In un marketing perfetto….

Nov 17th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Editoriale, Marketing


Iniziamo col dire che l’italia e’ una repubblica fondata sul lavoro (spesso altrui), sui bonus, sulla magistratura, sugli sbarchi clandestini, sugli inciuci di governo, sulla mamma, sugli anziani, sulla pizza e su altre mille cose, ma non certo sul marketing

Infatti solo il 20% delle aziende piccole, medie, grandi ha un ufficio marketing al suo interno o in outsorcing in pianta stabile, contro le percentuali di altri paesi europei ( onte indagine Club MC) che vedono la Spagna al 40%, la Francia al 50%, la Germania al 65% e la Gran Bretagna all’80%

Dico questo anche se con il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volonta’

Comunque sia, io che sono un inguaribile amante e soetenitore del marketing, ho elaborato che in un marketing perfetto:

ci sono tante idee ed azioni buone e giuste, pratiche corrette ed oneste ( best pratcises)

Va da se’ che come in ogni cosa c’è’ anche il rovescio della medaglia, l’essere ed il suo contrario, anche il marketing non fa aeccezione: ce n’è uno buono ed uno che potremmo definire ‘non buono’ come denunciato ed evidenziato dal guru del Marketing Seth Godin

Egli afferma infatti perentoriamente: “E’ ora di smetterla di usare i consumatori per risolvere i problemi della propria azienda, di raccontare frottole, di confondere le metriche dei social con le autentiche relazioni, di spendere soldi per rubare minuti di attenzione ai clienti. Questo non e’ marketing, e’ una furbata, e’ una truffa !

Invece

Fare marketing significa migliorare il mondo. Il vero marketing affonda le sue radici nella generosita’, nell’empatia e nella partecipazione emotiva. Fare buon marketing significa costruire fiducia e consenso

Fiducia: nessuno comprerebbe a scatola chiusa a meno che si abbia estrema empatia e confidenza in chi vende e nel brand/prodotto che si sta acquistando. Oggi i brand sono basati sulla fiducia. Oggi le personas non comprano piu’ ma scelgono e scegliendo un prodotto si fa un atto di fiducia. Di fatto si acquista il valore e la reputazione dell’azienda.

I consumatori hanno disperato bisogno di certezze e garanzie. Il cliente ti paga con la sua fiducia scegliendo te e tu dovrai ripagare la sua fiducia mantenendo le tue promesse. Se cio’ accadra’ tornera’ a comprare da te e parlera’ bene di te aumentando la tua credibiluta’ e reputazione in un ottimo circolo virtuoso.

Altrimenti se “traditi”, non soddisfatti, fuggiranno, parleranno male ( testimonial negativo molto credibile perche’ colpito in prima persona) (la profonda delusione porta un sentito risentimento e una accesa rivalsa mentale con volonta’ di essere risarciti dal danno sia psicologico, sia materiale) ( e si sa quanto sia efficace il passaparola positivo e quanto ancor piu’ incisivo e contagioso quello negativo) e non torneranno piu’

Troppi sono i prodotti pessimi che comunque vendono un sacco

Il buon marketing invece, quello studiato e pensato ad hoc, programnato e ben realizzato fa bene alle aziende, al mercato, alle personas

Ho realizzato che il marketing che funziona, è utile e fa bene alle aziende, al mercato, alle personas.
Aiuta i brand a migliorarsi, a studiare il mercato e comprendere i mutamenti dei consumi, le modalità di acquisto, gli stli di vita prima che accadono, ad ascoltare i clienti, a soddisfare i loro bisogni reali ( non quelli costruiti a tavolino), le loro aspettative oggettive ed i loro desideri concreti, a comunicare in modo bi-direzionale, ad utilizzare media e new media in modo onesto e veritiero, a essere sempre piùconsapevoli e sostenibili, a difendersi dalla concorrenza per mantenere o implementare la loro quota di mercato

Ho immaginato un marketing totalmente “green” impegnato a far uso di eco-packaging, attento agli sprechi, a sviluppare buone prassi da seguire in ambito imprenditoriale per incrementare le proprie attività secondo i principi etici e ambientali, a comunicare la sostenibilità per il rispetto della natura ed il benessere degli individui, essere socialmente responsabile.

