Intervista a Barbara Cominelli, Direttrice Marketing & Operation Microsoft Italia: una reputazione high tech

Set 19th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Interviste


Microsoft, l’azienda leader mondiale nel settore dell’informatica fondata da Bill Gates e Paul Allen, non ha certo bisogno di presentazioni. Basti sapere che la sua filiale italiana è presente nel nostro Paese dal 1985, e oggi conta circa un migliaio di dipendenti e 10 mila aziende partner.

Per questo numero speciale di Reputation Review, riproponiamo l’incontro con la Direttrice Marketing & Operations Italia, Barbara Cominelli, che nel 2017 è stata riconosciuta da Inspiring Fifty come una tra le 50 donne europee più influenti nel mondo della tecnologia.

Microsoft è leader mondiale nei sistemi operativi, ma negli ultimi anni si sta spostando verso altri mercati, come quello del cloud e delle applicazioni aziendali. Come vi state posizionando?

Vorrei partire dalla storia di Microsoft, la cui mission originale era democratizzare la tecnologia e, come diceva Bill Gates, “portare un computer nelle case di tutti”. Lo abbiamo fatto, ora il nostro obiettivo è ampliare la gamma dei prodotti destinati alle aziende e renderli disponibili in modo sempre più accessibile.

Il cloud dunque è diventato una parte fondamentale del nostro core business, con un’offerta che fa riferimento alla piattaforma Azure, un set in continua espansione di servizi cloud che permette di creare, gestire e distribuire applicazioni su una rete globale. Parlando di posizionamento, il nostro è di tipo particolare, perché Microsoft mette le sue competenze a disposizione dei clienti, ma non ha la proprietà dei loro dati. Siamo semplicemente partner per i loro progetti tecnologici.

In Italia, lavoriamo direttamente con alcuni grandi clienti, ma soprattutto ci serviamo di un network di 10 mila partner che realizzano progetti con le nostre soluzioni. Quindi siamo all’apice di un largo “sistema” di scala che ha un impatto importante sull’economia.

Oggi tutti parlano della nuova tecnologia Blockchain, sulla quale molti grandi player stanno facendo investimenti. Qual è l’approccio di Microsoft?

Noi crediamo che la Blockchain offra grandi opportunità alle aziende, perché è un sistema trasparente che consente un bel salto di qualità quando c’è bisogno di scambiare valori o asset. La nostra piattaforma Azure infatti propone molti servizi basati su Blockchain e abbiamo constatato che i benefici ci sono, nei termini di miglioramento della trasparenza, della possibilità di certificazione, dell’eliminazione del rischio di frodi. Vi faccio qualche esempio: insieme a ConeSys e alla multinazionale del lusso LVMH stiamo realizzando una nuova piattaforma che si chiamerà Aura e permetterà al pubblico di verificare l’autenticità dei beni di lusso, sono già coinvolti Louis Vuitton e Christian Dior. Col Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ndr) stiamo sviluppando uno strumento che permette di certificare il made in Italy, in particolare delle arance rosse, tracciandone la filiera. E in partnership con J.P. Morgan abbiamo creato Quorum, la prima piattaforma customizzabile per rendere la tecnologia Blockchain facile e accessibile a tutte le aziende.

Quali sono i fattori che influiscono sulla vostra brand awareness e sul successo di un prodotto a livello internazionale? Ci sono differenze particolari col mercato italiano?

Microsoft sta portando avanti una grande trasformazione culturale, cominciata nel 2014 con l’arrivo del nuovo Amministratore delegato Satya Nadella, e basata sul concetto di apertura e collaborazione. Ci siamo aperti agli altri sistemi operativi e abbiamo sposato un modello completamente diverso: l’idea è quella di essere una piattaforma aperta che permetta ai clienti di costruire le loro soluzioni attraverso i nostri “mattoncini” tecnologici. In un certo senso non vendiamo più software, ma “strumenti” che consentono di ottenere benefici. Per l’azienda è stato un passaggio estremamente importante: siamo cambiati moltissimo e abbiamo potuto rafforzare un aspetto chiave come quello dell’orientamento alle esigenze di partner e clienti. Parlando invece di mercati, quello italiano non è molto diverso dal resto del mondo, anche se abbiamo una attenzione forte al radicamento sul territorio, e cerchiamo sempre di avere un impatto positivo sul tessuto economico e sociale locale.

Che cosa vi caratterizza, a livello di Reputazione?

Ci piace lavorare nel campo della “diversity” e dell’”inclusion” che riteniamo essere anche motori di innovazione. è un settore in cui investiamo molto, e non solo per obiettivi di Reputazione, ma soprattutto per offrire dei servizi. Desideriamo che quel miliardo di persone con disabilità, anche temporanee, che vivono oggi nel mondo, possano massimizzare i propri talenti con l’aiuto dei nostri prodotti. E abbiamo sviluppato parecchi tools dedicati.

Uno per tutti, Seeing Al, un’applicazione che permette agli ipovedenti di inquadrare oggetti o situazioni attraverso la telecamera del proprio cellulare e ottenerne una descrizione.

E come vi differenziate dai vostri competitor?

Credo che la garanzia della sicurezza dei dati e della privacy sia un forte elemento di differenziazione. Microsoft non utilizza i dati dei suoi clienti e non si occupa del loro business. Il nostro mestiere è aiutare le aziende a tirare fuori il meglio dalla propria attività, e in questo senso non abbiamo problemi di modello di business. Anzi, tutti i clienti, grandi e piccoli, si sentono rincuorati all’idea di lavorare con un player il cui unico obiettivo è sostenerli.

a cura di Elisabetta Colangelo su www.reputationreview.org

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