La pubblicità che cattura l’attenzione. Spot: con animali è più emozionale

Set 22nd, 2020 | Di Redazione | Categoria: Breaking News

Una coppia di simpatici amici -un gatto bellissimo color panna con la mascherina giallo ocra intorno agli occhi azzurro mare e un dolcissimo cane a chiazze bianche e marroni racconta la vita quotidiana della famiglia perfetta.

E sempre connessa. «Noi in questa casa abbiamo tutto, cibo in abbondanza e coccole infinite…», dice l’esuberante micio. Poi si rivolge all’amico e chiede: «Perché oggi non parli, mi tieni il muso?», Alle sette in punto rompono le righe, scatta l’ora dell’aperitivo (momento festoso) e i due amici scodinzolando si avviano verso il frigorifero per scegliere il menu. Apparecchiano e si siedono a tavola. Uno spettacolo tenerissimo.

Anche se il cast attoriale èdi tutto rispetto, è nulla di fronte ai due attori protagonisti che catturano l’attenzione. Sono i nostri amici pelosetti, entrati nelle nostre case in punta di zampette, che ci emozionano e rendono le ore passate in loro compagnia gioiose, allegre, spensierate. E piene d’amore.

Per dirlo con le parole di Arthur Schopenhauer: «Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato». O per usare quelle di Daniel Pennaco, «Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì mezzogiorno e sera. Grave errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione». Basta andare su internet, twitter, facebook e dintorni per accorgersi che le foto e i video più cliccati sono quelli che hanno come protagonisti gli animali.

Sarà per questa ragione che la rete britannica Bbc per le Olimpiadi 2016 di Rio ha realizzato uno speciale spot che lei stessa ha definito “TI più grande spettacolo sulla Terra”. Nel video gli atleti sono gli animali della giungla alle prese con gli sport olimpici. Si vedono mentre si allenano nelle diverse discipline. I campioni di tuffi sono i coccodrilli.

Anche i signori del marketing hanno capito che il migliore amico dell’uomo è fondamentale per dare successo al proprio spot.

Non solo per i pubblicizzare i croccantini. Come dimenticare il cucciolo di Labrador color champagne che con il rotolo di carta igienica fa il giro di casa.

Cani protagonisti nelle campagne pubblicitarie, quattro zampe utilizzati non solo per promuovere le aziende Pet.

Gli animali e in particolare i cani vengono usati sempre più come testimonial delle campagne pubblicitarie e nei video promo commerciali di aziende, le agenzie pubblicitarie sfruttano la grande sensibilità degli italiani nei confronti dei 4 zampe, si stima infatti che un italiano su due sia un Pet Lovers e viva in casa con un pet.

Scontato l’utilizzo dei 4 zampe nelle campagne pubblicitarie per le aziende che commercializzano articoli pet e pet food, mercato in forte crescita con un giro d’affari nell’arco di un anno solo che per il Pet Food in Italia si attesti sui 2000 milioni di Euro (con un grosso incremento delle vendite di cibo di qualità).

Un affare colossale per le aziende multinazionali e per le grandi e piccole aziende del settore che ruotano intorno al business del commercio di cibo per gli amici pelosi (cani e gatti).

E che dire del Segugio (uno straordinario Weimaraner grigio) nei panni di ministro del Risparmio che tiene una conferenza stampa e incalzato da una giornalista propone una nuova manovra per far risparmiare gli italiani: «Stracciare la vecchia polizza auto e farne una più conveniente su Segugio.it».

Buffo anche lo spot di Air Action Vigorsol con protagonista l’affascinante koala instancabile masticatore, che ruba la scena e forse il lavoro a un giovane attore che fa il verso a Fonzie.

E poi c’è la casa di automobili Subaru che affida la propria immagine a una famigliola di cagnolini: il papà è al volante, la mamma accanto e dietro i due cuccioli sul seggiolino. L’allegra brigata a bordo dell’auto (da promuovere) si diverte molto, si ferma persino alla stazione di benzina e dialoga con i cani che incontra. Assolutamente da vedere.

In televisione è un crescere e proliferare di cani protagonisti, il programma televisivo Striscia la Notizia utilizza abitualmente, a fianco dei presentatori e delle famose veline, dei piccoli cani non di razza che scorazzano in lungo e in largo nello studio. Cagnolini graziosi e spensierati che bucano le schermo e che catturano l’attenzione dei telespettatori aprendone il cuore.

