Il Giornalismo Ieri, Oggi, Domani (17) ad opera di Biagio Maimone

ll giornalismo economico 

Il giornalismo economico si occupa  delle questioni di carattere economico, in ogni loro declinazione. La  comunicazione economica muove i suoi primi passi a partire dal Medioevo, animata dall’ intento di consentire ai commercianti di comunicare ed interagire, di conoscere la realtà nella quale svolgevano le proprie attività, al fine di ottimizzare il loro mercato. 

La finalità del giornalismo economico era e resta quella di far conoscere le dinamiche dell’evoluzione del mercato, i suoi valori, i dati economici affinché gli operatori economici, siano singoli individui o aziende, piccole, medie e grandi, nonché singole realtà territoriali, nazioni e continenti, possano accedere ai dati necessari a fotografare il loro mercato di riferimento, al fine di incentivare ed accrescere il benessere economico, utile ai singoli e alla collettività.

Nel 1700 lo scrittore Daniel Defoe, oltre ad occuparsi di letteratura, iniziò a pubblicare notizie di natura economica, sulla scorta della considerazione che essi fossero utili alla società del suo tempo.

Per comprendere l’importanza dell’informazione economica occorre tenere presente che il mercato vive e si alimenta attraverso l’informazione e, pertanto, essa determina il cuore stesso del business. 

Nei paesi sottosviluppati il giornalismo economico è quasi assente, proprio in quanto in essi  la vita economica non ha sviluppo e non si ha, pertanto, bisogno di attingere ai dati del mercato, in quanto non utili.

In definitiva, il giornalismo economico è  al servizio della vita economica e i dati che esso veicola devono essere veritieri perché essa possa svilupparsi e non essere danneggiata da informazioni non  veritiere. Nell’ambito del giornalismo economico il valore della verità e dell’attendibilità delle conoscenze veicolate assume un valore pregnante, di carattere imprescindibile, più di quanto non lo sia per le altre forme di giornalismo. Osservando la storia del giornalismo economico a livello  mondiale si osserva che, in Giappone,  nel 1876, nasce il primo giornale economico,in Inghilterra, nel 1884, nasce il  “Financial Times”e che, nel 1889, negli Stati Uniti, nasce “Wall Street Journal”. 

Per quanto riguarda la nazione italiana il primo giornale ad occuparsi di economia è “Il giornale del commercio” ,  che vede i suoi natali a Livorno nel 1882. Successivamente, a Genova, si dà vita a  “Il corriere mercantile”. A Milano, nel 1865, nasce “Il Sole”, che ha come motto “per tutti splende” e, nel 1945,  “Il Globo”, che è il primo quotidiano economico politico. Ed ecco, nel 1946, sulla scena giornalistica, “24 Ore”. Nel 1965 “il Sole” e “24 Ore” diventano proprietà di Confindustria e vengono fusi assumendo la denominazione “Il Sole 24 Ore”.

I principali quotidiani italiani, man mano, istituiscono, al loro interno, rubriche dedicate al giornalismo economico. Tra questi vi sono l’Espresso, Panorama,  l’Unità, che pubblica il listino di Borsa e La Repubblica, che crea un supplemento intitolato “Affari e Finanza”. Nel 1986 nasce il quotidiano “L’Italia Oggi”, nel 1987,  il settimanale “Milano Finanza” e , nel 1988, il quotidiano “MF”. Il quotidiano “La Stampa”, nel 1994, crea l’inserto economico “Tutto soldi”. Nel 1997 nasce  la rubrica “Il Corriere Economia” del Corriere della Sera. La stampa periodica vede, inoltre, la nascita di “Espansione “, di “Altroconsumo”, di  “Largo Consumo”,  di “Millionaire”, di “Altreconomia” e di “Economia e Lavoro”. All’estero nasce il prestigioso “Economist” . 

Class CNBC è la prima web tv ad occuparsi di economia e finanza. Il giornalismo economico è un giornalismo definito “di servizio”, il cui fine, pertanto, è di essere utile a chi ad esso fa riferimento. Il giornalista economico ha il compito, anche di natura deontologica,  di effettuare un’analisi critica dei fatti.

