La guerrilla communication di Bansky, writer “contro”

Gen 31st, 2020 | Di Redazione | Categoria: Unusual Communication


Lo street artist più famoso deve fama e successo anche al suo anonimato. I suoi graffiti etico-politici sono riprodotti ovunque

Un autore che rappresenta bene l’altra faccia delle guerre tecnologiche e delle rivoluzioni militari è Banksy, il writer inglese già passato alla storia dell’arte per i suoi corrosivi lavori e anche perché la sua identità rimane ancora sconosciuta. Il suo genere satirico è molto efficace perché tocca il cuore dei problemi sempre con forza, spesso con ferocia. Ma non sarebbe diventato quello che è, cioè uno dei maggiori street artist del mondo, se le sue opere non avessero trattato temi come l’etica, la cultura, la politica e, appunto, la pace. Il suo è un pacifismo selettivo. Ha idee chiare e le mette in atto con molta precisione, che si tratti di napalm in Vietnam, di polizia repressiva in Europa, o di muri in Palestina.

La bambina che abbraccia una bomba è una presa di posizione netta ed efficace contro la proliferazione degli armamenti e la corsa al riarmo. Nato nella scena underground di Bristol, ha abbinato la sagacia della sua comunicazione, molto british, a tecniche visive, gli stencil soprattutto, estremamente semplici ed efficaci. Ma Bansky, sia chiaro, non è un autore chiuso nelle mura domestiche. I suoi graffiti hanno colpito ovunque, trattando sempre i temi più ostici con il piglio tipico dei grandi talenti.

Sempre con gli ultimi, gli oppressi e gli emarginati, l’anonimo ragazzo ex bristoliano, che molti considerano essere Robert Gunningham, è cresciuto anche grazie a un sapiente uso del marketing. Questo lui lo nega, ma così è. Anzi potremmo dire che lui è uno dei padri della guerrilla marketing.

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