Festival della Comunicazione 2022

Libertà è quella forza atavica e indomita, istintiva e viscerale, che muove i nostri gesti più profondi e i nostri desideri.

È quella condizione che ci consente di esprimere chi siamo nel profondo e di manifestare agli altri la nostra identità e la nostra individualità, oltre qualsiasi forma di costrizione e di condizionamento, oltre i vincoli imposti da sovrastrutture sociali, religiose e morali che, nate per garantire la libertà, spesso finiscono per schiacciarla sotto il loro peso.

È un motore potente che spinge l’uomo oltre le barriere del possibile, oltre i pregiudizi e le costrizioni, oltre i limiti fisici e mentali. È viaggiare, esplorare nuovi territori, immaginare nuove mete, porsi nuovi traguardi, al di là del tempo e dello spazio, anelito verso l’eterno, in una lotta continua contro la morte e contro il destino.

Nell’età della polarizzazione e delle bolle informative, della ricerca di risposte senza più fiducia nella guida degli esperti e senza mediazioni, dell’esaltazione dell’individualismo, dell’insofferenza verso gli obblighi etici e verso il rispetto delle libertà altrui, non c’è libertà senza memoria, senza coscienza di sé e conoscenza dell’altro, che viene dal confronto aperto e dalla possibilità di dare espressione alle forme più varie di pensiero, di amore, di fede e di ragione.

I molteplici linguaggi dell’arte, della cultura, della creatività, della musica sono il primo veicolo della libertà e il suo miglior strumento di difesa. Perché libertà è ascolto, immaginazione, scoperta, sguardo nel profondo della nostra natura, là dove la mente lascia spazio al sentimento, dove abita l’inesprimibile.

L’affermazione della libertà trama tutta la nostra storia, fatta di uomini e di popoli, di migrazioni e di evoluzione, di lotte e di rivincite, di compromessi diplomatici, di costituzioni e legislazioni, di rivolte e conquiste sociali.

E se i nostri stessi modelli economici e finanziari (dal capitalismo al comunismo, dal liberalismo all’economia dei bitcoin) si pongono come interpreti e tutori di particolari forme di libertà, a loro volta le tecnologie e le innovazioni scientifiche, amplificando le capacità umane oltre i vincoli della natura e trasformando gli ecosistemi circostanti secondo il nostro particolare disegno, aprono a nuove prospettive, tanto esaltanti quanto pericolose, che ci chiamano ad interrogarci con maggiore convinzione sul concetto di diritto e di libertà, contro le forme di pseudo libertà dietro cui si celano egoismi, indifferenza e sopraffazione.

Perché libertà è prima di tutto partecipazione. È la possibilità di realizzarsi, di dar corpo alle proprie aspirazioni, senza limiti sociali o di genere, vincendo le resistenze culturali e cognitive, a volte ancora vive nella nostra società. È aprirsi alle opportunità, con intelligenza e accortezza, responsabilità e rispetto, guidati dalla furia prorompente del sentimento ma anche dalla fine acutezza della mente.

Questo il concept dell’edizione 2022 del Festival della Comunicazione, in programma dall’8 all’11 settembre a Camogli (Ge)

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