Il “recall” - Pillole di Ufficio Stampa a cura di Giorgio Vizioli

Mag 25th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Editoriale


Con il termine recall (anglicismo di dubbia origine ma stabilmente entrato nel lessico dei comunicatori) si intende il lavoro che segue la diffusione di un comunicato stampa. Ossia le telefonate che si fanno ai giornalisti per verificare se hanno ricevuto e letto il comunicato stesso e, in definitiva, per incentivarne la pubblicazione.

Si tratta di un lavoro estremamente delicato perché, anche se il nostro obiettivo è quello di avere la massima diffusione della notizia, non dobbiamo mai scordare che è il giornalista a decidere se pubblicare o meno il comunicato e che, quasi sempre, egli fa parte a sua volta di una struttura più ampia - la redazione, con le sue gerarchie e le sue competenze - che decide la selezione dei contenuti, la distribuzione degli spazi, l’interesse a pubblicare o meno una certa notizia.

Quindi, a volte, pur con tutta la buona volontà del destinatario della comunicazione, il nostro comunicato è destinato a non essere ripreso.

Nel fare le telefonate di recall bisogna essere rispettosi della professionalità del giornalista (mai accennando, per esempio, a un eventuale investimento pubblicitario sulla sua testata).

Non si deve essere troppo insistenti, perché questo atteggiamento può indurre il giornalista a pubblicare, una volta, per esasperazione, ma avrà l’effetto, in futuro, che egli non risponderà nemmeno più alle nostre telefonate.

Nelle chiamate di recall si deve quindi chiedere se il comunicato è chiaro, completo, e se possono essere utili ulteriori informazioni. Si può proporre (solo ad alcuni, naturalmente) di creare un contatto diretto con qualcuno con cui interloquire a voce, per avere un approfondimento.

Insomma, bisogna mantenere il livello della conversazione su toni e argomenti molto professionali, guadagnandone in stima e credibilità, patrimonio che potremo spendere in occasione di contatti successivi.

Infine, non dimentichiamo che nell’attività di comunicazione nulla va mai sprecato: uno scopo secondario ma non trascurabile dell’invio di un comunicato stampa è anche quello di “informare chi informa”.

Spesso infatti accade il giornalista archivi il nostro comunicato senza pubblicarlo ma che in seguito recuperi quella notizia non pubblicata, come punto di partenza per un articolo ben più ampio e approfondito.

Giorgio Vizioli. Giornalista e comunicatore, dal 1990 titolare dell’Agenzia Studio Giorgio Vizioli & Associati di Milano (www.studiovizioli.it), ha ricevuto il Premio “Ufficio Stampa di Eccellenza 2019” del GUS (Giornalisti Uffici Stampa) Lombardia
Membro del Comitato Direttivo del ClubMC
giorgio.vizioli@studiovizioli.it
www.studiovizioli.it

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