L’importanza del tempo libero - Relazioni Pubbliche in pillole a cura di Giorgio Vizioli

Mag 31st, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione


In passato, gli addetti alle relazioni pubbliche provenivano da altre discipline: il giornalismo, il marketing, la pubblicità. Si trattava pur sempre di lavori legati all’ambito della comunicazione ma, da molti punti di vista, erano (e sono) differenti. Era quindi richiesta la capacità (che non tutti avevano) di declinare le proprie competenze in funzione delle nuove mansioni.

Poi, negli anni Settanta, si diffusero percorsi formativi a vari livelli (parauniversitario, accademico, master), finalizzati a una preparazione specificamente concepita per l’attività di comunicatore. Con il risultato di elevare il livello generale del settore e di conferirgli maggiori dignità e autorevolezza di fronte alle altre funzioni aziendali (elemento di enorme importanza).

A volte, una preparazione molto teorica può portare a una certa rigidità nell’interpretazione delle innumerevoli problematiche che ci si trova ad affrontare nella quotidianità professionale. Ma è anche vero che, oltre alla preparazione, che è sempre fondamentale, è il talento personale a fare la differenza tra professionisti.

Nelle relazioni pubbliche, che sono un’attività strettamente plasmata sulla realtà, è inoltre essenziale la formazione permanente. Anzi, il buon comunicatore non deve solo sapere imparare da ciò che si vede ma deve sapere cogliere ciò che non si vede, ma che presto si vedrà.

Deve individuare i segnali di novità quando sono in embrione. E e lo deve fare con tempestività, per essere tra i “first comer” e non un “late joiner”.

Per questo l’addetto alle relazioni pubbliche ha bisogno, nella sua giornata lavorativa di tempo libero. Tempo in cui in apparenza non lavora ma di cui ha necessità per lavorare.

Tempo per creare e mantenere contatti, tempo per coltivare i rapporti personali con i media e con gli altri interlocutori: a volta si tratta solo di fare una telefonata (che non può essere breve), altre di vedersi per un caffè, un pranzo o addirittura una cena; oppure, di questi tempi, di una videochiamata. Tutte cose che richiedono tempo, e non poco.

Occorre inoltre trovare il tempo per leggere i giornali, anche quelli che non riguardano il proprio settore d’interesse. Il tempo per guardare la televisione, i programmi di cui tutti parlano e che fanno tendenza (almeno una volta bisogna averli visti).

Il tempo per documentarsi su cosa fanno i concorrenti e i colleghi e sul loro modo di lavorare e di porsi sul mercato.

È indispensabile, infine, per avere il tempo per pensare, per riflettere, per trovare e valorizzare i nessi tra casi ed esperienze che apparentemente non hanno legami.

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Giorgio Vizioli
Comunicatore e Giornalista, dal 1990 titolare dell’Agenzia Studio Giorgio Vizioli & Associati di Milano (www.studiovizioli.it), ha ricevuto il Premio “Ufficio Stampa di Eccellenza 2019” del GUS (Giornalisti Uffici Stampa) Lombardia
Membro del Comitato Direttivo del ClubMC
giorgio.vizioli@studiovizioli.it
www.studiovizioli.it

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