L’email compie 50 anni: ecco come è cambiata nel tempo

Mag 23rd, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione, Marketing


Nata nel 1971, l’email ha attraversato mezzo secolo di storia, rivoluzionando il mondo della comunicazione e introducendo un nuovo modo di dialogare. In occasione del suo 50esimo anniversario, ripercorriamo insieme la sua storia per scoprire come è cambiata nel corso degli anni.

L’email compie 50 anni e dopo mezzo secolo di storia continua a rivestire un ruolo importante nel mondo della comunicazione contemporanea. Nonostante l’avvento di competitor più moderni e immediati come social media e app di messaggistica, l’email rimane un canale dalle performance eccellenti:

- gli utenti che utilizzano il canale email sono circa 3,9 miliardi
- il 99% degli utenti controlla la casella di posta almeno una volta al giorno
- il numero di account email attivi supera i 5,6 miliardi
- quasi 105 miliardi di email vengono inviate ogni giorno
- l’email è lo strumento che ottiene il maggior numero di consensi da parte degli utenti per diverse tipologie di contenuto

Com’è nata l’email?

Era il 1971 quando un programmatore americano, Ray Tomlinson, inviò la prima email della storia da un laboratorio americano del Massachusetts. L’inventore dell’email lavorava allora per la Bolt Beranek and Newman (Bbn), la compagnia che nel 1969 aveva sviluppato ARPANET (acronimo di Advanced Research Projects Agency Network), un network pensato per connettere diverse organizzazioni di ricerca sparse per il Paese e considerato oggi il precursore di Internet.

Tomlinson ebbe l’idea di conciliare la tecnologia dell’SNDMSG (un primitivo esempio di programma email che consentiva all’utente di entrare in un account e inviare messaggi ad altri utenti sullo stesso computer) con il meccanismo su cui si fondava la comunicazione tra i diversi network dell’ARPANET. Da questa epifania ebbe origine l’invenzione della prima email, il cui contenuto è sfortunatamente andato perduto ma che Tomlinson ricorda come un testo privo di significato e chiaramente di prova (“Test 123” o “QWERTYUIOP” sono le ipotesi più accreditate).

A Tomlinson si deve inoltre l’introduzione del simbolo “@”, all’epoca utilizzato come sinonimo di “al prezzo di”, per separare il nome del destinatario dal nome dell’hosting utilizzato.

Ma quella che ora consideriamo come un’invenzione rivoluzionaria, allora non fu affatto percepita come un punto di svolta. Tomlinson stesso ha dichiarato:

“La consapevolezza dell’importanza di quell’invio arrivò solo in occasione del 25esimo anniversario di ARPANET. Alla domanda ‘Da dove proveniva la prima email?’, alcune persone si sono ricordate che avevo effettuato io il primo invio e scritto il programma e mi hanno interpellato.”

L’evoluzione dell’email: ecco come è cambiata in mezzo secolo

1978: il primo invio di massa

Dopo la prima email inviata da Tomlinson occorre aspettare il 1978 per un’altra importante conquista nella storia dell’email: a tale data risale infatti il primo utilizzo massivo di questo canale a fini commerciali. L’autore del primo invio email di massa della storia fu Gary Thurek, che si conquistò la fama di “re dello spam” proprio per aver inviato a centinaia di utenti di ARPANET un’email indesiderata per promuovere un nuovo prodotto della Digital Equipment Corporation, ottenendo 13 milioni di dollari grazie a questa mossa.
1981: viene introdotto l’SMTP

Quando agli inizi degli anni ‘80 ARPANET si trasformò nella moderna rete Internet, Jon Postel propose un nuovo protocollo di trasmissione che sostituisse il File Transfer Protocol (FTP). È infatti nel 1981 che fu introdotto ufficialmente il Simple Mail Transfer Protocol (SMTP), il protocollo che ha standardizzato il modo in cui i server mandano e ricevono messaggi.
1982: nasce il termine “email”

Il termine utilizzato fino ad allora per riferirsi ai primitivi messaggi di posta, ovvero “electronic mail message”, viene abbreviato per la prima volta in “email” nel 1982 e da quel momento questa parola entrò a far parte del vocabolario degli early adopters dell’epoca.
1988: MSMail, l’antenato di Outlook, è il primo client di posta della storia

In questo anno Microsoft lancia MSMail o Microsoft Email, l’antenato di Outlook nonché il primo prodotto email di Microsoft. La prima versione era disponibile solo per Macintosh, mentre quella per PC arrivò più tardi, nel 1991.

