Enjoineering, marketing universitario fatto da studenti a studenti.

Ott 28th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Enjoineering, un progetto di comunicazione rivolto ad un target composto da studenti maturandi. Lo ha fatto un parco di divertimento? No, ma questo progetto ha spunti interessanti per chi vuole entrare in relazione con i liceali.

Si tratta infatti di un’azione di marketing universitario, realizzata proprio da studenti universitari, quasi coetanei dei destinatari del progetto, in linea con i loro desideri, il modo di pensare e gli strumenti diffusi tra i ragazzi delle scuole superiori.

Il progetto , creato da studenti della Università della Tuscia (VT) per promuovere il corso di laurea si rivolge ai ragazzi che, al termine del liceo, devono orientarsi tra gli Atenei.

Ma come raggiungere i neo diplomati? Il gruppo di lavoro ha progettato un piano di marketing a 360 gradi, che prevede azioni “By Students, for Students”, attraverso le quali gli studenti del corso di laurea in Ingegneria si rivolgono ai liceali che si accingono ad iscriversi all’università.

I ragazzi di “Enjoineering” , dopo aver frequentato un corso di web marketing tenuto da uno di loro, con competenze specifiche ed esperienza nel campo, hanno progettato un piano in tre fasi, con azioni personalizzate su ognuno dei canali di comunicazione selezionati, e per ognuno dei target:

- Nella prima fase, di una settimana, è prevista una micro-campagna rivolta principalmente agli Influencers, individuati tra persone che fanno comunicazione nel mondo universitario e delle istituzioni. Sarà curata la pubblicazione di due video che introducono il progetto: uno relativo alla stampa 3D del logo e l’altro che presenta le persone che hanno realizzato il progetto, e ne sono i testimonials.

Vengono inoltre attivati gli account Facebook, Twitter e Google+, sui quali vengono veicolati i video, alcuni testi brevi ed immagini di presentazione. Sono previste inoltre pubblicazioni di articoli su alcuni blog e magazine del settore del Web Marketing, nei quali il progetto sarà presentato come esempio innovativo di comunicazione per promuovere un corso universitario. Gli strumenti adottati sono canali Video Social Media, Facebook, Twitter, Google+, oltre a blog e testate online.

- Segue poi la fase del lancio del progetto, in due settimane, con la messa online del sito, popolato inizialmente di contenuti statici, che saranno implementati con gli articoli del blog. Il giorno stesso del lancio vengono attivati i profili dei Social Network ancora non aperti e inizia la diffusione anche sui profili privati, viene diffuso il comunicato stampa di presentazione dell’iniziativa “Gli Universitari non Stanno più a Guardare” e si ha una prima copertura su testate online generaliste e blog nel settore del Web Marketing, per generare “buzz” intorno al progetto e ottenere links utili alla SEO nella fase successiva.

Questa fase si conclude con l’organizzazione dell’evento istituzionale di presentazione, aperto alla stampa e alle istituzioni e promosso tramite l’ufficio stampa dell’Università della Tuscia. L’evento, secondo l’intenzione dei ragazzi, permette di ottenere popolarità e generare il passaparola attraverso gli influencer presenti.

- La terza fase prevede azioni a regime, per consolidare le relazioni e la presenza sui social networks. Per tre mesi saranno gestite le discussioni con gli utenti tramite i social media, analizzate le tendenze dei quesiti su forum e gruppi di discussione, che saranno utili per la creazione di contenuti interessanti e facilmente condivisibili per il blog.

L’attenzione si sposta dunque dall’Influencer allo Studente, per ottenere il contatto diretto tramite i social media e i forum di settore, modellando i contenuti del sito in base alla curiosità generata.

Questi i Social Network ai quali i ragazzi hanno deciso di affidare il progetto: Facebook (filo diretto e ricezione dei quesiti e sviluppo del brand), Twitter (contatti con gli influencers), LinkedIn (branding), YouTube (video di presentazione dell’Ateneo, dei singoli corsi, dei docenti e degli eventi), Vine (viral video con scene tratte dai video per YouTube), Pinterest (infografiche con statistiche e branding). Non solo online.

Il progetto è infatti ricco di azioni offline, momenti istituzionali in Ateneo ed ed iniziative più “classiche”, come la organizzazione di eventi presso gli istituti scolastici, locandine ecc. Insomma, c’è da imparare dal progetto Enjoineering anche per il settore dei parchi di divertimento, in alcuni dei quali ,si opera senza una vera progettualità, usando i profili aziendali dei social network come fossero quelli personali.

Da qui a trasformarli in leve di marketing, ce ne passa… Forse in questo a vent’anni si ha una marcia in più. Studenti che si mettono in gioco per promuovere il loro corso di laurea, allora c’è speranza per questo Paese.

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