La musica giusta, per dare un “tono” all’evento - Relazioni Pubbliche in pillole a cura di Giorgio Vizioli

Giu 19th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione, Marketing, Relazioni Pubbliche

Che siano in presenza, oppure (si spera ancora per pochissimo) in remoto, i convegni, le conferenze, i workshop, i seminari e le tavole rotonde sono sempre momenti in cui il networking, ossia la creazione e il consolidamento di contatti interpersonali, è importante tanto quanto il contenuto dell’incontro stesso.

Quindi, anche se l’uso di organizzare convegni digitali, anche con piattaforme molto efficienti e sofisticate, ha cambiato un po’ le modalità di partecipazione, i fondamentali restano in parte gli stessi.

Uno dei momenti più importanti per creare il clima in cui si svolgerà l’intero evento è l’inizio dei lavori.
Quello in cui si determinano lo stile, il tono, il carattere dell’incontro.

Un modo per raggiungere questo scopo è quello di diffondere per qualche minuto, non più di due, un brano musicale. Musica classica, leggera, pop, folk: non c’è che l’imbarazzo della scelta.

La musica in fondo costituisce sempre la colonna sonora dell’evento

E, proprio perché “imbarazzante”, la scelta deve essere fatta a ragion veduta. Si può scegliere, ad esempio, una musica folk, un canto popolare del luogo che ospita l’evento o che comunque, nel caso di incontri on line, si colleghi con il luogo di provenienza di chi organizza oppure dell’ospite principale.

Altrimenti, l’opzione può cadere su una musica classica, oppure operistica, che può conferire un tono solenne, o intimista, o gioioso all’atmosfera generale.

Il brano deve essere originale, ma non astruso, difficile. Immediato, ma non banale; bello, ma non sentito mille volte. Deve essere scelto senza paura di stupire, ma senza andare fuori tema. Valorizzandolo come una ulteriore opportunità di comunicazione.

Non si deve scegliere una musica solamente perché piace a noi, a meno che i nostri gusti musicali non siano evoluti e competenti sia dal punto di vista musicale sia sotto il profilo della comunicazione professionale.

E se non si hanno queste doti e conoscenze, ci si può affidare a un consulente, che ci suggerisca la musica da utilizzare dopo che gli avremo spiegato il messaggio che attraverso quel determinato brano musicale intendiamo trasmettere.

In generale, i musicisti abituati a lavorare per il mondo della pubblicità possiedono le doti necessarie per questo tipo di consulenza.

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Giorgio Vizioli
Comunicatore e Giornalista, dal 1990 titolare dell’Agenzia Studio Giorgio Vizioli & Associati di Milano (www.studiovizioli.it), ha ricevuto il Premio “Ufficio Stampa di Eccellenza 2019” del GUS (Giornalisti Uffici Stampa) Lombardia
Membro del Comitato Direttivo del ClubMC
giorgio.vizioli@studiovizioli.it
www.studiovizioli.it

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