’emergenza e quali fossero le loro posizioni politiche e ideologiche.

Le aziende che hanno evitato di affrontare tali questioni sono state spesso messe da parte a favore di quelle che, al contrario, si sono dimostrate pronte a esporsi e a rispondere a domande scomode.

In un sondaggio condotto da Trustpilot in Italia nel 2020 si è evinto come uno dei nuovi parametri per determinare se dare o meno considerazione ad un’azienda fosse capire come questa stesse gestendo l’emergenza: è stato ritenuto importante o molto importante valutare questo parametro per l’80,3% degli intervistati italiani ed è stato considerato ininfluente solo per l’8,5% degli stessi.

L’empatia umana, insieme all’azione intrapresa a favore della giustizia sociale e le posizioni ideologiche sono i tre fattori che, nel 2020, i consumatori hanno preso in considerazione per determinare se un brand fosse affidabile e degno di credito.

Oggi più che mai, con un numero senza precedenti di piccole e grandi aziende che hanno dovuto cessare la propria attività, i brand devono stabilire con convinzione i propri valori e tenervi fede per costruire un rapporto di fiducia duraturo con i propri consumatori.

Il rapido sviluppo del commercio online e il desiderio di acquistare il più possibile per supportare le aziende locali e donare a favore di cause sociali hanno rappresentato occasioni d’oro per i truffatori.

Negli Stati Uniti, gli utenti americani hanno perso 145 milioni di dollari a causa di frodi connesse al Covid. In Italia, quasi il 40% degli intervistati si è detto molto più preoccupato dalle frodi online rispetto al periodo pre-pandemico (sondaggio Trustpilot).

Eventi come la pandemia di Covid-19 e la raccolta fondi per il movimento Black Lives Matter sono stati visti dai truffatori come opportunità perfette per sfruttare la vulnerabilità dei consumatori.

Con un’attività online in costante crescita, utenti inesperti hanno fatto nuove esperienze digitali ogni giorno esponendosi inconsapevolmente a truffe e imbrogli che, nel tempo, hanno generato un clima di sfiducia generale.

Nel 2020, sapere con certezza di chi fidarsi è diventato difficile. I consumatori, quindi, oggi devono essere più prudenti che mai per evitare di cadere vittima di truffe e, per questo, sono alla costante ricerca di quanti più indizi di affidabilità possano garantire loro che un’esperienza digitale sia sicura.

Che le persone abbiano perso credibilità nei mezzi di comunicazione di massa e nel governo non è una novità, ma nel 2020 la sfiducia in queste istituzioni tradizionali si è intensificata.

Secondo un’indagine globale effettuata dal Reuters Institute, il 50% dei consumatori non è sicuro di quali news trovate su Internet siano vere, mentre la prima fonte di disinformazione è ritenuta la politica interna.

Nasce da queste evidenze l’esigenza per le imprese di raccontarsi e raccontare, trasmettendo i propri valori e la propria visione del mondo. Esigenza che va accompagnata alla consapevolezza che un profilo social e una vetrina web non bastano, ma servono contenuti che abbiano una rispondenza con la realtà.

D’altra parte il trend di sfiducia era già iniziato nel 2018/2019 anni in cui pià di 17 milioni di italiani hanno deciso di non acquistare qualcosa per mancanza di fiducia verso l’azienda produttrice. Una scelta, quella di rinunciare all’acquisto, che interessava il 40,5 per cento dei 18/34enni (fonte: Censis Conad).

Certo è che la fiducia nei brand vale più dei prodotti.

In uno scenario così drammatico, una ricerca del Pew Research Center ha messo in luce un importante dato che rivela le vere dinamiche della natura umana, nonostante la progressiva perdita di fiducia verso le istituzioni: l’86% dei consumatori crede ancora nella fiducia che gli individui possono avere l’uno nell’altro. Che sia questa la chiave?

Proprio nell’anno in cui ci siamo visti costretti a prendere le distanze dagli altri, e in cui la fede nelle istituzioni è venuta a mancare, forse è necessario tornare a riporre speranze e certezze nelle persone.

Forse, il ritorno alla fiducia interpersonale è la vera luce in fondo al tunnel per questo 2021.

di Claudio Ciccarelli su https://it.businessinsider.com

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