I dati strutturati - Seo step by step a cura di Libero Fusi

Gen 21st, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing

Parliamo di cosa sono i dati strutturati, di come inserirli nel proprio sito e del perché queste informazioni sono importanti per l’ottimizzazione SEO.

Questo argomento che sta diventando sempre più importante; inoltre entra in gioco quando si parla di featured snippet, knowledge graph e di ricerche vocali.

I dati strutturati sono meta-informazioni inserite manualmente nel codice HTML di una pagina per consentire ai motori di ricerca semantici di classificare meglio il loro contenuto.

Rappresentano perciò informazioni organizzate in un formato standard che consente a Google di navigare meglio un sito, di capire le relazioni tra i contenuti delle pagine.

Queste piccole porzioni di codice sono chiamate dati strutturati perché le informazioni sono organizzate secondo uno preciso schema, ovvero il vocabolario definito da schema.org, che dal 2011 fornisce le regole per organizzare le informazioni che si trovano sui siti web degli editori, i markup (il linguaggio informatico) che servono a definire le entità di ogni tipo e le relazioni tra loro, trasformando i contenuti in dati e, più precisamente, metadati.

Queste sono informazioni che non vengono visualizzate direttamente dai visitatori del sito, ma che sono destinate ai motori di ricerca che, grazie a questo linguaggio, possono comprendere più facilmente e senza necessità di interpretazione algoritmica di cosa trattano le immagini e i contenuti della pagina marcata e di mostrare con precisione tali contenuti nei risultati di ricerca.

I motori di ricerca utilizzano i dati strutturati per tre scopi principali:
- riconoscere le entità presenti nella pagina
- comprendere le relazioni tra queste entità
- restituire all’utente la risposta giusta alla query desiderata.

I dati strutturati semplificano la vita ai crawler, che utilizzano queste informazioni per comprendere meglio il core business o l’argomento principale di un sito e così migliorare i risultati di ricerca di quella attività.

I dati strutturati consentono a un editore di classificare i prodotti, rivedere i contenuti, le valutazioni e le immagini per i motori di ricerca.

I dati strutturati rappresentano l’evoluzione del Web semantico: con i dati strutturati possiamo comunicare a Google se il nostro sito ospita news o articoli di approfondimento, ricette o prodotti, quali sono gli argomenti trattati negli articoli ecc…

Inoltre, se Google comprende il markup delle pagine, può utilizzare tali informazioni per aggiungere rich snippet e altre funzionalità evolute ai risultati di ricerca (per esempio il voto di recensione media di un prodotto/servizio).

In genere, Googlebot riesce a riconoscere comunque le entità presenti all’interno delle pagine Web, ma l’utilizzo di dati strutturati garantisce la sicurezza che le informazioni sono prese, interpretare e catalogate nel modo più preciso.

Quando recepisce questi dati, Google identifica innanzitutto la nostra entità (Brand o Persona) e poi le relazioni con le altre entità collegate (aziende, prodotti, servizi).

Implementare i dati strutturati su un sito non è complicato e non servono particolari competenze, anche grazie agli strumenti disponibili che rendono ancor più facile il processo.

Uno dei primi linguaggi impiegati per schematizzare i dati strutturati si chiama RDF (Resource Description Framework), che consente di implementare la conoscenza in proprietà, descrizioni ed entità; il secondo si chiama microdati, che impiega tag e attributi HTML e permette di associare le proprietà degli oggetti nel documento alle entities, così da risalire alla natura e alle caratteristiche degli oggetti.

L’utilizzo di entrambi è calato dopo l’introduzione del linguaggio script JSON-LD, che utilizza un oggetto JavaScript nella pagina HTML ed è preferito anche da Google per flessibilità e facilità di utilizzo, visto che si può inserire direttamente nella sezione Head del documento Html.

Inoltre, per semplificare ancor di più le operazioni, Google mette a disposizione dei webmaster degli elenchi di dati strutturati da copiare, personalizzare e incollare nella pagina del sito, ma anche su schema.org è possibile reperire esempi prelevabili completi di documentazione.

Sono presenti script da inserire per implementare i dati strutturati per varie tipologie di informazione o proprietà, come breadcrumb, bullets, nome del sito, sitelinks, contatti, profili social, loghi, corsi, recensioni, video e informazioni scientifiche.

Google ha sviluppato anche uno strumento per valutare un codice o i dati strutturati all’interno di una pagina, mettendo a disposizione anche nella Search Console una sezione dedicata a questo argomento, in cui sono visibili i dati strutturati rilevati per il sito, insieme a eventuali errori nel markup della pagina che possono influire negativamente sulla visualizzazione dei rich snippet o delle altre funzioni.

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Libero Norberto Fusi
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