Il Giornalismo di Ieri, Oggi, Domani (19) ad opera di Biagio Maimone

Il giornalismo musicale e il suo percorso articolato 

Il giornalismo musicale si occupa della musica nelle sue varie espressioni.

Rispetto agli altri generi giornalistici esso ha un percorso più articolato, che rende difficile la sua espressione, pur trattando un argomento che si riferisce alla più diffusa ed anche popolare attività artistica.

La musica non è un evento raro, solitario ed isolato, essa vive in tutte le dimensioni e si esprime mediante  linguaggi diversi, tuttavia non è mai assurta allo splendore delle altre forme della comunicazione umana, quasi fosse un’arte “minore”.

Per tale ragione riteniamo che il giornalismo che se ne occupa e che se ne è occupato ha trovato spazi di dimensioni più ristrette rispetto alle altre forme giornalistiche. 

Ma è anche vero che niente come la musica ha una sua natura talmente popolare da essere nota più di ogni altra espressione “culturale”, quasi non avesse bisogno di essere narrata da professionisti, se non in misura minore di quanto lo siano gli altri temi della vita umana. 

La musica è essa stessa la storia della vita umana, ad iniziare dai cantori dell’antica grecia fino a giungere ai cantanti e ai gruppi musicali dell’epoca contemporanea, che hanno scritto vere e proprie pagine di storia. 

Basti pensare ai Beatles, ai Rolling Stones, ai cantautori affermati in ogni nazione del mondo, che hanno seguito gli eventi storici, sociali, economici, creando correnti di pensiero ed anche diventando pedagogisti della pace e dei valori sociali ed umani fondamentali.

In Italia e nel resto del mondo, negli anni 60 ed, in particolar modo, nello storico 68, hanno ispirato movimenti e direzioni nel mondo sociale e politico, tali da essere testimonianza di una narrazione quasi autogestita, che il giornalismo musicale ha potuto solo avallare, forse senza poter aggiungere altri dati che ne rafforzassero i già forti valori. 

Attualmente, tra le principali riviste del giornalismo musicale si annoverano  Rolling Stone, URB, New Musical Express e The Source negli Stati Uniti.

Il giornalismo musicale si configura nei termini di critica musicale o meglio di interpretazione della musica e dei suoi messaggi.

Il giornalista musicale si avvale di studi musicologici, che gli consentono una lettura dell’evento musicale, che tenga conto sia dei contenuti musicali , sia dell’epoca storica in cui vive l’artista, l’evento, ed il destinatario del messaggi, che l’artista veicola.

Come per le altre forme giornalistiche occorre tenere in considerazione, in via prioritaria, l’evoluzione della comunicazione in seguito all’avvento del  web. 

Il fatto predominante da cui partire per illustrare il giornalismo musicale contemporaneo è, pertanto, il  ridimensionamento drastico del giornalismo cartaceo e l’affermazione marcata di quello online.

La storia del giornalismo musicale ci introduce in un ambito in cui l’importanza della narrazione musicale vive notevoli contraddizioni e difficoltà, legate alla mentalità dominante nelle singole epoche che la contraddistinguono.

Nell’antichità, molti  filosofi, letterati, poeti, storici e studiosi scrivono di musica in quanto  ritengono abbia influsso sui costumi e sulla cultura.

I maggiori pensatori che  parlano  di musica sono Sofocle, Plutarco ed Erodoto. 

Nella Roma antica la musica aveva scarso rilievo. Addirittura nelle opere di Tacito appare evidente un  atteggiamento negativo rispetto alla musica. 

Nel 700 assistiamo ad un certo interesse per la critica musicale da parte di Benedetto Marcello e da parte del compositore inglese Charles Avison, che è il primo autore, in lingua inglese, di un pezzo di critica musicale, intitolato “Saggio sull’Espressione Musicale”. Nel 1722 nasce il mensile “Critica Musica” fondato dal musicista Johann Mattheson.

Solo con la nascita del Romanticismo, nell’Ottocento, si registra un’inversione di rotta per il giornalismo musicale, in quanto la filosofia a cui esso si ispira fa proprio l’obiettivo di realizzare “l’educazione musicale” dell’Europa.

Con il Romanticismo uno  spirito nuovo si diffonde, che fa nascere un maggior interesse per i quotidiani di musica e per i musicisti.

Si afferma la figura del critico musicale, il quale  non deve essere solo un musicista, ma anche un lettore della dimensione musicale in termini storici, quale espressione di un’epoca e dei suoi costumi.

Giungendo ai giorni nostri, dopo un periodo felice per il giornalismo musicale, i quotidiani, in seguito alla nascita del web, offrono meno spazio a recensioni e critiche e , pertanto, il giornalismo musicale subisce un drastico ridimensionamento.

Si afferma sempre più la saggistica su argomenti musicali. 

La musica è un’arte che, più di ogni altra forma artistica, va incontro ai gusti dei tempi e, spesso, subisce notevoli  modifiche nel suo percorso espressivo. 

La musica ha come sua via divulgativa il suono e, pertanto, utilizza una comunicazione che non privilegia la parola scritta per giungere al destinatario. 

La musica è cambiata ed è cambiato il modo di comunicare la musica. 

E, fatto ancor più rilevante, è cambiato il  mercato della musica.

Il giornalismo musicale resta coinvolto dalla frenesia del cambiamento e subisce una sua crisi, per poi guadagnare spazio sul web mediante un nuovo linguaggio, che è il linguaggio del web, veloce, frenetico, poco propenso allo spazio della riflessione critica. 

Il cambiamento del giornalismo musicale è in atto e vedremo in quale direzione si dirigerà.

Esso vive e parla un linguaggio nuovo, forse troppo veloce, forse troppo frettoloso , ma vive perché la musica in quanto arte vive e racconta le esigenze, le evoluzioni  eil mood dell’epoca in cui si esprime. 

Siamo osservatori della realtà in perenne movimento e, in quanto giornalisti, la raccontiamo e la racconteremo, sempre sospinti dalla vena narrativa.

di Biagio Maimone 

Giornalista e comunicatore, grande esperto di uffici stampa, inviato del quotidiano America Oggi, direttore responsabile di Marketing Journal e Segretario Generale del ClubMC (www.clubmc.it)
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