Interlaced rivoluziona la comunicazione della Gdo

Oggi il volantino è digitale e si sfoglia dallo smartphone

Sempre meno carta, sempre più digitale. La trasformazione investe anche la comunicazione della Grande distribuzione organizzata che durante la pandemia ha dovuto abbandonare temporaneamente il caro, vecchio volantino di carta e cimentarsi con un nuovo prodotto virtuale, da sfogliare direttamente sullo schermo del pc, del tablet, meglio ancora dello smartphone. 

Uno switch tutt’altro che banale al quale ha lavorato per mesi l’azienda udinese Interlaced che tra i suoi clienti conta molte tra le principali insegne della della Gdo. Famila, Iper ed Euronics tra gli altri. 

«Abbiamo costruito un volantino digitale che fosse agilmente leggibile da smartphone – racconta l’Ad Matteo Pappalardo che guida l’azienda insieme al fratello Tommaso – e abbiamo assistito, nel corso dei mesi, allo spostamento in massa degli utenti da uno strumento all’altro: oggi oltre il 92% di coloro che consultano i volantini digitali lo fa direttamente dal telefonino». 

 

 

Matteo e Tommaso Pappalardo, Ceo e Cfo di Interlaced 

 

Con il ritorno alla “normalità” è tornato anche il volantino di carta, che tuttavia non ha scalzato – anzi – il suo alias digitale. «Oggi siamo al 50 e 50 – fa sapere ancora Pappalardo – e in alcune aree la percentuale di chi consulta la versione digitale è ancor maggiore, in particolare – e a dispetto di quanto ci si potrebbe aspettare – in Sicilia e Sardegna». 

Per supportare lo sviluppo dell’azienda, che da qualche anno è diventata un gruppo grazie all’acquisizione di un’azienda a Treviso e all’apertura a Udine di una newco che hanno allargato il perimetro sia societario che del business di Interlaced, l’azienda ha assunto nel 2021 una decina di persone, arrivando oggi ad occuparne 50 di cui 30 in forze a Udine, ed ha cambiato sede, spostandosi dall’area del Terminal nord a tre loft delle ex acciaierie Bertoli, grazie a un investimento di circa 1 milione di euro.

 

 

Uno sforzo sostenuto dai risultati. Nel 2021 il gruppo ha chiuso il bilancio consolidato a 4,5 milioni di ricavi di cui 3,7 milioni realizzati dalla holding, che crescerà ancora quest’anno fino a 4 milioni. Un trend positivo che interesserà anche il gruppo, destinato ad allargarsi entro fine anno, con ulteriori due operazioni m&a attualmente allo studio e la creazione di una nuova newco. 

Progetti ambiziosi quelli dei fratelli Pappalardo che scontano però la difficoltà di reperire personale come ha svelato il Ceo in un recente post-sfogo su Linkedin dopo che, al termine di una cinquantina di colloqui nell’arco di poche settimane, si è visto dare “il benservito” dagli aspiranti dipendenti. 

«Il tema è cosa cercano i ragazzi. Sembra che le tre leve classiche – prezzo, welfare e formazione – non contino più. Sempre più spesso ci ritroviamo a formulare l‘offerta di lavoro e a sentirci rispondere picche. Molti preferiscono lavorare con la partita iva, da collaboratori esterni, il che dà loro più libertà e apparentemente maggiori entrate, non tengono infatti in considerazione ciò che l’azienda paga oltre al netto, i contributi…»

«E’ sempre più difficile riuscire ad assumere personale e poi a trattenerlo – continua l’Ad -, nonostante la nostra paga sia nella media, si lavori 5 giorni alla settimana con orairo d’ufficio di cui due con la possibilità di far smartworking e la formazione sia praticamente continua essendo il digitale un mondo in continua evoluzione. Neanche il welfare fa la differenza: per capire cosa i lavoratori desiderino abbiamo persino proposto un questionario interno».

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