Idrogeno, biocarburanti, aerei elettrici: così l’aviazione prova a diventare sostenibile

Il 13 gennaio 2020 sui cieli della Cina volavano 13.765 aerei. Nonostante l’anno precedente un rapporto della Transition pathway initiative (Tpi, un’iniziativa globale che valuta la preparazione delle aziende alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio) avesse rivelato che i colossi Air China e China Southern erano in fondo alla lista delle compagnie internazionali più green, il numero era in crescita del 32% rispetto allo stesso periodo del 2019. Due settimane dopo, il 27 gennaio 2020, le prime notizie sulla diffusione del virus Sars-CoV-2 avrebbero fatto precipitare in breve tutte le serie storiche. A febbraio sarebbero partiti dai 234 aeroporti cinesi appena 2.855 voli al giorno: era l’inizio della pandemia.

Nel giro di un mese, il collasso del traffico aereo mondiale aveva provocato il tracollo delle emissioni inquinanti dei velivoli a uso civile: dai 785 milioni di tonnellate di CO2 del 2019 ai 408 milioni del 2020. Il dilagare del virus e i successivi lockdown avevano prima intaccato e poi infranto persino quella che gli addetti ai lavori chiamavano “regola del 2”: prima della pandemia, gli aerei per trasporto passeggeri erano considerati responsabili del 2% (13% in Europa) delle emissioni inquinanti globali. Con le chiusure generalizzate, quelle percentuali si erano dimezzate per la prima volta dopo decenni.

I primi a gioirne erano stati i sostenitori della campagna svedese flygskam, “la vergogna di volare”, che già nel 2019 aveva travalicato i confini nordici grazie alla traversata atlantica di Greta Thunberg a bordo di una barca a impatto zero. Un dubbio aveva però iniziato a serpeggiare tra gli ambientalisti: cosa sarebbe accaduto al termine della pandemia? Durante i tempi lunghi e lenti dei lockdown, le compagnie aeree avrebbero davvero studiato come rendere meno inquinanti i propri aerei?

La maglia nera della sostenibilità

Un presupposto poco consolante: nonostante in Europa a guidare la classifica degli inquinatori siano le auto – secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, i treni, con il loro 0,5% di emissioni totali, sono i vettori più sostenibili, contro il 44% delle vetture private – gli aerei sono stati e torneranno presto a essere il mezzo più inquinante per spostarsi da un punto A a un punto B. Se si considerano i grammi di CO2 prodotti per chilometro quadrato/passeggero, gli aerei emettono infatti, in media, 285 grammi di CO2 a persona contro i 104 delle auto e i 14 dei treni. Un passeggero che compie un volo di andata e ritorno da Lisbona a New York genera lo stesso livello di emissioni provocate in un anno da un cittadino italiano per riscaldare la sua casa.

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