Federdistribuzione e il bilancio di sostenibilità di settore

Feb 2nd, 2021 | Di Redazione | Categoria: Trade e distribuzione


La sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa sono punti saldi per le aziende della distribuzione moderna. Un impegno che trova testimonianza nel Bilancio di sostenibilità di settore 2020, arrivato alla sua quarta edizione.

Il documento, elaborato da Federdistribuzione in collaborazione con Altis-Università Cattolica, evidenzia un trend di crescita nell’adozione di pratiche sostenibili da parte di tutte le aziende associate.

L’edizione 2020 si è arricchita con un indicatore unitario, che compendia il percorso avviato dalla Gdo. Il punteggio rappresenta la media, per campo di applicazione e edizione, della percentuale di diffusione delle pratiche analizzate. Si evidenzia, con questo metodo, un costante aumento negli anni: dal 72% nel 2014 al 76 del 2017, fino all’80 del 2020.

Esplorando nel dettaglio le sei macroaree di rilevazione, si nota che le aziende hanno incrementato l’attenzione verso i propri clienti, sempre più informati e attenti alle tematiche legate alla sostenibilità, registrando una crescita complessiva dell’aggregato “i clienti nel cuore” di 8 punti percentuali.

In netto miglioramento il rapporto con i dipendenti: si osserva un incremento del 18% delle iniziative orientate alle pari opportunità e una crescita complessiva di 10 punti delle attività riassunte sotto la locuzione “i collaboratori al centro”.

L’impegno in termini di sostenibilità ambientale si muove sulla doppia direttrice degli impatti diretti e della creazione di una consapevolezza ecologica di filiera. Qui il 100% delle associate ha effettuato investimenti: per la riduzione dei consumi energetici, per l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti, per arginare l’overpackaging…

La distribuzione moderna si conferma attenta anche nei rapporti con i fornitori, con un impegno a contribuire al miglioramento della filiera, più responsabile e sostenibile, e con una forte attenzione al made in Italy, selezionando partner con i quali condivide i principi etici, stabilendo legami solidi e duraturi con le Pmi e valorizzando i prodotti e le eccellenze locali.

Non manca l’impegno verso il territorio e le comunità locali, con il 100% di aziende che hanno attivato collaborazioni con associazioni ed enti del terzo settore per la redistribuzione di eccedenze alimentari, o con scuole e università, per partnership e borse di studio.

Infine, la comunicazione e il valore della trasparenza: il 94% delle imprese vanta un codice etico e di condotta aziendale e ha implementato strumenti per rendicontare e raccontare la sostenibilità.

“Negli ultimi anni la sostenibilità sociale e ambientale da impegno etico è divenuta anche una leva strategica per il successo delle imprese, in grado non solo di portare benefici al sistema sociale e ambientale in cui le stesse operano, ma anche capace di creare valore e di generare vantaggi competitivi – afferma il Presidente di Federdistribuzione, Claudio Gradara -.

Per la distribuzione moderna tutto questo è ormai un dato di fatto da tempo. Abbiamo raggiunto obiettivi e vinto già diverse sfide ma, al contempo, è ancora molto forte e quanto mai necessaria la volontà di raggiungere nuovi traguardi, diventando un modello per lo sviluppo sostenibile dell’intero sistema economico del Paese, attraverso la definizione di strategie che generino valore condiviso.

Sono convinto che, quando l’emergenza del Covid comincerà a scemare, la sostenibilità rappresenterà il pilastro della ripartenza. E le nostre aziende sono pronte”.

Nella situazione presente, contrassegnata dal flagello Covid, il sistema della Gdo, come si rileva dal Bilancio di sostenibilità, ha svolto un ruolo fondamentale, mettendo in atto una serie di azioni importanti: negozi alimentari sempre aperti, diventati un presidio per la popolazione; più spazio al made in Italy negli assortimenti, per sostenere le filiere più colpite; collaborazioni per la raccolta e donazione gratuita di prodotti, consegna gratuita a domicilio alle categorie di persone più fragili o svantaggiate.

In cifre, ponendo uguale a 100 il totale delle iniziative, si osserva un’incidenza particolarmente elevata, 23,6%, di operazioni di sostegno a istituti sanitari, enti di ricerca, Protezione civile, Croce rossa, e un dato del 16,4% per le collaborazioni con gli enti caritativi.

Seguono, 12,7%, la consegna a domicilio gratuita a categorie svantaggiate e la spesa sospesa (12,7), la raccolta fondi per donazioni a enti no profit (9,1), il potenziamento dei buoni spesa (7,3), gli interventi di welfare (7,3), il sostegno del made in Italy (5,5) e, sempre con il 5,5%, il supporto alle comunità locali.

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