La storia degli algoritmi di ranking - Seo step by step a cura di Libero Fusi-

Gen 6th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Qualche giorno fa Google ha attivato l’ennesimo aggiornamento del suo algoritmo di ranking: il December 2020 Broad Core Update, di cui si iniziano a vedere gli effetti nelle SERP.

Occorre attendere ancora qualche giorno per vederne gli effetti completi.
Ecco una lista degli ultimi e più significativi aggiornamenti di Google
L’algoritmo di Google è in continua evoluzione: l’update di dicembre è il terzo significativo intervento dell’anno: esistono migliaia di modifiche minori (nel 2019 più di 3000)

Molti di questi aggiornamenti si riferiscono direttamente agli algoritmi di ranking di ricerca di Google e, quindi, impattano anche l’attività SEO.

Panda, Penguin, Hummingbird o RankBrain, sono ormai delle pietre miliari della storia di Google.
Uno dei primi aggiornamenti ad aver modificato significativamente le SERP e fatto crollare interi business è stato il Florida Update del 2003.

Questo aggiornamento è stato un chiaro momento e messaggio in cui Google ha iniziato la sua battaglia contro le tattiche di manipolazione evidenti.

Molti professionisti SEO concordano nell’indicare in Google Panda l’aggiornamento più impattante della storia recente del motore di ricerca: nel febbraio 2011 entrò in funzione il nuovo algoritmo, capace di rintracciare in maniera molto migliore la qualità di un contenuto.

Sembra che il rilascio dell’algoritmo Panda ha colpito il 12 per cento delle query in inglese, e tra il 6 e il 9 per cento delle query in italiano.

La base del suo funzionamento era la definizione di un punteggio di qualità assegnato alle pagine web utilizzato come fattore di ranking.

In concreto, Panda cercava di combattere i contenuti di scarsa qualità – come ad esempio contenuti duplicati e plagiati, e poi anche l’uso del keyword stuffing e testi sovraottimizzati.

Da quel momento, abbiamo dovuto fare i conti con le keyword long tail e con le varianti della parola chiave principale all’interno di un contenuto, perché Google aveva dimostrato a suon di penalizzazioni di non volere più premiare pagine di contenuti di bassa qualità.

Sono invece i link spam e i profili backlink non naturali gli obiettivi dell’aggiornamento Penguin di Google, lanciato nell’aprile 2012, che ha portato alla penalizzazione di tantissimi siti che basavano la propria strategia di link building su tattiche manipolative, fatte di link contenenti spam o non pertinenti, spesso con anchor text ottimizzato in maniera eccessiva.

Penguin ha chiuso le porte alle tecniche di creazione di link di bassa qualità. Secondo le stime ha colpito il 3 per cento dei risultati di ricerca.

Con Google Hummingbird l’algoritmo compie i primi passi decisivi verso quello che è il suo funzionamento attuale: Google inizia a interpretare meglio le query e a fornire risultati che corrispondono al search intent, riuscendo a interpretare il senso della frase e non solo a leggere i singoli termini all’interno della query.

Grazie all’elaborazione del linguaggio naturale, Hummingbird consente a una pagina di posizionarsi per una query anche se nel testo non contiene le esatte parole inserite dall’utente.

E questo impone quindi di dover ripensare alle strategie di keyword research, estendendo la ricerca ai concetti e alle esigenze dietro alle parole chiave e analizzando attentamente le query correlate, i sinonimi e i termini ricorrenti per creare contenuti che parlino la lingua del nostro pubblico e siano diversificati.

Nell’aprile 2015 Google inizia a porre il fuoco sulla navigazione mobile: l’aggiornamento Mobile sposta per primo infatti il focus da una versione desktop del sito web a quella da dispositivi mobile, intercettando il cambiamento in atto a livello globale.

È l’alba del mobile-first index, con cui Google indicizza e classifica i siti Web in base alla velocità e alla facilità d’uso delle loro versioni mobili.

Nell’ottobre 2015 nasce RankBrain un sistema di apprendimento automatico che aiuta il motore a comprendere il significato delle query e a fornire i risultati di ricerca con la migliore corrispondenza.
RankBrain è responsabile della personalizzazione dei risultati di ricerca di Google di uno specifico utente: l’algoritmo va oltre la query di ricerca di una persona e prende in considerazione anche il contesto generale, come sinonimi, parole implicite e cronologia di ricerca personale.

Nell’agosto 2018 debutta l’aggiornamento algoritmico medic update: sembra colpire in maniera notevole i siti di salute o comunque quelli collegati a decisioni in grado di alterare la vita delle persone (finanza, legge, istruzione).

Questo aggiornamento si collega all’implementazione dei segnali EAT (competenza, autorevolezza, affidabilità) di pagina e sito.

Nell’ottobre 2019 nasce Google BERT ( Bidirectional Encoder Representations from Transformers)
Questo sistema utilizza la tecnologia di elaborazione del linguaggio naturale per comprendere e interpretare meglio il linguaggio utilizzato nelle query, con una maggiore capacità di capire ogni testo e di identificare le entità e le relazioni tra loro.

BERT è l’ultimo aggiornamento insieme a Panda, Hummingbird e RankBrain, che ha allontanato il motore di ricerca dalla semplice “analisi” dalle parole chiave per lanciarlo verso la capacità di comprendere molte più sfumature della semantica delle ricerche.

Il motore di ricerca può meglio premiare una buona scrittura, che offra agli utenti contenuti con il giusto contesto e i necessari approfondimenti.

Un paragrafo a parte va dedicato ai broad core update, aggiornamenti dell’algoritmo principale del motore di ricerca che sono periodici e frequenti nel corso dell’anno (per esempio quello dello scorso dicembre).

Nelle settimane successive al rilascio, le SERP si modificano velocemente e molti siti vedono ampie oscillazioni nei posizionamenti (spesso negative).

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