La simpatica campagna di Durex, che rivista i maestri dell’arte (tranne Pollock, ovviamente) in forma di condom

Mag 30th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Unconvetional Marketing


Probabilmente ricorderemo questa pandemia per le pubblicità da coronavirus tutte identiche, tutte ugualmente fastidiose e retoriche, tutte ferme all’anno zero dell’ispirazione e della creatività.

Per intenderci: quelle con la musichetta emozionale, le famigliole che si tengono per mano o che cucinano (mai qualcuno che legga un libro: il Covid-19 ha prodotto la più copiosa generazione di panificatori da quando l’uomo ha scoperto che poteva nutrirsi di frumento), i bimbi che corrono sulla spiaggia, gli onnipresenti medici e infermieri da défilé, che nelle pubblicità sono tutti sempre bellissimi e non hanno mai un capello fuori posto, quelli che cantano e suonano dai balconi (già insopportabili a metà marzo), coi messaggi fuori campo che ci dicono quanto siamo importanti, e che loro sono sempre stati e staranno sempre al nostro fianco (e non importa se parliamo di sughi all’arrabbiata, di polizze assicurative o di divani industriali: per qualche motivo, sembra che abbiano accompagnato le nostre vite fin dalla nascita).

Ma c’è comunque chi si è distinto senza scadere nella banalità: la Durex, per esempio, che è tra le aziende più all’avanguardia in Italia sull’instant marketing, già a inizio aprile aveva evidentemente intuito che molti italiani hanno approfittato della segregazione forzata per approfondire la propria cultura.

Ed è così che i noti produttori di preservativi si sono inventati una campagna comunicativa, lanciata sui social, che ha rivisitato quattro capolavori dell’arte, di grandi maestri (la Notte stellata di Vincent van Gogh ( nella foto), l’Urlo di Edvard Munch, l’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci e La persistenza della memoria di Salvador Dalí) in formato… Durex. Ovvero, i protagonisti sono stati trasformati in condom.

La campagna è intitolata Durex incontra i grandi maestri dell’arte. Con sottotitolo: “ma stranamente non Pollock”. Ovviamente non dobbiamo spiegarvi perché non abbiano voluto imbattersi nel genio dell’espressionismo astratto. Ecco qua i quattro dipinti a misura di profilattico, con relative descrizioni.

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