GIVEAWAY in Italia non come in America - Sales Promotion: Concorsi e Operazioni a Premio dalla A alla Z a cura di Miriam Forte

Nov 13th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


I contest “giveaway” piacciono molto alle aziende dal momento che sono una di quelle modalità apparentemente semplici per guadagnare in visibilità ed engagement, ma spesso la modalità adottata sul web non è legale!

In Italia non ci sono le stesse regole che in America, dove le assegnazioni di premi affidati agli Influencer vengono effettuate liberamente sotto qualsiasi forma; il coinvolgimento di un blogger o di un Influencer per assegnare un premio in Italia deve invece essere valutato caso per caso, nell’interesse del consumatore ed ovviamente, nel rispetto della normativa vigente in materia.

Ci sono casi in cui le aziende si appoggiano a vari influencer per incentivare la partecipazione ad un concorso a premi, questo supporto è assolutamente lecito se il ruolo del noto personaggio si limita alla sola pubblicità, si limita cioè a suggerire di fare una determinata azione, sempre ovviamente nell’ambito di un concorso a premi in regola con la normativa vigente in Italia.

Contrariamente ogni qualvolta una azienda nell’ambito di una iniziativa commerciale, per acquisire maggiore visibilità e fare aumentare i propri fan, si avvalga dell’Influencer per assegnare un premio, non sta rispettando la Norma che regolamenta il settore, che prevede la presenza del Funzionario verificatore o Notaio per la scelta del vincitore.

Anche in questo caso infatti si rientra tra i concorsi a premi, ma si rientra tra i concorsi a premi anche quando un Influencer (soggetto regolarmente iscritto al Registro delle Imprese) avvia un suo “giveaway” (a seguito di determinate azioni che fa fare ai propri follower) infatti, esso ne trae un vantaggio commerciale tanto quanto una vera e propria azienda, ma è altrettanto vero che il premio messo a disposizione dall’Influencer normalmente è offerto implicitamente dalla azienda che ha ingaggiato il personaggio, per far parlare di quel determinato prodotto, pertanto diventa un vero e proprio concorso e non un “giveawy” all’americana.

E di questi giorni infatti lo spiacevole caso in cui si è venuta a trovare l’influencer Nicole Pallado che si è vista recapitare una multa salatissima per avere assegnato un premio tramite una serie di Instagram.
Nicole è stata sanzionata per aver effettuato un “giveaway” senza regolarizzare la pratica e senza che ne avesse titolo.

Nicole lo scorso agosto ha regalato una “truss di ombretti” a una sua follower, un gesto che le è costato carissimo in quanto il Ministero ha ravvisato la finalità commerciale a favore dell’influencer stessa e a favore della azienda che commercializza la “trous di trucchi”.

Pertanto se è stato il brand a promuovere il “giveaway” utilizzando la popolarità della blogger/Influencer, il concorso viene classificato come attività di impresa, quindi avrebbe dovuto essere regolamentata presso il Ministero e l’estrazione/assegnazione vincita avrebbe dovuta essere effettuata alla presenza di un pubblico Funzionario.

Se l’Influencer invece non risulta iscritta al Registro delle Imprese ma sia solo titolare di partita IVA, il “giveaway” avrebbe dovuto essere regolamentato dall’azienda promotrice/distributrice del prodotto offerto in premio, mentre l’Influencer doveva solo fungere da “testimonial” che pubblicizzava sui vari canali social, il concorso di riferimento, non potendo essere lei stessa intestataria del concorso.

In conclusione, ogni qual volta una azienda, o un professionista decida di assegnare un premio di valore superiore ad 1 euro, a seguito di una determinata azione avente una finalità anche parzialmente commerciale, che sia una assegnazione vincita tramite estrazione, che sia una assegnazione vincita tramite Instat Win, che ci sia una giuria, che la vincita venga attribuita in base alla condivisione di un contenuto o al commento di un Post, ogni qualvolta si mette in atto una azione per attrarre nuovi follower e/o lettori con la promessa di un regalo, occorre sottostare alla Legge che regolamenta i concorsi a premi, ivi incluso pertanto i famosi “giveaway”, anche soltanto chiedendo di condividere un contenuto, “taggare” gli amici, dare il proprio” like”.

Vale la pena rischiare multe che arrivano sino a 10.000 euro per guadagnare qualche follower in più? Direi proprio di no! Meglio rivolgersi al un noto Studio di consulenza come il Gruppo Miriam Forte Consulting per valutare la migliore soluzione adottabile.

Miriam Forte
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