Giovani, futuro e green economy: serve più ascolto sulla crisi climatica

I giovani pensano all’ambiente e ritengono che sia importante parlare di sostenibilità e crisi climatica prima di tutto a scuola (46,7%) e sui media nazionali (41,1%). Il 12,2% cita i social network come ulteriore ambito di confronto.Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio svolto nel corso della prima edizione di SDGs Festival, promossa dalla Società Benefit Civicamente attraverso la sua piattaforma EducazioneDigitale.it con l’obiettivo di favorire l’incontro diretto tra le scuole e le imprese e far emergere le esigenze del mercato del lavoro e il punto di vista degli studenti, così da calibrare al meglio anche i programmi di educazione scolastica e di orientamento”, spiega Tiziano Fazzi, AD di Civicamente

In che modo allora la scuola dovrebbe guidare gli studenti, in ottica di orientamento alle professioni del futuro? Secondo i partecipanti, gli istituti hanno un importante responsabilità nell’aiutarli a individuare i ruoli più richiesti dal mercato del lavoro (38,9%), nel metterli in contatto con le aziende del territorio (34%) e nell’orientamento specifico ai lavori della sostenibilità (27%).

Infine, in relazione al problema del cambiamento climatico i giovani hanno espresso la loro sensazione di impotenza (59,6%) e indifferenza (13,7%), ma un quarto di loro (26,7%) ha manifestato ottimismo per la risoluzione della crisi. Sul proprio ruolo nell’affrontare tale situazione, gli studenti si sentono inascoltati (53,7%) e presi in considerazione solo quando ricorrono a forme di protesta come la manifestazione (37%). Anche in questo caso, però, una nicchia (9,3%) si ritiene soddisfatta dell’ascolto da parte delle istituzioni.

E per il futuro? Alla domanda “In quale contesto lavorativo ti vedi nel prossimo futuro”, i partecipanti rispondono collocando la sostenibilità (14,4%) dopo l’ambito umanistico (37,4%), tecnico-scientifico (35,2%), della comunicazione (28,9%) e medico-diagnostico (25,2%).

Di fronte a questa situazione, l’intervento di diverse società intervenute al Festival SDGs è stato illuminante nell’illustrare la molteplicità di strade oggi percorribili per cogliere le numerose opportunità di impiego della green economy, anche seguendo discipline più classiche. Dati e studi come quello di Symbola – riportato da Matteo Di Castelnuovo (Università Bocconi) – hanno rimarcato la forte diffusione dei green jobs in Italia, stimati in circa 3 milioni di posti di lavoro attuali e con un fabbisogno di professionisti con competenze green pari al 38% da qui al 2025.

Al sondaggio hanno partecipato soprattutto studenti iscritti a licei (54%), seguiti da istituti tecnici (22%), istituti professionali (16%) e infine scuole di primo grado (7,5%). Rispetto alla provenienza geografica delle scuole, si è registrata una prevalenza della Lombardia (16,3%), del Lazio (14,5%), del Piemonte (13%), della Sicilia (13%) e della Calabria (11,3%).

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