Italia anno zero del podcast, primo Report Italia di Voxnest

Dic 19th, 2019 | Di Redazione | Categoria: Imprese e Mercati


Crescita degli investimenti adv sui podcast, evoluzione del concetto di ‘monetizzazione’ dei podcast, ingresso dei big player, produzione di contenuti sempre più di qualità, celebrità della politica, della musica e del cinema che approdano anche sul podcast: sono solo alcuni degli ingredienti che hanno permesso all’industria mondiale del podcasting un’avanzata mai così rapida ed intensa come quella avvenuta in questo ultimo anno, che ad oggi conta la produzione di oltre 800.000 mila podcast per 62 milioni di ascoltatori al mondo a settimana.

Quando uno strumento di comunicazione funziona, è inevitabile che si inizino a percepirne le potenzialità, sia di contenuto che economiche. Non è un caso che il prestigioso Interactive Advertising Bureau (IAB), principale realtà a livello mondiale nel campo della pubblicità digitale, abbia dichiarato in un recente report che le stime sugli investimenti adv sul podcast potrebbero superare il miliardo di dollari nel 2021.

Con investimenti del genere, è evidente che anche i meccanismi della distribuzione pubblicitaria debbano viaggiare di pari passo con le trasformazioni del comparto.
In questo anno, ad esempio, la stessa Voxnest, peraltro fresca di certificazione del suo Audience Network da parte dello IAB Tech Lab, ha visto un aumento degli investimenti in pubblicità dinamica, che è cresciuto del 120 % rispetto ai primi mesi del 2019 (fonte Voxnest).

Un forte segnale, questo, che rivela quanto i podcaster e gli inserzionisti stiano comprendendo il vantaggio di questo tipo di adv, particolarmente adatta allo ‘slow listening’ dei podcast che, per loro stessa natura, possono essere consumati anche a distanza di anni e quindi devono poter contare su un sistema ‘dinamico’ che permetta al podcaster di continuare a monetizzare sull’archivio dei propri contenuti.

Nel panorama internazionale, l’entrata delle celebrities nel mondo dei podcast ha segnato un altro passo nella cosiddetta ‘hollywoodification’ dell’industria: a cominciare da Barack e Michelle Obama e dall’attore e comico Will Ferrell, solo per citarne alcuni, che hanno fatto il loro debutto nell’universo podcast. Parallelamente, grandi nomi dell’entertainment, come Sony e Marvel, hanno già stretto accordi plurimilionari per la produzione di podcast originali e spettacoli in rampa di lancio per il prossimo anno.

Infine, una delle cause che hanno concorso a scaturire un’impennata di attenzione nell’industria del podcasting è stato sicuramente l’atterraggio di Spotify su questo terreno che, sebbene non fosse un concetto estraneo alle sue dinamiche – la piattaforma aveva già uno spazio per i podcast – nel giro di pochissimo tempo il colosso svedese dello streaming musicale ha messo in atto una strategia di acquisizioni e investimenti corposi (500 milioni di dollari per il 2019) per diventare la piattaforma leader dell’intrattenimento audio, non solo musicale. Dopo aver acquisito Gimlet Media, tra le più grandi società di produzione di contenuti podcast, e Anchor, piattaforma per la creazione e distribuzione di podcast, Spotify ha proseguito nella sua conquista aggressiva del mercato con altre importanti acquisizioni, tra cui Parcast, società di produzione di podcast di narrativa, volte a migliorare l’offerta di contenuti di qualità. Al contempo, ha continuato a migliorare la sua app per favorire sia l’ascolto che la produzione dei podcast, facendo di questo player tra i primi al mondo nell’intrattenimento audio tout court.

Naturalmente, nel mercato in cui il podcast è esploso già tempo fa, gli Stati Uniti, questa incessante crescita è stata come uno ‘tsunami’, di cui l’onda lunga è però arrivata – finalmente! – anche nel nostro Paese. Infatti, il 2019 si può considerare come l’anno della ‘scoperta’ dei podcast in Italia o, come alcuni l’hanno definito, ‘l’anno zero del podcast in Italia’.

Per questo motivo, Voxnest presenta un riadattamento per il mercato italiano del suo The State of the Podcast Universe Report 2019 che, oltre a una panoramica generale sulle evoluzioni di questo universo, intende fornire una riflessione sul nostro Paese, per tentare di leggere ‘lo stato dell’arte in Italia’, capirne le possibili evoluzioni e le complessità legate ad un’industria che da noi sta appena nascendo, e condividere così un’opportunità di crescita e sviluppo per il mercato italiano.

Italia: 2019, Anno Zero del Podcast

Nel 2019, a livello globale (fonte: dati Voxnest Audience Network) si è registrato un vertiginoso aumento del numero degli ascolti e soprattutto dei downloads di podcast, che da 27 milioni di inizio anno è passato a 55 milioni nell’ultimo mese, e, come dicevamo prima, gli effetti di questa rivoluzione audio sono arrivati anche nel nostro Paese: il 2019 è infatti l’anno in cui l’Italia ha scoperto il mondo dei podcast. Un’affermazione all’apparenza forte, ma piuttosto realistica. Al di là di casi eclatanti quanto isolati, come ad esempio l’incredibile successo del podcast seriale Veleno di Pablo Trincia di qualche anno fa (e che tuttora continua a riscuotere importanti ascolti), gli italiani hanno iniziato seriamente a consumare contenuti in formato podcast in particolar modo da quest’anno.

Secondo i dati rilasciati da Spreaker, la prima piattaforma in Italia per la creazione, distribuzione e monetizzazione di podcast, nonché prodotto di punta di Voxnest, gli ascolti giornalieri di contenuti in italiano (ovvero quante volte al giorno vengono ascoltati i contenuti in italiano su Spreaker) sono triplicati nel giro di pochi mesi: dall’inizio del 2019 si è passati da circa 60.00 a 160.000 al giorno (novembre 2019), ed è più che raddoppiata la media mensile di ascolti a partire da gennaio 2019 con un passaggio da 1.800.000 a quasi 4.500.000 (novembre 2019).

Related posts:

  1. Per il 2018 l’Italia si conferma primo produttore di vino al mondo
  2. Report Digital 2020: lo scenario nel mondo e in Italia
  3. Podcast, ecco categorie e fasce orarie dove l’adv rende di più. In Europa più ascoltati sport, cultura, tecnologia, comedy, storia
  4. Benessere, in Italia si spendono 43 miliardi: sono 1.300 euro l’anno a testa