Italiani attenti a tavola, ma pigri: due su tre non fanno abbastanza sport

on l’estate ormai alle porte, in molti ricorrono a diete e programmi di allenamento dell’ultimo minuto per rimettersi frettolosamente in forma in vista delle vacanze. Ma sono le buone abitudini quotidiane a contribuire in maniera duratura al nostro benessere: per questo UniSalute, la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti, in collaborazione con Nomisma, ha deciso di indagare come gli italiani si prendono cura di loro stessi tramite l’alimentazione e l’attività fisica, interrogando un campione rappresentativo della popolazione italiana di 1.200 persone.

Per approfondire l’argomento ne abbiamo parlato con Emanuele De Nobili, esperto di nutrizione e diete e autore del libro “La dieta del restart ormonale” che ha fornito preziosi consigli per evitare di incappare in errori.

Italiani attenti a tavola

I risultati, raccolti nella nuova ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, mostrano una situazione in chiaroscuro: se riguardo il cibo la maggioranza sembra attenersi ad alcuni buoni principi di base, sul fronte dell’esercizio fisico – anch’esso fondamentale per preservare la propria salute – si riscontra invece una minor attenzione.

Tra i dati positivi emersi c’è quello relativo al consumo di frutta e verdura: ben l’84% degli italiani dichiara di mangiare questi alimenti almeno una volta al giorno, con uno su tre (33%) che arriva fino a tre/quattro volte al giorno o più. In una dieta sana bisogna inoltre evitare alcuni eccessi, e anche sotto questo aspetto la maggior parte degli italiani sembra diligente: nella giornata tipo, l’81% evita gli snack fritti, il 78% le bevande gassate zuccherate, e il 64% persino i dolci e le merendine.

Meno rassicurante il fatto che solo il 53% del campione mangi pesce almeno una volta a settimana, mentre la carne rossa viene consumata ogni settimana da quattro italiani su cinque (80%). Certamente positiva, invece, la tendenza ad astenersi dai superalcolici, che il 77% degli intervistati beve meno di una volta a settimana.

 

Nota dolente, la carenza di attività fisica

Se dunque nel complesso gli italiani possono essere promossi sul fronte dell’alimentazione, guardando invece all’attività fisica ci sono maggiori motivi di preoccupazione: circa due italiani su tre (63%) dichiarano di non fare abbastanza movimento durante la giornata, e il 21% non svolge nessun tipo di attività fisica. Inoltre, solo il 25% pratica uno sport, dato in calo rispetto alla rilevazione pre-Covid (gennaio 2020), quando la quota di sportivi registrata da UniSalute era del 28%.

Ma per gli italiani è più importante l’alimentazione o l’attività fisica nel mantenersi in salute? Coerentemente con i dati emersi, solo il 31% ritiene lo sport l’elemento fondamentale per il proprio benessere, mentre la maggioranza (52%) indica l’alimentazione come fattore chiave. I risultati però non sono esaltanti: quasi 4 italiani su 10 (38%) non si descrivono in buona salute, con appena il 22% che indica come molto buono o addirittura eccellente il proprio stato fisico.

I quattro pilastri dell’alimentazione 

Insomma, non a tutti gli italiani piace fare sport, eppure è una condizione necessaria per potersi mantenere in salute. A confermarlo è anche il dottor De Nobili. «Sono quattro i pilastri per vivere in salute – ha spiegato – L’alimentazione, l’integrazione alimentare, la gestione dello stress e l’attività fisica. Non basta mangiare bene». 

L’esperienza quotidiana dello specialista conferma in un certo senso i numeri emersi dall’indagine di Nomisma. «Almeno due terzi dei miei pazienti sono sedentari, non fanno nulla – ha aggiunto – Si tratta in molti casi di persone che dedicano gran parte del loro tempo al lavoro e hanno poco spazio per l’attività fisica. Questo però è inconciliabile con uno stile di vita sano. Il lavoro e lo stress rendono il cibo uno spazio di comfort e di piacere, che andrebbe invece cercato altrove. Nella convivialità, per esempio, ma anche nell’attività sportiva, che può produrre piacere. Se entriamo in questo circolo virtuoso, l’attività fisica può diventare anche una dipendenza positiva». 

Lo sport non significa, spiega De Nobili, per forza di cose iscriversi in palestra. «Basta una camminata tutti i giorni – ha specificato – La palestra serve dopo una certa età, intorno ai 50 anni, quando inizia a esserci un declino fisico. A quel punto è importante lavorare con esercizi di ipertrofia, seguiti da un professionista, siano essi con pesi o a corpo libero. La massa muscolare è importante per la stabilità e per il metabolismo. Magari si ha lo stesso peso di quando si aveva 20 anni, ma 5 chili di muscoli sono diventati cinque chili di grasso. Questo implica che, pur mangiando uguale, consumi meno e aumenti di peso, innescando un circolo vizioso». 

Eccezioni e… lista della spesa 

Un’alimentazione curata e attenta è fondamentale, ma questo non significa non potersi concedere eccezioni. «Lo scrivo nei miei libri e lo dico ai miei pazienti, un pasto libero a settimana non dà nessun problema – ha proseguito De Nobili – Oltre ai prodotti che tutti conosciamo, fritti merendine e quant’altro, serve stare attenti in generale a tutti i prodotti con farine raffinate. Serve reintrodurre l’integrale, prestare attenzione al glutine e ridurre il più possibile in consumo degli insaccati». 

Ma qual è il consiglio primario per gestire al meglio la propria dieta? «Imparare a fare la spesa – ha concluso lo specialista – Se riempi il frigorifero di cibi non adatti è normale che ti alimenterai male. Se metti invece nel carrello le cose giuste, svuotando la tua dispensa dal cibo spazzatura, le cose andranno meglio. Serve crearsi una regola, non lasciare nulla al caso, organizzando la lista della spesa e pensando ai pasti da fare durante la settimana». 

di G. Pirovano e M. Lorenzini su www.italiaatavola.net

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