Un marketing che abbia come obiettivo il profitto aziendale ( fine primario e ragion dìessere di ogni impresa) ma in modo etico e green dunque

Ho ritenuto gratificante ragionare dentro di me del marketing dei sentimenti che, con il proliferare di video o audio emozionali, sui social o in radio, punta a incoraggiare l’ascoltatore, a risvegliarsi dal torpore, a non rinunciare ai propri sogni. Una seduta psicologica di massa verrebbe da dire, anche se le emozioni a buon mercato fruttano sempre.

Aristotele affermava che il fine ultimo degli uomini è il conseguimento della felicità. Non perché il denaro non possa rendere felici ma perché è più difficile da perseguire.

Ecco la ragione che ci porta ad acquistare prodotti e servizi, infatti compriamo non perché “ci serve ”, ma perché – consciamente o inconsciamente – speriamo di raggiungere un certo livello di soddisfazione al fine di essere più appagati, più contenti.

Detto più semplicemente, acquistiamo prodotti (e servizi) perché vogliamo rendere la nostra vita migliore e più felice. Questo è tutto.

Il marketing è la chimica della felicità. Le imprese hanno si obiettivi economici, ma spesso gli ideali e le visioni vanno oltre il puro profitto economico e cercano di rendere il mondo un posto migliore.

Ho meditato a lungo sul nuovisimo marketing: Fare del bene.
Si apre l’era delle aziende che puntano tutto sui valori

Diciamolo fin da subito: fare del bene e fare profitto non sono più due universi distinti. Armonizzare e intrecciare questi due ambiti è anzi la sfida che ogni azienda deve oggi saper raccogliere per essere pronta per un futuro che è già arrivato.

Il “fare del bene”, che con più coraggio potremmo tutti chiamare amore, oggi è compiutamente riconosciuto non solo come una genericamente auspicabile scelta etica delle aziende, ma anche come un ineguagliabile vantaggio competitivo.

Le imprese guardano all’essere umano nel senso pieno del termine, alle sue esigenze materiali e con una nuova prospettiva anche alle sue istanze spirituali, e dunque il concetto chiave su cui poggia l’azione di marketing diventano i valori.
Nell’imminente futuro, il cliente non vorrà comprare qualcosa da te ma vorrà fare esperienza di te, e a fronte del tradimento della promessa si verrà banditi per sempre

A tal proposito chiosa Oscar De Montigny Ad di Mediolanum Comunicazione: «La vera rivoluzione non è quella digitale. Il digitale è solo un nuovo ambiente come ne abbiamo sempre avuti lungo la storia della nostra specie. La rivoluzione non è quella tecnologica, poiché la tecnologia l’abbiamo sempre inventata (o meglio, scoperta!) lungo la storia della nostra specie, pensate al fuoco o alla ruota. La vera rivoluzione sarà l’evoluzione delle coscienze».

Ho pensato ad un marketing relazionale personalizzato non solo one-to-one ma addirittura one-to-each, non più generalizzato e standardizzato. Un vero e proprio marketing cliente-centrico

Già anni fa il visionario Sam Walton, ideatore e proprietario dei supermercati Walmart, un gigante multinazionale, affermava: The client is the king !

Ogni persona è un essere a se’ stante che vuole essere considerato per la sua essenza umana e non più un mero numero statistico

La marca si avvicina ai consum-attori ed ai prospect

Il brand scende dallo scaffale del super, esce dal monitor del televisore, si libera dall’etere radiofonico, sfugge anche ai social

E va incontro al consumatore o al prospect ( cioe’ai suoi interlocutori preferenziali ) dal vivo prendendolo mano nella mano per percorrere insieme un cammino piu’ proattivo e diretto, per intercettare le loro istanze e aspettative e cercare di soddisfarle

Ascoltare e vivere i propri ‘partner’ e non piu’ ‘target’ e’ il nuovo must di manager e politici, stare in mezzo alla gente anche per renderli partecipi ed ispiratori di nuove idee ed azioni ( user generated content) per migliorare tutti.

Ho considerato che il nuovo imperativo categorico è l’interazione: brand e consumatore a contatto diretto, in modo partecipativo ed esperienziale, dal vivo, non solo per conoscersi meglio a vicenda, ma soprattutto per attivare relazioni biunivoche e proattive, creare affinità e consenso e generare passaparola.

