Il Proactive Advertising: la pubblicità ‘intelligente’ che “ti osserva”

Lug 6th, 2019 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, Comunicazione


La metodologia di advertisement denominata Proactive Advertising sembra essere uno degli ultimi assi nella manica tirati fuori dal web marketing per fa salire vertiginosamente il numero dei potenziali clienti catturati da una pubblicità che li guarda e sa ciò che vogliono.

Ebbene si, sembrerebbe infatti che l’intuizione avuta da Spielberg nel film Minority Report, quando il protagonista Tom Cruise guarda degli schermi che gli fanno lo scanner della retina presentandogli pubblicità fatte a misura per lui, e chiamandolo anche per nome, non sia più così lontano da ciò che i geni del marketing hanno ideato.

In futuro le espressioni del volto di fronte alla pubblicità potrebbero essere usate per creare sponsor mirati e capaci di soddisfare le specifiche esigenze dei consumatori.

Realizzare lo spot perfetto sara facile: basterà… spiare la faccia degli utenti. I ricercatori del Media Lab del MIT (Massachusetts Institute of Technology, USA) hanno sviluppato un software che riconosce come i muscoli del volto si muovono in risposta a un video, classifica le espressioni considerate positive, come i sorrisi, e in base ai risultati predice quale pubblicità piacerà di più ai consumatori.

Quello di cui si parla nel concreto, è la realizzazione di schermi digitali ad alta tecnologia capaci di effettuare il riconoscimento di chi guarda mediante l’utilizzo di una microtelecamera posizionata dentro o a breve distanza dal cartello pubblicitario che riprende il volto immagazzinando le informazioni relative a forma, colori e velocità di movimento.

La fase della sperimentazione è in stato molto avanzato e i test hanno dimostrato che il sesso viene accertato correttamente nell’85-90% dei casi comparando zigomi, labbra e la distanza fra le ciglia con immagini di uomini e donna immagazzinate nella memoria della microtelecamera.

Nel caso dell’età, la tecnologia deve essere ancora perfezionata, basandosi soprattutto sulla velocità di movimento delle persone. Al momento permette solo di distinguere un adulto da un bambino.

Nelle località dove gli schermi digitali hanno già debuttato – i centri commerciali di Winston-Salem, in North Carolina, Pittsburgh, in Pennsylvania, e St Louis, in Missouri – quando i cartelloni “vedono”un uomo mostrano pubblicità di prodotto maschili come i rasoi, se si tratta di donne passano ai cosmetici e se invece hanno davanti bambini proiettano videogames.

In alternativa vi sono gli schermi affittati da singole aziende che, nel caso del settore automotive, accolgono gli uomini mostrando pubblicità di auto da corsa o di moto mentre se si tratta di donne e bambini allora le immagini sono di comodi minivan. Oltre ad agire per la proposizione di pubblicità mirata in tempo reale, il tutto permette di registrare i dati per analisi successive, il che rappresenta una indagine di mercato dal valore notevole per i pubblicitari che vogliono sapere quando efficacemente stanno raggiungendo il loro target.

Si è di fronte ad un fenomeno che consente di riconoscere la nascita di una “pubblicità intelligente”che va incontro al consumatore sapendo di chi si tratta.

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