In seguito al processo di globalizzazione dell’economia il giornalista economico  non può fare a meno di accedere ai dati delle principali economie mondiali in grado di influenzare i mercati, che sono pubblicati, ogni anno, da agenzie governative e istituzioni private.

I riferimenti principali del giornalista economico per accedere a tali dati sono: l’OCSE, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha sede a Parigi, Il Fondo monetario internazionale, che controlla le politiche economiche dei paesi membri, La Banca Mondiale, La Commissione Europea, Il World Economic Forum, il G7, che comprende gli Stati più industrializzati. Nel 1998 nel G7 era entrata la Russia, che, nel 2014 a causa del conflitto con l’Ucraina fu estromessa. Da alcuni anni  grande rilievo ha acquisito anche il G20, in seguito all’ascesa economica della  Cina e dell’India. Del G20 fanno parte, oltre ai Paesi del G7, anche l’UE,  l’Australia, lArgentina, il Brasile, la Corea del Sud, l’Arabia Saudita, l’India, la Cina, l’Indonesia, laTurchia, il Cile, il Messico, il Sudafrica e la Russia.

Come tutte le altre  forme di giornalismo, anche quello economico, si diffonde attraverso canali online e ha, pertanto, i suoi siti. 

I siti principali, in cui si esprimono i giornalisti economici, in Italia sono AffariItaliani.it, fondato e diretto da Angelo Maria Perrino, 

Soldi Online, della Casa Editrice Mondadori, Sbilanciamoci.org, Osservatorio Finanziario, Lavoce.info, Professione Finanza, First Line, Scenari economici.it, Finanza & Investimenti, Notiziario Finanziario e Money.it .

Tra i siti esteri di enorme rilievo vi è  “International Business Times”.

Il giornalista, il quale si occupa di  economia, deve tenere in debita considerazione i dati macroeconomici, che danno atto delle grandezze dell’economia, ossia il PIL, la produzione industriale e  manifatturiera, l’andamento dei consumi e dei prezzi, il clima di fiducia nell’economia, lo stato del mercato del lavoro e iI movimenti della bilancia commerciale. 

Per accedere ai suddetti dati il giornalismo economico fa riferimento agli uffici nazionali di statistica, alle banche centrali, ai governi, agli enti e alle società private.

Non meno rilevante è l’importanza dei dati concernenti il petrolio, le materie prime , l’energia ed altri, che determinano variabili da tenere in considerazione. 

In Italia, il giornalismo economico fa riferimento alle seguenti fonti: La Banca d’Italia, L’Eurisco, Il Rapporto di Previsione di Prometeia, Le relazioni di Confindustria, L’assemblea nazionale dell’ABI e le fonti aperte, l’Antitrust,  l’Agicom, l’Autorità di controllo per l’energia elettrica e il gas, nonché il Covip e l’lvas.

Come può evincersi il giornalismo economico è il ramo del giornalismo più impegnativo, il cui operato deve essere obiettivo e scientifico perché esso costituisce l’informazione a cui accede la vita economica di ogni Stato, fonte vitale di dati necessari perché una nazione  possa governare la sua economia e poter essere, nel contempo,  inserita proficuamente nell’ambito dell’economia mondiale. 

La professionalità del giornalista che si occupa di economia è di elevato tenore, come lo è la deontologia che la sorregge.

L’economia non lascia spazio alle opinioni, ma vive di dati numerici ed analisi rigorose che poggiano su dati concreti ed oggettivi.

Il giornalismo economico ha come sua inderogabile finalità quella di fotografare fedelmente la realtà economica dei singoli Stati e del mondo intero.

di Biagio Maimone
Giornalista e comunicatore, grande esperto di uffici stampa, inviato del quotidiano America Oggi, direttore responsabile di Marketing Journal e Segretario Generale del ClubMC (www.clubmc.it)
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