Per quando riguarda gli spot televisivi e i video promozionali è un vero e prorio boom! I Cani attori vengono utilizzati per promuovere di tutto, auto, telefonia, vacanze a quattro zampe in hotel di lusso a 5 stelle.

L’azienda automobilista Skoda utilizza un bel cagnone per promuovere la vendita del suo ultimo Suv, la Ford ha scelto un bellissimo border collie come testimonial del nuovo spot della S-Max.

Nell’ambito della telefonia Fiorello nell’ultimo spot della Wind è stato affiancato da un cast di attori a 4 zampe. Per non parlare poi delle promozioni delle vacanze a quattro zampe in hotel e strutture ricettive e dell’utilizzo dei cani come testimonial nella promozione turistica, il mercato delle vacanze Pet friendly in Hotel è in grosso fermento tanto che anche i più blasonati Hotel di lusso a 5 stelle promuovono le vacanze con il cane in hotel.

Famosa è la campagna di un noto hotel di lusso sul lago di Como (CastaDiva resort & SPA di Blevio) che ha scelto un pastore tedesco Gunter V (il cane più ricco del mondo) come testimonial del suo nuovo video promozionale.

Stracoccolato e viziato Gunter è il protagonista assoluto del video, un modo intelligente per presentare i servizi della struttura alberghiera di lusso e per attrarre i nuovi ricchi (provenienti da tutto il mondo) che viaggiano in compagnia del loro inseparabili 4 zampe.

Per non parlare poi di altri animali utilizzati nel mondo degli spot e della pubblicità. Cosa ne dite del Koala che mastica la gomma nel video pubblicitario di Vigorsol Air Action… e della famosa pubblicità di Brioschi digestivo quando il protagonista con bruciori di stomaco si svegli con un cinghiale sulla pancia … e della gallina Rosita nello spot del mugnaio Banderas per Mulino bianco, al quale confudava i suoi problemi di cuore. I suoi movimenti poco naturali hanno fin da subito destato dei sospetti, poiché è strano osservare una gallina che non sbatte le ali, che non becca ciò che le sta intorno e che prende tranquillamente il sole accovacciata sul tetto di una fattoria, ma non sono stati un impedimento per la creazione di un vero e proprio legame un legame con il pubblico.

Questa gallina è stato un vero e proprio ‘Animatronic’, ovvero personaggio robotico che può assumere diverse sembianze e i cui movimenti sono comandati a distanza o programmati

Ed ancora, vogliamo parlare anche della capra nello spot della Settimana Enigmistica?!

Gli animali se utilizzati con intelligenza e con ironia sono sempre stati una grande risorsa per le aziende, ma quanti cani ci sono in pubblicità!

Alla luce di diversi studi che dimostrano come le decisioni di acquisto siano spesso dettate dalle emozioni, il binomio animali e pubblicità può essere considerato una delle declinazioni attraverso cui prendono forma le strategie di marketing emozionale.

Le emozioni incidono sul comportamento degli individui e spesso conducono l’utente all’azione che lo trasformerà in consumatore.

Decidere di utilizzare un animale come protagonista di una campagna pubblicitaria significa puntare a un forte coinvolgimento emotivo negli spettatori poiché il significato simbolico di cui gli animali si fanno portatori è profondamente radicato nel loro immaginario.

Non è un caso che il cane sia spesso portavoce del concetto di affidabilità e ripreso in tipiche scene familiari, così come non è raro trovare pubblicità di automobili che utilizzano cavalli per evocare il concetto di potenza del motore.

Uscendo da questi schemi stereotipati, però, è anche possibile osservare gli animali in atteggiamenti strani per la propria natura o fare da spalla all’attore con cui sono in scena, divenendo veri e propri testimonial

Il tema degli animali utilizzati per gli spot pubblicitari solleva questioni delicate come quelle dello sfruttamento degli stessi come se si fosse all’interno di un circo. Se da un lato vi sono gli eccessi dell’AIDAA che aveva accusato Mulino Bianco di aver drogato la gallina Rosita quando in realtà si trattava di un animatronic, dall’altro c’è chi come l’ENPA ha accusato Mercedes per l’utilizzo di un orso marsicano all’interno di uno spot girato a Milano senza tenere conto che la specie fosse a rischio estinzione.

Uno dei modelli seguiti nella creazione di spot pubblicitari con animali protagonisti è quello che li vede riprendere delle caratteristiche fisiche di alcuni esseri umani o di personaggi famosi. Nel 2019, Samsung ha lanciato lo spot “Connect your Galaxy this holiday” in cui veniva evidenziata la somiglianza tra un cane ospite di un rifugio per animali e Chewbacca di Star Wars.

