La reputazione dei politici sul web: Conte, Salvini e Meloni sul podio

Lug 1st, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Giuseppe Conte, il centrodestra e, in fondo, il centrosinistra. È questo il quadro delineato dalla classifica sulla web reputation dei politici dei principali partiti italiani negli ultimi 12 mesi.

Al primo posto c’è il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (480.26): più volte, l’Osservatorio Politico di Reputation Science ha evidenziato la continua crescita della sua reputazione online che lo ha portato ad essere, per distacco, il politico più apprezzato sul web. Nei mesi di aprile e maggio, con l’avvio della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, la web reputation del premier è cresciuta in modo meno significativo rispetto al mese precedente.

A pesare, le critiche che gli sono arrivate dagli oppositori politici – Matteo Salvini e Giorgia Meloni in prima fila, che lo hanno attaccato per la scelta di ricorrere al Mes e per le sue conferenze stampa – ma anche da un partito di maggioranza, Italia Viva di Matteo Renzi. Nell’ultimo anno, tuttavia, il sentiment associato a Conte rimane positivo per il 41%, uno dei valori più alti della classifica, e negativo solo per il 29%.

Viaggia su percentuali diverse il leader della Lega Matteo Salvini (95.51). Le conversazioni associate alla sua figura sono infatti negative per il 40% e positive per il 39%. Nonostante l’alta polarizzazione intorno alla sua presenza web, Salvini è al secondo posto della classifica. La curva della sua web reputation mostra un crollo nella seconda metà di aprile dovuto alla convocazione per l’avvio del processo riguardante il caso Gregoretti, per l’attacco frontale di Giorgia Meloni («Salvini sbaglia sulla piazza») e per alcuni sondaggi negativi. Risale invece nella seconda metà di maggio, spinto soprattutto dall’entusiasmo degli utenti Facebook che lo incitano a «non mollare». Dopo la crisi di inizio anno dovuta alle elezioni perse in Emilia Romagna, la sua web reputation è in crescita e si avvicina ai livelli raggiunti durante il suo periodo da Ministro dell’Interno.

Entra sul podio Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia – unica donna a guidare uno dei principali partiti italiani – è la politica che gode della più alta percentuale di sentiment positivo (46%) e, con il punteggio di 70.59, è terza. Tra le conversazioni dell’ultimo anno, spiccano i ritratti che la dipingono come una leader capace di portate Fratelli d’Italia a importanti percentuali di gradimento, tanto che qualcuno si chiede se non sarà lei, in un futuro prossimo, la leader della coalizione di centrodestra. Inserita da Time tra i 20 personaggi che potrebbero plasmare il mondo, Meloni può contare su una solida web reputation anche in questo periodo di emergenza sanitaria: i suoi attacchi all’indirizzo del Governo, del premier Conte e anche del cantautore Francesco Guccini («Ci vuole forse appendere a testa in giù?») hanno scatenato l’entusiasmo dei propri follower.

Si ferma al quarto posto della classifica Luigi Di Maio (58.67), che formalmente ha lasciato la guida del Movimento 5 Stelle a gennaio ma rimane punto di riferimento della delegazione pentastellata all’interno del Governo. Nell’ultimo anno, gli attacchi degli oppositori politici e degli attivisti che imputano a lui il calo del M5S, minano il sentiment associato alla sua figura (negativo per oltre il 44%).

L’ultimo mese in analisi, per il Ministro degli Esteri, si apre con la liberazione della cooperante Silvia Romano e con l’impegno a liberare anche gli altri connazionali rapiti all’estero. Per quanto riguarda l’emergenza sanitaria in corso, il Ministro propone un Recovery Plan europeo e ha una certezza: «L’Italia si rialzerà», ha scritto in un post Facebook molto apprezzato dagli utenti.

Un atteggiamento responsabile e una grande generosità: sono questi gli elementi che gli utenti web riconoscono a Silvio Berlusconi, garantendogli così la quinta posizione nella classifica di maggio. Il leader di Forza Italia ottiene infatti 52.77 punti e, nonostante la sua «fuga a Nizza per scappare dal coronavirus» come scrive qualche utente, risulta il secondo leader politico per sentiment positivo (45%, dietro solo a Giorgia Meloni).

La buona performance ottenuta durante i mesi della crisi Covid-19, tuttavia, non basta a colmare le numerose negatività accumulate durante l’anno, una su tutte il suo coinvolgimento nel processo per le stragi di mafia degli anni Novanta. Elementi che non lo fanno andare oltre il quinto posto.

Compare in sesta posizione il primo esponente del centrosinistra italiano: è Nicola Zingaretti (45.95), segretario del Partito Democratico. Negli ultimi 12 mesi, il leader del PD ha incassato il buon risultato delle elezioni europee e ha portato il proprio partito al Governo: un cambio di passo che ha diviso l’opinione del web in due, tra chi l’ha considerato un passo necessario per il bene dell’Italia e chi ha criticato aspramente questa decisione.

Non a caso, Zingaretti è il leader che gode del più basso tasso di contenuti neutri (18%): articoli e commenti che lo riguardano sono positivi per il 40% e negativi per il 43%. Tra questi, nell’ultimo periodo, spiccano quelli che criticano la sua mossa di fare un aperitivo sui Navigli a Milano mentre scoppiava l’epidemia da Coronavirus, quelli che riportano il caso delle «mascherine fantasma» della Regione Lazio e la «figuraccia» social di quando, per ringraziare gli infermieri italiani, Zingaretti ha postato una foto di operatori sanitari cinesi. Alti e bassi che gli valgono il penultimo posto in classifica.

Chiude in settima posizione Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva è l’unico politico in graduatoria con una web reputation negativa (-17.82). Sul suo punteggio pesano soprattutto la condanna in primo grado per danno erariale e i numerosi commenti negativi sulle sue «manovre di Palazzo». Gli utenti criticano soprattutto i suoi repentini cambi di idea e le promesse non mantenute («Non avevi detto che ti saresti ritirato dalla politica?» uno dei commenti che va per la maggiore).

Nell’ultimo mese, Renzi e Italia Viva incassano la vittoria sulla regolarizzazione dei braccianti agricoli, ma il senatore fiorentino salta agli onori della cronaca anche per l’infelice frase sui defunti di Bergamo che «se potessero parlare ci direbbero di ripartire». Un’uscita che ha scatenato migliaia di reazioni negative: il 47% del sentiment a lui associato è, infatti, negativo.

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