Google lancia “Pay per stay”: si pagano solo gli annunci per soggiorni effettuati

Mag 14th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Web e Dintorni


Google si avvicina al modello OTA: la società ha infatti annunciato l’introduzione di una nuova funzionalità per gli annunci Hotel Ads per supportare il settore alberghiero durante l’emergenza COVID-19.

Lanciato con un programma pilota e note anche come pagamento per soggiorno o Pay Per Stay, verrà ora rilasciatà a livello globale, e permetterà agli Hotel che utilizzano Hotel Ads di pagare la commissione sull’annuncio solamente nel caso in cui il soggiorno degli ospiti venga effettivamente realizzato.

Oltre a questo, verrà reso disponibile un filtro “cancellazione gratuita” relativo alla ricerca delle strutture alberghiere, per dare risalto alle tariffe rimborsabili in caso di cancellazione della prenotazione da parte dell’utente. Per accedere a questa possibilità bisognerà avere un booking engine compatibile con Google Hotel ads, più altri requisiti che per ora restringono la platea di chi potrà provare il servizio.

Molto vivaci le reazioni alla diffusione della notizia, sia per l’opportunità che per le possibili evoluzioni dei rapporti di forza tra le piattaforme del travel online. Per Filippo Fasolo, CEO di AdsHotel del gruppo Nozio “Hotel e strutture alberghiere stanno vivendo un periodo di incertezza e difficoltà senza precedenti.

Abbiamo fin da subito usato la nostra esperienza e tecnologia per implementare Pay Per Stay, perché con questa nuova funzionalità di Google Hotel Ads gli hotel potranno sostenere i costi relativi alla campagna pubblicitaria soltanto a soggiorno concluso, garantendo loro sostegno e flessibilità per incontrare i bisogni del proprio pubblico”.

Fortunato Monti, marketing consultant, spiega su Facebook: “Trovo molto astuta la mossa di Google di implementare il suo sistema di prenotazione Google Hotel Ads con l’opzione “Pay per Stay”. In pratica gli albergatori possono scegliere una formula di pagamento, che prevede una commissione solo se il cliente soggiorna. È una partnership pensata per l’emergenza Covid-19 che potrebbe riscuotere notevole successo.

Ma la mossa di Google è studiata anche per aumentare le affiliazioni degli Hotel, perché è proprio questo il campo dove Booking è ancora imbattibile, ma presto le cose potrebbero cambiare in quanto sono molti ad essere sempre più insoddisfatti della politica aggressiva della Ota olandese”.

Anche la mossa di Google appare aggressiva verso le OTA che fino ad oggi hanno finanziato le casse di Google con miliardi di euro e che oggi hanno quasi azzerato le campagne per via della crisi pandemica e dell’assenza di prenotazioni. Anche per questo Google ne sta approfittando, fra l’altro con una commissione che può decidere l’albergatore e che secondo i primi test potrebbe attestarsi attorno al 12% per essere efficace, apparendo molto golosa per chi non ha mai provato prima il servizio.

Per Armando Travaglini, esperto di Digital marketing turistico, che su Facebook ha tenuto un webinar sull’argomento, “Questa di Google appare come una mossa estremamente invasiva poiché chiede di sapere tutti i dati di una struttura e permetterà a Big G di accrescere la sua conoscenza del travel post covid. Attenzione però al meccanismo dell’asta: se questa opzione sarà disponibile anche per le OTA la gara si sposterà sull’offrire una maggiore commissione a Google”

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