Il punto di vista del mercato: Oscar Farinetti

Mag 18th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Interviste


Continua il nostro viaggio all’interno dei migliori casi di studio internazionali per raccontare rivoluzione digitale e nuovo umanesimo del Retail. E chi, meglio di Oscar Farinetti, può far luce su questo nuovo equilibrio del business sospeso tra fisico e digitale?

Oscar Farinetti rappresenta una delle figure più eminenti e “trasgressive” del mondo Retail, una voce controcorrente che ha saputo rivoluzionare il mondo della distribuzione in diversi settori. Contribuisce in prima persona a sviluppare Unieuro, fondato dal padre nel 1967, fino a farlo diventare una catena di grande distribuzione, specializzata in elettronica, di rilevanza nazionale.

Nel 1978 diviene membro del consiglio d’amministrazione, poi amministratore delegato e infine presidente, fino al 2003. In seguito alla cessione di Unieuro alla compagnia inglese di vendita al dettaglio di elettronica di consumo Dixons Retail, fonderà nel 2004 una nuova catena di distribuzione alimentare, Eataly.

Il successo internazionale di Eataly con 38 negozi, di cui 16 all’estero, spinge Farinetti a fondare nel Green Pea, il primo Green Retail Park al mondo dedicato al tema del Rispetto di Terra, Aria, Acqua e le Persone.

Ma cosa c’è dietro i grandi successi di questo imprenditore? E qual è la sua visione del mondo del Retail? Per capirlo, vi proponiamo un dialogo di Oscar Farinetti con Philip Kotler e Giuseppe Stigliano contenuto all’interno del libro “Retail 4.0 | 10 Regole per l’era digitale”.

Che cosa significa per lei Retail 4.0?
“A mio avviso, siamo di fronte alla seconda più importante invenzione nella storia dell’uomo, dietro solamente a quella del fuoco. Infatti, se ci pensiamo, il digitale ha avuto un impatto enorme, rivoluzionario. Stiamo assistendo a un cambiamento epocale in tutte le aree della vita delle persone: dalla politica al commercio, passando per la socialità, dobbiamo dunque essere consapevoli di questo cambiamento e del potere che ne deriva.

Se consideriamo nello specifico le applicazioni del digitale nel mondo del Retail, è facile intuire che la possibilità di vendere online costituisce un tema critico. Analizzando i settori in cui l’e-commerce si affermato in modo più deciso, possiamo notare un generale peggioramento della situazione di partenza, nella direzione di un totale appiattimento sulla variabile del prezzo. […]

Nel commercio digitale, il problema è una sostanziale miopia, che ci ha portato a far leva unicamente sulla convenienza dell’acquisto online e , di conseguenza, a mettere in difficoltà molti mercati prima in salute.”

Come si pone Eataly nei confronti di questo scenario?

“In termini assoluti, il “mercante” è qualcuno che compra beni e prodotti da un altro individuo e li mette su uno scaffale, virtuale o fisico, gestendo la creatività di chi li inventa e le richieste di chi li sceglie, ovvero il consumatore finale. Ha un ruolo nodale, ma indubbiamente con scarsa inventiva rispetto agli altri due attori.

Anche Eataly si pone all’incrocio di queste due forze, ma noi cerchiamo costantemente di aumentare il nostro margine di manovra, con l’obiettivo di diventare la forza più creativa di questo triangolo ed incrementare il valore aggiunto per i nostri clienti.

Per nostra fortuna, molti consumatori vanno oltre la transazione e dimostrano interesse per le esperienze che circondano il prodotto. È fondamentale far vivere ai nuovi consumatori la meraviglia del mercato fisico: una piazza fatta di colori, odori e sapori.

Ed è proprio in questo campo che Eataly esprime meglio il proprio potenziale e la propria inventiva di “curatore” dei capolavori enogastronomici italiani. […] Un altro tema centrale per il Retail 4.0 è dato dall’introduzione di nuove tecnologie negli store. Prevediamo che i nostri negozi in futuro saranno abilmente arricchiti da svariati supporti digitali.

Bisognerà però sempre tenere in considerazione i reali bisogni dei consumatori: solo così potremo selezionare con attenzione le tecnologie più adatte, evitando di farci trascinare verso applicazioni fini a se stesse.”

Quali evoluzioni vede per i prossimi 3-5 anni?

“Vorrei sottolineare che l’unica certezza, per quanto riguarda gli sviluppi del settore, è che servirà il coraggio di abbracciare il cambiamento, come correttamente sostenete nella regola “Be Brave”.

Bisogna evitare l’approccio dello struzzo, che si nasconde impaurito, in attesa che passi il pericolo, analizzare il contesto e sperimentare nuove soluzioni. Il coraggio è l’unica leva nelle mani dei retailer per continuare ad operare sul mercato.”

da un dialogo di Oscar Farinetti con Philip Kotler e Giuseppe Stigliano contenuto all’interno del libro “Retail 4.0 | 10 Regole per l’era digitale”.

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