Gucci ti immerge in un film. Bypassato il concetto di storytelling nella moda

Nov 19th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


L’inconfondibile estetica di Alessandro Michele concentrata in 19 minuti. Ieri, alle 21:00, è stato diffuso il primo episodio del film in sette puntate diretto dal regista Gus Van Sant e dal direttore creativo di Gucci.

Il luxury brand ha scelto di svelare la sua nuova collezione dal titolo ‘Overture of something that never ended’ attraverso l’omonima mini-serie durante il GucciFest, festival di moda e cinema digitale che continuerà fino al 22 novembre.

L’elaborato audiovisivo è stato condiviso su molteplici piattaforme tra cui YouTube, Weibo e inserito nel sito dedicato GucciFest.com raggiungendo un pubblico globale enorme, come testimoniano le cifre, oltre 384mila views su YouTube, 235mila su InstagramTV, migliaia di commenti e reazioni raggruppati dagli hashtag #GucciFest e #GucciOverture anche su Twitter.

La griffe ha sicuramente inaugurato un nuovo modo di svelare le nuove proposte moda andando oltre i canonici appuntamenti stagionali, proprio come espresso da Michele in occasione della pubblicazione del suo manifesto ‘Appunti dal Silenzio’ che preannunciava la scelta di nuovi codici linguistici e piattaforme di comunicazione.

“Ho deciso – aveva scritto il designer – di costruire un percorso inedito, lontano dalle scadenze che si sono consolidate all’interno del mondo della moda e, soprattutto, lontano da una performatività ipertrofica che oggi non trova più una sua ragion d’essere. Nel mio domani, abbandonerò quindi il rito stanco delle stagionalità e degli show per riappropriarmi di una nuova scansione del tempo, più aderente al mio bisogno espressivo”.

Sicuramente, ‘Overture of something that never ended’ è intriso nel linguaggio estetico del creativo romano interpretato attraverso il canone visivo di Van Sant. Girata a Roma, la serie ha come protagonista l’attrice, artista e performer Silvia Calderoni e vedrà la partecipazione di altri volti noti vicini al brand fra cui il critico d’arte Achille Bonito Oliva, la coreografa Sasha Waltz, i musicisti Billie Eilish, Harry Styles e Florence Welch.

Nel primo episodio, lo spettatore è immerso nell’eccentrica routine mattutina della protagonista che, in una scena, lancia dal balcone un abito della prima sfilata Gucci ideata da Michele.

L’abito, insieme ad altri tratti dalla collezione A/I 2015 che compaiono nel film, è parte integrante della collezione Ouverture, caratterizzata da un’etichetta ricamata con la scritta ‘Something that never ended’.

In altre scene Silvia controlla la posta, tra cui spiccano numerosi inviti alle sfilate di Gucci, ascolta una lezione in televisione dello scrittore e filosofo Paul B Preciado fino all’arrivo di un visitatore che gira in bicicletta tra le stanze dell’appartamento. Intanto, nell’altra stanza, una band suona pezzi di Jamison Baken.

Il progetto GucciFest non è solo un catalizzatore di attenzione per il brand, essendo promotore di quindici giovani talenti emergenti indipendenti scelti da Michele le cui creazioni verrano man mano svelate attraverso altrettanti fashion film. Ieri, è stata la volta di Ahluwalia (oltre 15mila views) e Collina Strada (oltre 12 mila). Oggi sarà la volta di Gui Rosa e Rui.

GucciFest ha introdotto un nuovo modello in termini di contenuti, linguaggio, tempistica e condivisione che sembra quasi aver trovato una strada alternativa, fatta più di emozione che di racconto, al termine che maggiormente ha caratterizzato la comunicazione di moda negli ultimi anni: storytelling.

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