I peli pubici in primo piano nella nuova campagna di Billie: il brand di rasoi rompe un grande tabù

Nov 24th, 2019 | Di Redazione | Categoria: Marketing In Progress


Uno spot di rasoi in cui i peli femminili sono (finalmente) presenti ovunque: la campagna unconventional di Billie ci ricorda che depilarsi è una scelta.

«C’è una grave assenza di peli femminili sul web» fa notare il brand di rasoi che vuole rendere la Rete più “pelosa“. Potrebbe sembrare a prima vista un stano approccio per una marca di rasoi, ma ciò che la campagna di Billie vuole fare è offrire libertà di scelta alle donne, perché «alla fine, sono i tuoi peli» e «ciò che fai di essi spetta a te».

Decisamente un approccio non convenzionale per una campagna in stile marketing in progress

“Quest’estate non depilarti (se non lo vuoi fare)”

Nel nuovo spot dell’azienda di rasoi vengono ripresi i peli femminili molto da vicino e le donne vengono invitate a depilarsi, ma solo se vogliono farlo, tenendo presente che i canoni di bellezza della società odierna praticamente impongono alla donna di eliminare ogni pelo corporeo.

“Rosso, bianco e come ti pare” (“Red, white e you do you“): in questa pubblicità vengono presentate varie modelle in costume, di diverse taglie, altezze ed etnie, ognuna con peli pubici e peli delle ascelle ben visibili e ripresi in primo piano, dall’inizio dello spot.

Con questa campagna il brand raggiunge l’obiettivo aziendale di «parlare dei peli femminili», come ha spiegato la co-fondatrice Georgina Gooley, ricordando che depilarsi dovrebbe essere anche per le donne una scelta e non un’imposizione. La scelta poi diventa ancor più sensibile d’estate e quindi quando arriva il momento di mettersi in costume per andare a mare, con l’obbligo di recarsi dall’estetista o di ricorrere al rasoio.

Questa «pressione non consente di godersi appieno l’estate – spiega Georgina Gooley –. Ci focalizziamo su quest’idea dicendo [alle donne che] “quando ti metti il costume da bagno, la decisione di rimuovere i peli o meno spetta solo a te». Così, a ogni forma di pudore, di tabù o di body shaming, nei post di Instagram, Billie risponde in maniera ironica e divertente con una domanda: «Perché i peli pubici non sono peli pubblici?».

Project body hair: la campagna di Billie per una Rete “più pelosa”

Con questo spot e più in generale con “Project Body Hair“, Billie vuole ricordare che anche se per anni la cultura di massa ha cercato di nasconderli, i peli femminili esistono, sono qualcosa di perfettamente naturale e comune a ogni donna.

L’iniziativa in questione ha lo scopo di “normalizzare” i peli femminili ovunque ed è proprio per questo che il brand invita le donne a condividere le proprie fotografie, mostrando così che anche loro, appunto, come tutte hanno dei peli e ricordando che questi non vanno per forza eliminati:

«Aiutaci a far crescere la nostra galleria di immagini utilizzando l’hashtag #projectbodyhair o caricando la tua foto personale. Internet ha bisogno di un altro po’ di peluria».

È (apparentemente) strano che un brand di rasoi decida di invitare le donne a non depilarsi, ma più strane ancora sono tutte quelle pubblicità di prodotti per la rimozione dei peli femminili, in cui le modelle “insistono” nel depilare gambe e ascelle, lasciandole completamente senza peli. La campagna di Billie si presenta come un invito alle donne, ma è possibile interpretarla anche come un segnale di cambiamento: spetta ai brand, infatti, prendere l’iniziativa e rompere tabù, pregiudizi e preconcetti relativi al corpo, alla bellezza e decisamente anche ai peli femminili.

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