Il Giornalismo Ieri, Oggi, Domani (16) ad opera di Biagio Maimone

Il giornalismo di moda

Il giornalismo di moda si occupa della moda, in modo precipuo e, nel contempo, non può non fotografare i  cambiamenti epocali.

E  ben evidente come il connubio moda e società caratterizzi, in modo davvero particolare, tale genere giornalistico, che, dal suo sorgere, ha subito, man mano, un’evoluzione tale da divenire anche veicolo dei temi connessi all’emancipazione sociale, al superamento delle barriere sociali e di molti stereotipi che ostacolano l’emancipazione femminile.

Esso fa proprio un linguaggio esclusivo, intriso di toni artistici, proprio in quanto la moda è un’arte. Non è, nella sua sostanza profonda,  come può apparire, un settore in cui si esprimono frivolezze e atteggiamenti snob, in quanto l’evoluzione della moda parla essenzialmente dell’evoluzione della nostra società, che cambia gusti e tendenze a seconda dello stato d’animo della società, che risente degli eventi di natura politica, sociale ed economica.

Il giornalismo di moda vede i suoi natali in Francia nella seconda metà del secolo XVIII.

Inizialmente erano destinatari  di tale forma di giornalismo le èlite europee nobili e borghesi, in seguito anche i ceti medi. Alla corte di Luigi XIV nacquero le prime riviste di moda, che venivano utilizzate soprattutto dalle sarte, le quali copiavano i modelli più in voga.

Prima delle riviste vi erano le “Bambole di Pandora”,  vestite come persone, con abiti e accessori realistici, che avevano la finalità di promuovere, in tutto il mondo, la moda parigina.

In Italia, nel 1776, nacque il “Giornale delle nuove Mode di Francia e d’Inghilterra”, nel 1804 nacque la rivista “Il Corriere delle Dame”, fondato da Carolina Lattanzi, che riportava anche  articoli di educazione civica, teatrali e politici, essendo la sua fondatrice convinta che  la moda è la fotografia fedele della società. Nel 1877 a Milano  vengono pubblicati il periodico “La Moda Illustrata” e “L’Eco della moda: giornale delle signore e signorine”.

Nel periodo intercorrente tra la prima e la seconda guerra mondiale si affermò la stampa di moda italiana, in modo autentico, sganciandosi da altre influenze.

Una delle riviste più popolari fu “Lidel”  fondata nel 1919, a cui seguì “Sovrana”, fondata nel 1927, oggi  denominata  “Grazia “, nella quale,  accanto agli argomenti inerenti la moda, vi erano argomenti vari di attualità, viaggi ed hobby.
A Milano nacque, nel 1920, “Novella”, denominata nel 1966 “Novella 2000”.

Nel 1940 uscì “Fili di Moda” e, nel  1964,  “Vogue Italia”,  che, nel 2008,  ebbe un’edizione speciale intitolata “Black Issue”, che sensibilizzava in merito al tema della rappresentazione di più ideali di bellezza.

Anche “Harper’s Baazar” diede un forte impulso al  giornalismo di moda in Italia, in quanto si impegnò nella ricerca del nuovo, del diverso che avrebbe inciso sul corso della storia.

Nel 1962 nasce il settimanale “Amica”, che fu frutto dell’ideazione di alcuni giornalisti del “Corriere della Sera”. Amica ha avuto molto  successo trattando i temi del femminismo e dell’ emancipazione delle donne.

A decorrere dal 2000, le riviste e i periodici iniziano ad utilizzare la forma degli abbonamenti digitali, che determinò l’ampliamento del numero dei lettori e diede vita ad nuovo modo di fare giornalismo.

Il successo dei magazine online è dovuto al continuo aggiornamento dei contenuti che ha un  giornale online ed al fatto che il lettore può interagire con il giornale stesso.  Si tratta, inoltre, di un modo più facile di accedere alle notizie. Tuttavia è ben chiaro che sia il giornale cartaceo, sia quello online devono confrontarsi con la qualità dei contenuti, i quali devono essere autentici e di valore.

Anche la comunicazione di moda fa propri gli strumenti online aderendo ai processi evolutivi della nostra società.

La moda fa tendenza e, per farlo, deve  leggere la realtà e i bisogni delle persone. Essa si avvale della comunicazione per arrivare lontano, catturando il senso artistico e il desiderio del bello e del buono che ogni persona ambisce a soddisfare

Esso potrebbe essere anche definito giornalismo “dell’espressione artistica” collegata all’abbigliamento e alle sue infinite declinazioni e, nel contempo, al bisogno di migliorare l’universo nel quale viviamo, come le case di moda,  attualmente, pongono vigorosamente  in luce.

di Biagio Maimone
Giornalista e comunicatore, grande esperto di uffici stampa, inviato del quotidiano America Oggi, direttore responsabile di Marketing Journal e Segretario Generale del ClubMC (www.clubmc.it)
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