La pubblicità annoia prima ancora di essere vista.

Mar 6th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione, Marketing


Si stima che un consumatore sia esposto mediamente fino a 10.000 messaggi al giorno legati a brand e prodotti più o meno noti.

Normale che il nostro cervello vada in crack e si chiuda ermeticamente a difesa degli “attacchi” della reclame facendoci diventare quasi tutti refrattari

Questo fa sì che la pubblicità fine a se stessa è sempre meno tollerata, per attrarre l’attenzione in mezzo alla miriade di informazioni da cui siamo bombardati serve qualcosa di più alto, con dei valori, che ci coinvolga in più di un modo.

La scarsità di creatività, l’intrusione continua non acconsentita, dunque seriamente invasiva e la ripetitività asfissiante sono i principali “minus” attribuiti agli spot , alle immagini ed ai messaggi promo-pubblicitari attuali

Così concepita con questi gravi difetti, aggiunti al rischio di essere ritenuta in alcuni casi non veritiera, a causa delle promesse non mantenute, la pubblicità stessa si scredita agli occhi delle personas perdendo vigore e sostanza, profilandosi come qualcosa da evitare, in primis perchè ci annoia e ci disturba

Non basta più un post sponsorizzato su Facebook o un annuncio AdWords per catturare l’attenzione dei potenziali clienti. Servono vere e proprie campagne di comunicazione, create, ragionate e curate nei minimi dettagli; soprattutto se non hai il budget pubblicitario di Dior, devi compensare con lo studio, l’analisi e la preparazione precedenti il lancio.

E’ indispensabile una comunicazione moderna multichannel e soprattutto non convenzionale

I racconti di chi ce l’ha fatta ci hanno abituato a pensare che, provando a tentoni prima o poi si ottenga il successo.

Continua ad essere un metodo molto economico, è vero, ma diventa sempre più rischioso: di bruciare un’idea potenzialmente meravigliosa, di vederla incompresa, derisa, o peggio ancora, copiata da un concorrente nel giro di un mese.

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