Insourcing, outsourcing, backsourcing - Relazioni Pubbliche in pillole a cura di Giorgio Vizioli

Nov 22nd, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione

Lo diciamo subito: una risposta definitiva non esiste. Ma il dubbio invece sì: esiste eccome! È meglio avere un ufficio relazioni pubbliche interno all’organizzazione (insourcing) oppure è più efficace affidare queste attività a un’agenzia esterna specializzata oppure a un consulente (outsourcing)? Ognuna di queste opzioni presenta vantaggi e svantaggi, non sempre omogenei e comparabili tra loro e ciò rende più difficile la scelta.

Avere un ufficio relazioni pubbliche interno alla struttura presenta sicuramente innegabili benefici. In primo luogo, consente a chi vi opera di avere una conoscenza più approfondita dell’organizzazione nel suo complesso, del clima interno, degli accadimenti passati, delle persone che vi lavorano, con le loro risorse professionali e personali e i loro limiti.

Nei momenti di emergenza, il comunicatore si può muovere per linee interne, accorciando i tempi di approvazione e di gestione delle attività e ottenendo in tempi brevi le autorizzazioni necessarie a prendere decisioni e passare all’azione.

Ma ci sono anche i “contro”: per esempio, l’appartenenza organica a una struttura rende a volte l’uomo di relazioni pubbliche soggetto a dinamiche interne che non sempre sono funzionali alla comunicazione stessa.

E, inoltre, nelle situazioni di crisi, la sua credibilità presso gli interlocutori dell’organizzazione è fatalmente inferiore.

È quindi partendo da queste considerazioni che le organizzazioni optano a volte per l’esternalizzazione della funzione rivolgendosi a un’agenzia o a un libero professionista. In questo caso, oltre a potersi concentrare sul proprio core business, ci si potrà avvantaggiare di una esperienza professionale più variegata e di una maggiore indipendenza di giudizio nel valutare l’esito e l’effetto di azioni o comportamenti; l’outsourcing delle relazioni esterne, inoltre, permette di avere una maggiore chiarezza nell’allocazione dei costi.

Infine, l’agenzia o il consulente possono godere di una superiore credibilità e affidabilità verso gli interlocutori, in quanto aggiungono la propria reputazione a quella del Cliente.

Alcune organizzazioni operano quindi una scelta che unisca i vantaggi di insourcing e outsourcing, dotandosi di una persona interna che interloquisca con l’agenzia.

In questi casi è importante però decidere chi è la figura ufficialmente autorizzata tenere le relazioni con l’esterno.

Una delle prima regole della comunicazione è che deve essere univoca e non dispersiva.

Infine, non sempre l’outsourcing si rivela una scelta vincente: ecco allora che è possibile pensare al backsourcing, ovvero a riportare all’interno dell’azienda quelle attività che sono state precedentemente affidate a terzi.

Giorgio Vizioli
Comunicatore e Giornalista, dal 1990 titolare dell’Agenzia Studio Giorgio Vizioli & Associati di Milano (www.studiovizioli.it), ha ricevuto il Premio “Ufficio Stampa di Eccellenza 2019” del GUS (Giornalisti Uffici Stampa) Lombardia
Membro del Comitato Direttivo del ClubMC
giorgio.vizioli@studiovizioli.it
www.studiovizioli.it

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