I “Giochi” nei social media - SALES PROMOTION - Concorsi ed Operazioni a premio dalla A alla Z a cura di Miriam Forte

Ott 30th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing

Come già accennato alcune settimane fa, rientrano nella tipologia dei concorsi a premi anche i “giochi” tramite uno o più Social, anche senza il presupposto dell’acquisto.

Pertanto, ogni qual volta una azienda decide di premiare alcune persone, anche senza il presupposto dell’acquisto e/o con premi di valore unitario ad esempio di €2, si ricade comunque nei concorsi a premi ed occorre predisporre la relativa pratica per il Ministero.

Il Promotore deve essere l’azienda che ne trae un vantaggio promozionale o che sponsorizza la manifestazione o che offre i premi oppure il mezzo di comunicazione dell’iniziativa. Questi stessi “Soggetti” possono anche essere semplicemente degli “Associati”.

A livello amministrativo in Italia i Social network non possono essere nè Soggetto Promotore e neppure possono essere Associati ad un concorso in quanto, non hanno una sede fiscale in Italia, pur avendo uffici di rappresentanza.

Per tale ragione e per una policy del Social come più avanti esplicitato, non è possibile associarli ad un concorso a premi indetto da una azienda sita sul nostro territorio.

Facciamo un passo indietro per vedere quando si rende necessaria una associazione.

Ogni qualvolta una azienda indice un concorso a premi dove per poter partecipare occorre necessariamente fare la spesa presso quell’unica determinata catena di supermercato, la catena di riferimento deve essere associata all’iniziativa in quanto direttamente interessata. Infatti, solo i punti vendita di quella determinata catena ne traggono vantaggio a discapito di altri punti vendita di altre insegne.

Lo stesso accade con le varie testate giornalistiche cartacee e non oppure con i Social, infatti, se un concorso lo si indice solo acquistando una determinata rivista/ testata o commentando una frase tramite un determinato Social, la testata o il Social di riferimento deve essere Associato.

L’associazione comporta una responsabilità in solido col Promotore, pertanto se il Promotore non dovesse pagare le tasse, l’associato diventa responsabile in solido, cioè: è tenuto a pagare per conto del Promotore.

Se da un primo esame potrebbe sembrare che i Social non vogliano associarsi ai vari concorsi, perché mettono in discussione la serietà delle aziende italiane che per altro sino ad oggi, mai si sono sottratte a pagare i relativi tributi, una altra ragione più importante potrebbe essere quella che non voglio rischiare che sistemi informatici esterni abbinati ai loro server possano in qualche modo riuscire a rilevare informazioni riservate.

Essendo la finalità delle aziende Promotrici proprio quella di accontentare i propri consumatori, acquisirne di nuovi e posizionarsi positivamente sul mercato, non hanno alcun interesse a sottrarsi alle proprie responsabilità con conseguente pubblicità negativa pertanto, non devono esserci reticenze nell’associarsi ad una determinata iniziativa promossa da altri.

Diverso è invece il discorso dei social che, giustamente, devono proteggere i dati forniti dagli iscritti.

Quindi il Ministero per venire incontro alle esigenze di mercato che sempre più spesso decide di abbinare un concorso ad un Social, ha trovato un modo per permettere alle aziende di svolgere ugualmente un concorso in Italia appoggiandosi al Social preferito, senza che questi si debba necessariamente associare.

1)
E’ consentito infatti svolgere un concorso a premi anche con il coinvolgimento del Social, a condizione che vi siano altri canali di accesso al concorso ad esempio, tramite il sito del Promotore.
2)
Qualora non sia possibile per la tipologia del gioco stesso accedervi anche tramite sito del Promotore, presente sul territorio nazionale, l’azienda promotrice deve far predisporre un software di rilevazione ad esempio dei “Like” o dei commenti dal Social, dati che atterrino comunque su un server presente in Italia.
Resta inteso quindi che i dati rilevati automaticamente da un sistema informatico, devono assolutamente atterrare su un server presente nel nostro territorio nazionale.
3)
Ultima clausola che pone il Ministero per poter avviare concorsi tramite Social è la necessaria dichiarazione che possano accedere al concorso soltanto utenti residenti in Italia e iscritti al Social prima della data di avvio del concorso, lo stesso limite ovviamente viene posto per chi deve esprimere una preferenza, infatti anche in questo caso, il votante deve risultare essere iscritto al Social prima della data di avvio del concorso.

Questa limitazione viene posta dal Ministero per evitare che un concorso particolarmente bello, possa stimolare l’iscrizione al Social, provocando un interesse commerciale all’azienda Social, nel qual caso sarebbe necessaria l’associazione, impossibile ad ottenersi sino ad oggi, e pertanto, la manifestazione diventerebbe VIETATA.
4)
Per le stesse motivazioni, quando la racconta dati dei partecipanti avviene tramite piattaforma aziendale situata in un paese europeo e non in Italia, è consentito ugualmente avviare l’iniziativa a condizione che i dati raccolti su piattaforma estera vengano trasferiti con effetto “mirroring” su un server residente in Italia.
5)
Condizione essenziale per tutti i casi: il software di assegnazione vincita ad esso abbinato deve risiedere in Italia.

Miriam Forte
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