I manager? Non si trovano: l’87% degli imprenditori si lamenta delle difficoltà a reperirli

Feb 24th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Ricerche e Statistiche


L’87% degli imprenditori dichiara di incontrare difficoltà nel reperire le figure manageriali. Un dato che sale addirittura al 91% al Nord del Paese, al 94% tra le imprese più giovani, e infine al 92% tra le imprese famigliari. Sono i risultati dell’Osservatorio «Mercato del Lavoro e Competenze Manageriali» che verrà presentato mercoledì in Confindustria nel corso di un incontro a cui hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente di Federmanager e 4.Manager Stefano Cuzzilla, il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.

La ricerca è stata condotta su un campione di 2.130 intervistati, di cui 614 imprenditori e 1.516 manager. Secondo il 44% degli imprenditori la principale carenza riscontrata è relativa alle cosiddette «soft skills»: capacità di leadership e di motivazione, conoscenza delle lingue, orientamento all’innovazione e al cambiamento, capacità di adattarsi a scenari in continua evoluzione.

I manager, «prima linea» della trasformazione insieme agli imprenditori, sono pienamente consapevoli dei cambiamenti in atto, tanto da concentrare la loro formazione su innovazione e change management (43,5%), leadership (36,3%), people management (35,2%).

L’innovazione è percepita come un obbligo da parte di tutti intervistati, tanto da indurre gli stessi imprenditori a investire nella propria formazione su innovazione e change management (59%); competenze digitali (33%).

Il ruolo richiesto ai manager passa dal fornire competenze specialistiche (Marketing, Finanza, ecc.) a essere sempre più business partner con compiti più ampi e complessi: individuare tendenze, accelerare e facilitare i cambiamenti, velocizzare i ritmi di apprendimento dell’organizzazione e valorizzare il capitale umano aziendale, creare processi e team di lavoro resilienti, valorizzare le diversità, sviluppare modi e processi di lavoro di tipo collaborativo, operare tenendo conto dell’etica e della responsabilità sociale.

«Abbiamo costituito un Osservatorio per orientare le nostre risposte verso i fabbisogni reali del sistema produttivo italiano — spiega Stefano Cuzzilla Presidente di 4.Manager e Federmanager -. Stiamo attraversando un momento delicato ma anche ricco di sfide, in cui i manager sono chiamati a giocare un ruolo determinante per il futuro delle imprese italiane.

Perciò è importante introdurre strumenti che sostengano l’incontro tra domanda e offerta di competenze manageriali, in modo da accelerare la crescita e l’innovazione delle tante PMI che costituiscono la nostra eccellenza». «Imprenditori e manager - aggiunge Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria - formano un binomio inscindibile.

E le imprese del futuro che dovranno imparare ad essere eccellenti in ogni funzione, hanno bisogno di manager preparati e competenti – dedicati alla missione aziendale – per migliorare la propria capacità competitiva e vincere la sfida dei mercati.

Non solo. Le imprese devono accentuare la loro condizione di agenti del cambiamento promuovendo, come già stanno facendo, una svolta green e sostenibile che deve determinare un cambiamento profondo nella società. A maggior ragione, abbiamo bisogno di manager che sappiano accompagnarci in questo indispensabile cammino verso la modernità».

«Lo Stato e le imprese condividono la responsabilità della direzione che si vuole imprimere all’economia e alla società. Abbiamo di fronte uno scenario globale molto complesso, siamo consapevoli della sfida che abbiamo di fronte e intendiamo spendere tutte le nostre energie per trasformare questa fase in un’opportunità di svolta». ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro intervenendo alla presentazione del 2 Rapporto dell’Osservatorio di 4.Manager.

«È evidente che il cambiamento in corso non si può affrontare con le attuali regole di bilancio europeo. Servono modifiche ragionevoli ma incisive per poter rilanciare la crescita attraverso un Green new deal, un piano per uno sviluppo sostenibile e la lotta all’emergenza climatica». «Al contesto globale e alle regole europee si aggiunge il quadro complesso in cui le nostre imprese si trovano a competere sul piano internazionale. Equità fiscale e dignità del lavoro - ha aggiunto - non possono più essere degli obiettivi solo dell’Italia. Se i Paesi ci fanno concorrenza su questo terreno è necessario che tutta l’Europa si mobiliti per impedire che siano sfavoriti sempre gli stessi: imprese e cittadini onesti.

Cominceremo dall’Italia a raddrizzare il piano di gioco. Non solo le aziende ma anche lo Stato deve puntare sempre di più sulle capacità manageriali nelle scelte che si faranno sulle grandi e piccole società controllate. Istituzioni, manager e imprenditori devono cooperare - ha concluso Fraccaro - per affrontare le sfide economiche che abbiamo di fronte e ricongiungere il Paese in un unico sforzo comune: risollevare l’Italia e riportarla al ruolo che le compete nella manifattura, nell’economia e nella politica internazionale».

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