Il fashion domina negli acquisti on line: più della metà degli italiani ed un terzo della popolazione mondiale

Lug 9th, 2019 | Di Redazione | Categoria: Statistiche e Ricerche


Grazie alla spinta del digitale il settore del lifestyle si attesta tra i più importanti in Italia: secondo l’ultima ricerca netRetail di Netcomm in collaborazione con Kantar, nell’ultimo anno oltre la metà degli eShopper italiani ha acquistato prodotti nella categoria fashion (54%), superando l’elettronica di consumo, che detiene una quota del 51%; il 44% dei consumatori online italiani ha acquistato prodotti di bellezza e cosmetica e il 16% mobili e oggetti di arredo e design.

La chiave vincente nell’esperienza di acquisto online dei consumatori italiani è la consegna: 1 italiano su 4 vorrebbe poter cambiare data e orario di consegna, scegliere il sabato e la domenica come giorno di ricezione del pacco e indicare una data e un orario preciso di consegna.
Sono queste alcune delle evidenze emerse durante la terza edizione di Netcomm Focus Fashion&Lifestyle, tenutosi oggi a Palazzo Mezzanotte.

I consumatori italiani chiedono alle aziende del fashion consegne ecosostenibili, personalizzate e possibilità di reso immediate. Dalla ricerca netRetail emerge, infatti, che i giovani italiani di età compresa tra i 16 e i 24 anni hanno particolarmente a cuore il tema green: il 39% di loro vorrebbe poter scegliere opzioni di consegna a ridotto impatto ambientale e il 53% desidera ricevere pacchi già pronti per essere restituiti in caso il prodotto non soddisfi le proprie esigenze. Esigenze sempre più specifiche quelle degli italiani che comprano online: il 25%, infatti, vorrebbe poter cambiare orario e data di consegna, scegliere giorno e orario esatti e ricevere i propri ordini a casa sabato e domenica.

Sempre secondo la ricerca di netRetail, il primo touchpoint utilizzato per acquistare abbigliamento, calzature e accessori è rappresentato dalle recensioni online per il 39% dei consumatori; al secondo posto il sito proprietario del brand per il 29%; al terzo posto, per il 23% dei clienti, il passaggio in store; al quarto posto, per il 22%, l’app del retailer e le piattaforme online. La finalizzazione dell’acquisto avviene prevalentemente sui marketplace, dove oltre la metà dei consumatori online italiani (quasi il 60%) compra prodotti fashion. Il successo dei marketplace è dovuto alle maggiori capacità di digital marketing che possano offrire un efficace mix tra prezzi vantaggiosi, migliori promozioni e varietà di scelta dei prodotti, che sono i principali driver di acquisto rispettivamente per il 51%, 43% e 29% dei consumatori italiani.

Il panorama internazionale dell’industria fashion online
Più di un terzo della popolazione mondiale acquista abbigliamento online: nel 2019 il numero di eShopper nel mondo che acquista prodotti nel fashion raggiunge oltre 2 miliardi e 451 milioni, in crescita dell’11% rispetto allo scorso anno. Entro il 2023 saranno 3 miliardi e 363 milioni i consumatori che sceglieranno di acquistare capi di abbigliamento online, +37% rispetto al 2019. Il fatturato online del fashion a livello globale cresce costantemente: nel 2019 vale 346 miliardi e 256 milioni di €, in crescita del 13% rispetto allo scorso anno. Entro il 2023 questo settore varrà saranno 509 miliardi e 376 milioni, +47% rispetto al 2019.

In Italia la quota di acquisto online di abbigliamento passerà dal 6% nel 2018 al 9% nel 2023, mentre in Cina dal 52% nel 2018 al 65% nel 2023. Il mercato cinese del fashion online vale più del doppio di quello europeo e statunitense: in Cina si registrerà una crescita annua del 12% nei prossimi 4 anni, passando da 247 miliardi di dollari nel 2018 a 431 miliardi nel 2023, mentre in Europa del 7,5% passando da 102 miliardi di dollari nel 2018 a 147 miliardi nel 2023; negli Stati Uniti dell’8%, passando da 103 miliardi di dollari nel 2018 a 146 miliardi nel 2023. Nel 2019 il 33% dei consumatori nel mondo acquista abbigliamento attraverso canali digitali, il 27% acquista calzature e il 19% accessori. Percentuali che sono destinate a crescere entro il 2023, quando quasi la metà degli acquisti di abbigliamento (44%) avverrà attraverso canali digitali.

“La crescita digitale è la forza motrice del made in Italy: il titolo del convegno non potrebbe essere più azzeccato”, ha detto Marc Sondermann, Direttore e CEO di eBusiness e Fashion magazine. “Decollare in Borsa con il digitale, questa è la sfida – ha sottolineato, citando anche un’intervista fatta su eBusiness a Luca Solca, influente analista di Bernstein -. Un esempio è quello dell’escalation di Gucci nell’era Bizzarri-Michele.

Un brand che con impressionante rapidità ha cambiato pelle, investendo in CRM, social, e-commerce e nuovi consumatori. Prada è stato più lento a cogliere il cambiamento e ne ha sofferto ma ora recupera terreno, affidando come altri la gestione del digital alla nuova generazione interna”. In un contesto in cui i big player si ripensano e, in parallelo, piccole realtà digitalmente avanzate vedono decollare i ricavi, si inserisce la sfida dei marketplace: un pericolo, vista l’aggressività di questi canali sui prezzi, o un’opportunità? “Entrambe le cose – ha concluso Sondermann – ma l’importante è che un brand sappia controllare e gestire al meglio i canali distributivi.”

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