La Comunicazione del Food & Beverage (15) grazie a Giorgio Vizioli

Lo Champagne un vino, ma anche un simbolo

Champagne è un prodotto molto particolare. Infatti, oltre (naturalmente) a essere un vino,è anche, al tempo stesso, un potente simbolo: emblema della gioia di vivere, della festa, dell’allegria.

Compagno immancabile dei momenti felici della vita. Per il comunicatore, questa sua doppia valenza costituisce senz’altro una opportunità ma è anche un elemento di complessità, una potenziale insidia.

Come risolvere il dilemma_ lo Champagne si comunica prevalentemente come un vino o come un prodotto di lusso?

Lo abbiamo chiesto alla persona più indicata a rispondere a questo quesito: Domenico Avolio, Direttore del Bureau du Champagne Italia, ossia l’ufficio che rappresenta nei vari paesi il Comité Champagne, organismo che riunisce tutte le Maison e tutti i vigneron della Champagne.

“Dal mio punto di vista, che è quello della comunicazione interprofessionale, lo Champagne è innanzitutto un vino. Un vino unico, frutto di un terroir unico e di competenze specifiche tramandate di generazione in generazione fino a noi.

Proprio grazie a questa storia lo Champagne può esprimere una molteplicità di valori e di significati che non ha eguali. La dimensione del mito, del lusso, della gioia di vivere sono parte integrante di questo patrimonio e quindi anche della comunicazione”.

Quali sono i principi della comunicazione dello Champagne?
“Il Bureau du Champagne si pone come un interlocutore neutrale e super partes rispetto alla comunicazione dei marchi. Il nostro compito è quello di informare e di formare sulla denominazione nel suo insieme”.

Vi sono specificità relative alla comunicazione in Italia, rispetto ad altri paesi?
“L’Italia è sicuramente il paese dove i consumatori di Champagne sono spesso molto informati, veri appassionati. La comunicazione, quindi, deve tenere conto anche delle esigenze di un pubblico di specialisti che chiede di andare in profondità sugli argomenti e non si accontenta di restare a un livello troppo generale. Nel nostro lavoro il confine tra comunicazione e formazione è molto sottile”.

Su quali basi impostate il rapporto con i media?
“Il Bureau, in quanto rappresentativo della denominazione, è l’interlocutore ideale per quanti si avvicinano per la prima volta allo Champagne e desiderano un primo orientamento, così come per chi, all’opposto, cerca informazioni estremamente tecniche e puntuali.

Si tratta di un rapporto di fiducia e di rispetto che il Bureau è riuscito a costruire nei suoi oltre 40 anni di presenza in Italia. Credo sia un bell’esempio di come un prodotto possa dimostrare la sua vicinanza al mercato e al pubblico attraverso una presenza reale e continua nel tempo”.

Quali caratteristiche hanno le vostre azioni di relazioni pubbliche?
“Il contenuto di formazione è sempre presente all’interno delle nostre azioni e viene adattato di volta in volta al tipo di pubblico e alle sue esigenze specifiche: la stampa e i sommelier hanno evidentemente esigenze diverse.

Il nostro obiettivo è quello di fare in modo che, al termine di un evento, tutti i nostri interlocutori possano dire di avere conoscere lo Champagne meglio di prima “.

Come si pone il Consorzio rispetto alle maison e rispetto ai distributori italiani dal punto di vista della comunicazione: sinergie oppure attività indipendenti e parallele?

“La collaborazione con la distribuzione è fondamentale e deve svolgersi sempre nel rispetto del ruolo super partes del Bureau, che è al servizio della denominazione Champagne nel suo insieme. Nel corso dei nostri eventi di degustazione offriamo sempre una proposta equilibrata di marchi rappresentativi della filiera nel suo insieme”.

Giorgio Vizioli
Comunicatore e Giornalista, dal 1990 titolare dell’Agenzia Studio Giorgio Vizioli & Associati di Milano (www.studiovizioli.it), ha ricevuto il Premio “Ufficio Stampa di Eccellenza 2019” del GUS (Giornalisti Uffici Stampa) Lombardia
Membro del Comitato Direttivo del www.ClubMC.it
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