La comunicazione non è improvvisazione, è scienza e bisogna saperla fare!

See, I can draw the sky” questo il Billboard di qualche anno fa, nelle ultime settimane è tornato alla ribalta sui canali social. Sarà la necessità di disegnare un nuovo futuro, sarà la voglia di creare nuove opportunità che fanno intravedere un desiderio di ripartenza dopo il lockdown fatto sta che sono diverse le pagine social  che riprendono la campagna

Faber Castell, azienda diventata famosa per la produzione di matite, che attualmente produce ogni tipo di materiale di cancelleria ci fa sognare utilizzando quanto di più fantasioso può esserci, risvegliando il bambino che c’è dentro di noi.

Disegnare il cielo con una matita? E’ possibile e con Faber Castell puoi!

Già l’idea esprime tutte le infinite possibilità di un mondo nuovo: se si può arrivare a disegnare il cielo, si può pensare di fare qualsiasi cosa e tutto ciò che hai nel cuore e nella mente può diventare realtà.

Walt Disney diceva se puoi immaginarlo, puoi farlo! E da un maestro di creatività come lui non può che essere vero.

Il cartellone pubblicitario non necessita di essere spiegato, basta guardarlo per comprenderne il forte impatto visivo e soprattutto emozionale: una bambina con il braccio alzato verso il cielo e una matita in mano intenta a disegnarlo. Lo slogan è imponente: “Guarda, posso disegnare il cielo…” e in calce disegna qualsiasi cosa tu voglia, sentiti un artista!

Un messaggio per nulla scontato e senza tempo che mai come in questo momento è di forte attualità e di stimolo.

E’ il potere della comunicazione e al tempo dei social bisogna riflettere come spesso non è l’azienda a riposizionarsi ma il mondo circostante a farlo per lei. Guardate questo esempio: una pubblicità di qualche anno fa che nuovamente fa capolino perché un determinato periodo storico fa rinascere l’urgenza di “tornare a sognare” e, quando questo avviene cavalcare l’onda, significa approfittare della situazione per far parlare di sé e del proprio brand.

Può capitare che non sempre la comunicazione sia associata a messaggi positivi ed ecco che il “crisis management plan” di un’azienda è la prima arma da predisporre per salvaguardare l’immagine.

La comunicazione non è improvvisazione, è scienza! Si deve sapere come farla, come usare le mille sfaccettature di essa, riuscire ad emozionare e trasmettere allo stesso momento, creare pathos ma anche rimanere indelebili. E’ un mondo fatto di colori dove la tavolozza è infinita di combinazioni ma, soltanto quelle giuste riescono a realizzare qualcosa che abbia un senso per qualcuno.

I mille lati della comunicazione sono un’esperienza che si vive man mano si studia questa materia, semplice all’apparenza ma che nasconde insidie profonde ancor di più se parliamo di comunicazione digitale che non va sottovalutata soprattutto per il grande potere degli strumenti che a disposizione di tutti possono amplificare le notizie creando un viralismo inaspettato.

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