In una semplice definizione un marketing “umanistico”

Ho figurato nella mia mente un marketing etico che non è una semplice chimera. Il marketing deve dotarsi di principi morali, di un’etica forte e robusta dalla quale sia impossibile prescindere. Le imprese, al giorno d’oggi, non possono fare a meno di operare secondo i dettami di un codice di condotta composto da linee guida precise.

Riassumendole, potremmo dire che le aziende devono tenere conto di:

– tutela delle relazioni con la distribuzione
– standard di promozione
– cura del customer care
– prezzi responsabili

Ebbene questo mktg etico, solidale, green, onesto, vorrei stesse sempre con me!

Stammi vicino! Gli direi. Stand by me !

Un chiaro desiderio, una palese invocazione da parte di ogni moderno e attuale manager, imprenditore, consulente consapevole della grande utilita’ ed importanza del marketing e della comunicazione aziendale

Infatti ogni fautore, apostolo, evangelizzatore, utilizzatore del marketing e’ ben consapevole dell’importanza di questa disciplina nei processi aziendali

Per loro se non ci fosse bisognerebbe inventarlo !

Pur non essendo un medicinale o una panacea per tutti i mali, il marketing, secondo un suo bugiardino ideale, va comunque preso con cautela, con cognizione, con talento, con esperienza e con passione, tenendolo possibilmente lontano dalla portata dei bambini

Si perche’ i bambini dovrebbeee esseee avulsi ed esclusi dalle strategie, tattiche e tecniche del marketing, cosa che aihme non sempre accade

Il marketing onesto, corretto, sostenibile non si fa tanto per fare o per fregare la gente, non si improvvisa ne tantomeno in modo sleale o esecrabile

Il marketing è stato ed è un acceleratore sociale ed economico perchè implementa i consumi e dunque la produzione ed il commercio di beni e servizi, produzione e commercio concreti pilastri del Pil di una nazione, ed ha fortemente contribuito al progresso, ed allo sviluppo dei Paesi occidentali.

Non intendo quindi mettere in discussione la validità di ciò che il marketing ha fatto, ma di ciò che il marketing sta facendo o meglio di come oggi alcuni professionisti della materia lo interpretano.

Tanti sono i casi dove il marketing:
• finge un valore che non c’è;
• convince il consumatore di significati che non ci sono,
• brucia risorse per spiegare al consumatore significati che egli conosce già.

Ho criticato il marketing attuale, un po’ invecchiato ed un po’ autoreferenziale, che gioca in difesa nei confronti della concorrenza, e si è “dimenticato” che la concorrenza è un bene pubblico perché è un agente di sviluppo e di giustizia sociale.

Quel marketing di “difesa” che:
• punta più a convincere che a soddisfare, (si impegna più a comunicare che a capire),
• punta più alla forma che alla sostanza, (si preoccupa più della confezione che del contenuto),
• punta più ad affascinare che ad informare, (la capacità di emozionare è più importante delle capacità di problem finding e di problem solving).

e lo fa spesso in modo coercitivo, conservativo, predatorio, sleale, non creando più valore per nessuno con le sue “iperboli”

Ho biasimato il marketing sleale che è un insieme di strategie volte a procurare all’impresa un vantaggio competitivo sul mercato. Si tratta di un metodo illecito per ottenere successo, ed è composto da due tronconi principali: marketing ingannevole e marketing denigratorio.

– Il marketing ingannevole, lo dice il nome, ha come obiettivo quello di ingannare il consumatore finale.

– Il marketing denigratorio mira invece a colpire le aziende concorrenti incrinandone la reputation.

Ho disapprovato e respinto tutti quei trucchetti psicologici di marketing cn i quali ci induco a comprare anche ciò che non si interessa e non sentiamo la necessità nè fisica nè emotiva

Ho infine contrastato il marketing della interruzione ed approvato il permission marketing

Eh si, in un marketing perfetto ci sarebbe tutto quanto sopra

… Poi ho aperto gli occhi e mi sono svegliato da un mio sonno profondo ed inconscio!
Ma si sa, i sogni son desideri !!!!

Danilo Arlenghi
Pres.Naz. ClubMC
Pres. Party Round Green
Editore Marketing Journal
daniloarlenghi@partyround.it
tel mobile: + 39 393 9402040

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