Ecco il crollo dei consumi. Colpiti auto, abbigliamento e cibo secondo Confcommercio

Tra caro bollette e inflazione alle stelle, il portafoglio delle famiglie langue. E si cominciano a tagliare i consumi. Le prime ad essere sacrificate sono le spese più onerose: dall’acquisto di un nuovo elettrodomestico a quello di una tv o di un’auto.

Ma ad essere colpite sono anche le spese normalmente più frequenti, dall’abbigliamento fino agli alimentari. La fotografia sull’andamento dei consumi arriva dai dati di Confcommercio, che calcola a settembre un calo dell’indicatore pari al 2% su base annua.

Ad andare peggio è la domanda per i beni (-4%), mentre per i servizi la domanda continua a reggere (+2,7%) seppur tra i primi segnali di criticità. In uno scenario, quello delle stime di Confcommercio, che vede l’inflazione ancora in salita e avvicinarsi al 10% ad ottobre e la crescita economica peggiorare, con il Pil atteso in riduzione dell’1% rispetto al mese prima e dello 0,5% nel terzo trimestre rispetto al secondo. Sarebbe il primo calo congiunturale dopo la ripresa post Covid.

Così si acquista sempre meno. Innanzitutto per la casa. La contrazione più alta a settembre si registra infatti per le vendite di elettrodomestici, tv ed altri apparecchi (-14,6% sempre su base annua). Si risparmia pure su mobili, tessili e arredamento in generale (-5%).

Tra i settori con maggiori difficoltà si conferma l’automotive (-6,2%). Ma i cordoni della borsa si stringono anche per l’abbigliamento e per la tavola. Si comprano meno abiti e calzature (-5,4%) e così il settore torna in affanno dopo i segnali di recupero registrati tra la primavera e l’inizio dell’estate scorsa. E si allarga la tendenza da parte delle famiglie a ridurre i consumi alimentari: per cibo e bevande a settembre i consumi calano del 4,9%. Il carrello della spesa è del resto tra i più colpiti dalla corsa dell’inflazione.

Ma anche per i servizi la domanda inizia ad essere più contenuta. Con i primi segnali di criticità che arrivano dalla ristorazione (-4,2%). Si comincia a tagliare sui pasti e sulle consumazioni fuori casa. Mentre l’inflazione corre sempre di più. Secondo le elaborazioni di Confcommercio, per ottobre si stima una crescita dei prezzi al consumo dell’1,5% rispetto a settembre e del 9,8% su base annua.

Una accelerazione che, pur derivando ancora in larga misura dagli incrementi ‘monstre’ dell’energia, riflette ormai il diffondersi degli aumenti anche ad altri comparti, in primis proprio l’alimentare. Effetto dei rincari di materie prime e costi di produzione.

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