Nello stesso anno, inoltre, la parola “spam” fu inclusa nell’Oxford English Dictionary, ufficializzando il concetto di posta indesiderata.
Gli anni ‘90: la nascita di Internet dà il via all’espansione del canale email

L’ultima decade del ventunesimo secolo, con l’introduzione del World Wide Web e del linguaggio HTML per customizzare i messaggi, dà impulso alla crescita del canale email e al suo largo utilizzo sia per scopi privati o di lavoro, che da parte delle aziende per scopi di business. Una serie di avvenimenti in questi dieci anni hanno portato l’email a diventare lo strumento di comunicazione che conosciamo oggi:

- nel 1991 viene inviata la prima email dallo spazio da un Macintosh Portable dell’equipaggio dell’Atlantis Shuttle
- tra il 1996 e il 1998 nascono i principali client di posta Yahoo! Mail, AOL e Hotmail dopo i precursori MSMail e Lotus Notes
- nel 1992 il MIME (Multipurpose Internet Mail Extensions) rende l’email molto più flessibile e pone fine alle email di solo testo. Tra le novità introdotte dal MIME vi erano l’impiego di caratteri diversi dalla codifica dell’ASCII (Codice Standard Americano per lo Scambio di Informazioni), l’aggregazione di diversi messaggi tra loro, l’inserimento di allegati, la lunghezza illimitata e arbitraria e l’invio di messaggi non testuali
- sempre nel 1992 la possibilità di formattare un’email senza conoscere i codici di programmazione fu resa possibile grazie a CompuServe e all’introduzione di un editor WYSIWYG (What You See Is What You Get) che permetteva di personalizzare colori, font e utilizzare persino le emoticon
- al 1993 risale la prima versione di un’email interamente web-based. Fino ad allora si era vincolati all’utilizzo di un programma specifico per mandare e ricevere email. Fu grazie a un’idea di uno studioso del CERN, Philip Hallam-Baker, che si progettò la prima implementazione di servizio email via web.

1999: la nascita del Permission Marketing

Con il suo libro Permission Marketing, Seth Godin introduce una tecnica di marketing non convenzionale e rivoluzionaria rispetto alle strategie di Email Marketing invasive utilizzate fino a quel momento. L’idea alla base di questa strategia si basava sull’invio di email promozionali solo agli utenti che avessero precedentemente fornito il consenso a ricevere quel tipo di comunicazioni, da qui appunto il nome Permission Marketing. Godin aveva infatti intuito, già nel 1999, che affinché una strategia di Email Marketing fosse efficace, ogni campagna dovesse presentare tre elementi:

essere anticipata all’utente (tramite il suo consenso)
essere personale
essere rilevante

2002: l’email approda sul mobile

In questo anno viene lanciato sul mercato il BlackBerry 5810, il primo device mobile ad aprire le porte all’email e alla cosiddetta Mobile Work Era, dando la possibilità di visualizzare la propria casella di posta dal telefono.

