La reputazione internazionale di SuperMario Draghi migliora la reputazione dell’Italia del 16% e sale la fiducia e l’ottimismo

Feb 5th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Breaking News


La sola ipotesi che Mario Draghi possa ricoprire il ruolo di premier ha portato un miglioramento della Reputazione dell’Italia di 16 punti percentuali. Un dato che si trasforma in capitale economico contante, grazie alla fiducia di mercati che sono da subito in ascesa, dello spread che è sceso a 95 punti e delle istituzioni soprattutto europee.

Questo è quanto emerge dall’analisi realizzata da attraverso l’algoritmo brevettato di Reputation Rating, che ne pesa e misura le dimensioni, certificando una serie di parametri oggettivi e soggettivi, attraverso la tecnologia blockchain.

A sole 24 ore dai primi dati rilevati, l’algoritmo ha rilevato un incremento della Reputazione dell’Italia pari a circa 16 punti percentuali, considerando anche la cattiva situazione di partenza causata dalla crisi politica in corso nelle scorse settimane, che ha inciso in negativo in termini di fiducia nei confronti del nostro Paese.

Andando ad analizzare l’incremento nello specifico, per quanto concerne i Driver che determinano il valore della Reputazione, Leadership e, soprattutto, Performance, intese in senso finanziario, sono tra i più rilevanti. In particolare, la Reputazione dell’Italia in termini di Performance finanziaria è schizzata alle stelle, registrando un +32%, grazie alla fiducia internazionale nei confronti di una figura come quella di Mario Draghi, tra le prime che affiorano in mente in termini di affidabilità negli investimenti.

A pensarlo, e dunque parliamo di Stakeholder, sono per lo più Cittadini, come rilevato dalla Sentiment Analysis in rete degli utenti, che analizza blog post, social e forum, che evidenzia un Sentiment positivo del 71% attorno alle keyword connesse a Draghi Premier. Ottimo riscontro anche da parte di Investitori e Istituzioni Internazionali, che esprimono una piena fiducia nella figura di Draghi, che si riflette anche sul mercato, con il forte rialzo di Piazza Affari e lo Spread che vira in giù a quota 100.

Ancora, positive le menzioni derivanti da analisi e report Unicredit, Equita, BofA, Citi e Banca Akros, che hanno partecipato come importanti data-entry nella stima generale di incremento Reputazionale da parte del Reputation Rating. Infine, non cresce la Reputazione dell’Italia registrando le performance delle menzioni da parte di importanti Stakeholder come Ministri e Politici interni, impegnati in dibattiti autoreferenziali, provando la netta crisi della politica attuale.
Davide Ippolito

“Questo è uno di quei casi emblematici in cui la Reputazione di una singola persona diventa immediatamente capitale economico traslato su una intera nazione. – Spiega Davide Ippolito, cofondatore di Reputation Rating – Mario Draghi ha una reputazione internazionale così altamente consolidata che la sola notizia di una sua possibile nomina ha portato benefici economici per l’Italia che si vedranno, qualora l’ipotesi di governo andasse in porto, nel brevissimo termine.

Il concetto di Reputazione è molto complesso e implica aspetti, che se gestiti in maniera integrata e sequenziale, permettono di raggiungere risultati positivi in termini di fiducia e percezione. Speriamo che la politica capisca il delicato momento, e quanto sia importante in questo momento non venir meno ai nostri impegni internazionali”.

La ricerca

L’algoritmo del Reputation Rating, pesa e misura le dimensioni della reputazione, certificando una serie di parametri oggettivi e soggettivi, attraverso la tecnologia blockchain.

Nel dettaglio, è stata svolta un’analisi di:

media intelligence, dove l’algoritmo ha raccolto e confrontato il Sentiment e i contenuti dei commenti delle principali testate internazionali, come The Wall Street Journal, The New York Times, Financial Times, il Times, Le Monde, LesEchos, Euronews, Der Spiegel, Tagesschau, El Mundo, El Pais, Xinhua, Cgtn e molti altri.
Web Reputation analysis, con una rilevazione generale del sentiment online degli utenti in rete in Italia e nel mondo, analizzando con l’algoritmo parole chiave e topic come #MarioDraghi #DraghiPremier #ItaliaDraghi #ItalyPoliticalCrisis, per studiarne l’incidenza sulla Reputazione. In questa analisi, sono stati presi in considerazione soprattutto Tweet e dichiarazioni di esponenti politici e istituzioni internazionali.

Questa attività ha prodotto circa 143.000 risultati, che sono stati processati dall’algoritmo del Reputation Rating. I risultati sono poi stati ponderati in base alla copertura stimata del pubblico (misurata in impression e copertura totale) e alla media giornaliera dei visitatori utilizzando Alexa

Per quanto concerne l’incidenza sulla Reputazione, questa viene calcolata suddividendo la Reputazione in 10 asset reputazionali, che permettono di studiare i diversi aspetti e interlocutori di un concetto così vasto ed eterogeneo come la Reputazione: i Driver, ovvero Prodotti e Servizi, Leadership, CSR, Governance, Performance, e gli Stakeholder, ovvero Cittadini, Investitori, Ministri e Politici, Istituzioni internazionali, Fornitori.

Occorre ridare certezze a cittadini e imprese dopo il barcamenarsi degli ultimi mesi. L’Italia aspetta serietà e la giusta attenzione in ogni settore dell’economia. I soldi del Recovery Fund sono di tutti e sono debiti che dovremo ripagare. Basta demagogia o assistenzialismo, che non aiutano la ripresa. I partiti alla prova dell’unità.

L’Italia si affida a “SuperMario” nella speranza che sia all’altezza del suo soprannome. È ben vero che ha già salvato l’euro e l’intera Europa dal disastro finanziario quando era alla guida della Bce, ma oggi il compito che ha di fronte farebbe tremare i polsi anche a Superman.

C’è un Paese da mettere in sicurezza dalla crisi sanitaria ed economica, ma c’è anche uno Stato da riformare e rivoltare come un calzino. Ci sono incrostazioni per decenni di incompetenza, lassismo e interessi criminali che hanno screditato le istituzioni.

E a ciò si è aggiunto un tasso di demagogia, immobilismo, incapacità e improvvisazione che negli anni ha contagiato tutta la classe politica che negli ultimi mesi ha dato il peggio di sé con scontri e polemiche ad ogni livello, in una sorta di guerra tra bande di tutti contro tutti, dando una immagine screditata dell’Italia agli occhi del mondo intero.

È però con questa palude, fatta anche di trasformismo e incoerenza che Draghi dovrà fare i conti. E qui non si tratta solo di fare quadrare i bilanci o garantire lo spread: c’è da mettere le fondamenta di quella nuova Italia che dovrà, con fatica, ricostruirsi e tentare la ripresa non appena usciremo (perché comunque ne usciremo) dal tunnel della pandemia

E ci sono da usare con serietà e consapevolezza i prestiti europei (da rimborsare) del Recovery Fund, che sono soldi di tutti gli italiani e che tutti gli italiani dovranno ripagare. E proprio per questo devono essere impiegati con oculatezza e condivisione di tutti, e non certo gestiti nel segreto del Palazzo come volevano fare Conte e i ragazzini di Grillo che da quasi 3 anni tengono in scacco il Paese coi loro costanti NO e giri di valzer su ogni problema

Forza Mario, siamo con te!!!!

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