Il caro bollette finisce sullo scontrino: accanto al prezzo della pizza anche luce, gas e affitto

Lo scontrino che Salvatore Grasso ha postato sui social, non ha alcun valore legale: «È soltanto una provocazione – ha spiegato il ristoratore – Altrimenti se inserissi quelle voci veramente sullo scontrino sarei poi costretto a pagarci l’Iva».

Grasso ha motivato il gesto perché qualcuno dei suoi clienti si è lamentato che nel corso dell’ultimo mese il prezzo delle pizze è aumentato.

Nel suo locale il prezzo della margherita d’asporto è salito da 4,5 a 5,5 euro, mentre in sala viene servita a 8 euro. «La differenza fra quella d’asporto e quella che viene servita nel ristorante è sostanzialmente dovuta al fatto che, sebbene di forma più grande la quantità di fiordilatte è leggermente inferiore, pari a circa 30 grammi in meno rispetto a quella che serviamo al ristorante», ha spiegato Grasso.

Lo sfogo: «È aumentato tutto»

Il titolare della Pizzeria Gorizia ha spiegato che «in questi mesi è aumentato tutto; a cominciare dalla farina, anche se finora in quseto caso l’aumento è stato di poco conto, rispetto alla bolletta della luce e del gas, e quindi non sta incidendo sul prezzo delle pizze – ha spiegato – In ogni modo, a mio parere i provvedimenti fin qui adottati dal Governo per calmierare i prezzi dell’energia non sono serviti e l’ultima bolletta della luce che ho ricevuto lo dimostra. Da 2.500 euro al mese sono arrivato a quasi 8.300. In percentuale significa un aumento del 300%. Al tempo stesso l’aumento delle mie pizze è stato in percentuale decisamente inferiore, pari a circa il 12%. Ci tenevo però a farlo capire chiaramente ai clienti e per questo ho scelto di postare quello scontrino».

Incidono anche le commissioni bancarie

Grasso ha inoltre spiegato che oltre a questi aumenti da un po’ di tempo deve fare i conti anche con le commissioni bancarie di chi paga col bancomat. «Una volta i clienti che pagavano col Pos erano pochissimi – ha spiegato – Adesso, invece, sono circa l’80%. Per ogni pagamento abbiamo una commissione dell’1,4% e quindi sui grandi numeri la cifra che ogni mese si trattiene la banca diventa considerevole. Praticamente è pari a uno stipendio. MI auguro quindi di poterla al più presto ricontrattare».

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