2004: nasce Gmail

L’avvento di Gmail nel 2004 alzò gli standard della competizione tra i vari servizi di posta elettronica, grazie all’introduzione di funzionalità fino ad allora sconosciute, come uno spazio di archiviazione di un gigabyte, la possibilità di avviare conversazioni (thread) tra gli utenti e, nel 2013, lo smistamento automatico delle email nelle tabbed inbox, ovvero nelle schede “Principale”, “Social”, “Promozioni” e “Forums”.
tabbed inbox di Gmail
2009-2011: l’email diventa responsive

Dalla sua prima presentazione ufficiale, il 9 gennaio 2007, l’iPhone ha stravolto il mondo della comunicazione moderna e ha reso lo smartphone un oggetto tecnologico indispensabile, utilizzato oggi da circa 3,6 miliardi di persone. Il canale email si è dovuto adeguare a questo successo e da quel momento in poi il lavoro di ottimizzazione per mobile è una sfida di perfezionamento continua.

Scopri tutti i segreti dell’ottimizzazione per mobile nell’ebook Email & Mobile: la guida definitiva al design responsive

2010-2020: l’email si perfeziona e diventa sempre più personale e automatica

Se gli anni ‘90 sono stati la decade che ha dato impulso al canale email, il decennio dal 2010 al 2020 ha visto protagonisti una serie di cambiamenti che hanno reso i messaggi di posta uno strumento ancor più efficace e personalizzabile:

nel 2010 le email automatiche inviate a seguito di una determinazione azione dell’utente diventano la normalità
nel 2014 l’integrazione di CSS e HTML introduce la possibilità di creare animazioni e apre le porte alle email interattive. Sempre nello stesso anno iniziano a essere utilizzati i campi dinamici per personalizzare le email
nel 2016 l’utilizzo delle animazioni e le strategie di personalizzazione diventano sempre più diffuse nelle campagne di Email Marketing delle aziende
nel 2018 Apple introduce il Dark Mode

2018: il GDPR cambia le regole

Entrato in vigore il 25 maggio 2018, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR – General Data Protection Regulation), ha definito le norme uniche per il trattamento dei dati personali nei Paesi dell’Unione Europea, imponendo alle aziende di rivedere le loro logiche di marketing (e, quindi, anche di Email Marketing) e le loro strategie di raccolta e utilizzo dei dati degli utenti.

2020: un anno che ha cambiato tutto

Il 2020 ha segnato una svolta nel mondo del marketing e nella storia del canale email. La pandemia ha dato impulso a un processo di digitalizzazione che era già nell’aria, trasformando l’utilizzo di strategie e canali digitali (tra cui soprattutto l’email) da scelta opzionale a necessità urgente (come abbiamo già ampiamente spiegato in questo post). Questo anno anomalo ha rappresentato un ulteriore passo decisivo nella crescita dei messaggi di posta, trasformando l’email in uno strumento di marketing irrinunciabile e obbligatorio per le aziende.
Il futuro dell’email: quello che abbiamo imparato in 50 anni di storia

Al di là degli avvenimenti che hanno segnato l’evoluzione dell’email, in questi 50 anni di storia, ecco cosa abbiamo imparato per sfruttare tutto il potenziale di questo canale:

- testare, testare e ancora testare: l’email, il suo design e il suo pubblico sono in costante evoluzione e ciò che funzionava ieri, per il contesto e gli utenti del passato, può non funzionare oggi o domani. Per questo utilizzare tecniche di testing come l’A/B test è una delle best practice chiave per rendere l’email davvero efficace
- misurare per migliorare: l’email è un canale estremamente misurabile ed è importante tenere monitorati i suoi principali KPI per garantire performance migliori
- affidarsi a una piattaforma di Email Marketing professionale è sempre la scelta migliore: piattaforme di invio email come MailUp offrono un’infrastruttura sicura ai tuoi messaggi, un’ottima reputazione di invio e tassi di recapito eccellenti.

Related posts:

  1. Marketing Flop: New York Times, essere troppo frettolosi con le email
  2. 10 statistiche per l’email marketing da non perdere nel 2021
  3. Mail Up presenta l’Osservatorio Statistico 2021, la sua indagine annuale sulle performance dell’Email Marketing nel 2020.
  4. Wikipedia compie 20 anni, il fondatore Wales: La conoscenza è la via per la pace