Il Bisogno Dell’Invenzione, chi non innova, muore

Dic 21st, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Gli europei hanno avuto la bontà di chiamare indios il popolo primordiale della foresta amazzonica, una popolazione di cacciatori-raccoglitori che viveva in totale armonia con la natura.

Un aspetto peculiare della loro cultura, che mi ha sempre sorpreso nel corso dei miei viaggi, era l’incapacità di contare.

Gli indios al tempo del contatto con gli europei (ma ancora oggi gli anziani), sapevano contare fino a 6.

Beh, in realtà sapevano contare solo fino a 3, i tre numeri successivi sono solo una combinazione dei primi tre. Di fronte ad una quantità di oggetti superiore a 6, dicevano“molto”. Se la quantità è ancora superiore, “molto molto”.

Ma il quesito da porsi è “perché non sanno contare? ” Semplice: non ne avevano la necessità. Il popolo delle foreste vive di caccia e pesca e di quello che la natura mette a disposizione per la sopravvivenza.

Invece il bisogno di contare lo avevano gli allevatori primitivi del vecchio continente, che ad esempio dovevano numerare – con l’ausilio di pietre – le pecore in uscita ed in entrata dal recinto.

Una pietra da mettere nel mucchio per ogni pecora in uscita, ed una pietra tolta dal mucchio per ogni pecora rientrata. Ogni pietra rimasta dopo l’ingresso di tutte le pecore corrispondeva ad una pecora smarrita. Senza rendersene conto, è stato proprio il pastore ad inventare il calcolo. “Calculus” infatti è la parola latina che indica la pietra.

Quando però le quantità non erano tali da richiedere un mucchio di pietre, si usavano le dita: fino a 10 o fino a 12, se invece delle dita si contavano le falangi di una mano.

Ed infatti, ancora oggi, il numero, la cifra, è un “digit”.

La morale della favoletta è che il bisogno sviluppa la necessità di inventare un nuovo tool per rendere più comoda la nostra vita.

Parlare è più facile, e indispensabile, che contare e agli aborigeni non serviva contare, ma parlare per indicare gli oggetti e gli animali e il fare.

Così ci hanno trasmesso le parole “canoa”, “amaca” (che i brasiliani chiamano ingiustamente rete), “cioccolata”, “uragano” e “barbecue”, fatto in origine con graticci di legno verde.

Il più grande lascito degli indios è stato la tecnica di sfruttamento del caucciù, dovuto interamente a loro, a partire dalla realizzazione del clistere (usato per dei cerimoniali, riempito di allucinogeni).

Il caucciù fu portato nella vecchia Europa come materiale dai mille straordinari usi.

Il primo oggetto creato per il mercato europeo fu la gomma per cancellare “indian rubber”, successivamente furono creati gli stivali idrorepellenti, tele impermeabilizzate, etc… In seguito, attraverso il processo di vulcanizzazione (Goodyear) che rendeva stabile la gomma, nacquero gli pneumatici per bici e auto.

La seconda morale che possiamo trarne a questo punto fa riferimento alla creatività che si può sviluppare quando un nuovo materiale o nuovo dispositivo entrano a far parte del nostro“cassetto degli attrezzi”.

E qui il marketing e la ricerca di marketing associata agli small data raccolti sul campo, la fa da padrone nel concepire nuovi prodotti per nuovi bisogni e desideri.

Scritto da: Vincenzo Freni

frenimkt@frenimkt.com
www.freniricerchedimarketing.com

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