Il valore dei link interni - Seo step by step a cura di Libero Fusi

Lug 22nd, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Uno dei metodi più facili per dare indicazioni ai motori di ricerca sugli argomenti degli articoli di un sito è l’utilizzo di alcuni speciali link interni.
Una modalità è quella delle breadcrumbs: le breadcrumbs sono degli aiuti alla navigazione perché mostrano la gerarchia delle pagine del sito indicando all’utente in quale posizione si trova attualmente.

E’ possibile inserire altri links interni in una pagina: questo migliora la user experience, perché risalta e mette in relazione un contenuto direttamente correlato alla pagina corrente.
Possedere una strategia di internal linking è sicuramente importante per migliorare la SEO dell’intero sito.

● Relazioni tra i contenuti: seguendo i links, i bot di Google scansionano le pagine del
sito per determinare importanza, rilevanza e connessioni tra i contenuti.
● Valore del link: dipende dalla posizione nella pagina (più è in vista/in alto e più
ha forza).

Bisogna anche considerare quanti altri collegamenti sono presenti nella pagina
Infine, considera anche il numero e la qualità dei backlinks interni, che possiede la pagina in cui è presente il link. Di solito, la homepage ne ha un buon numero ed è per questo che i links interni in questa pagina hanno l’effetto migliore.

Una struttura ideale di internal linking dovrebbe avere i contenuti più importanti
collegati da molte pagine e allo stesso tempo fare in modo di collegare pagine
rilevanti tra di loro.

Dove possiamo inserire i links interni?
Menù o navbar: dovrebbe contenere solo le categorie o comunque pagine davvero fondamentali perché sarà un elemento presente in tutto il sito e procurerà una rilevanza e importanza altissima a questi contenuti.

Colonna laterale: gli articoli correlati, i più popolari o i più commentati sono
contenuti a cui vuoi dare risalto e puoi decidere di inserirli nella sidebar oppure
al termine dell’articolo, magari con delle thumbnail o piccole immagini di
anteprima.

Body: i links possono avere senso anche all’interno del testo dell’articolo se
aggiungono valore al discorso e approfondiscono un determinato concetto o
una tematica, che, per questioni di spazio o rilevanza, non possono essere
trattati nel testo corrente.

Ricorda che il numero di links dipende anche dal tipo di sito. Un e-commerce per
sua natura conterrà evidentemente molti più collegamenti di una landing page di un
blog.

D’altra parte bisogna assolutamente eliminare i links di “credits” agli autori dei temi (se la licenza lo consente) e anche i collegamenti agli archivi di tag, autori e tutte le altre pagine (ad eccezione di alcuni casi particolari), che non contengano contenuti utili per i visitatori né per il motore di ricerca .
Se proprio devi usare un link a una pagina inutile per i motori di ricerca, come, ad esempio, un login, dovresti usare il tag nofollow per segnalarne la bassa importanza.

Il secondo componente di un link è l’anchor text, ossia il testo cliccabile. Fai molta
attenzione a non abusarne, usando keyword specificamente ottimizzate, perché la
sovraottimizzazione di questo tipo è stata oggetto di appositi update passati di
Google, come Penguin e il rischio di venire penalizzati per queste pratiche è ancora
alto.

Usa il buon senso e utilizza anchor text con parole chiave che hanno senso nel
contesto, senza spingere troppo sull’ottimizzazione. Se ci riferiamo a un link nel
body dell’articolo, il mio suggerimento è di usare una frase di almeno 4 parole.

Per informazioni o dettagli contattami:
Libero Norberto Fusi
libero.fusi@4tmarketing.com
Cell: 3473217653
seoxseo.4tmarketing.com

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