Il custode del rifugio all’interno dello spot decide di scattare una foto e postarla sui social dove raggiunge un giovane fan che fa di tutto per convincere il proprio padre ad adottare il ChewieDog. Una volta giunti al rifugio, il giovane scopre che il cane è stato da poco adottato, ma mentre deluso si gira per tornare a casa il suo sguardo incrocia quello di un gatto dall’aspetto familiare per un fan di StarWars ed è amore a prima vista.

Per quanto invece riguarda le campagne stampa, il noto marchio di prodotti per animali Cesar si chiede se la somiglianza fra cane e padrone sua realtà o solo frutto della fantasia. Si potrebbe pensare a un’ispirazione nata dalla visione del film “La Carica dei 101”, in particolare quando il cane Pongo si lascia andare a un monologo sulle razze, cercando di trovare l’anima gemella per Rudi;

il tema della somiglianza cane-padrone è stata nel tempo anche oggetto di progetti fotografici come il “Do you look like your dog” di Gerrard Gethings. Le grafiche Cesar propongono al pubblico una serie di coppie padrone-cane che si somigliano per caratteristiche fisiche, strappando un sorriso a chi le osserva

Il desiderio di essere altro attraverso il racconto degli animali in alcuni spot

Nello studio sulle comunicazioni di massa, la pubblicità rappresenta spesso un oggetto la cui peculiarità è prettamente persuasiva. Attraverso la pubblicità si vuole convincere qualcuno e lo si vuole indurre a fare qualcosa.

La sua analisi è dunque basata su strumenti e categorie che si rifanno alla ricerca sulla propaganda di cui vengono esplorate forme, dinamiche e impatto.

Se la si osserva invece come narrazione di una storia, apparentemente slegata dal prodotto che sta promuovendo, si assiste alla visione di piccoli spaccati di realtà utili per comprendere processi comunicativi e culturali ma anche per lanciare dei messaggi forti sotto diversi punti di vista.

Uno di questi è il caso dello spot “Be more dog” della compagnia telefonica britannica O2. Il protagonista dello spot è un gatto che racconta, in un monologo, divenendo voce narrante allo spot, come «ogni giorno lo stesso: me ne stavo in disparte fino a pranzo e freddamente indifferente dopo.

Mi sembrava tutto così… “meh”. Poi ho capito: perché essere così gatto? Perché non essere un po’ più cane?». La monotona vita da gatto può essere stravolta e a un’esistenza noiosa fra cuscini e tappeti si può passare, se si vuole, a un’esistenza più appagante fatta di giornali distrutti, buche scavate in giardino e bastoncini riportati al padrone.

L’intraprendenza e il cambiamento sono i veri messaggi che lo spot riesce a trasmette attraverso una sequenza sapientemente mixata con immagini reali e computer grafica. Un’ironica e velata critica agli stereotipi che da sempre circondano la vita dei cani e dei gatti, ma che in fondo sono propri anche del genere umano.

Si può cambiare e si possono superare i limiti della propria specie è l’insegnamento che proviene anche da un altro spot. Questa volta il protagonista è un asino che dichiara «ho sempre sognato di essere un clydesdale della Budweiser.

L’unico problema è che sono nato asino. Così, per tutta la vita mi sono esercitato nella camminata dei clydesdale, nel trainare come un clydesdale. Ho anche provato le hair extensions sulle mie zampe. E poi è arrivato il grande colloquio; mi hanno guardato negli occhi e mi hanno detto: “Cosa ti fa pensare che saresti un buon clydesdale, figliolo?”». Lo spot si conclude con un lieto fine e la scena dell’asino che con il suo aspetto nobile e fiero riesce a esaudire il suo desiderio.

Non sono però sempre gli animali a desiderare di essere altro. In “Catrentine”, l’agenzia brasiliana Almap Bbdo ( vedi il filmato esterno) presenta una riflessione sul settore della pubblicità ai tempi del COVID e una visione ottimistica sul futuro del settore. Il cortometraggio, interamente girato in casa, espone il punto di vista di un creativo che una mattina si sveglia non più umano ma gatto e avendo tanto tempo per riflettere sulla situazione si rende conto di quanto sia stimolante lavorare in questo settore. Il video non nasce come spot pubblicitario, ma lo diventa attraverso una sequenza di immagini divertenti su come sarà possibile affrontare i cambiamenti che il mondo presenterà.

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